sabato 29 marzo 2008

...dichiarazione di voto...

Riporto la dichiarazione di voto di Marco Travaglio. Penso sia interessante leggerla perchè contiene alcuni dei valori che condividiamo:

"Due anni fa votai per l’Italia dei Valori, soprattutto perché nel mio Piemonte candidava Franca Rame, persona straordinaria che sono felice di aver contribuito a mandare al Senato. Credo proprio che anche stavolta tornerò a votare per il partito di Antonio Di Pietro. Conosco le obiezioni dei critici:

la gestione padronale e personalistica del partito, da cui molti si sono allontanati;

la caduta di stile di far prendere al partito una sede in affitto in uno stabile di proprietà dello stesso Di Pietro;

la candidatura di personaggi come Sergio De Gregorio e Federica Rossi Gasparrini, puntualmente usciti dall’Idv dopo pochi mesi dall’elezione;

l’adesione di Di Pietro, come ministro delle Infrastrutture, al progetto del Tav per le merci in Valsusa (sia pure dialogando con le popolazioni e discutendo di un possibile nuovo tracciato, alternativo al famigerato «buco» da 54 km a Venaus);

la decisione di non chiudere la società Stretto di Messina, pur con la contrarietà ribadita al progetto del ponte;

il no alla commissione parlamentare d’inchiesta sui fatti del G8 (secondo me sacrosanto, visto che le commissioni parlamentari in Italia servono a confondere le acque e a ostacolare le indagini della magistratura; ma maldestramente motivato con la richiesta di indagare anche sulle violenze dei black bloc, quasi che il parlamento dovesse occuparsi dei reati dei cittadini comuni).

Per essere chiari: voterei molto più volentieri per un Einaudi o un De Gasperi redivivi.

Ma, in attesa che rinasca qualcuno di simile e riesca a entrare in politica, penso che l’astensione – da cui sono stato a lungo tentato – finisca col fare il gioco della casta, anzi della cosca.

Il non voto, anche se massiccio, non viene tenuto in minimo conto dalla partitocrazia: anche se gli elettori fossero tre in tutto, i partiti se li spartirebbero in percentuale per stabilire vincitori e vinti. E infischiandosene degli assenti, che alla fine hanno sempre torto.
Dunque penso che si debba essere realisti, votando non il «meno peggio», ma ciò che si sente meno lontano dai propri desideri."

...pensiero al vento...
Dopo i furori delle indagini di Mani Pulite ... dopo il lontano (e quasi dimenticato 1993) ... ho sempre considerato Di Pietro uno dei pochi politici italiani degni di ammirazione ... e sicuramente il "meno lontano" dai miei desideri ... che sono quelli di un BelPaese in cui la legalità sia al primo posto ... un BelPaese dove "al delitto segua la certezza della pena" ... e non dove (come accade oggi) al delitto segue il legittimo sospetto, l'incompetenza territoriale, e le meline e ostruzioni burocratiche di tutti i tipi per arrivare alla beata prescrizione ! ...

mercoledì 26 marzo 2008

...che strani che siamo...

Che strani che siamo. Tutti. Anche noi, popolo dei Blog ... popolo dei "non-ammastellati" ... popolo che pretenderebbe di "saper-pensare" senza "quei condizionamenti" ...
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Strani perchè? ... beh ... che stiamo pensando e in cosa sperando in questi giorni ? ... guardiamo i risultati dei sondaggi ... ascoltiamo le dichiarazioni ottimistiche del buon Walter ... e quasi ci crediamo ... che avremo un "risultato positivo" da queste finte-elezioni ... un "risultato positivo" in cui la Camera del BelPaese è in mano al PdL ... e il Senato è in mano al PD ...

E' questo il massimo a cui autorizzano di sperare oggi i vari sondaggi che riempiono le TV di ogni estrazione.

E quale effetto ci stiamo augurando ? ... avere il BelPaese bloccato ... in stallo assoluto ... con un unico obiettivo raggiunto: aver evitato una nuova Monarchia berlusconiana per 5 anni (che comunque non sarebbe poco!)...

...pensiero al vento...
Che tristezza ... dover sperare in un futuro di immobilismo ... e di tanti guitti da circo-televisivo ... riesco a salvare solo Di Pietro e la sua IdV ... ma che solitudine la sua voce coperta sempre da chi strilla di più ...

