domenica 31 ottobre 2010

...gli indiani che non si arresero mai...

Storia degli indiani Seminole ...

I Seminole non vengono mai piegati ma non sono guerrieri come gli Apache o i Sioux. Sono pacifici pescatori e contadini con una cultura fortemente matriarcale e sono convinti che gli stranieri sono preziosi perché portano nuove idee e soprattutto figli più forti se fanno l’amore con le loro donne. Hanno il culto dell’ospitalità sessuale, qualche cosa di simile a quel che ci racconta il greco Erodoto, cronista del 400 a.C. quando resta sconvolto visitando Babilonia e scoprendo che le donne, anche le regine, prima di potersi sposare devono assolutamente far l’amore con uno straniero presso il tempio della Dea Madre. Così i Calusa, dai quali i Seminole discendono, accolgono naufraghi, schiavi neri fuggiti, indiani sconfitti e si fanno raccontare tutto.

Quando arriva il primo esercito spagnolo conoscono già i fucili e della doma dei cavalli e non si spaventano. E sanno anche che gli spagnoli sono bugiardi e non credono alle loro promesse di pace.

La resistenza di questi indiani della Florida tiene testa a tutte le spedizioni successive, fino a quando il re di Spagna, stanco di perdere navi e soldati in quelle imprese disastrose vieta la colonizzazione della Florida perché abitata da mostri.
E per più di 150 anni i bianchi rinunciano a conquistare i territori restati indiani. Un fatto incredibile, unico. Che sarebbe degno di comparire sui libri di storia e che invece è quasi completamente sconosciuto.

Le guerre seminole

I tentativi di togliere a questi nativi i loro territori riprendono con veemenza intorno al 1780. I nordamericani schiavisti non sopportano più che centinaia di neri possano scappare dalle piantagioni e trovare rifugio presso i Seminole, dove costruiscono villaggi di Marrones (schiavi fuggiti). Ordinano quindi che gli schiavi vengano restituiti e i Seminole rispondono: “Veniteveli a prendere!”.

I Seminole che non sono una vera e propria tribù ma una fusione tra i gruppi di indiani che resistono in Florida fin dal 1500 e altri che sono giunti lì fuggendo da altri territori invasi dagli europei, non hanno né re né capi, scelgono democraticamente ogni volta chi li comanderà in guerra. Hanno quindi Capi di Battaglia che discendono da antiche famiglie Calusa o Creek e leader meticci, mulatti, neri e ci sono con loro alcuni bianchi rinnegati.

Tra questi William Augustus Bowles un ex soldato anglodanese che prima diventa attore e poi capo indiano che guida la resistenza contro gli spagnoli. Nel 1790 proclama l’indipendenza della nazione Muskogee nella quale raccoglie decine di tribù indiane, alcune migliaia di schiavi ribelli, e parecchi europei convertiti. Con un esercito incredibile e 3 navi sbaraglia gli spagnoli e poi dichiara guerra agli Usa e resiste 3 anni prima di venire catturato a causa di un tradimento.

E c’è la storia di una specie di Arlecchino nero, che nel 1800 diventa famoso perché con la sua parlantina riesce a truffare i bianchi, vendendo a un generale per 30 volte le stesse 2 tartarughe che poi ogni sera gli rubava. Questo nero, John Horse, è un pazzo scatenato che organizza comizi-spettacolo clandestini dentro le piantagioni per convincere gli schiavi a ribellarsi, raccoglie così un battaglione di 300 neri e attacca gli europei, ma siccome i suoi soldati sono terrorizzati si mette a fare il buffone saltando e ballando e mostrando il deretano ai soldati bianchi che incredibilmente continuano a sparare senza colpirlo. E lui insulta i nemici e insulta i suoi fratelli neri: “Siete dei vigliacchi! Meritate la schiavitù!” fino a quando questi non escono dai ripari e si buttano nella battaglia vincendola.

Vengono combattute tre Guerre Seminole, piene di massacri, tradimenti, deportazioni di massa. Un Vietnam che dura in vario modo dal 1780 al 1860 quando ancora poche centinaia di indiani e marrones resistono asserragliati nelle immense paludi della Florida. Un’impresa militare che costa agli Stati Uniti più di 40 milioni di dollari, una cifra enorme a quei tempi, e migliaia di morti. In assoluto la guerra indiana più costosa in termini di denaro e caduti.

Alla fine i bianchi riescono a deportare una parte notevole dei Seminole  negli stati dell’Ovest, ma nelle paludi ancora resistono alcune centinaia di irriducibili. Seguono decenni di relativa calma, disseminati di omicidi e piccoli scontri a fuoco. Poi agli inizi del 1900 si arriva a un complesso processo di pace. E alla firma di un trattato di pace che riconosce ai Seminole lo status di nazione che non si è mai arresa.

Seguono anni di miseria e crisi per i pochi superstiti abbandonai a sé stessi in una condizione di totale emarginazione, senza scuole, senza assistenza medica, senza infrastrutture di nessun tipo.

Poi, intorno al 1950, inizia la rinascita guidata da una donna, Mae Tiger, una meticcia con padre bianco. E’ un’adolescente quando un’amichetta nera le mostra un fumetto e lei scopre che è possibile scrivere i suoni che emette la voce. Affascinata da questa idea vuole andare a scuola, vuole imparare a leggere e scrivere. Convince la madre, una sciamana, che la porta nella scuola per neri. Ma lì non accettano i Seminole.

