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lunedì 26 dicembre 2011

...dalle parole ai fatti..

La scorsa settimana in Islanda sono state arrestate nove persone considerate responsabili del crack finanziario che ha coinvolto lo stato islandese nel 2008, portandolo sull’orlo della bancarotta. 

La rivoluzione pacifica che sta avvenendo in Islanda, e di cui nessuno parla, nasce proprio nel 2008, quando il governo allora in carica decide di nazionalizzare le tre maggiori banche del paese, i cui creditori erano per la maggior parte britannici e nord americani.

E quando, per rifondere il debito contratto in questo modo dallo stato che se ne era fatto carico, intervenne il Fondo Monetario Internazionale, chiedendo come al solito tassi d’interesse altissimi e scaricando tutto il peso del debito sulla popolazione, che avrebbe dovuto pagare in 15 anni 3.500 milioni di euro al 5,5% d’interesse, lo stesso popolo islandese si espresse sulla questione con un referendum per cui si verificò una schiacciante vittoria (il 93%) di coloro che ritenevano di non dover pagare il debito. 

Come anche in Grecia oggi si dice, anche gli islandesi sostenevano che quel debito fosse “detestabile”, e dunque non esigibile

Per chiarire, un debito detestabile è un debito contratto dallo stato con le banche o altri istituti, che pero` non porta benefici alla popolazione, ma anzi la danneggia

Un debito simile non si può pretendere che venga pagato dallo stesso popolo che ne ha gia` subito le conseguenze in termini d’interessi sul debito pubblico

Dopo il referendum e` stata istituita nel 2010 una Commissione incaricata di stabilire le responsabilità legali della fatale crisi economica, che ha portato già all’arresto di parecchi banchieri e alti dirigenti strettamente collegati alle operazioni arrischiate. 

Intanto l’Islanda sta anche scrivendo una nuova costituzione, imparando dalle lezioni della storia recente, nella quale sarà inserito un regime di protezione inattaccabile per la libertà d’informazione e di espressione

Una costituzione, quella islandese, discussa dalla popolazione attraverso i forum in internet e i social network. 

Finalmente sembra che la gente possa decidere liberamente del proprio futuro, e che i banchieri e gli squali finanziari, per una volta, debbano restare alla finestra a guardare, se non sono già scappati.

...pensiero al vento...
L'ISLANDA ... un paese dove i BANCHIERI DELLA CRISI sono messi in galera ... E NON a fare i Primi Ministri !!!

sabato 29 ottobre 2011

...se l'ha fatto l'Islanda...

Alla fine del 2008 impazza la crisi americana dei mutui subprime, per l’Islanda il conto da pagare è carissimo: l’intera isola viene travolta dai crolli sulle borse mondiali. Le tre banche principali del paese, Landsbanki, Kaupthing e Glitnir vengono nazionalizzate, i loro debiti in Olanda e Gran Bretagna superano varie volte il Pil dell’Islanda.
Nel 2009 arriva il crollo dell’85% della corona rispetto all’euro, il governo islandese è alla bancarotta. Il paese chiede aiuto al Fondo Monetario Internazionale che approva un prestito  di un miliardo e mezzo di euro, accompagnato da un altro miliardo e 700 milioni di alcuni Paesi nordici. Ma il popolo non ci sta, si riversa nelle strade e protesta davanti al Parlamento a Reykjavik a colpi di cassaruole e con lanci di uova. Il 23 gennaio vengono convocate le elezioni anticipate, una promessa che non basta a placare l’ira degli islandesi. La gente torna in piazza tre giorni dopo ed impone le dimissioni del primi ministro Haarden e dei suoi.

Cala così il sipario sul primo governo vittima della crisi finanziaria mondiale. Il nuovo esecutivo di coalizione socialdemocratica, guidato dal nuovo Primo Ministro Jóhanna Sigurardóttir, prepara, sulla base di una legge ampiamente discussa in Parlamento, una manovra di salvataggio di 3 miliardi e mezzo di euro: il pagamento dei debiti sarebbe stato a carico di tutte le famiglie islandesi con una tassazione del 5,5% per quindici anni, per un esborso mensile pari a circa 100 euro a famiglia. Gli islandesi tornano a protestare compatti e rispondono l’ennesimo due di picche. Il capo di stato Ólafur Ragnar Grímsson indice un referendum sulla questione, e malgrado le minacce di Olanda e Regno Unito, la consultazione popolare è compatta: il 93% degli elettori dice no, il debito non deve essere pagato dai cittadini.


Il governo fa default, il debito estero viene cancellato in quanto causato da azioni criminose di banchieri e membri del governo. Viene aperta un’inchiesta per individuare e perseguire penalmente i responsabili della crisi. Arrivano i primi mandati di cattura e gli arresti per banchieri e top-manager, la patata bollente passa all’Interpool che si incarica di ricercare e catturare i condannati, in primis l’ex presidente della Kaupthing, Sigurdur Einarsson.

