mercoledì 22 luglio 2009

...buone vacanze...

Anche "pensieri al vento" va in ferie ...

Ho chiuso ieri la scadenza di lavoro che ha "oppresso" i giorni e le notti di tutto il mese di Luglio ... ora (finalmente) si può "pensare" alle vacanze ...

Appuntamento a fine Agosto ...

...pensiero al vento...
il mio "pensiero per l'estate"? ...
... è dedicato a tutti quelli che si sono ritrovati "da soli al bar" ... e hanno visto "arrivare quattro ragazzini" ... che "volevano cambiare il mondo" ...

domenica 19 luglio 2009

...compromessi stoici...

Un tempo ... quando la politica era ancora terreno di confronto di ideologie ... faceva notizia ... il solo parlare di "compromesso" ...

Era infatti definito ... "storico" ... il progetto di "compromesso" in cui un partito di sinistra-vera, il PCI, potesse proporsi al "tavolo della pappa" ... assieme ai classici quadripartitici ... o pentapartitici dell'epoca ...

Tempo è passato ... le ideologie sono ormai appannate e annacquate ... la politica è il terreno del "compromesso" quotidiano ... e tutti ne seguono ed eseguono le regole ...

Il "Giornale" del Re ... sempre alla ricerca di "complici" da associare alle malefatte di Corte ... ha pubblicato in questi giorni un dettagliato resoconto sui "compromessi" di IDV in terra molisana ...

Il Molise viene definito subito la Ceppaloni di Tonino ... territorio dove accadono "cose incredibili".

Cose che da quelle parti sono notorie, ma il resto del Paese le ignora.

Prima domanda, subito: è concepibile che ci sia per esempio un’amministrazione, Città di Venafro, in cui il Pdl e l’Italia dei Valori governano insieme?

Non per modo di dire: si parla proprio di sindaco e assessori.

Seconda domanda: è normale che la società «Autostrade del Molise» abbia un’esclusiva spartizione di poltrone tra Antonio Di Pietro e Michele Iorio, leader locale del Pdl?

La terza domanda è di conseguenza: per quanto ancora sarà consentito che Michele Iorio, rieletto presidente della Regione, si faccia gli affari propri in spregio alla politica nazionale del maggior partito italiano?

La Città di Venafro è un centro importante della regione anche se è il meno Molisano di tutti: dista una novantina di chilometri da Napoli, è appiccicato alla Campania e di cognome fanno quasi tutti Cotugno.

Senza offesa per gli abitanti ... è un posto orribile gestito dal ras politico Nicandro Ottaviano (meriterebbe un libro solo lui, ora comunque è nel partito di Di Pietro) e da quelle parti è normalissimo che i sindaci decadano per incompatibilità ed è normale pure che l’acqua sia gratis (il Comune non riscuote le bollette) ed è acclarato, ancora, che il tasso di abusivismo edilizio farebbe sembrare Alto Adige anche la Calabria.
L’operazione politica, alle elezioni amministrative dell’aprile 2008, comunque è stata questa: per far fuori ogni concorrenza interna - questa la principale attività politica di Michele Iorio da lustri interi - il presidente della Regione, Iorio appunto, ha favorito la spaccatura del centrodestra e ha favorito la nascita di «Venafro sarà», un’incredibile lista-minestrone da contrapporre a quella dell’europarlamentare di centrodestra Aldo Patricello.

Nella lista di Iorio, che lui personalmente presentò ufficialmente il 27 marzo 2008, si mettevano insieme uomini di Forza Italia, di Alleanza nazionale, dell’Italia dei Valori e altre forze minori: il problema è che Iorio era il leader del futuro Pdl, non di una lista civica da contrapporre ad altri candidati di centrodestra.

Risultato: la lista di Iorio ha vinto, ma piuttosto che allearsi con la lista di Patricello, che è uomo di centrodestra con un certo ruolo anche a livello nazionale, ha preferito proseguire il grande abbraccio che in Molise segna i rapporti tra Iorio e Antonio Di Pietro.

Ergo: sindaco è diventato Nicandro Cotugno del Pdl che è subentrato così all’ex primo cittadino Vincenzo Cotugno, ineleggibile per una pronuncia giudiziaria; assessore al commercio invece è diventato Adriano Iannaccone dell’Italia dei Valori: presidente del consiglio comunale è infine divenuto Nico Palumbo, dell’Italia dei Valori pure lui.