Allora lei lascia la famiglia e va a studiare in un altro stato americano, in una delle poche scuole per indiani. E torna dopo anni con il diploma di infermiera. Lancia una sorta di rivoluzione culturale ed economica e diventa Presidente dell’autocostituito governo della Nazione Seminole.

Negli anni ’70 un altro meticcio, figlioccio della Tiger, James Billie, torna dal Vietnam dove ha fatto parte delle forze speciali, militando in una compagnia tutta di Seminole che combatteva nelle paludi, dietro le linee Vietcong.

Billie al suo ritorno dalla guerra trova una situazione disastrosa: i trafficanti di droga hanno iniziato a usare le terre seminole come base dei loro commerci: arrivano aerei dal Messico atterrano su piste clandestine, trasbordano la merce su motoscafi e furgoni blindati, le truppe del narcotraffico bivaccano sulle terre sacre degli antenati e vendono droga ai giovani indiani.

Allora Billie riorganizza la compagnia di marines con la quale ha combattuto in Vietnam, arruola qualche cacciatore esperto e una notte attaccano in massa i narcotrafficanti, li cacciano e sequestrano loro armi aerei, motoscafi, auto e blindati.

E creano la Polizia Seminole. Lo Stato della Florida non è d’accordo.

Billie mostra il trattato di pace stipulato 70 anni prima dove c’è scritto che i Seminole non sono soggetti alle leggi statali perché sono una nazione indipendente.

Vincono una causa legale e il giorno dopo hanno l’idea di aprire una serie di sale di Bingo che negli Stati dove hanno i loro territori sono vietati. Poi si mettono anche a produrre sigarette. Poi diventano proprietari di un terzo di Las Vegas e della catena degli Hard Rock Caffè.

Sono 3.000 e sono molto ricchi. E pagano a tutti i bambini gli studi fino all’università.

...pensiero al vento...
... è o non è una storia che va raccontata?

giovedì 28 ottobre 2010

...anniversario Camillo...

Camilo Cienfuegos Gorriaràn morì il 28 ottobre 1959 ... 51 anni fa da oggi ...

Si trovava a Camaguey, dove aveva sedato una rivolta anti-rivoluzionaria e arrestato il comandante batista Huber Matos. 

Partì in volo dall’aeroporto a bordo di un piccolo bi-motore assieme al suo pilota, diretto a casa, a l’Avana. Poco dopo il segnale del suo velivolo scomparve dal radar. Stava sorvolando il mare e le ricerche che furono successivamente organizzate per il suo ritrovamento non diedero risultati. Né i corpi dei due uomini, né l’aereo o i suoi rottami furono ritrovati. 

Ufficialmente, prove alla mano, la causa del disastro è attribuita ad un imprevisto maltempo. Ma sulla sua morte resta comunque il mistero. 

C’è chi crede alla teoria dell’incidente o chi, come Che Guevara, attribuisce la colpa alla CIA. Pare infatti che lo stesso giorno un ex-pilota dell’aviazione di Batista fu costretto ad atterrare sull’isola per fare rifornimento, spacciandosi per un ufficiale dell’esercito, e testimoni affermano di aver visto del fumo uscire dalle mitragliatrici del suo aereo che poi si diresse verso le coste americane. 

Altri dicono, invece, che ad organizzare l’attentato furono gli stessi vertici rivoluzionari, preoccupati per la crescente popolarità di Camilo e per le sue vedute politiche che differivano da quelle di Castro e Guevara. 

Altri ancora pensano che l’incidente in vero non ci sia mai stato e che si sia diretto verso le coste della Florida, e qualcuno giura di averlo visto passeggiare per Miami, sbarbato e con tanto di sigaro in bocca. 

Fra tutte queste teorie, e fra le tante altre supposizioni che si possono fare in merito alla sua morte, l’unica cosa che rimane indiscussa è che l’intera popolazione cubana perse il suo più grande eroe popolare. 

Fra tutti i protagonisti della rivoluzione, Camilo è stato senza dubbio il più amato. Un intero popolo si rivide nel suo coraggio. Con le sue azioni, militari e non, dimostrò ai cubani che per cambiare il proprio destino era necessario la semplice presa di coscienza della propria dignità di uomo. 

Non lo stratega militare o il politico. 
Non il guerrigliero o il diplomatico. 
Semplicemente l’uomo. L’uomo che non accettava dittature ed imposizioni. L’uomo che non restava inerte di fronte alle barbarie e alle persecuzioni. 

Camilo entrò nel cuore dei cubani e la sua prematura scomparsa, a soli ventisette anni, non fece che aumentare l’amore che essi provavano per lui. 

Basti pensare che ancora oggi, a oltre mezzo secolo dalla sua morte, nel giorno del suo anniversario, centinaia di persone si recano nei lungomare cubani per lanciare in acqua fiori e petali in sua memoria. 

...pensiero al vento...
ALCUNE FOTO ... di oggi ... dal blog dell'amico Marco Cubanite ...


Sopra i lavoratori di Sepsa (Sicurezza Ambasciate), sotto studenti della primaria lungo il Malecon avanero ... per il rituale del lancio dei fiori a mare ...


E INFINE ... due foto dell'alba di Habana ... [maggio 2010]

con la facciata del Ministero delle Comunicazioni, dove nell'ultimo anno è stata esposta l'effige di Camillo ... a tener compagnia a quella più famosa del Che (al Ministero degli Interni) ...




martedì 26 ottobre 2010

...senza offesa per il Ruanda...

