Qui da noi, ogni qualvolta il centro sinistra si trova con l’acqua alla gola, si ricorda della necessità di una riforma degli “ammortizzatori sociali”... (che patetici i nostri finti-di-sinistra!)mercoledì 11 marzo 2009
...ammortizzatori sociali (1)...
Qui da noi, ogni qualvolta il centro sinistra si trova con l’acqua alla gola, si ricorda della necessità di una riforma degli “ammortizzatori sociali”... (che patetici i nostri finti-di-sinistra!)martedì 10 marzo 2009
...in difesa di Tonino...
...pensiero al vento...
purtroppo la verità ... non piace sentirla ... e ANCHE QUESTE REPLICHE ... resteranno "merce per pochi" ...
"QUANT'E' DIFFICILE SVEGLIARE ... CHI FA FINTA DI DORMIRE !?!"
...dis-informazione italica e SAT cuhani...
Non riesco a spiegare a parole come si sta bene ... a vivere senza i fattarielli che ci propinano ogni giorno ... e senza i finti litigi-politici da Bar dello Sport ... insomma a sentirsi "ospite" in un Paese di ca...ari ... (le due "z" aggiungetele pure voi) ...lunedì 9 marzo 2009
...discorso all'Umanità...
... e diffondo il discorso di Charlie Chaplin nei panni di un Dittatore redento ... giustamente definito da Fo "un pezzo di Storia della Cinematografia" ... con l'auspicio che possa essere "studiato nelle scuole" !
...pensiero al vento...
... il video si chiude con questi versi ...
Alimenta la tua mente
con pensieri rassicuranti.
Per avere una mente ricolma di pace
basta riempirla di pace.
E' la cosa più semplice che ci sia ...
... la mia cura "vivere senza TG" continua, si vede ... eh !?!
...scontro frontale...
e invita alla prudenza ...
Ancora una volta
il mondo dei "ricchi"
ha espresso il suo disagio ...
Sempre in cammino
sopra una corda
sempre più tesa ...
Ti sembra di cedere
ad ogni nuovo passo
e vedi già il finto-terrore
di chi non aspetta altro
che vederti cadere ...
Finto mondo, quello dei "ricchi"
che parte alla ventura
senza allacciare la cintura ...
e sbanda, e si scontra
contro il muro studiato
messo lì ... apposta ad attenderlo ...
Lo scontro è frontale ...
previsto, atteso, quasi cercato ...
Mille cocci, sparsi dovunque ...
Accorrono in tanti
... ogni pezzo ha un valore
nel mondo dei "poveri" ...
E tu resti lì
con mille dolori
e al disagio subentra il terrore ...
La corda è lì
sospesa nel vuoto ...
sempre più tesa
ancora non si è spezzata
e forse non si spezzerà mai ...
Mille sguardi ti attendono al varco
... hanno pagato il biglietto della tua vita
e non vogliono restare delusi ...
Ma il terrore del risveglio ti frena ...
non sai bene cosa ti sei rotto
e non sai bene se avrai più
la forza di tornarci ...
... su quella corda ...
Isi ha visto muchos de ello
e invita a la prudencia...
Una vez más
el mundo de los "ricos"
ha expresado su malestar...
Siempre en camino
sobre una cuerda
cada vez más tensa...
Te parece de ceder
a cada nuevo paso
y ya ves el falso-terror
de quien no espera otra cosa
que verte caer...
Falso mundo,
aquel de los "ricos"
que parte a la suerte
sin abrochar el cinturón...
y derrapa, y se estrella
contra el muro estudiado
puesto allí... de propósito a esperarlo...
El choque es frontal...
previsto, esperado, casi buscado...
Mil barros, esparcidos dondequiera...
Acuden en muchos
...cada trozo tiene un valor
en el mundo de los "pobres."…
Y tú quedas allí
con mil dolores
y al malestar sucede el terror...
La cuerda esta allì,
cada vez más todavía
ala no se ha partido
y quizás no se partirá nunca...
Mil miradas te esperan al paso
...han pagado el billete de tu vida
y no quieren quedar decepcionados...
Pero el terror del despertarte te contiene...
no sabes bien qué te has roto
y no sabes bien si tuvieras más
la fuerza de volver allí...
