sabato 17 gennaio 2009

...questa canzone? sfotte 'o Rre...

Da La Repubblica di oggi ... ReSilvio all'attacco ... contro tutto e tutti ...

... e così definisce la nostra ... una televisione "indegna di un paese civile", soprattutto per quel che riguarda i programmi in cui si fa satira sul presidente del Consiglio. (insomma come "Pulcinella quando ... sfotteva 'o Rre" ... ve lo ricordate Eduardo De Filippo?) ...

L'ennesimo attacco di ReSilvio alla tv si produce a Nuoro, dove ha partecipato a un'iniziativa nell'ambito della campagna elettorale di Ugo Cappellacci, candidato del Pdl alla presidenza della Regione Sardegna. E citando segnatamente "i programmi di seconda serata" osserva, "mi bastano cinque minuti per sentire qualcosa contro di me".

Ma la tv è solo uno degli argomenti toccati da ReSilvio nel corso della visita in Sardegna. Parla poi di Kakà, della crisi mediorientale, del conflitto di interessi, e annuncia di aver convocato per mercoledì un vertice con Lega e An per fare il punto sulla riforma della giustizia, si lamenta delle "polemiche politiche" che gli hanno fatto perdere consensi, definisce "comica e ridicola" l'accusa di abusare dei decreti e si indigna perché "mi chiamano pure dittatore". Infine si improvvisa archeologo fornendo ai cronisti una personale interpretazione della funzione dei nuraghi.

Mi fermo qui ... e, siccome siamo nel fine settimana ... e ci dobbiamo pure "svagare" un poco ... sono andato a ripescare alcuni brani di Eduardo De Filippo ...

ED ECCOLO, ALLORA, IL RE ... AL COSPETTO DI PULCINELLA ... ALTRO CHE SATIRA ... UN CAPOLAVORO !


E QUESTO E' UN "CONSIGLIO DEI MINISTRI" ... MODELLO RESILVIO ... CON TANTO DI MINISTRI E CORTIGIANI ...

...pensiero al vento...
insomma ... cambiano le epoche ... cambiano i RE ... ma le "regole" sono sempre le stesse ... e forse anche la "fine" dei Pulcinella ... di ogni tempo ...

venerdì 16 gennaio 2009

...AnnoZero e i commenti dei "guitti"...

Ieri sera ... prima che la trasmissione AnnoZero mi "addormentasse" perchè come sempre degenerata nel banale ... ho visto quanto successo nei primi minuti ... quando l'Annunziata (dopo essersi definita da sola per ben due volte ... e gratuitamente ... "str...za") ha aspramente battibbeccato con Santoro prima di piantarlo in asso nello studio ...

La cosa ... a dire il vero ... era iniziata subito male, con l'Annunziata che interviene a 360 gradi a parlare della crisi in medio-oriente, coinvolgendo nel discorso Hamas, Iran, Egitto, Libano e quant'altro ...

... e Santoro ... brusco ... che la interrompe cercando di mantenere il discorso nel tema che si è assegnato: parlare delle azioni di guerra in corso oggi a Gaza, delle reazioni della comunità internazionale, e di se-come-e-quando potranno finiranno i massacri contro i Palestinesi ...

L'Annunziata non ci resta bene ... ma abbozza ...

La trasmissione continua ... tranquilla fino al secondo intervento della Annunziata ... che interrompe un litigio tra due adolescenti (una israeliana e una palestinese) osservando solo che non le sembra il caso di lasciare un tema così importante in mano a due ragazzine ...

Ma ecco che Santoro perde la calma ... e la conversazione tra i due degenera ... fino all'abbandono degli studi da parte di lei ...

...pensiero al vento...
mi fanno ridere assai tutti i commenti di oggi ... perchè mi sembrano fatti tutti da persone che non hanno visto quello di cui parlano ... e parlano solo per partito preso ...

Parlare (come si è fatto) di problema di imparzialità ... mi sembra veramente ridicolo ... perchè il "fattaccio" è successo proprio nel momento in cui le due parti (israeliana e palestinese) erano parimente rappresentate ... e si stavano confrontando (anche se "in mano a due adolescenti") ... e una delle due aveva addirittura proposto all'altra che ci fosse, nelle loro vite, un periodo di scambio delle posizioni ... perchè ognuna potesse capire le ragioni, e le difficoltà, dell'altra ...