Per commentare la notizia di oggi ... RIPESCO un vecchio post ... del lontano 11 Dicembre 2007 ...patti di integrità... nel quale era riportato che il BelReame ... risultava al 41esimo posto assoluto per la "percezione di corruzione" ...

Brutte notizie? ... quelle di allora? ... beh aspettiamo a leggere quelle di oggi ...

Secondo la classifica stilata da Transparency International, elaborata analizzando 178 Paesi e presentata stamane, l'Italia scivola al 67esimo posto nell'indice sulla corruzione arretrando di quattro posizioni rispetto al 2009 e di ben 12 sul 2008.

Il Corruption Perceptions Index (CPI) è considerato la misura più credibile al mondo per misurare la corruzione nel settore pubblico. Oltre ai casi di corruzione in senso stretto, influiscono sul CPI tutte le questioni di malgoverno della cosa pubblica in senso lato che si manifestano nel Paese, in larghissima misura a livello locale

Infatti, la sanità (gestita dalle Regioni) appare il settore dove tale malgoverno più si manifesta. E proprio il CPI registra che la credibilità esterna dell'Italia riguardo la corruzione è in calo e che l'allarme sociale interno sul tema è in crescita.

I Paesi ottengono un punteggio da zero a 10 (con zero che indica livelli elevati di corruzione e 10 bassi). Il BelReame è al 67esimo posto, con un punteggio di 3,9 peggiorato rispetto al 2009 (quando era al 63esimo posto, con punteggio di 4,3) e al 2008 (alla 55esima posizione, con 4,8).

Meglio di noi fanno il Ruanda e Samoa. I Paesi più onesti sono quelli più pacifici: Danimarca e Nuova Zelanda. In fondo alla classifica, Paesi devastati dalla guerra (Iraq, Afghanistan e Somalia) o governati da una giunta militare come la Birmania. Gli Stati Uniti sono usciti dalla top 20 dei meno corrotti, collocandosi al 22esimo posto.

...pensiero al vento...
senza offesa per il Ruanda ... andiamo avanti così ... che il Terzo Mondo è vicino ...
IN SINTESI (facciamo parlare le cifre):
41esimo posto nel 2007
55esimo posto nel 2008
63esimo posto nel 2009
67esimo posto nel 2010

sabato 23 ottobre 2010

...e io ti levo dal Lodo...

In questo marasma ... che è ormai il Regno Italico ...

... vi siete accorti che dal Lodo sono sparite DUE alte cariche dello Stato?

NELLA PRIMA VERSIONE la Legge salva-gente avrebbe riguardato ... il Re, il Presidente e i due Capi delle Camere ...

ORA (dopo che il Re s'è litigato col Capo della Camera) ... il Lodo è stato ri-lodato  ... e limitato solo al Re e al Presidente ...

...pensiero al vento...
C'è poco da ridere ... a allora facciamoci aiutare dal grande Eduardo ...

La scena ... che segue ... VA LETTA con questa rivisitazione dei personaggi ..

Tommasino ... potrebbe essere la parte per ReSilvio (che legge la Letterina-Lodo) ...

Pasquale ... è la parte per il Capo della Camera (Messer Fini) ... che si offende a morte per essere stato escluso dalla Letterina ...

Lucariello ... potrebbe essere il Presidente (quello messo in mezzo ai due litiganti) ...

QUI Pasquale/Messer Fini viene eliminato dalla "lista della salute" ... di quelli "che devono campare cent'anni" ...

COME finirà? ... come sempre ... FINTE polemiche , FINTE litigate ... e si tira a campare ...

ECCO il VIDEO ... nel quale il FINALE ... è invece di "speranza" ...

... con Lucariello che invoca "... poi il Padreterno sa quello che deve fare..." ORAMUS !!!


domenica 17 ottobre 2010

...la distribuzione delle ricchezze...

Fanno pensare i numeri pubblicati da un recente studio di Bankitalia ...

Nel nostro Reame (dati riferiti al 2008, ma ahimè temo che da allora la situazione possa solo essere peggiorata) ... il 10% della popolazione possiede il 44% della ricchezza !!

Non è necessario essere adepti del socialismo reale per pensare che una simile distribuzione (ma forse sarebbe più appropriato parlare di “concentrazione”) della ricchezza sia eccessivamente sbilanciata. 

Un disegno in scala può aiutare a rendere più chiara la situazione rilevata dalla Banca d’Italia.



Una piccola percentuale della popolazione detiene quasi la metà della ricchezza, mentre la vasta maggioranza si deve arrangiare con il resto.

Ma come se non bastasse il dato precedente a far drizzare i capelli e pensare che in Italia viga una situazione preoccupante c’è l’aggravante che “nel 2008 la metà più povera delle famiglie italiane deteneva il 10 per cento della ricchezza totale”.

I numeri non rendono conto della disparità? ... E ALLORA ci soccorre  di nuovo la rappresentazione grafica:


Fa cadere le braccia. Ma la Costituzione (articolo 53) non vorrebbe favorire una “ridistribuzione”?

Però cosa ci si può aspettare da chi difende i ricchi – dubitiamo che il 50% più povero della popolazione ricorrerà allo scudo fiscale – a scapito degli indigenti? 

E’ opportuno infatti ricordare altri provvedimenti adottati da questo Governo: 
- falso in bilancio depenalizzato
- acque privatizzate
- riduzione delle aliquote fiscali per gli scaglioni di reddito più elevati

...pensiero al vento...
Forte con i deboli (vedi la voce “respingimenti”), e debole con i forti (vedi la vicenda degli insegnanti di religione scelti dai vescovi, che l’UE ci critica): QUESTA la politica nell'era del ReSilvio!