Un ultima considerazione:
dove sono finite le Liste Civiche di Grillo? ... non speravamo certo di vedere nelle TV-di -Stato ... ma il comico-politico (che tanto combatte i politici-comici) ... non le mette neppure sul suo Blog ! ... le ho cercate sulla pagina del suo sito:
ma non sono pubblicate ... ci sono tante spiegazioni su come crearle, certificarle ecc. ecc. ma poi non si capisce chi sono ... SE QUALCUNO trova maggiori informazioni me lo faccia sapere ...

domenica 23 marzo 2008

...buona Pasqua...

...pensiero al vento...
La Pasqua degli Ebrei è la ricorrenza della liberazione dalla schiavitù dell'Egitto ... per noi Cristiani è la resurrezione di Cristo ... auguriamoci allora, insieme a una Buona Pasqua, che si avverino presto le tante liberazioni e le tante resurrezioni di cui, ancora oggi, abbiamo bisogno ...

Vi segnalo un video ... di augurio per una vera rinascita delle coscienze ... (ringrazio l'amico Gew per avermelo segnalato):

venerdì 21 marzo 2008

...Tana a Dell'Utri, "signore" anti-mafia!...

Giuseppe Fava (ucciso perchè denunciò con coraggio i rapporti fra politica - mafia - banche): “Esiste infatti una realtà innegabile: perché la mafia possa amministrare le sue migliaia di miliardi, debbono pur esserci imprese private ed istituti pubblici, uomini d’affari o di politica capaci di garantire l’impiego e la purificazione di quell’ininterrotto fiume di denaro. La nazione ha finalmente il diritto di identificarli!”.

Rita Borsellino (sorella del giudice Paolo Borsellino, ucciso nella strage di via D'Amelio): “Mi si rivolta l’anima quando vedo tanti alzare le spalle mentre avvengono incredibili offese alla legge e alla legalità. No, bisogna gridare perché tutti si rendano conto di quel che accade. E non smettere di gridare finché non ci sentiranno anche coloro che non vogliono sentire”.



...pensiero al vento...

Vi segnalo un video da YouTube con Pietro Ricca che ieri ha tentato di intervistare il Sen. Dell'Utri ... "compare" di Silvio ... sul tema "cultura dell'anti-mafia" ... :

http://it.youtube.com/watch?v=mbkQYskrf3w

Guardate la reazione del Senatore "signore" anti-mafia ... poi decidete da che parte NON è possibile stare ...

giovedì 20 marzo 2008

...Emergenza democrazia...

Politica e potere ... politica e intrallazzo ... politica e malaffare ... accoppiate troppo spesso indissolubili ... troppo spesso vincenti.

Accoppiate disciolte e sconfitte solo nei finti-discorsi dei finti-di-destra e dei finti-di-sinistra ... che, anche in questa campagna elettorale, hanno fatto-finta di mettere la questione morale al centro dei loro programmi.

L'hanno fatta ... questa finta-manovra ... all'inizio della campagna elettorale, quando si era ancora abbastanza lontani dalle scelte di chi inserire nelle liste. Poi, arrivati al dunque, al momento cioè delle scelte ... tutto è tornato nella norma ... nella ragion di stato (di chi deve puntare a vincere ... a tutti i costi).

D'altronde ... come biasimarli?

Se in certe zone (soprattuto qui al Sud) la quasi totalità di VOTANTI ... vive e prospera nel malaffare ... anche i CANDIDATI e gli ELETTI ... non possono che essere lo SPECCHIO di tutto questo ...

Bisogna convincersi dell'esistenza di un'emergenza-democrazia ... e che questa non va portata solo in Iraq o in Afganistan, ma anche in Campania ... anche a Marcianise e San Cipriano d'Aversa: è notizia di questa settimana che il Consiglio dei Ministri ha sciolto i Consigli Comunali di Marcianise (con Sindaco di Forza Italia a capo di una giunta di centrodestra) e di San Cipriano d’Aversa (con Sindaco DS e maggioranza di centrosinistra). Insomma anche il malaffare rispetta la par-condicio ... e si lega e allea con chiunque ... basta che garantisca il giusto "ritorno d'affari" ...