QUINDI ... altro che imparzialità! ... o no ?

CHE DIRE ALLORA IN SINTESI? ... che siamo un paese di "guitti" ... e mi riferisco ai nostri politici ... che "confezionano" le loro dichiarazioni ... come le vogliono sentire i loro elettori ... SPESSO senza capire bene di cosa stanno parlando ... che tristezza ... !!!

LA MIGLIORE DEL GIORNO? .. ovviamente quella di ReSilvio ... che ha plaudito l'Annunziata per aver "abbandonato lo studio" ... eheheh ... forse qualcuno dovrebbe ricordare a ReSilvio di quando fu lui ... ad "abbandonare lo studio" di 30 Minuti ... la trasmissione della stessa Annunziata ...
ECCO IL VIDEO ... era il 13 marzo 2006 ...


giovedì 15 gennaio 2009

...compleanni...

Ieri sera ... mentre rientravo a casa ... sono rimasto colpito da un manifesto e dal paio di messaggi che mandava ... ECCOLO ...

Dal manifesto ho tolto il simbolo del partito perchè voglio evidenziare i messaggi riportati e non il partito che li lancia oggi ...


PRIMO MESSAGGIO: "La questione morale è il centro del problema italiano"

SECONDO MESSAGGIO: "Basta con il bipolarismo degli affari"

Messaggi del 1981 ... che sembrano scritti oggi ... vero?


Per curiosità sono andata a vedere cosa accadeva ... o meglio ... cosa cominciava a combinare il nostro ReSilvio? ... ECCOLO (da Wikipedia.it) :


"Canale-5 nel 1981 trasmette il Mundialito, un torneo di calcio fra nazionali sudamericane ed europee, compresa quella italiana. Per tale evento, nonostante gli iniziali pareri sfavorevoli da parte di ministri del governo Forlani, ottiene dalla RAI l'uso del satellite e la diretta per la trasmissione in Lombardia, mentre nel resto d'Italia l'evento viene trasmesso in differita.
A partire dal 1981, Berlusconi inizia ad utilizzare la propria
rete di emittenti locali come se fosse un'unica emittente nazionale: registrando con un giorno d'anticipo tutti i programmi e le pubblicità e trasmettendo il tutto il giorno seguente in contemporanea in tutta Italia."

CAPITO? ... eravamo, insomma, all'inizio dell'intrallazzo ... che ancora oggi ... a quasi 30 anni ... continuiamo a "pagare" ...

Ma continuiamo ... proprio ieri ... forse mentre io fotografavo il manifesto ... un altro evento ... (un compleanno di 90 anni) ... segnava la giornata ...

ECCOLO ricordato da chi ... all'evento ... non ha partecipato ...

Dal Sito di IdV di oggi: "Chi sia Giulio Andreotti non è un mistero per nessuno, basta aprire Wikipedia per farsi un’idea sul suo passato politico e sulle sue discutibili relazioni. Se il Gruppo al Senato dell’Italia dei Valori non era ieri in Aula per festeggiare i 90 anni del Sen. Andreotti non è stato casuale, e non è stato certamente solo per una riunione interna, che pure c'è stata, come minimizzano i giornali (leggi trafiletto). Noi non c'eravamo perché non volevamo esserci, perché per noi Giulio Andreotti non è il modello di uomo politico da cui vorremmo fossero rappresentati i cittadini italiani. Continua a leggere "Andreotti, no grazie"

Ma anche qui ... cosa combinava Giulietto? ... sempre agli inizi degli anni '80? ... eccolo ... che lo ritroviamo al Ministero degli Esteri del primo governo Craxi ... SI, proprio lui ... Bettino l'amico di ReSilvio ... ADESSO è chiaro chi ha fatto trasmettere il Mundialito di cui sopra in tutta Italia ... ?

Sempre da Wikipedia.it:


"Andreotti fu nominato, nel 1983, Ministro degli Esteri nel primo governo Craxi, incarico che mantenne nei successivi governi fino al 1989. Forte della sua pluridecennale esperienza di uomo politico, Andreotti favorì il dialogo fra Usa e Urss, che in quegli anni si stava aprendo. All'interno del governo, si rese protagonista di diversi scontri con Craxi - prevalentemente surrettizi, come quando sussurrò ad un giornalista di essere stato "in Cina con Craxi e i suoi cari..." (il riferimento è al viaggio diplomatico che Craxi fece in Cina) - ma nella gestione filoaraba della politica estera fu oggettivamente in consonanza con il premier, schierandosi con lui nella questione della risoluzione negoziata del dirottamento della nave Achille Lauro."