Uno dei risultati è disegnato sopra: 50% della popolazione =  10% della ricchezza.

venerdì 15 ottobre 2010

...a quelli delle Libertà...

Il finale di AnnoZero di stasera ... è stato un "osanna" alla canzone "Libertà" di Giorgio Gaber ...

ECCOLA ... da non perdere ...


...pensiero al vento...
dedichiamola a tutti quelli che si riempiono la bocca della parola LIBERTA' ... pur essendone la personificazione della sua negazione più clamorosa ...

PURTROPPO OGGI ... la Libertà viene identificata con ...
"...il diritto di votare
e che passa la sua vita a delegare
e nel farsi comandare
ha trovato la sua nuova libertà...
"

QUANDO INVECE ....
"...la libertà non è star sopra un albero
non è neanche avere un’opinione
la libertà non è uno spazio libero
 

libertà è partecipazione..."

mercoledì 13 ottobre 2010

...che "non si sappia" in giro...

Ci sono cose ... che "devono sapere" tutti

Ci sono dettagli ... che "conoscono" in pochi

Ci sono infine notizie ... che "non deve conoscere" nessuno ...


Andiamo oggi ad esplorare una di queste ultime ... una di quelle notizie che non devono "fare notizia" ...

Ragionando di nuovo dal "generale" al "particolare" ...

Tutti "devono sapere" ...
che i rapporti tra Cuba e gli Stati Uniti non sono di "pace" ... PERCHE' la "democrazia" non può dialogare con la "dittatura" ...
PER ME è "istruttivo" osservare come ognuna della due parti consideri se stessa come "la democrazia" e l'altro come "la dittatura" ... da combattere
LA VERITA'? ... come sempre sta nel mezzo !!

Pochi "conoscono" ...
che cosa sia l'embargo (almeno per grosse linee) ... ma pochissimi cosa esso comporta ...
NE RIPORTO un recente esempio (a chiarimento per tutti):
21 SETTEMBRE: l'Ufficio di Controllo dei Fondi Stranieri (OFAC) deli Stati Uniti ha multato per 2.2 milioni di dollari la filiale in Svezia della Compagnia Chimica Innospec Inc. per aver venduto a Cuba un additivo per benzina.
E' solo un episodio (uno dei tanti) ... ma fa capire come, nonostante i proclami di Obama, nei fatti poco è cambiato nell’assedio economico, prossimo a compiere mezzo secolo. Un assedio, va ricordato, che è stato più volte all'attenzione delle Nazioni Unite: nell'ottobre 2009 l'Assemblea Generale ha approvato con 187 voti favorevoli, 3 contrari (Israele, Palau e Stati Uniti) e l'astensione di Isole Marshall e Micronesia, una mozione per chiedere agli Stati Uniti la cessazione dell'embargo. In precedenza l'ONU si era già espresso svariate volte contro l'embargo, con una maggioranza sempre più ampia: dai 59 voti contro l'embargo del 1992, si è passati a 179 nel 2004, 182 nel 2005, 184 nel 2007 e 185 nel 2008. TANTE votazioni a deleggittimare la prepotenza "yankee" ma poi NULLA nei fatti ...



Infine, "non si deve conoscere" ...
(ed è infatti praticamente ignorata dai nostri "mezzi di dis-informazione delle masse") ... la storia di CINQUE detenuti cubani nelle carceri degli USA ... 

La storia (se si riuscisse a leggerla asetticamente) è "indegna" per un sistema che si innalza a paladino della giustizia e a "primo esportatore mondiale" di democrazia (anche se, essenzialmente, si dovrebbe parlare di "democrazia a scopo di lucro") ...

MA TORNIAMO alla storia ... che è iniziata nel 1998 e non ancora conclusa ... trasformatasi com'è in un caso politico giudiziario internazionale incomprensibile se non viene letto nel contesto delle relazioni tra i due paesi.

La vicenda è stata, e continua ad essere, completamente ignorata da tutti gli organi di "dis-informazione" ... mentre a Cuba è un "caso nazionale" con cartelli, poster e affissioni in ogni dove ... a ricordare come il "terrorismo" (che ama definirsi "democrazia") ... sapppia utilizzare le sue armi ...

IN BREVE ...
I cinque cubani, confinati nelle prigioni americane dal 1998, erano stati mandati per sventare attacchi della mafia cubana (quella dei rifugiati che operano soprattutto in Florida) contro il loro Paese. I cinque sono stati arrestati nel settembre del 1998 a Miami con l’accusa di essere spie. I loro nomi sono: Gerardo Hernandez, Ramon Labañino, Fernando Gonzalez, Renè Gonzalez, Antonio Guerrero.
 Le imputazioni ufficiali vanno dalla strage, all’omicidio, alla cospirazione, al terrorismo anti-americano. Avrebbero messo in pericolo la sicurezza nazionale. In effetti una violazione della legge c’è stata poiché alcuni di loro avevano documenti falsi, ma nulla di più. Per questo i Cinque si trovano in diversi penitenziari statunitensi senza che i capi di imputazione siano stati né provati, né documentati. Eppure fin dal primo giorno questi uomini hanno subìto un trattamento carcerario durissimo, in genere riservato ai più pericolosi serial killer, rimanendo in celle d’isolamento (i cosiddetti “buchi”) per oltre 17 mesi di seguito, senza poter vedere mogli, figli, avvocati e subendo torture psicologiche d’ogni genere.
 