Per San Cipriano non è la prima volta: già cinque anni fa sindaco e consiglieri furono spediti a casa perché sulla loro attività pesava l’ombra dei clan. Cosa ci aspettiamo che accada ora di diverso ... ora che a votare saranno chiamati gli stessi uomini degli stessi clan? ... NULLA ... cambieranno i nomi e forse il colore politico ... ma non la sostanza ...

...pensiero al vento...

La soluzione ... tanto facile da definire ... quanto difficile da attuare :

(1) rivedere il concetto di democrazia ... e non pensare che bisogna portarla solo in Iraq ...

(2) opporre un controllo del territorio dello Stato (anche militare) ... al controllo del territorio dei clan (che militare già è)

Senza una seria analisi dei punti (1) e (2) e senza provvedimenti seri e urgenti ... rassegnamoci ... non cambierà nulla ... se non nei finti-discorsi dei finti-anti-mafiosi !

sabato 15 marzo 2008

...al centro del problema...

Ogni tanto qualche voce-fuori-dal-coro ... la sentiamo ... qualche voce che arriva al-centro-del-problema proprio mentre i politici (quelli seri ... quelli dei doppi-petti, e delle auto, blu ... quelli dei lunghi battibecchi a Ballarò) ... fanno finta di litigare su finti-problemi ... l'ultimo finto-problema? ... se tenere il nostro contingente militare in Libano o rimandarlo in Iraq ... e (nell'uno o nell'altro caso) ... con quali regole di ingaggio (quelle passate? presenti? o future?) ... e in quale dei due paesi "portare-la-democrazia"? ...
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Problemi serissimi ... non obietto ... ma penso sarebbe più opportuno ... in questo momento elettorale ... non "anestetizzare" le menti del popolo del BelPaese con tali questioni ... quanto piuttosto chiedersi ...
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- come possiamo (e intendiamo) portare la democrazia in Campania ?

e poi:

- quali regole di ingaggio hanno e quali (più incisive) è necessario affidare a Polizia, Carabinieri, Esercito, Guardia di Finanza in Campania ?
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Quale è la voce-fuori-dal-coro di oggi? ... è quella di Roberto Saviano che dalle pagine di Repubblica fa il punto sul momento politico italiano e campano. Il quadro che ne esce è pessimo e ahimè ... pessimista.

Riporto l'articolo di Repubblica senza tagli ... perchè va letto per intero ... per il quadro che fa e per le riflessioni che suscita (alla fine un breve ...pensiero al vento...)

"NESSUNO vincerà le elezioni in Italia. Nessuno. Perché finora tutti sembrano ignorare una questione fondamentale che si chiama "organizzazioni criminali" e ancor più "economia criminale". Non molto tempo fa il rapporto di Confesercenti valutò il fatturato delle mafie intorno a 90 miliardi di euro, pari al 7 per cento del Pil, l'equivalente di cinque manovre finanziarie. Il titolo "La mafia s. p. a. è la più grande impresa italiana" fece il giro di tutti i giornali del mondo, eppure in campagna elettorale nessuno ne ha parlato ancora. E nessuna parte politica sino a oggi è riuscita a prescindere dalla relazione con il potere economico dei clan. Mettersi contro di loro significa non solo perdere consenso e voti, ma anche avere difficoltà a realizzare opere pubbliche. Non le vincerà nessuno, queste elezioni. Perché se non si affronta subito la questione delle mafie le vinceranno sempre loro. Indipendentemente da quale schieramento governerà il paese. Sono già pronte, hanno già individuato con quali politici accordarsi, in entrambi i schieramenti. Non c'è elezione in Italia che non si vinca attraverso il voto di scambio, un'arma formidabile al sud dove la disoccupazione è alta e dopo decenni ricompare persino l'emigrazione verso l'estero. E' cosa risaputa ma che nessuno osa affrontare.

Quando ero ragazzino il voto di scambio era più redditizio. Un voto: un posto di lavoro. Alle poste, ai ministeri, ma anche a scuola, negli ospedali, negli uffici comunali. Mentre crescevo il voto è stato venduto per molto meno. Bollette del telefono e della luce pagate per i due mesi precedenti alle elezioni e per il mese successivo. Nelle penultime la novità era il cellulare. Ti regalavano un telefonino modificato per fotografare la scheda in cabina senza far sentire il click. Solo i più fortunati ottenevano un lavoro a tempo determinato. Alle ultime elezioni il valore del voto era sceso a 50 euro. Quasi come al tempo di Achille Lauro, l'imprenditore sindaco di Napoli che negli anni cinquanta regalava pacchi di pasta e la scarpa sinistra di un paio nuovo di zecca, mentre la destra veniva recapitata dopo la vittoria.