E su "Giulietto" ... va ricordato (come personale messaggio di augurio) un pensiero a lui dedicato da Aldo Moro :


« (...) Si può essere grigi, ma onesti; grigi, ma buoni; grigi, ma pieni di fervore. Ebbene, On. Andreotti, è proprio questo che Le manca. Lei ha potuto disinvoltamente navigare tra Zaccagnini e Fanfani, imitando un De Gasperi inimitabile che è a milioni di anni luce lontano da Lei. Ma Le manca proprio il fervore umano. Le manca quell'insieme di bontà, saggezza, flessibilità, limpidità che fanno, senza riserve, i pochi democratici cristiani che ci sono al mondo. Lei non è di questi. Durerà un po' più, un po' meno, ma passerà senza lasciare traccia. Non Le basterà la cortesia diplomatica del Presidente Carter, che Le dà (si vede che se ne intende poco) tutti i successi del trentennio democristiano, per passare alla storia. Passerà alla triste cronaca, soprattutto ora, che Le si addice. »
(Aldo Moro su Giulio Andreotti)
Sarebbe troppo lungo ricordare (e quindi sintetizzo) che il bravo Giulietto ... NON E' STATO ASSOLTO (come titolò Bruno Vespa a Porta a Porta qualche anno fa) ... ma condannato in SECONDO GRADO ... e la condanna fu confermata in CASSAZIONE ma, per meno di un anno, i termini di prescrizione per il reato determinato erano scaduti ... quindi Andreotti fu dichiarato colpevole del reato per il quale era processato, ma non andrò in prigione.

Torno a casa, accendo la TV ... e che trovo per chiudere la serata? ... LA STORIA SIAMO NOI ... dedicata a Giuseppe Fava ... (MI DICO: avranno pensato di dedicare la trasmissione sull'antimafia a Giulietto per il suo compleanno?) ... e come direbbe "Lui": « A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si prende! » (di Giulio Andreotti) ...

Che dire di Fava ... che faceva ... anche lui ... all'inizio degli anni '80 ?

"Nella primavera del 1980 gli venne affidata la direzione del Giornale del Sud. Pippo Fava fece del Giornale del Sud un quotidiano coraggioso. L'11 ottobre 1981 pubblicò Lo spirito di un giornale, un articolo in cui chiariva le linee guida che faceva seguire alla sua redazione: basarsi sulla verità per «realizzare giustizia e difendere la libertà»[3]. Fu in quel periodo che si riuscì a denunciare le attività di Cosa nostra, attiva nel capoluogo etneo soprattutto nel traffico della droga."

Fava ... degli anni '80 ... ne avrebbe vissuti pochi ... perchè ucciso a Catania il 5 Gennaio 1984 ...

Ricordiamolo con alcune delle sue più famose dichiarazioni (anche per queste ... alcune sembrano dette oggi) :


« A che serve vivere, se non c'è il coraggio di lottare? »

« Qualche volta mi devi spiegare chi ce lo fa fare, perdìo. Tanto, lo sai come finisce una volta o l’altra: mezzo milione a un ragazzotto qualunque e quello ti aspetta sotto casa... »

« Mi rendo conto che c'è un'enorme confusione sul problema della mafia. I mafiosi stanno in Parlamento, i mafiosi a volte sono ministri, i mafiosi sono banchieri, i mafiosi sono quelli che in questo momento sono ai vertici della nazione. Non si può definire mafioso il piccolo delinquente che arriva e ti impone la taglia sulla tua piccola attività commerciale, questa è roba da piccola criminalità, che credo abiti in tutte le città italiane, in tutte le città europee. Il fenomeno della mafia è molto più tragico ed importante.... »

...pensiero al vento...
"ma a ''UNO'' come questo.....come fai a non ammazzarlo?" ... è con questo "messaggio al vento" che l'amico Gew, qualche giorno fa, mi ha mandato via email l'ultima intervista di Fava a Enzo Biagi (una settimana prima di essere ucciso) ...

...Obama in visita a Cuba?...