Durante il processo, i cubani hanno affermato di essere agenti di Fidel Castro e di essersi infiltrati nei gruppi paramilitari della mafia cubano-americana, per prevenire atti di terrorismo contro il proprio Paese, ripetendo più volte di non aver  mai ricercato informazioni segrete sul governo statunitense.
 
La difesa ha ampiamente dimostrato che gli accusati non rappresentavano un pericolo per la società e che non avrebbero causato alcun danno contro obiettivi civili o militari. Agli avvocati della difesa non è stato permesso di accedere all’80% della documentazione presentata dalla procura perché il governo statunitense l’ha dichiarata segreta. Gli accusati, inoltre, non conoscevano  i propri capi di accusa e sono stati confinati in solitarie celle di rigore, per impedire che si preparassero per il processo.

...pensiero al vento...
"Siate sempre capaci di sentire nel profondo
qualsiasi ingiustizia
commessa contro
chiunque in qualunque parte del mondo" [Che]

Ah, povero Che, che direzione opposta ha preso il mondo che ama definirsi "democratico" ...

Ma (ahimè) ... tutto questo? ... che "non si sappia" in giro" ...

E ALLORA pubblicizziamo un'iniziativa ...
DOMENICA 17/10/2010

AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA
Sala Petrassi, ore 19

Con il Patrocinio di Comune di Roma, Regione Lazio, Ambasciata di Cuba in Italia

L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE DI AMICIZIA ITALIA-CUBA, CIRCOLO DI ROMA

presenta

"I CINQUE: UN'INGIUSTIZIA IGNORATA"

Serata dedicata alla vicenda dei 5 cubani detenuti nelle carceri statunitensi dal 1998
INTERVISTE, TESTIMONIANZE, FILMATI, POESIE
Conduce GIANNI MINA'


lunedì 11 ottobre 2010

...il primo nemico dell’Umanità...

Da leggere ... tutto d'un fiato ...


Qualche giorno dopo l’11 settembre si scoprì che alcuni misteriosi speculatori finanziari avevano scommesso sul crollo delle aziende che furono colpite dagli attentati: linee aeree e compagnie assicurative.

Una scommessa che fruttò, dissero alcuni, più di 7 miliardi di dollari.

Anche le teste di legno dell’FBI capirono che dietro quella speculazione c’erano gli organizzatori degli attentati. Solo loro potevano sapere in anticipo cosa sarebbe successo.
Quindi dissero: se vogliamo battere il terrorismo dobbiamo abolire il segreto bancario e i paradisi fiscali. Dissero: la forza del nuovo terrorismo e' nel suo enorme potere finanziario.
Poi se ne dimenticarono e non se ne fece niente.
Isole Vergini Britanniche delle Antille. Caraibi. 
Un tempo erano rifugio dei pirati. Oggi è la grotta di criminali ben peggiori. Sono capaci di uccidere centomila bambini scommettendo sul prezzo di quello che mangeranno. E’ un governatorato britannico. Cioè è un’emanazione del sistema di potere mondiale. Come è possibile che la Regina sia invischiata in simili storie?

Nell’800 la corona britannica mandò le navi a bombardare Nanchino, in Cina. Vinsero così due guerre con le quali riuscirono a imporre ai cinesi il loro diritto di commerciare oppio. 

Cioè di venderlo ai cinesi. Spacciatori di droga a livello industriale con cannoniere al seguito. Non e' cambiato molto. Un pò SI ma non molto.
In un anno nelle isole Vergini Britanniche delle Antille sono state registrate 70mila nuove società. Vi sono complessivamente 350mila società, 19 società per abitante, gestite da 90 studi legali specializzati.

Ci sono 72 paradisi fiscali nel mondo. Si stima che siano nascoste li' decine di migliaia di miliardi di dollari.
Da dove vengono questi soldi?
Da diverse fonti: un uomo ruba, uccide, riduce in schiavitù, vende droga, vende armi al mercato nero e poi nasconde i soldi in un paradiso fiscale, intasca bustarelle e poi le nasconde in un paradiso fiscale, da lì i soldi escono in maniera anonima e, ripuliti vengono investiti in attività legali.

Così la criminalità organizzata mette le sue mani sull’economia. E non è un bene.

Oppure compri banane in Nigeria a 1 euro e le rivendi a 10. Dovresti pagare le tasse su 9 euro. Allora le banane vengono comprate da una società domiciliata in un paradiso fiscale a due euro e poi rivendute in Europa a 8 euro a una società che ha lo stesso proprietario. Vendono a se stessi e poi rivendono a 10 euro. Così pagano le tasse su 1 euro in Nigeria e su 2 euro in Europa


In totale pagano le tasse su 3 euro invece che su 9. Il grosso del guadagno lo fa la società domiciliata in un paradiso fiscale dove non si pagano tasse.

Ci sono poi quelli che fanno affari in nero nel loro paese, truffano il fisco. Magari mettono su un sistema di società finte che emettono fatture false per decine di milioni di euro. Ingegnoso. Poi i soldi li nascondono in un paradiso fiscale.

Infine ci sono i terroristi che usano i meccanismi finanziari per speculare sugli sbalzi del mercato determinati dai loro attentati. E usano il segreto bancario per finanziare con tranquillità ed efficienza la loro rete di killer.

