domenica 19 dicembre 2010

...cupola planetaria...

ECCO un'analisi ... molto chiara e sintetica ... PER smetterla di parlare SOLO delle pruriggini di ReSilvio e della campagna delle vacche ... che siano esse "onorevoli" e non ...

NOTA:
questo post va letto come parte di una serie ... iniziata lo scorso anno ... VEDI "parliamo chiaro" ...

In un giorno fisso della settimana i capi delle nove banche principali si riuniscono in un club riservato, esaminano gli ultimi dati sull'occupazione, sui mutui immobiliari, sulla produzione manifatturiera, sui tassi di cambio delle principali valute (dollaro, euro, yen, yuan), sugli "spread" tra i principali debiti sovrani, sulle materie prime. 

L'esame dura un'ora o poco più. Poi tirano le somme e decidono come muoversi sui mercati oppure non muoversi e restare in attesa.

Nell'esame di tanto in tanto rientrano anche questioni politiche quando sono tali da influenzare l'andamento dei mercati, ma secondo gli informatori del New York Times la politica entra di rado nelle valutazioni della Cupola, salvo per ovvie ragioni quella americana e quella cinese.

Si fa un gran parlare, nella Comunità degli affari e nelle forze politiche, della necessità di liberalizzare i mercati e di mantenere viva la libera concorrenza in tutte le sue forme; perciò fa una certa sensazione apprendere che, nonostante le apparenze, i liberi mercati sono in realtà guidati da un vero e proprio comitato d'affari dotato di risorse pressoché illimitate e della potenza politica ed economica che ne deriva. 
Ma anche questo è un segreto di Pulcinella. Di comitato d'affari parlò per primo Carlo Marx negli anni Quaranta dell'Ottocento e, da allora, se n'è sempre continuato a parlare negli ambienti della sinistra internazionale. Questa volta però chi ne parla e ne fornisce i nomi è uno dei grandi giornali americani, di intonazione liberale e democratica ma non certo ideologicamente socialista.
...pensiero al vento...
Anche in Italia esiste un comitato del genere che sta a mezza strada tra la politica e gli affari e ha la sua base nelle partecipazioni intrecciate tra i vari membri che lo compongono. 
È un comitato che ha di mira soprattutto la stabilità dei poteri forti, con scarsa vocazione e scarse connessioni con la speculazione internazionale. La nostra piccola Cupola è piuttosto provinciale e si dipana tra Milano, Trieste, Torino. E naturalmente Roma. 

Sulla politica italiana, non sembra che quei nove signori che si riuniscono nel loro club di Manhattan se ne siano occupati granché se non per riderci su. Che a Palazzo Chigi ci sia ReSilvio oppure Letta oppure Tremonti oppure Casini non sembra che possa innescare ondate speculative. Sarebbe diverso se ci fossero elezioni: una campagna elettorale dura dai due a tre mesi, durante i quali c'è soltanto un governo in carica per l'ordinaria amministrazione. Una situazione del genere lascerebbe pascoli abbondanti alla speculazione.

Ma all'infuori di questa ipotesi - che tuttavia potrebbe verificarsi tra qualche mese - i cambiamenti di governo in un ventaglio che va dal centrodestra al Partito democratico non pesano un euro nelle valutazioni degli speculatori. Pesa invece la mancata crescita economica, la bassissima competitività, il deficit, l'elevata pressione fiscale, l'enorme debito pubblico, la coesione sociale sfarinata.
La speculazione è cinica, il comitato d'affari è cinico. Noi siamo una preda potenziale molto ghiotta e stiamo immobili ad aspettare che il club di Manhattan decida di saltarci addosso. 
Questa è la situazione, che meriterebbe d'essere corretta in fretta. Non saranno certo Scilipoti e Moffa e neppure i reverendi cardinali e vescovi di Santa Madre Chiesa a risolvere la questione. Preghino per l'Italia i principi della Chiesa se vogliono, e si occupino delle anime. Per tutto il resto sono soltanto un ingombro e quando l'attacco speculativo verrà non saranno certo loro a poterci aiutare.

sabato 18 dicembre 2010

...anno INTERripetibile...