... sobre aquella cuerda...
...eccessi...
Eccessi
Gli occhi parlano più che la bocca
e hai parlato più di quello che avresti dovuto.
La vita riscuote interessi per ogni guadagno secondario.
È chiaro (per te è oscuro),
che l’ablazione è stata sproporzionata:
La gelosia dei corvi ha finito per estirpare lo sguardo
con il nero dispiegare delle loro ali.
Ed ecco la versione ispanica ...
Excesos
Los ojos hablan más que la boca
y hablaste más de lo que debías.
La vida cobra intereses por cada ganancia secundaria.
Está claro (oscuro para ti),
que la ablación ha sido desmedida:
El celo de los cuervos terminó por extirparte la mirada
con el negro desplegado de sus alas.
...pensiero al vento...
"... los ojos hablan más que las diferencias de los lenguajes..." ? ... anche questi versi sono affidati al vento ... che spira in direzione Havana ...
domenica 8 marzo 2009
...poesia cuhana...
Bienvenido
Controllo dogana, domande di rito
e in pochi minuti l’Isla mi accoglie.
E’ con voce tremante che l’ispettora
mi saluta con un insolito caldo “Bienvenido”.
Mi colpisce, mi emoziona
ma al momento non capisco.
Saluto anch’io e vado via
col carico di cultura
dei libri di Isidro.
Per capire mi basta
una mezza giornata e l’incontro
al Prado con Janet,
minuta e fragile figlia
di un’Isla sempre
troppo generosa con tutti.
Janet è senza mamma
da sempre e la vita
l’ha fatta crescere troppo in fretta.
Crescere SI, ma solo dentro
perché fuori mostra a tutti solo il lato
sbarazzino e conturbante della sua età.
Momenti magici, unici
forse irripetibili si susseguono
per giorni, momenti spesso scanditi
dalla casualità degli incontri.
E l’emozione della dogana
ritorna ed irrompe con prepotenza,
al momento del saluto,
con il suo (saluto) sussurrato tremante
a mezza voce:
"Quiero que no te vayas!".
E invece devo andare, piccola barbie,
la vita sa essere una fata per
donarti quanto e più di quanto
tu non avresti mai osato desiderare,
ma subito dopo sa diventare
una strega senza cuore per abbandonarti
naufrago in un mare di emozioni in tempesta.
E come il canto di una sirena
mi sembra di risentire la tua voce :
“… no se puede … no se hace …… yo quiero a una mamá … “
Bienvenido
Control aduana, preguntas de costumbre
y en pocos minutos la Isla me acoge.
Es con voz temblorosa que la inspectora
me saluda con un insólito caliente "Bienvenido."
Me afecta, me emociona
pero ahora no entiendo.
Yo también saludo y voy afuera
con la carga de cultura
de los libros de Isidro.
Para entenderme me es suficiente
ya un medio día y el encuentro
al Prado con Janet,
menuda y frágil hija
de una Isla siempre
demasiado generosa con todo.
Janet está desde siempre sin mamá
y la vida la ha hecho crecer demasiado de prisa.
Crecer, pero sólo dentro
porqué afuera muestra a todo el mundo
sólo el lado pillo y conturbante de su edad.
Momentos mágicos, únicos
quizás irrepetibles se suceden
por días, momentos a menudo recalcados
por la casualidad de los encuentros.
Y la emoción de la aduana
vuelve y desborda con prepotencia,
al momento del saludo,
con el suyo, saludo, susurrado temblorosa
a media voz:
"¡Quiero que no te vayas!".
Y en vez tengo que ir, pequeña barbie,
la vida sabe ser un hada para
donarte màs, y màs de lo que tú no habrías nunca osado desear,
pero inmediatamente después de sabe convertirse
en una bruja sin corazón para abandonarte
naufrago en un mar de emociones en tempestad.
Y como el canto de una sirena
me parece de oìr nuevamente tu voz :
"… no se puede … no se hace …
… yo quiero a una mamá … "
...pensiero al vento...
tanto vento ci vuole ... da qui ad Havana ...



MISSIONE COMPIUTA...