Quel che voglio dire è che non ci sono brave persone che mettono i loro soldi nei paradisi fiscali.

O comunque sono molto rare. Generalmente non metti in un paradiso fiscale del denaro pulito.
Dovresti avere dei motivi molto contorti per farlo.

Nei paradisi fiscali ci sono le ricchezze rubate, le tasse evase, le mazzette.
Il crimine organizzato, le guerre, le grandi speculazioni sulle materie prime che affamano i popoli hanno lì le loro radici. Lì ci sono le ricchezze del mondo.

Se non c’è nessun posto dove nascondere i soldi, che rubi a fare?

Ci sarà un grande cambiamento quando manderemo delle belle cannoniere a riprendere i nostri soldi e chiuderemo così i paradisi fiscali.

Non è legale?

Beh, per una volta faremo uno strappo all’etica….

(Lo so che oggi come oggi pare utopistico parlare di cancellazione dei paradisi fiscali e del segreto bancario. Ci vorrà tempo. Ma possiamo star sicuri che prima o poi succederà. Intanto e' importante spargere la voce che e' questo il nostro obiettivo strategico a lungo termine. Sapere che prima o poi dovranno restituire tutto li demotiva e quindi li indebolisce)
Jacopo Fo

...pensiero al vento...
CHE BELLA ... la chiarezza !!!

domenica 10 ottobre 2010

...Paradiso e Inferno...

Un sant'uomo ebbe un giorno da conversare con Dio e gli chiese :                       

« Signore, mi piacerebbe sapere come sono il Paradiso e l'Inferno »  

Dio condusse il sant'uomo verso due porte. Ne aprì una e gli permise di guardare all'interno.

C'era una grandissima tavola rotonda : al centro della tavola si trovava un grandissimo recipiente contenente cibo dal profumo delizioso. 

Il sant' uomo sentì l'acquolina in bocca. Le persone sedute attorno al tavolo erano magre,dall'aspetto livido e malato.          

Avevano tutti l'aria affamata. 

Avevano dei cucchiai dai manici lunghissimi, attaccati alle loro braccia. Tutti potevano raggiungere il piatto di cibo e raccoglierne un po', ma poiché il manico del cucchiaio era più lungo del loro braccio non potevano accostare il cibo alla bocca.

Il sant'uomo tremò alla vista della loro miseria e delle loro sofferenze. 

Dio disse: " Hai appena visto l'Inferno ". 

Dio e l'uomo si diressero verso la seconda porta.

Dio l'aprì.

La scena che l'uomo vide era identica alla precedente. C'era la grande tavola rotonda, il recipiente che gli fece venire l'acquolina. Le persone intorno alla tavola avevano anch'esse i cucchiai dai lunghi manici. 

Questa volta, però, erano ben nutrite, felici e conversavano tra di loro sorridendo.

Il sant'uomo disse a Dio :«Non capisco!» 

- E' semplice, - rispose Dio, - essi hanno imparato che il  manico del cucchiaio troppo lungo, non consente di nutrire se stessi.... ma permette di nutrire il proprio vicino. 

Perciò hanno imparato a nutrirsi gli uni con gli altri ! Quelli dell'altra tavola, invece, non pensano che a loro stessi... 

Inferno e Paradiso sono uguali nella struttura... La differenza la portiamo dentro di noi!!!

"Sulla terra c'è abbastanza per soddisfare i bisogni di tutti ma non per soddisfare l'ingordigia di pochi. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni.
Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo ".

Mahatma  Gandhi

...pensiero al vento...
e come si fa? ... ad aggiungere altro?

sabato 9 ottobre 2010

...messaggi "sinistri" positivi...

Nel post ...messaggi sinistri... di inizio Settembre avevo riportato uno slogano che di peggio (secondo me) non potevano inventarsi ...

ECCOLO (per chi non vuole andare a rileggersi quel post):


MA VI PARE possibile? ... che si può dichiarare una cosa del genere??? ... INSOMMA: io distruggo tutto quello che dici ... perchè sono Ostinato e Contario ... 

MA POI?? ... cosa proponi?? ... Mah, dal messaggio NON traspare ...

Andiamo invece a due cartelli positivi che ho catturato questa settimana ... sempre "sinistri" ... MA (menomale) POSITIVI ...

ECCOLI :



E' quant'è vera !!! ... soprattutto al Sud dove gli imprenditori "padri-padron" ... sono "finti benefattori" ... che danno il posto di lavoro a te, a tua moglie, ti danno anche casa in affitto ... MA TU devi deporre ogni forma di pensiero ... compreso quello ELETTORALE ...

ED ECCO il secondo messaggio ...


QUI il discorso diventa più ampio ... da rifletterci sopra ...

SI potrebbe parlare di sicurezza sul lavoro? ... sacrificata alla legge del profitto? ...

SI, ma anche (e soprattutto) alle ipocrisie , alle aggressività , agli arrivismi ... che (e li vedo anche io attorno a me) OGNI GIORNO "catturano" sempre più le "vite" in cambio di "carotine carrieristiche" ...

...pensiero al vento...
Da leggere e rileggere i messaggi ... NON voglio creare un post lungo per NON inquinare le loro sinteticità ...

venerdì 8 ottobre 2010

...rapporto dalla Labiofam...

Dopo il post di stamattina ... sempre a proposito di ESCOZUL ... ecco il resoconto dell'amico Marco Gargiullo dal suo blog "Cubanite" ...