Quinto titolo del 2010 ...

...pensiero al vento...
2010 ... anno INTERripetibile ... 

Milan/Juve/Roma/Napoli ... aspettateci che stiamo tornando ... nel frattempo fate pure qualche partitella tra di voi ... :)

venerdì 10 dicembre 2010

...non perdiamoli di vista...

E' un periodo molto pieno di impegni (come ogni fine anno ... ma quest'anno un pò in più e presto ne scriverò) ....

NON VOGLIO comunque perdere questo significativo evento, che ho trovato stamattina da La Repubblica ...

Appena nati, sono già divisi - Nascono i "responsabili nazionali"

Battesimo per il nuovo movimento formato da Domenico Scilipoti (ex Idv), Massimo Calearo (ex Pd) e Bruno Cesario (ex Margherita, ex Pd, ex Api). Ma su cosa fare il 14 hanno idee diverse ...

Un partito appena nato. 

Formato da tre persone con tre distinte posizioni. 

Di responsabilità se ne vede poca, nonostante il nome. Di divisioni abbastanza. Eccolo il Movimento di responsabilità nazionale, ultimo nato nel variegato panorama politico. Ne fanno parte tre deputati con alle spalle storie diverse: Domenico Scilipoti 1(ex Idv), Massimo Calearo (imprenditore portato nel Pd da Walter Veltroni con l'idea di aprire un canale di dialogo con i ceti produttivi del Nord Est) e Bruno Cesario (ex Margherita, ex Pd, ex Api). Oggi su "Bruno", 'Mimmo' e 'Massimo" si sono accesi i riflettori. I loro voti, nel pieno della compravendita in vista del voto di fiducia del 14 alla Camera, valgono oro.

I tre, per il battesimo del partito, si sono presentati alla stampa. Compatti, l'uno accanto all'altro. 
Compattezza che, però, si è sgretolata davanti alla domanda fatidica: che farete il 14? 
Pausa, velo di imbarazzo e poi via con l'articolata risposta: Scilipoti voterà la sfiducia (almeno ad oggi), Calearo si asterrà, Cesario sosterrà il governo. 
Un partito, tre deputati, tre idee diverse. 
Vista l'aria che tira, le premesse di un successo ci sono tutte.

Ma il variegato
orizzonte politico dei "responsabili nazionali" è tutt'altro che definito. Calearo, infatti, medita un'opera di convincimento: "La mia posizione riguardo al 14 dicembre è per l'astensione. Spero di convincere gli altri due. Lavoriamo per arrivare a una posizione comune". 
Tre teste una sola scelta: è questo il traguardo finale. Il resto è "politichese" dice Calearo. Anche se di riti come quello andato in scena oggi è piena la "vecchia politica".   

Una cosa, in realtà, li unisce veramente: oggi, tutti e tre, indossavano la stessa cravatta: blu con logo tricolore. 
L'unanimità cromatica è raggiunta. Per quella politica bisognerà attendere.

...pensiero al vento...
RESPONSABILI? ... quant'è bello l'Italiano, dove ogni termine ha 1000 diverse interpretazioni !!!

COSA DIRE? ... il prossimo 14, non perdiamoli di vista ...

mercoledì 8 dicembre 2010

...imagine...

L'8 dicembre 1980 moriva a New York John Lennon.

A ucciderlo Mark Eric Chapman che lo freddò all'uscita del Dakota Building con 5 colpi di pistola.

All'assassino, in carcere dal 1980, è stata recentemente negata per la sesta volta la richiesta di libertà vigilata.



 ...pensiero al vento...
La canzone è dedicata a tutti quelli che ancora non si sono stancati di METTERE  IN PRATICA ... quello che IMMAGINANO ...