Il grande gelo di Berlusconi nei confronti del Presidente della Regione, Iorio, nasce da qui: ne ha ben dato testimonianza primapaginamolise.it, quotidiano online che da tempo ha rotto ogni equilibrio informativo e ha gettato nel panico politici e amministratori locali. In tutto questo non abbiamo neanche nominato il Partito Democratico, che in teoria sin dal 2008 era già apparentato con l'Italia dei Valori ma che Di Pietro stesso ha regolarmente tagliato fuori da tutto: lo spiega bene anche la vicenda della società «Autostrade del Molise».

In scia all’allucinazione di costruire appunto un’autostrada da tre miliardi di euro in Molise, infatti, il Ministero delle Infrastrutture guidato da Di Pietro spartì col governatore forzista Michele Iorio ogni posto disponibile nell’organigramma: la presidenza e metà consiglio di amministrazione andarono a uomini di Iorio, l’altra metà a uomini di Tonino.

È pur vero che Di Pietro, per l’autostrada Brescia-Bergamo-Milano, aveva trovato un accordo temporaneo anche col governatore della Lombardia Roberto Formigoni: la differenza è che in Molise il rapporto con Iorio è stretto e fisiologico e appunto societario, tanto che non si contano, al riparo dalla stampa nazionale, le manifestazioni di reciproco e ormai consolidato elogio.

Ne discende un'altra inquietante domanda: che coerenza c’è tra il Pdl che governa il Paese e il suo rapportarsi con una forza politica che ogni giorno l'accusa di dittatura e fine della democrazia?

...pensiero al vento...
che dire? ... che i Valori, così difficili da affermare in Italia, in certe zone sono vittime di "compromessi stoci"?

certamente SI ...
alle storie del Molise ... si aggiungono quelle della Campania ...
Già ricordato il caso Porfidia ... deputato "ripulito" e passato al Gruppo Misto della Camera (con questa "furbata" ... IDV è rimasto "immacolato" da Parlamentari inquisiti !) ...
SU PORFIDIA vedi anche il post ..."valori" perduti... del 25 maggio scorso ...

Aggiungo solo che ... anche il buon De Magistris ... nell'ultimo suo comizio a Napoli, prese le distanze da un partito ... che in queste derelitta Regione ... è "stoicamente compromesso" ...

... e dove ... refernti locali ... fanno sì che di certi Valori ... non si possa e non si debba parlare ...

E Tonino? ... (s)finge di non sapere ...
MA NOI SIAMO PIU' TENACI DI LORO ... vero!!! ... amici "extra-capuattivi di sinistra" ???

venerdì 17 luglio 2009

...la verità ?...

la verità ? ...

è sotto gli occhi di tutti ...

ma (ahimè) nella mente di pochi ...

e (ri-ahimè) sulla bocca di quasi nessuno ...

...pensiero al vento...
serve aggiungere altro? ...
... penso propro di NO
e ... ri-ahimè ... w l'ipocrisia ...

giovedì 16 luglio 2009

...a Roma non far sapere...

"Una diaria di 290 euro! 'Sta miseria. Non ci si sta dentro. Questi non sanno cosa si prende al Parlamento italiano".

E' stato questo l'esordio europeo dell'ammastellato di Ceppaloni esternando il suo disappunto per le nuove "durezze" a cui sono sottoposti i 736 eurodeputati.

"Si prende meno che in Italia".

Lo urla in ascensore, sventolando furioso le carte che via via gli porgono i suoi assistenti.

Studia i chilometraggi. Chiede a Cristiana Muscardini, storica eurodeputata di An, ora nel Pdl assieme all'ex ministro di Prodi, come funzionino le firme-presenze per essere pagati.

Per albergo e vitto l'Unione Europea paga ai deputati 295 euro al giorno. Più una correzione legata alla durata del viaggio e alla distanza fra casa e aeroporto (tre euro al chilometro). Fino a questa legislatura gli euro erano 250: l'aumento è legato alla nuova normativa scattata all'Europarlamento.


Da quest'anno tutti i deputati guadagnano uguale: 7.666,31 lordi al mese, indicizzati sull'inflazione. Al netto, sono 5.700 euro. Con pensione dopo cinque anni, finito il mandato.

Finora invece gli stipendi erano equiparati a quelli dei parlamentari nazionali: gli italiani erano i Paperoni e adesso prendono meno; ma per lituani, bulgari, e molti altri è una pacchia.

Nel conto, poi, ci sono 4.402 euro al mese per spese generali: vere o no, non si deve dimostrare nulla. Solo essere presenti in aula almeno sette volte all'anno.