Stamattina finalmente sono riuscito a trovare il tempo di andare alla fine del Municipio avanero di Boyero per informarmi presso la sede della farmacologica cubana LABIOFAM su come è possibile ottenere per malato di cancro delle boccette del miracoloso Escozul, l’antidolorifico antidepressivo realizzato a Cuba partendo dal veleno sello Scorpione Azzurro.

Già di buon ora c’era una bella coda soprattutto di cubani residenti all’estero, ne ho visto diversi con in mano un passaporto USA ma anche alcuni italiani. E’ proprio il gran numero di italiani a “preoccupare” il laboratorio. Le richieste, soprattutto da parte dei nostri connazionali,  sono già superiori alla produzione del medicinale, tanto che oggi, per esempio, non sono riusciti ad accontentare tutti.

Per riceve l’Escozul è necessario andare di persona col proprio passaporto e visto (se stranieri) o mandare qualcuno di fiducia con una delega del paziente e con la cartella clinica del malato che è meglio se viene tradotta in spagnolo o almeno in inglese. Vista l’enorme ed inaspettata richiesta  è tassativo che non danno più 1 set di Escozul a persona. Inutile andare con più deleghe di diversi pazienti. Questo è anche un metodo per bloccare sul nascere speculazioni e abusi, che qualcuno ha già provato a fare.

La sede della Labiofam S.A. è nel Municipio di Boyero, circa 1 km dopo il terminal 3 (quello nazionale) dell’Aeroporto José Martì.

Il telefono, ma è è difficile prendere la linea, è: (0053) 07  6849661

...pensiero al vento...
la speranza è che sia veramente utile ... e che il freno alle speculazioni regga ...

...le Iene a Cuba...

Un servizio di Giulio Golia de Le Iene su un prodotto (in sperimentazione) contro il cancro ... un prodotto NATURALE realizzato con estratto dal veleno dello scorpione nero.

L'unico modo per averlo è andare direttamente a Cuba e procurarselo.


E' bastato poco per scatenare una vera e propria "corsa" verso la Isla ... nei confronti di questo ESCOZUL prodotto dalla LABIOFARM ... (che sul suo sito dichiara che il farmaco "aiuta a migliorare la qualità della vita" ... e non promette miracoli) ...


Le ultime notizie sul farmaco (da THIS IS CUBA):
Vogliamo informare i lettori di This Is Cuba che alla luce del comunicato redatto dall’Ambasciata di Cuba in Italia, il prodotto Escozul non è al momento reperibile a Cuba, o, da quanto si apprende, non è possibile soddisfare le migliaia di richieste. Il biofarmaco infatti, come già spiegato esaustivamente all’interno del sito, è un prodotto di origine animale di una specie endemica di Cuba. Il rispetto dell’animale ed il ciclo di produzione comportano pertanto una produzione difficile e limitata e al momento le riserve sono terminate.
...pensiero al vento...
OVVIAMENTE non voglio (e non mi permetto) di discutere sulla presunta validità del medicinale ... ripeto ANCORA in corso di sperimentazione ...

PUBBLICO però il video del servizio ... perchè Golia è andato fino a Cuba e il suo colloquio con la dottoressa della società produttrice  del farmaco è (a mio parere) da incorniciare ... 

E' CONTRO tutte le nostre "regole" e tutte le speculazioni delle  nostre case farmaceutiche ... 

INFATTI Golia ottiene un campione del farmaco ... e tutti i documenti per la dogana ... GRATIS e in brevissimo tempo ...  IL TUTTO per un suo presunto amico di cui mostra la cartella clinica ...

VIDEO ... da VEDERE e MEDITARE ... come (da VEDERE e MEDITARE) anche il secondo video ... dalla Costa Smeralda ... che (ahimè) tirerà un pò giù il morale ... (MA DA VEDERE assolutamente anche quello) ...



CHE PENA ... quanti vanno in Costa Smeralda ... per "vedere" i VIP(S) ... con la S finale (da "sana ignorantia" ... ) !!!

giovedì 7 ottobre 2010

...e che (almeno Lei) non chiuda un occhio...

Troppo bello per non volerlo pubblicare ... così com'è ...

Di Jacopo Fo ... da IL FATTO QUOTIDIANO :

Nei prossimi giorni saremo costretti a subire la storia dell’ennesima ragazza uccisa. Non c’è niente da fare. Anche se appena la tv inizia a parlarne giri canale hai già sentito troppo. Solo pensare alla faccia della madre, che apprende che è stato lo zio a ucciderla mi fa star male. Una vertigine. Non sono fatti che la nostra mente può accettare. Sono storie che ci ributtano addosso l’inconsistenza della vita. Lo squilibrio. Quella sensazione di precarietà e di ingiustizia che ti viene addosso quando scopri di avere una malattia. Quando ti ricordi che prima o poi devi morire. Che carognata!

E’ questa la molla profonda di tutte le fughe, di tutte le tecniche di autoanestesia (droghe, alcol, fondamentalismo, videogames, pillole legali, sesso compulsivo, cibo compulsivo). Dietro a tutti i complessi, i traumi, le fobie, c’è la paura del dolore e della morte. Ti risparmio una facile soluzione del problema. Non ce ne sono.

Alla fine è un conteggio che ognuno deve fare per suo conto: vale la pena vivere la mia vita nonostante tutto quel che può succedere? Allora mi chiedo: esiste un altro modo di vedere la questione? Esistono persone che vedono tutto a rovescio.