Foto ... dal Parco Lennon, a La Habana ...

 

martedì 7 dicembre 2010

...Barrio Pogolotti...

Da cento anni una zona dell'Avana porta ancora il suo nome, Barrio Pogolotti, primo quartiere operaio fondato da uno dei tanti italiani che a fine '800 lasciò Giaveno, Torino, per trasferirsi a Cuba. 

"Mi Pogolotti querido" è il documentario diretto da Enrica Viola che racconta la storia di Dino Pogolotti e della sua migrazione a lieto fine. 

Il film sarà presentato in anteprima il prossimo 10 dicembre al 32esimo Festival Internacional del Nuevo Cine Latinoamericano de L'Avana ...

ECCO UN'ANTEPRIMA da La Repubblica ...  


...pensiero al vento...
ED ECCO UN BEL VIDEO y MUSICA ... da Youtube ...

venerdì 3 dicembre 2010

...las Chicas Solidarias...

Dal sito dell'amico Marco-Cubanite ... la proposta de “las Chicas Solidarias” un gruppo di ragazze italiane e cubane impegnate da anni in Italia a progetti di solidarietà verso Cuba.
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Hola amigos!
Per la stagione autunno-inverno 2010-2011 “las Chicas Solidarias” propongono: MAGLIETTA “CON CUBA NEL CUORE”
Cotone e Solidarietà 100%
Il prezzo è “variabile” tra 10 e 12 euro, a secondo degli ordinativi che riusciremo a raccogliere.

Purtroppo non abbiamo potenti mezzi, quindi, dobbiamo prima ricevere gli ordini.

Sono disponibili da uomo, donna o bambino.
Taglie (adulti) S – M – L – XL
Taglie bimbo: anni
Colore Bianco o Nero
Chiunque fosse interessato ci scriva una mail a proyecto.solidario@yahoo.it
entro il 15 dicembre 2010
Ani y Pols vi forniranno tutti i dettagli circa le modalità di pagamento ed i tempi di consegna.

Un abrazato solidario!
Ani y Pols


mercoledì 1 dicembre 2010

...dopo di Lui, il diluvio?...

ReSilvio ha forse inaugurato un modo nuovo di fare politica? 

No, perché pur provenendo dal mondo imprenditoriale, non ha dimostrato di essere migliore dei politici di professione. Lui è frutto di una politica corrotta (quella social-democristiana) e in questi suoi anni di governo non ha fatto altro che ampliare la corruzione a tutti i livelli.

Ha cercato anzitutto di svuotare di significato le istituzioni repubblicane (proseguendo sulla scia presidenzialista inaugurata da Cossiga e sposando un tema federalista caro alla Lega), ovvero ha cercato d'imporre uno stile autoritario di governo (che la Lega ha accettato solo perché le permetteva di andare al potere, pensando in tal modo di realizzare meglio l'obiettivo del federalismo).

Grazie al suo carisma personale ha potuto far passare questo stile come un'alternativa necessaria all'incapacità che ha il parlamento di risolvere i problemi della gente comune. Ha concentrato su di sé non solo il consenso delle generazioni che, pur essendo cresciute sotto il fascismo, ne sentono ancora la mancanza, ma anche i favori di quei ceti sociali antistatalisti che vogliono evadere il fisco, raggirare le leggi, eliminare lo Stato sociale (oppure servirsene a proprio esclusivo vantaggio). 

Ha inoltre ottenuto il plauso di quegli ingenui che pensano di poter diventare come lui partendo dal nulla, nonché l'appoggio di quei politici e cittadini triviali, che fanno dell'egoismo, del razzismo, del maschilismo e della volgarità il loro modus vivendi.

Può un uomo così avere dei seguaci, degli imitatori, dei successori? 

No, non può, perché è difficile avere il suo carisma. 