Secondo il Los Angeles Times … entrando alla Casa Bianca martedi' prossimo, Barack Obama potra' beneficiare delle stesse condizioni propizie che hanno mosso Kennedy, Ford, Carter e Clinton verso migliori relazioni con Cuba.

Il quotidiano rileva che e' ora di un cambiamento per la politica americana nei confronti dell'isola, proprio come accadde nel 1972 con la Cina, quando Richard Nixon annunciò il suo viaggio … e che "Un viaggio a Cuba di Obama non sarebbe meno storico".


Il mese di gennaio segna non solo il 50mo anniversario della rivoluzione cubana, ma anche l'anniversario della rottura formale delle relazioni tra Washington e l'Avana, avvenuta il 3 gennaio del 1961.

"Forse per la prima volta nell'ultimo mezzo secolo", sottolinea il quotidiano, tutto sembra propizio a "permettere a Obama di sciogliere il nodo gordiano che ha assillato tanti dei suoi predecessori". Ricordando il "relativo successo" ottenuto dal senatore dell'Illinois tra gli elettori di origine cubana, ovvero il 35% in Florida, rispetto al 25% dei consensi andati a John Kerry nel 2004, il quotidiano rileva che in campagna elettorale Obama si e' impegnato ad incontrare Raul Castro, fratello minore e più pragmatico di Fidel, che "si astiene dalla retorica anti-Usa" e che "ha offerto il dialogo in più occasioni".

"I summit necessitano di una preparazione accurata, certo -si legge- ma Obama dovrebbe mantenere il suo impegno il prima possibile".
INTANTO … SUI VIAGGI … “l'amministrazione Obama è impegnata a rimuovere le restrizioni sui viaggi a Cuba per famiglie di esuli cubani che dall'America vogliono visitare parenti sull'isola” … lo ha detto Hillary Clinton, nel corso dell'audizione in Senato per la conferma alla sua nomina a segretario di Stato. "Barack Obama" ha detto la Clinton ''ritiene che i cubani-americani siano i migliori ambasciatori di democrazia, libertà ed economia di libero mercato'' e vuole quindi rendere possibili loro viaggi a Cuba. Il prossimo segretario di Stato ha esortato il governo dell'Avana a compiere passi nella stessa direzione, mostrando la disponibilità a liberare prigionieri politici e agli scambi economici".

…pensiero al vento…
Ovviamente un viaggio a Cuba … e un incontro tra Obama e Raul … non può che essere visto con favore …

I tempi? … i modi? … saranno più chiari nelle prossime settimane …

Una sola preoccupazione vedo oggi … aiutato anche dai “fumi neri” sollevati dai "vecchi uscenti” …

E’ dichiarazione di ieri di Mr.Bush-che-torna-a-casa … un "messaggio di speranza" al popolo cubano, rivolto in particolare ai leader anti-comunisti in carcere, "messi a tacere dal despotismo e dall'oppressione".

Bush ha definito Cuba "una delle più crudeli dittature di cui questo emisfero sia stato testimone". Il presidente uscente ha detto che la sua amministrazione ha chiesto continuamente all'Avana “cambiamenti economici e politici e di tutelare i diritti umani".

"Gli Stati Uniti", ha aggiunto, "sono pronti a rispondere a qualsiasi richiesta di assistenza in questa fase di transizione verso la democrazia. Ma il regime di Castro ha risposto che la nostra offerta è stata la continua repressione del popolo cubano".

"Il mondo", ha concluso Bush, "è stato testimone di tante dittature, ma negli ultimi tempi ha visto cadere molti regimi e nascere la libertà per molti popoli assoggettati. Un giorno il popolo cubano avrà lo stesso dono".

Spero solo che Obama … non porti in “dono” una “democrazia” che non sia quella modello-Mr.Bush … esportata cioè con occupazioni militari, vittime civili, affari per multinazionali che sfruttano i luoghi e i popoli che “stanno democratizzando” …

"Gli Stati Uniti d'America e gli alleati europei hanno portato in Iraq una guerra i cui esiti sono ancora imprevedibili; una guerra preventiva alla ricerca di armi di distruzione di massa che non esistevano, una guerra per esportare democrazia e che ha creato uno stato coloniale." Secondo gli autori, le ragioni della guerra sono altre: si è voluto annientare una nazione per farne un mercato, a beneficio di aziende statunitensi (legate agli uomini dell'amministrazione Bush) ed europee. Il libro, accanto ad una rigorosa analisi geopolitica, fornisce dati, nomi e cifre dell'affare Iraq, con particolare riferimento all'Italia.

mercoledì 14 gennaio 2009

...Obama e Guantanamo...