Altri 17.570 euro mensili, invece, sono per l'indennità di segreteria: stipendi e spese degli assistenti scelti dal deputato. Finora anche questa cifra era intascata senza ricevute, magari per collaboratori condivisi fra deputati.

...pensiero al vento...

Un vecchio detto recita "Al contadino non far sapere quant'è buono il cacio con le pere".

I proverbi sbagliano raramente e ... questo invita a tenere nascosta la prelibatezza di un accostamento azzardato solo in apparenza. Del resto i formaggi, specie quelli stagionati (com'è stagionato l'ammastellato di Ceppaloni) ... ben si sposano ad altri sapori dolci (com'è dolce il sapore delle rette e dei benefici parlamentari).

TRADOTTO IN INGLESE ... all'europarlamento si potrebbe dire:

"Don't let the farmer know how good is the pear with the cheese"


IN SINTESI:

Lui dice "Questi non sanno cosa si prende al Parlamento italiano" ...

IO (al posto suo) DIREI ... "non facciamo sapere sta cosa al Parlamento italiano" ... dovessero mai pensare a un adeguamento delle rette italiche ? ...

mercoledì 15 luglio 2009

...l'isola dei famosi...

Roberto Micheletti, il neo-dittatore di Bergamo alta ... ripartendo dal Costa Rica ha dichiarato di aver bisogno di qualche giorno di riposo, intanto (a riposo proprio non ci sta) perchè le sue "squadre" provvedono ad ammazzare il sindacalista Róger Bados e perchè nel frattempo fa un’offerta irricevibile all'ex presidente Mel Zelaya: "vieni, consegnati, ti processiamo e poi ti amnistiamo". SI, buonasera ! ... voi gli credereste ?

Intanto i giornalisti dei grandi media commerciali intanto se ne sono andati spontaneamente.

Fa caldo e se non la polizia, che non torce loro un capello, Tegucigalpa è comunque brutta e pericolosa come San Salvador, Medellin o Caracas. Si muore e si continuerà a morire per niente di povertà e violenza urbana, che al potere ci sia Mel Zelaya o Roberto Micheletti.

Quei pochi che volevano rimanere, Telesur e VTV, sono stati arrestati, chiusi in albergo, malmenati, presi di peso, ed espulsi dal paese.

Così i grandi media non saranno più costretti all’imbarazzo del condizionale “secondo l’emittente chavista Telesur avrebbero ammazzato un ragazzo [davanti agli occhi di migliaia di persone]”. Se non ci fosse stata Telesur a trasmettere in diretta quell’omicidio le tre scimmiette non avrebbero visto nulla così come non vedranno i prossimi omicidi di una repressione così forte da poter eliminare il coprifuoco.

Occhio che non vede, cuore che non duole.

Del resto in Honduras non succede nulla, lo dice Micheletti, e nessuno verificherà la notizia che Róger Bados, un sindacalista e un militante dell’organizzazione Bloque popular è stato assassinato ieri in casa sua a San Pedro Sula, la città industriale nel nord del paese.

Invece trova spazio sui media il fatto che se ne va dall’Honduras l’isola dei famosi, che cerca ora un’altra location da qualche parte nel mar dei Caraibi.

...pensiero al vento...
trasloca l’isola dei famosi ? ... chissà se davvero vanno via per il colpo di stato o perché tre anni di reality show erano già sufficienti a lanciare il nome di Cayo Cochinos, la baia favolosa ex incontaminata dove si realizzava il depriment-show di Rai2 e dove verrà realizzata una delle più grandi speculazioni edilizie ed ecomostro di tutto il Centroamerica: ... "venite a fare il bagno nella spiaggia dei famosi" ... il primo giro lo offre Micheletti?

martedì 14 luglio 2009

...le grandi innovazioni...

Grandi innovazioni che servono a chi sta bene,

poco a chi sta male,

pochissimo a chi non può,

ancor meno a chi non ha.

Questo è da cambiare ...

...pensiero al vento...

beata la speranza ... che le grandi innovazioni portino beneficio a chi non ha ...
CERTO .. ognuno potrà trovare esempi "isolati" che smentiscono il pensiero di oggi ... MA la sostanza dei fatti e la "regola generale" è, a mio parere, confermata ...
... progresso e grandi innovazioni ... aiutano chi sta bene ... a stare meglio ...

lunedì 13 luglio 2009

...sindaco mancato...

Beh ... ogni tanto qualcosa di "buono" ... sul Giornale del Re ... lo si trova pure ...

Ecco un piacevole articolo sul candidato sindaco Stefano Dornetti ...