Oggi si ottengono voti per poco, per pochissimo. La disperazione del meridione che arriva a svendere il proprio voto per 50 euro sembra inversamente proporzionale alla potenza della più grande impresa italiana che lo domina.

Mai come in questi anni la politica in Italia viene unanimemente disprezzata. Dagli italiani è percepita come prosecuzione di affari privati nella sfera pubblica. Ha perso la sua vocazione primaria: creare progetti, stabilire obiettivi, mettere mano con determinazione alla risoluzione dei problemi. Nessuno pretende che possa rigenerarsi nell'arco di una campagna elettorale. Ma nel vuoto di potere in cui si è fatta serva di maneggi e interessate miopie prevalgono poteri incompatibili con una democrazia avanzata.

E' una democrazia avanzata quella in cui 172 amministrazioni comunali negli ultimi anni sono stati sciolti per infiltrazione mafiosa? O dove dal '92 a oggi, le organizzazioni hanno ucciso più di 3.100 persone? Più che a Beirut?

Se vuole essere davvero nuovo, il Partito Democratico di Walter Veltroni non abbia paura di cambiare. Non scenda a compromessi per paura di perdere.

Il governo Prodi è caduto in terra di camorra. Ha forse sottovalutato non tanto Clemente Mastella, il leader del piccolo partito Udeur, ma i rischi che comportava l'inserimento nelle liste di una parte dei suoi uomini. Personaggi sconosciuti all'opinione pubblica, ma che negli atti di alcuni magistrati vengono descritti come cerniera tra pubblica amministrazione e criminalità organizzata.

Nel frattempo il governo ha permesso al governatore della Campania Bassolino di galleggiare nonostante il suo fallimento nella gestione dell'emergenza rifiuti. E non ha capito che quella situazione rappresenta solo l'esempio più clamoroso di quel che può accadere quando il cedimento anche solo passivo della politica ad interessi criminali porta allo scacco.

Tutto questo mentre il centrodestra guidato da Silvio Berlusconi assisteva muto o giustificatorio ai festeggiamenti del governatore della Sicilia Cuffaro per una condanna che confermava i suoi favori a vantaggio di un boss, limitandosi a scagionarlo dall'accusa di essere lui stesso un mafioso vero e proprio.

La questione della trasparenza tocca tutti i partiti e il paese intero.

Inoltre molta militanza antimafiosa si forma nei gruppi di giovani cattolici i cui voti non sempre vanno al centrosinistra. Anche questi elettori dovrebbero pretendere che non siano candidate soubrette o personaggi capaci solo di difendere il proprio interesse. Pretendano gli elettori di centrodestra che non ci siano solo soubrette e a sud esponenti di consorterie imprenditoriali.

E mi vengono in mente le parole che Giovanni Paolo II il 9 maggio del 1993 rivolse dalla collina di Agrigento alla Sicilia e all'Italia ferita dalle stragi di mafia: "Questo popolo... talmente attaccato alla vita, che ama la vita, che dà la vita, non può vivere sempre sotto la pressione di una civiltà contraria, civiltà della morte... Mi rivolgo ai responsabili... Un giorno verrà il giudizio di Dio". Parole che avrebbero dovuto crescere nelle coscienze.

È tempo di rendersi conto che la richiesta di candidati non compromessi va ben oltre la questione morale. Strappare la politica al suo connubio con la criminalità organizzata non è una scelta etica, ma una necessità di vitale autodifesa.

Io non entrerò in politica. Il mio mestiere è quello di scrittore. E fin quando riuscirò a scrivere, continuerò a considerare questo lo strumento di impegno più forte che possiedo. Racconto il potere, ma non riuscirei a gestirlo. Non si tratta di rinunciare ad assumersi la propria responsabilità, ma considerarla parte del proprio lavoro.