La questione-Cuba sarà uno dei primi “compitini” per Obama …

Nel frattempo … i messaggi che giungono dagli Yankee-states sono contrastanti … e, mentre c’è attesa e ottimismo per il nuovo che si insedierà Martedì 20, c’è ancora tanto fumo nero e messaggi del vecchio che sta per adbicare.

E, per la serie dei "colpi di coda del vecchio” … ecco che il vicepresidente uscente Dick Cheney torna a parlare di Guanatanamo per sottolineare la sua convinzione che il carcere speciale realizzato all’interno della base militare americana per il nucleo duro dei “terroristi nemici” sia diventato «un simbolo per la sinistra in questo Paese e forse per alcuni nostri critici all’estero: hanno fatto una campagna così dura contro Guantanamo che ora non hanno altra scelta che chiuderlo».

Su Guantanamo ho dedicato su questo blog diversi post … ma penso sia utile riprendere soprattutto quello che racconta le origini della storia … dell’occupazione militare in quella parte dell’Isla (vedi per questo il post …AAA offresi baia a 4000 dollari all'anno... del 10 settembre 2008)

Agli occhi di Cheney, invece quella di Guantanamo è «una prigione ben gestita», ed è «una cattiva decisione» quella preannunciata da Barack Obama di ordinarne la chiusura.

COSA DICE INVECE IL “NUOVO” SULL’ARGOMENTO? … secondo il senatore democratico Russ Feingold, Obama si appresta a firmare nella prima settimana della sua presidenza ordini esecutivi che non si limitano a dare il via alla procedura di chiusura di Guantanamo, ma cancellano anche una serie di scelte dell’amministrazione Bush in tema di sicurezza nazionale: si parla di svolte su intercettazioni, antiterrorismo, modalità degli interrogatori, cattura e detenzione dei terroristi.

…pensiero al vento…
Per fortuna dal 20 prossimo, questo gentil signore sarà solo un “$gettonato$” pensionato … e poco potrà influire sui destini del mondo …


Per chiudere serve peraltro dire che lo stesso Obama avrebbe ammesso che sarà difficile risolvere il nodo Guantanamo nei primi cento giorni della sua presidenza: esperti di diritto e di questioni militari stimano che potrebbe passare anche un anno.

martedì 13 gennaio 2009

...chi è Hamas?...

Per capire cosa sta accadendo in Israele e Gaza ... serve dare voce a chi ha vissuto lì ...

Ecco un interessante reportage di William Sieghart, giornalista del Times on line :

"Gaza è una società laica dove la gente ascolta musica pop, guarda la tv, e molte donne camminano per strada senza il velo."

"La settimana scorsa ero a Gaza. Mentre ero lì ho incontrato una ventina di poliziotti che partecipavano a un corso in gestione dei conflitti. Erano ansiosi di sapere se gli stranieri si sentivano al sicuro da quando Hamas era al governo.

“Sì, certamente!” ho risposto.

Senza dubbio gli ultimi 18 mesi hanno visto una relativa calma per le strade di Gaza; nessun uomo armato per le strade, niente più rapimenti. Hanno sorriso pieni di orgoglio e ci hanno salutato con un arrivederci.

Meno di una settimana dopo tutti questi uomini erano morti, uccisi da un razzo israeliano durante una cerimonia di passaggio di grado. Erano “uomini armati e pericolosi di Hamas” ?

No, erano poliziotti disarmati, impiegati pubblici uccisi non durante un “campo di addestramento militante” ma nella stessa stazione di polizia al centro di Gaza City usata dagli Inglesi, dagli Israeliani e da Fatah durante il periodo in cui questi guidavano il paese.

Questa distinzione è cruciale perché mentre le terrificanti scene di Gaza e Israele vengono trasmesse nei nostri schermi televisivi, si sta combattendo anche una guerra fatta di parole che sta oscurando la nostra comprensione della realtà dei fatti.