Quest'uomo sa parlare benissimo alle masse, ha una memoria eccezionale, è spiritoso, sa essere autoritario senza trascendere, non si fa impressionare dalle minacce, anzi sfrutta gli attentati come forma di propaganda, non si vergogna mai di nulla, è in grado di ribaltare la frittata come e quando vuole, facendo sembrare, come i gesuiti, bianco il nero e viceversa, venderebbe ghiaccio agli esquimesi, si vanta di essere un playboy anche di fronte ai cattolici, ha protestantizzato la politica stessa dei cattolici, sdogandola da riserve di tipo etico (tant'è che Cielle stravede per lui). 

Ha capito per la prima volta in assoluto che la politica non si fa in parlamento e, in un certo senso, neppure sulle piazze, se non c'è la televisione che lo riprende da vicino, e ha soprattutto convinto gli italiani che se avesse avuto più poteri avrebbe potuto fare cose straordinarie.

Un uomo così, che il mondo industrializzato comincia già a considerare come un modello da imitare, che tipo di eredità può lasciare al nostro paese? 

Considerando cioè che il governo che gli subentrerà non potrà impedire né il dissesto economico che incombe sul nostro paese (in quanto se Tremonti ha voluto salvare le sole banche, queste non stanno salvando le nostre aziende), né quindi l'acuirsi delle tensioni sociali, a causa della crescente disoccupazione e dell'immane precariato, così tipico del nostro paese, a causa soprattutto del fatto che tantissime aziende sono in bilico se chiudere o lasciarsi inglobare dalle più grosse, le quali peraltro sono sempre lì lì per delocalizzare, considerando dunque tutto questo, che tipo di governo ci vorrà per affrontare la prossima, inevitabile, drammatica situazione, che nel nostro paese avremmo avuto anche a prescindere dal crollo americano?

Qui gli scenari possibili sono solo tre.

Scenario n. 1: la Lega vuole il federalismo a tutti i costi. Pur di averlo, indurrà il centro-nord a staccarsi dal centro-sud, e qui è facile pensare che avremo un replay o della situazione jugoslava (molto dolorosa) o di quella cecoslovacca (molto pacifica). In una soluzione del genere il Sud, paradossalmente e inaspettatamente, potrebbe approfittarne per staccarsi dal fardello del Nord, che gli impedisce di svilupparsi.

Scenario n. 2: per ottenere un federalismo senza minare l'unità nazionale, si realizzerà un forte presidenzialismo all'americana, con aspirazioni di tipo militaristico. In questa soluzione chi ci rimetterà sarà soprattutto il Mezzogiorno e, in genere, tutti i cittadini nazionali, che si troveranno a pagare le tasse due volte: per il centro e per la periferia. Saranno però favoriti i ceti imprenditoriali più significativi (specie quelli bancari e le grandi imprese), del Nord e del Sud, ivi inclusa la criminalità organizzata.

Scenario n. 3: la sinistra si convince che l'esigenza del federalismo è giusta. E' disposta a diminuire progressivamente i poteri delle istituzioni centrali e, per far fronte al dissesto economico-finanziario che incombe, favorisce in tutti i modi la lotta contro la dipendenza dai mercati e dalle borse mondiali, promuove cioè tutte quelle realtà locali capaci di valorizzare le risorse del territorio.

La storia, che è maestra di vita, in quanto le cose si ripetono, ovviamente in forme e modi diversi, non prevede altri scenari. 

E' troppo presto infatti per ipotizzare una situazione in cui l'Unione Europea fa scomparire il concetto di "nazione", abolisce i parlamenti nazionali e impone un governo di tipo "continentale". Prima che si possa realizzare questo, bisogna che il federalismo abbia radicato l'illusione di un'effettiva autonomia locale.

In ogni caso è auspicabile che, qualunque sia lo scenario, gli italiani comincino a sostituire il culto della famiglia e del clan con quello della società civile.

...pensiero al vento...
dopo di Lui ... il diluvio? ... PENSO PROPRIO DI NO ... il peggio (per nostra fortuna) lo abbiamo raggiunto nel suo "ventennio" ...