Una domanda preliminare: siamo d’accordo che le persone più povere del mondo hanno il diritto di curare i malati senza dover pagare una tassa onerosa? Lo so che sembra una domanda assurda. Ma ha delle implicazioni interessanti. A chi verrebbe in mente di chiedere del denaro a una persona che vive a stento, per permetterle di curare i malati?

Anni fa ho letto su Nigrizia, il mensile dei missionari Comboniani (fonte credibile) una lettera di una ragazza che vive in uno sperduto villaggio africano. Scrive al comitato del villaggio. Ringrazia: sono arrivata qui con i miei genitori. Eravamo ammalati. Ci avete curati. I miei sono morti e voi mi permettete di vivere lavorando nell’orto del villaggio. Grazie. Ora vi scrivo perché ho un sogno: curare i malati. Ma non ho i soldi per pagare. Vorrei chiedervi se posso invece di pagare con i soldi pagare con un turno supplementare di lavoro nell’orto. Questa ragazza chiedeva di poter pagare il diritto di curare i malati non con denaro che non aveva ma con un baratto.  Assurdo?

Per loro è assurdo quel che facciamo noi, che narcotizziamo la nostra paura della morte ingurgitando tonnellate di scene di morte sciroppate dai tg, e siccome non ci basta spendiamo denaro per avere film di massacri veri e finti, violenze e torture 24 ore al giorno con la pay tv.  In Africa c’è gente che ha capito che l’unica cosa che può lenire la paura della fine della vita è stare vicino a una persona di valore che sta morendo e ti dice: ne è valsa la pena, di vivere. Non vale se te lo dice il prete o il filosofo. Te lo dive dire una persona che sa di essere sul punto di morire e dopo avertelo detto muore veramente. Solo così ha valore. E se sai quanto vale ti viene naturale pagarlo. Sta morendo, magari ha un ultimo desiderio, non ha tempo di fare un baratto, tocca darle i contanti.

Per tutta la vita ho avuto paura di trovarmi vicino a un moribondo. Poi l’età mi ha portato a non poter sfuggire alla necessità di stare vicino ad amici che stavano lasciando questo mondo. E ho avuto la fortuna di incontrare persone di valore, che avevano vissuto e che mi hanno potuto “certificare” che vivere aveva avuto un senso. E da allora la mia angoscia si è stemperata. Non che sia passata ma ha raggiunto un peso sopportabile. Conosco quel modo di accettare l’inevitabile, di guardare oltre la mera fine per vedere la storia di una vita e benedirla anche se finisce, magari troppo presto, magari in modo ingiusto.

Io credo che sia questo il grande bandolo della questione esistenziale. E’ qui l’ombelico del mondo. Capirlo rende ancor più insopportabile che un nugolo di bestie senz’anima non senta fratellanza con tutti noi e sia disposto a depredare e uccidere, a rendere doppio il peso dell’assurdità del mondo. Menti malate, giocattoli rotti.

E credo che da qui debba partire la nuova politica. Quella che potrà sollevare l’umanità dal trogolo della violenza. Ma non sento parlare di questo, nei discorsi dei leader progressisti. Per questo spesso sono perdenti. Gente come Berlusconi lavora tutto il giorno per costruire un teatrino dell’assurdo che funziona come una specie di anestesia totale verso le vere questioni del vivere. Proprio per questo trova consenso. La gente lo sa che è tutto finto. Come sa che le pasticche non risolvono i problemi. Ma Berlusconi, con la sua cripta piena di sculture dove forse si farà surgelare con i suoi compari, parla alla gente di un mondo dove non si muore, si esce soltanto un attimo di scena, per rientrare subito dopo.

Un mondo dove i seni delle ballerine dimostrano incontrovertibilmente che la morte capita solo agli stupidi e tutto va bene, che basta accumulare denaro e potere per sfuggire a qualunque legge. Come si può pensare che un uomo che ha avuto mille donne ed è sfuggito a mille processi possa poi morire? E se non muore lui potrei farcela anch’io. Immagina la scena: Berlusconi e la Morte. E lui che dice: cosa vuoi per chiudere un occhio?

...pensiero al vento...
CHE AGGIUNGERE? ... speriamo SOLO che quell'occhio non lo chiuda! ... eheheh

sabato 2 ottobre 2010

...le "Province" resuscitate...

L'avevano promesso ... giurato e spergiurato ... MA POI? ... il fatidico taglio delle Province NON c'è stato ...

Prima dovevano essere 20 ad essere tagliate ... poi diventarono meno di 10 ... INFINE, dopo le proteste leghiste ... l'eliminazione degli Enti Inutili sparì dalla Finanziaria ...

Qualcuno, utilizzando i dati dell'ultimo rapporto Eurispes, ha fatto un pò di conti ...

I nostri 100 Enti Provinciali costano
14,5 miliardi di euro l'anno

Il personale che ci lavora (dirigenti e impiegati, politici esclusi) supera di poco le 60mila persone e pesa poco meno di un quinto del totale della spesa ... (VUOL DIRE che i quattro quinti è sono spese per i politici provinciali !!!)

Re-impiegando i lavoratori in altre amministrazioni, l'ABOLIZIONE TOTALE delle Province consentirebbe quindi un risparmio di ben 11,5 miliardi di euro l'anno ... quasi la metà dell'ultima manovra-Tremonti ... !!!

...pensiero al vento...
Come risolvere ... il problema dei POLITICI PROVINCIALI ?... ma quelli, con tutto il rispetto, potrebbero benissimo tornare alle loro occupazioni "professionali" o assimilabili ...