Chi o cosa è Hamas, il movimento che il ministro della Difesa israeliano Ehud Barak vorrebbe annientare come se fosse un virus?

Perchè ha vinto le elezioni palestinesi e perché permette che vengano sparati razzi su Israele?

La storia degli ultimi tre anni di Hamas rivela come l’incomprensione riguardo a questo movimento da parte dei governi di Israele, degli Stati Uniti e Regno Unito ci abbia condotto alla situazione brutale e disperata in cui siamo.

La storia comincia circa tre anni fa quando “Cambiamento e Riforma”, il partito politico di Hamas, ha inaspettatamente vinto le prime elezioni libere e regolari del mondo arabo, in una piattaforma politica che vedeva la fine della corruzione endemica e il miglioramento dei quasi inesistenti servizi pubblici nella Striscia di Gaza.

Contro un’opposizione divisa questo partito apparentemente religioso si è impresso nella comunità a prevalenza laica tanto da guadagnare il 42 per cento dei voti.

I palestinesi hanno votato per Hamas perchè hanno pensato che Fatah, il partito del governo che hanno bocciato, li ha delusi. Nonostante la rinuncia alla violenza e il riconoscimento dello Stato d’Israele, Fatah non ha realizzato uno Stato palestinese.

E’ essenziale sapere questo per capire la cosiddetta posizione di rifiuto di Hamas. Che non riconoscerà Israele o rinuncerà al diritto di resistere finchè non sarà sicuro dell’impegno mondiale a raggiungere una soluzione per la questione palestinese.

Nei cinque anni in cui ho visitato Gaza e la Cisgiordania ho incontrato centinaia di politici e di sostenitori di Hamas. Nessuno di loro ha professato lo scopo di islamizzare la società palestinese, in stile talebano. Hamas conta troppo sui votanti laici per fare questo. La gente ascolta ancora la musica pop, guarda la televisione e le donne ancora scelgono se indossare il velo o no.

La leadership politica di Hamas è probabilmente la più qualificata nel mondo. Può vantare nelle sue file più di 500 laureati col titolo di dottorato, la maggioranza fatta di professionisti della classe media (dottori, dentisti, scienziati, e ingegneri).

La maggior parte della leadership di Hamas si è formata nelle nostre università è non ha maturato nessun odio ideologico contro l’Occidente. E’ un movimento basato sul malcontento, dedicato ad affrontare l’ingiustizia compiuta sul suo popolo. Ha coerentemente offerto una tregua di dieci anni per fornire uno spazio di respiro per poter risolvere un conflitto che continua ormai da più di 60 anni.

La reazione di Bush e Blair alla vittoria di Hamas nel 2006 è la chiave dell’orrore di oggi.

Invece di accettare il governo democraticamente eletto, hanno finanziato un tentativo di rimuoverlo con la forza; addestrando e armando i gruppi di combattenti di Fatah per rovesciare militarmente Hamas e imporre ai Palestinesi un governo nuovo e non eletto da loro.

Come se non bastasse, 45 membri del Parlamento di Hamas sono ancora detenuti nelle prigioni israeliane.

Sei mesi fa il governo israeliano ha accettato una tregua, mediata dall’Egitto, con Hamas.

In cambio del cessate il fuoco Israele ha acconsentito all’apertura dei valichi e permesso il libero flusso dei beni essenziali dentro e fuori da Gaza. I lanci di razzi sono terminati ma i valichi non sono stati mai totalmente aperti, e la popolazione di Gaza ha iniziato a morire di fame. Questo devastante embargo non è una vittoria della pace.

Quando gli occidentali chiedono che cosa abbiano in mente i leader di Hamas quando ordinano o permettono il lancio di razzi su Israele, non stanno comprendendo la posizione dei palestinesi. Due mesi fa le Forze di Difesa israeliane hanno rotto la tregua entrando a Gaza e cominciando di nuovo il ciclo di uccisioni.

Dal punto di vista palestinese ogni giro di razzi lanciati è una risposta agli attacchi israeliani. Dal punto di vista israeliano è il contrario.

Ma cosa significa quando Barack parla di distruzione di Hamas?

Significa uccidere il 42 per cento dei palestinesi che hanno votato per esso?

Significa rioccupare la Striscia di Gaza da cui Israele si è ritirato così dolorosamente tre anni fa?

O significa separare in modo permanente i palestinesi di Gaza e quelli della Cisgiordania, politicamente e geograficamente?