Passerà nel Guinness dei primati come l’unico candidato sindaco al mondo, che non ha votato né al primo turno, né al ballottaggio.

«È completamente pazzo», direte voi... no, ha fatto una scelta di cui continua a essere convinto anche se la sconfitta - resa ancora più bruciante dai soli 320 voti di differenza - è arrivata.

Lui è Stefano Dornetti, candidato della Lega a sindaco di San Giuliano Milanese (48,90% di voti contro il 51,10% di Luigina Greco) in trasferta a Cuba proprio il giorno delle elezioni.

Il 6 giugno, infatti, invece di recarsi alle urne per dare l’esempio ai suoi concittadini e dare un primo voto a se stesso, ha fatto una scelta per la vita. È andato in chiesa e ha pronunciato il fatidico sì.

«Lasciamo da parte la politica in questo giorno» scriveva sul suo blog.

Dopodiché è partito per i Caraibi senza nemmeno informarsi sui dati delle affluenze.

Ha preso la valigia e si è diretto all’aeroporto. «Sono scaramantico...», diceva.

E la scena si è ripetuta ai ballottaggi:

nell’ultimo giorno utile per dare un voto, che mai si sarebbe potuto rivelare più utile, Dornetti è atterrato a Malpensa. Con nove ore di ritardo quando ormai il seggio era chiuso, ma tant’è.

Non si scompone minimamente, non fa nemmeno finta di prendersela con le compagnie aeree e i disservizi, la sua voce tranquilla non tradisce un filo di nervosismo.

Al primo turno non ha votato per scaramanzia, avrebbe votato al secondo?

«Sì certo, solo che l’aereo ha accumulato nove ore di ritardo, e non ce l’ho fatta. Altrimenti avrei votato: al ballottaggio bisogna vincere».

Evidentemente il sindaco ama il brivido, vuoi mettere una bella scarica di adrenalina e l’incertezza: chissà se arriverò in tempo?

Una bella idea quella di prenotare il volo di rientro l’ultimo giorno del ballottaggio...

«Eh forse sì, sono stato imprudente» risponde con l’amaro in bocca.

Si aspettava di perdere? «Certo che spiace, per soli 320 voti, la partita era tutta da giocare».

Com’è andata la luna di miele? «Molto bene».

Continua a essere convinto della sua scelta? «Sì, come avevo detto il giorno delle elezioni ho dato la precedenza alla famiglia, che per me è una priorità. I miei elettori apprezzeranno la mia coerenza: io ho basato la mia campagna elettorale sulla famiglia».

Nessun rimpianto quindi? «No assolutamente, anzi io vado fiero della mia scelta».

Aveva detto che lasciare la campagna elettorale al ballottaggio nelle mani della propria squadra era un segno di fiducia, che gli elettori avrebbero apprezzato. «Un sindaco deve imparare a delegare».

Fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio recita un detto popolare...

Mentre Dornetti era impegnato nella luna di miele a Cuba, tra doposole, mojito e discussioni sul rispetto dei diritti umani nel regno dei Castro con la sua novella sposa, il coordinatore Pdl a San Giuliano, Corrado Biondino, viene sorpreso in un parcheggio mentre si azzuffa con il sindaco uscente Marco Toni.

Tra schieramenti opposti non corre buon sangue? Il bilancio è di tre feriti.

Ha sentito cosa ha combinato la sua squadra di fiducia? Che ne pensa? «Sì, mi hanno raccontato, ma voglio sentire le due campane, vedremo subito di smorzare i toni, è normale che siano tesi».

Non teme che quando arriverà a San Giuliano tutto abbronzato e rilassato, prenderà anche lei un pugno in faccia? «Può darsi...».

In realtà nessuno sembra avere infierito sulla sconfitta di Dornetti, arrivato a San Giuliano «“poco abbronzato”, come mi hanno detto al comitato», stordito dal fuso orario e con un solo pensiero martellante in tesa: «Per soli 320 voti...».

...pensiero al vento...
che dire? ... Cuba val ben un posto da sindaco? ...

CERTO CHE SI, con la speranza però che il buon "sindaco mancato" non abbia passato le sue due settimane di vacanza-cuhana ... in un "all-inclusive" per ricchi ... come fanno in tanti (che poi "pensano" di essere stati a Cuba) ...

A QUEL PUNTO meglio "fermarsi" in Sardegna ... che fa lo stesso, si risparmia lo stress del "fuso orario" ... e forse si fa pure in tempo ad arrivare alle urne ...