...pensiero al vento...
Se l'ha fatto l'Islanda ... vuol dire che la cosa NON è illegale ... 
Cosa trattiene gli altri? ... le IPOCRISIE? .. le CONVENIENZE? ... le CASTE? ... mah !!!

mercoledì 21 settembre 2011

...nessuna notizia dall'Islanda...

Qualcuno crede ancora che non vi sia censura al giorno d’oggi? 

Allora perchè, se da un lato siamo stati informati su tutto quello che sta succedendo in Egitto, dall’altro i mass-media non hanno sprecato una sola parola su ciò che sta accadendo in Islanda?

Il popolo islandese è riuscito a far dimettere un governo al completo

sono state nazionalizzate le principali banche commerciali; 

i cittadini hanno deciso all’unanimità di dichiarare l’insolvenza del debito che le stesse banche avevano sottoscritto con la Gran Bretagna e con l’Olanda, forti dell’inadeguatezza della loro politica finanziaria; 

infine, è stata creata un’assemblea popolare per riscrivere l’intera Costituzione. Il tutto in maniera pacifica. Una vera e propria Rivoluzione contro il potere che aveva condotto l’Islanda verso il recente collasso economico.


Ecco brevemente la cronologia dei fatti:

2008 – A Settembre viene nazionalizzata la più importante banca dell’Islanda, la Glitnir Bank. La moneta crolla e la Borsa sospende tutte le attività: il paese viene dichiarato in bancarotta.

2009 – A Gennaio le proteste dei cittadini di fronte al Parlamento provocano le dimissioni del Primo Ministro Geir Haarde e di tutto il Governo – la Alleanza Social-Democratica (Samfylkingin) – costringendo il Paese alle elezioni anticipate. La situazione economica resta precaria. Il Parlamento propone una legge che prevede il risanamento del debito nei confronti di Gran Bretagna e Olanda, attraverso il pagamento di 3,5 MILIARDI di Euro che avrebbe gravato su ogni famiglia islandese, mensilmente, per la durata di 15 anni e con un tasso di interesse del 5,5%

2010 – I cittadini ritornano a occupare le piazze e chiedono a gran voce di sottoporre a Referendum il provvedimento sopracitato.

2011 – A Febbraio il Presidente Olafur Grimsson pone il veto alla ratifica della legge e annuncia il Referendum consultivo popolare. Le votazioni si tengono a Marzo ed i NO al pagamento del debito stravincono con il 93% dei voti. Nel frattempo, il Governo ha disposto le inchieste per determinare giuridicamente le responsabilità civili e penali della crisi. Vengono emessi i primi mandati di arresto per diversi banchieri e membri dell’esecutivo. L’Interpol si incarica di ricercare e catturare i condannati: tutti i banchieri implicati abbandonano l’Islanda. In questo contesto di crisi, viene eletta un’Assemblea per redigere una Nuova Costituzione che possa incorporare le lezioni apprese durante la crisi e che sostituisca l’attuale Costituzione (basata sul modello di quella Danese). Per lo scopo, ci si rivolge direttamente al Popolo Sovrano: vengono eletti legalmente 25 cittadini, liberi da affiliazione politica, tra i 522 che si sono presentati alle votazioni. Gli unici due vincoli per la candidatura, a parte quello di essere liberi dalla tessera di qualsiasi partito, erano quelli di essere maggiorenni e di disporre delle firme di almeno 30 sostenitori. 


La nuova Assemblea Costituzionale inizia il suo lavoro in Febbraio e presenta un progetto chiamato Magna Carta nel quale confluiscono la maggiorparte delle “linee guida” prodotte in modo consensuale nel corso delle diverse assemblee popolari che hanno avuto luogo in tutto il Paese. La Magna Carta dovrà essere sottoposta all’approvazione del Parlamento immediatamente dopo le prossime elezioni legislative che si terranno.

...pensiero al vento...
Sicuramente vi starete chiedendo perchè questi eventi non siano stati resi pubblici durante gli ultimi due anni. 

La risposta ci conduce verso un’altra domanda, ancora più mortificante: 
cosa accadrebbe se il resto dei cittadini europei prendessero esempio dai “concittadini” islandesi?

mercoledì 23 gennaio 2008

...dissociatore molecolare a Capua...

Non amo parlare dei rifiuti in Campania … i motivi sono nel post del 2 gennaio .. come allora, anche nel post di oggi continuerò a chiamare quello dei rifiuti “effetto” e non “problema” (il perché è sempre nel post del 2 gennaio).