E per coloro il cui mantra è la sicurezza di Israele, quale sorta di minaccia costituiscono i tre quarti di un milione di giovani che stanno crescendo a Gaza con un odio implacabile contro chi li riduce alla fame e li bombarda?

E’ stato detto che questo conflitto è impossibile da risolvere.

In realtà, è davvero semplice. Il vertice delle mille persone che governano Israele (politici, generali e lo staff della sicurezza) e il vertice dei palestinesi islamisti non si sono mai incontrati.

Una pace che sia tale richiede che questi due gruppi si siedano insieme senza pregiudizi. Ma gli eventi di questi giorni sembra abbiano reso ciò più improbabile che mai. Questa è la sfida per la nuova amministrazione di Washington e per i suoi alleati europei.

...pensiero al vento...
un nuovo "compitino" per l'approcciante nuovo corso Obama? ... beh, dopo quello di Guantanamo, di Cuba e suo embargo ... anche per l'eterno conflitto israeliano-palestinese credo che il percorso sia lungo ... e che non esistono "cilindri" magici ...

Sono stato diverse volte in Israele e Palestina ... ho amici sia israeliani che palestinesi ... ed è vero quello che dice Sieghart nel suo articolo: ognuna delle due parti pensa che all'altra parte non basteranno concessioni o territori che ne chiederebbero sempre in più ... e che una pace duratura non si avrà mai.

Il mio pensiero è che una pace duratura non si potrà avere così facilmente ... anche per motivi "pratici" ... visto che metà della popolazione "israeliana" lavora e vive di "sicurezza" ... dall'aeroporto ai posti di blocco, dagli ingressi di tutti i ristoranti ai maggiori negozi ... tutto è "corredato" da un vigilantes, da una pattuglia di militari ... che "devono" controllare i tuoi documenti, i tuoi bagagli, i motivi dei tuoi spostamenti ... e la pace (se duratura) sarebbe l'inizio di una crisi economica e di occupazione ... non da poco !

domenica 11 gennaio 2009

..ultimo anniversario?...

Era l’11 gennaio del 2002 ... quando, ammanettati e bendati, i primi 20 detenuti di Guantanamo sbarcarono nella base militare americana a Cuba dopo un volo di circa 13mila chilometri dall’Afghanistan.

Ricorre quindi oggi ... il settimo anniversario dell’apertura della prigione più contestata del mondo ... anniversario che cade a pochi giorni dall’insediamento alla Casa Bianca del nuovo presidente degli Stati Uniti.


Dal 20 Gennaio ... Barack Obama succederà ad otto sciagurati anni di gestione "guarraiola" di Mr.Bush, e tutti ... ora ... sono in attesa delle sue decisioni su cosa fare del carcere e dei suoi attuali 250 detenuti.

Obama, nel corso della sua campagna "pubblicitaria" aveva promesso di chiuderlo e sembra che oggi il capo del Pentagono Robert Gates stia studiando le possibili soluzioni per mantenerne la promessa ... ma per il momento resta l’incertezza.

Ci sono da risolvere, infatti, interrogativi legali sullo status dei combattenti, nemici dei detenuti, e come far fronte alle esigenze di sicurezza legate a personaggi come Khalid Sheikh Mohammed, lo stratega reo confesso dell’attacco dell’11 settembre alle Torri Gemelle.
Nella giornata di oggi diverse organizzazioni umanitarie stanno ricordando l’anniversario con iniziative e manifestazioni legate dalla comune richiesta a Obama di annunciare la data della chiusura di Guantanamo ma non è chiaro se il Presidente eletto sarà in grado di farlo al momento del suo insediamento alla Casa Bianca.

...pensiero al vento...
Il 20 Gennaio è vicino ... e così anche il "pensionamento" di Mr.Bush ... sulle decisioni di Obama io non sarei tanto ottimista ... credo che i condizionamenti di quanti hanno "sponsorizzato" la sua vittoria si faranno sentire ... e quindi, per Guantanamo (come per l'embargo avverso Cuba) ci sarà da attendere "sagge" ma "meditate" decisioni ...

Una domanda nasce comunque spontanea ... sarà quello di oggi l'ultimo anniversario ?
SU GUANTANAMO: vedi anche i precedenti post pubblicati su questo blog