Tentare di impedire che il chiasso delle polemiche distolga l'attenzione verso problemi che meno fanno rumore, più fanno danno. O che le disquisizioni morali coprano le scelte concrete a cui sono chiamati tutti i partiti. È questo il compito che a mio avviso resta nelle mani di un intellettuale. Credo sia giunto il momento di non permettere più che un voto sia comprabile con pochi spiccioli. Che futuri ministri, assessori, sindaci, consiglieri comunali possano ottenere consenso promettendo qualche misero favore. Forse è arrivato il momento di non accontentarci. Nel 1793 la Costituzione francese aveva previsto il diritto all'insurrezione: forse è il momento di far valere in Italia il diritto alla non sopportazione. A non svendere il proprio voto. A dare ancora un senso alla scelta democratica, scegliendo di non barattare il proprio destino con un cellulare o la luce pagata per qualche mese."

...pensiero al vento...
Da "IL MONDO CHE VORREI" ... CD di Vasco che uscirà il prossimo 28 Marzo:
"Ed è proprio quello che non si potrebbe che vorrei ...
ed è sempre quello che non si farebbe che farei ...
ed è come quello che non si direbbe che direi ...
quando dico che non è così IL MONDO CHE VORREI"
...
"Ed è proprio quando arrivo li che già ritornerei...
ed è sempre quando sono qui che io ripartirei ...
ed è come quello che non c'è che io rimpiagerei...
quando penso che non è così IL MONDO CHE VORREI"

E' questa la soluzione allora? ...
... per avere il MONDO CHE VORREMMO?
VOLERE...quello che non si potrebbe...e non s'è potuto fino ad oggi ?
FARE...quello che non si farebbe...e non s'è fatto fino ad oggi ?
DIRE...quello che non si direbbe...e non s'è detto fino ad oggi ?

FORSE SI ... CERTO ... ma solo se riusciremo a non farci distrarre da sterili discussioni su Libano e Iraq ... solo se riusciremo a VOLERE-FARE-DIRE quello che veramente serve per l'Italia ... per Caserta ... per la Campania ...

venerdì 14 marzo 2008

...ridiamoci sopra...(sposate mio figlio#2)

Noi italiani si sa ... siamo un popolo che riesce a sorridere su tutto ... e quindi anche la Silviata di ieri (vedi post su "sposate mio foglio") ... ha suscitato, insieme allo sdegno di quanto hanno ancora un cervello funzionante, anche un'ironica reazione di un gruppo di precari che ha lanciato oggi l''Istanza di matrimonio" che trovate qui sotto pubblicata.
...pensiero al vento...
Ridiamoci sopra ... per non piangere !

ISTANZA DI MATRIMONIO


RACCOMANDATA A.R.
Roma, 13 marzo 2008
A Pier Silvio Berlusconi
Vice Presidente Mediaset
Viale Europa 46,
20093 Cologno Monzese
Milano

Oggetto:
Istanza di matrimonio ai sensi delle dichiarazioni del candidato premier del PDL Silvio Berlusconi nel corso del programma "Punto di Vista" del Tg2 del 13 marzo 2008

Il/La sottoscritto/a ______________________, nato/a a _________ il _______________, residente a ______________, in Via/Piazza _________________________, (Codice Fiscale _____________________), lavoratore/trice precario/a della Repubblica italiana,
facendo seguito alle dichiarazioni del candidato premier del PDL Silvio Berlusconi nel corso del programma "Punto di Vista" del Tg2 del 13 marzo 2008 rivolte ad una giovane lavoratrice precaria, che si riportano per intero:
"Io, da padre -ha risposto Berlusconi sorridendo- le consiglio di cercare di sposare il figlio di Berlusconi o qualcun altro del genere; e credo che, con il suo sorriso, se lo può certamente permettere".

ED ESSENDO IN POSSESSO DEI REQUISITI PREVISTI DALLE SUDDETTE DICHIARAZIONI (CONDIZIONE DI LAVORATORE/TRICE PRECARIO/A E LODEVOLE SORRISO, -n.b. requisito quest’ultimo acquisito a seguito dei ripetuti colloqui per i rinnovi dei contratti)


CHIEDE


di potersi sposare con Lei e nelle more dell’espletamento della cerimonia di poter essere mantenuto/a con adeguato assegno di mantenimento.
Ai allega a tal fine foto attestante il requisito del lodevole sorriso.

Si dichiara altresì di non aver inviato analoga istanza ad altro milionario.

Città, ………… (data)

FIRMA (nome e cognome leggibili)