Le notizie che però arrivano dal Comune di Capua meritano un’evidenza e un commento … che affido a questo post. Perché? ... sapete, il tempo passa ed è facile dire cose oggi che poi la gente dimentica … e così non se ne parla più ... i
o invece metto queste notizie su questo blog … le conserviamo tutti con cura … e poi il futuro, che è da sempre galantuomo, ci dirà se quanto dichiarato oggi … si sarà verificato o meno.

FONDAMENTALE E’ LA MEMORIA ... E CONSERVARE STORIA DI NOTIZIE E PROCLAMI … SE SI VUOL "TANARE" CHIACCHIERONI E PIFFERAI-MAGICI A TUTTI I LIVELLI (LOCALI E NAZIONALI) ...

Fatto il prologo, passiamo ai fatti da commentare:
pare che l'amministrazione comunale di Capua (dopo la trasferta in terra d’Islanda di qualche mese fa, vedi anche il post del 1/12/07) … metterà presto in atto la soluzione visionata nelle terre del nord Europa.

Dalle dichiarazioni dell’Assessore all’Ambiente Marco Ricci si ricava infatti che "serve un nostro sito di stoccaggio e in più siamo prossimi alla realizzazione dell'impianto a dissociazione molecolare (...è quello islandese, ndr...) per il quale stiamo per entrare in conferenza dei servizi. Siamo stati uno dei primi in consiglio comunale a prevedere cosa sarebbe successo con il tempo e non ci siamo sbagliati perchè l'emergenza si è trasformata in una tragedia...".

E poi: "...speriamo che questa emergenza serva a far capire che l'ambiente è di tutti con la speranza che diventi un esempio per gli altri paesi. La realtà futura deve essere raccolta e smaltimento perchè solo in questo modo potranno essere diminuiti i costi".

Dalle dichiarazioni si ricava anche che il Comune di Capua sembra essere il solo comune a possedere un “progetto cantierabile” cioè con i fondi necessari da investire e sarebbe previsto anche una riduzione della Tarsu pari al settanta per cento (... questa scriviamola in rosso ... perchè mi sembra veramente "grossa" ... come conquista ...)

…pensiero al vento…
Se quanto dichiarato oggi si avvererà (e come detto all’inizio, lo verificheremo insieme nel prossimo futuro) … siamo alla soglia di un momento storico per la nostra città (…e noi ci vogliamo credere…):

… Capua risolve l’effetto-rifiuti da sola …

… il tutto in barba agli altri Comuni della prov. di Caserta, della Campania e di tutto il resto d’Italia.
Se così sarà … i nostri Ricci e Antropoli andranno dritti dritti a Porta a Porta … a svelare il segreto a quanti dell’Islanda non sanno nulla … che sventurati ! … loro !

Purtroppo, in coda alle dichiarazioni, si scopre che “...il progetto della collocazione in città dell'impianto di smaltimento a dissociazione molecolare prossimamente sarà anche messo al centro del tavolo di discussione alla presenza di Arpac, Asl, commissario di governo e provincia di Caserta al fine di ricevere le autorizzazioni necessarie”.

Che vuol dire? … che tutto questo tam-tam … è ancora subordinato ad autorizzazioni? Se è così … sarebbe meglio farsi autorizzare anche a parlare … allora! …

Nasce spontaneo il dubbio … ma vuoi vedere che certi proclami servono a calmare gli animi o (peggio) a nascondere le colpe dei nostri Amministratori locali (passati e presenti) …

(1) per una GEO.ECO. che non fa quello per cui tutti la stiamo pagando ...
(2) per una IAP che fa a costi maggiori (e anche questi li paghiamo tutti noi!) quanto giù faceva il Comune (meglio e a costi inferiori !)

… ma GEO.ECO. e IAP sono storie serie ... che meriteranno presto post e discorsi dedicati … !

sabato 1 dicembre 2007

...islanda dei nostri sogni...

ONU: ITALIA AL 20.mo POSTO PER QUALITA' DELLA VITA, AL PRIMO POSTO L'ISLANDA

"Roma, 27 nov. (Apcom) - Maglietta "grigia" all'Italia per la qualità della vita: il Belpaese si piazza al ventesimo posto, su 175 paesi, nella classifica stilata dal Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (United Nations Development Program, Undp) nel rapporto 2007-2008 - in base ai dati del 2005 - diffuso oggi. Lo scettro della vivibilità in base allo "Human development index" (Hdi) va all'Islanda."
...pensiero al vento...
Pare anche che da quelle parti facciano una raccolta differenziata "igloo ad igloo" fantastica ... con 20.000 cani slitta socialmente utili che raccolgono i rifiuti ... e una serie di impianti che li trasforma in cubetti di ghiaccio ... poi liberati nel Mar di Norvegia ... ma siamo seri per favore !