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martedì 29 settembre 2009

...ritiro o non ritiro...

I primi nodi ... vengono al pettine ...
E COSI ... pure le PROMESSE ELETTORALI ... si scontrano con la realtà dei fatti ...
PARE PROPRIO che Barack Obama non riuscirà a mantenere la promessa di chiudere Guantanamo entro il 21 gennaio 2010.

E QUESTO era stato il PRIMO IMPEGNO assunto dal presidente americano con il mondo, appena aveva messo piede alla Casa Bianca ... !

Ma ora, a pochi mesi da quella data, per la prima volta, l'Amministrazione ammette che sarà difficile rispettare la scadenza.

Fonti anonime dello staff presidenziale, citate dal Washington Post, hanno rivelato che "è altamente improbabile" che per gennaio "tutti i detenuti abbiano lasciato Guantanamo".

All'origine del rinvio obbligato e a malincuore, sottolineano alla Casa Bianca, i tanti problemi di natura tecnico-giudiziaria esaminando uno per uno i casi giudiziari dei 235 sospetti terroristi ancora detenuti con oscuri diritti di difesa nel campo di prigionia cubano.

Guantanamo è il simbolo di una stagione politica che Obama voleva cancellare per sempre.

PERO' ... per ciascuno dei 235 detenuti va deciso se deve essere giudicato da un tribunale civile o militare ...
E SE è possibile trasferirlo in altre carceri, negli Stati Uniti o all'estero.

MA SOPRATTUTTO il problema maggiore è stabilire che fare con quei detenuti troppo pericolosi per essere rilasciati, ma difficili da processare, visto che mancano le prove sufficienti per portarli davanti alla corte.

Molti di loro infatti sono stati richiusi sulla base di prove nulle perchè raccolte illegalmente, spesso estorte con il ricorso della tortura.

Obama sta comunque facendo di tutto per stringere i tempi e intanto cadono le prime teste. Gregory Craig, colui al quale il presidente aveva affidato lo spinoso dossier, si e' dimesso dall'incarico di consulente legale alla Casa Bianca.

...pensiero al vento...

CHIUSO il carcere ... che sarà fatto (prima o poi)? ... resta il NODO della BAIA ... occupata in maniera impropria ... dai militari a stelle-e-strisce ... SI PARLERA' anche di quello ... (prima o poi)? ...

PER GLI ALTRI POST ... su Guantanamo ... ECCO IL LINK ...

mercoledì 14 gennaio 2009

...Obama e Guantanamo...

La questione-Cuba sarà uno dei primi “compitini” per Obama …

Nel frattempo … i messaggi che giungono dagli Yankee-states sono contrastanti … e, mentre c’è attesa e ottimismo per il nuovo che si insedierà Martedì 20, c’è ancora tanto fumo nero e messaggi del vecchio che sta per adbicare.

E, per la serie dei "colpi di coda del vecchio” … ecco che il vicepresidente uscente Dick Cheney torna a parlare di Guanatanamo per sottolineare la sua convinzione che il carcere speciale realizzato all’interno della base militare americana per il nucleo duro dei “terroristi nemici” sia diventato «un simbolo per la sinistra in questo Paese e forse per alcuni nostri critici all’estero: hanno fatto una campagna così dura contro Guantanamo che ora non hanno altra scelta che chiuderlo».

Su Guantanamo ho dedicato su questo blog diversi post … ma penso sia utile riprendere soprattutto quello che racconta le origini della storia … dell’occupazione militare in quella parte dell’Isla (vedi per questo il post …AAA offresi baia a 4000 dollari all'anno... del 10 settembre 2008)

Agli occhi di Cheney, invece quella di Guantanamo è «una prigione ben gestita», ed è «una cattiva decisione» quella preannunciata da Barack Obama di ordinarne la chiusura.

COSA DICE INVECE IL “NUOVO” SULL’ARGOMENTO? … secondo il senatore democratico Russ Feingold, Obama si appresta a firmare nella prima settimana della sua presidenza ordini esecutivi che non si limitano a dare il via alla procedura di chiusura di Guantanamo, ma cancellano anche una serie di scelte dell’amministrazione Bush in tema di sicurezza nazionale: si parla di svolte su intercettazioni, antiterrorismo, modalità degli interrogatori, cattura e detenzione dei terroristi.

…pensiero al vento…
Per fortuna dal 20 prossimo, questo gentil signore sarà solo un “$gettonato$” pensionato … e poco potrà influire sui destini del mondo …


Per chiudere serve peraltro dire che lo stesso Obama avrebbe ammesso che sarà difficile risolvere il nodo Guantanamo nei primi cento giorni della sua presidenza: esperti di diritto e di questioni militari stimano che potrebbe passare anche un anno.

domenica 11 gennaio 2009

..ultimo anniversario?...

Era l’11 gennaio del 2002 ... quando, ammanettati e bendati, i primi 20 detenuti di Guantanamo sbarcarono nella base militare americana a Cuba dopo un volo di circa 13mila chilometri dall’Afghanistan.

Ricorre quindi oggi ... il settimo anniversario dell’apertura della prigione più contestata del mondo ... anniversario che cade a pochi giorni dall’insediamento alla Casa Bianca del nuovo presidente degli Stati Uniti.


Dal 20 Gennaio ... Barack Obama succederà ad otto sciagurati anni di gestione "guarraiola" di Mr.Bush, e tutti ... ora ... sono in attesa delle sue decisioni su cosa fare del carcere e dei suoi attuali 250 detenuti.

Obama, nel corso della sua campagna "pubblicitaria" aveva promesso di chiuderlo e sembra che oggi il capo del Pentagono Robert Gates stia studiando le possibili soluzioni per mantenerne la promessa ... ma per il momento resta l’incertezza.

Ci sono da risolvere, infatti, interrogativi legali sullo status dei combattenti, nemici dei detenuti, e come far fronte alle esigenze di sicurezza legate a personaggi come Khalid Sheikh Mohammed, lo stratega reo confesso dell’attacco dell’11 settembre alle Torri Gemelle.
Nella giornata di oggi diverse organizzazioni umanitarie stanno ricordando l’anniversario con iniziative e manifestazioni legate dalla comune richiesta a Obama di annunciare la data della chiusura di Guantanamo ma non è chiaro se il Presidente eletto sarà in grado di farlo al momento del suo insediamento alla Casa Bianca.

...pensiero al vento...
Il 20 Gennaio è vicino ... e così anche il "pensionamento" di Mr.Bush ... sulle decisioni di Obama io non sarei tanto ottimista ... credo che i condizionamenti di quanti hanno "sponsorizzato" la sua vittoria si faranno sentire ... e quindi, per Guantanamo (come per l'embargo avverso Cuba) ci sarà da attendere "sagge" ma "meditate" decisioni ...

Una domanda nasce comunque spontanea ... sarà quello di oggi l'ultimo anniversario ?
SU GUANTANAMO: vedi anche i precedenti post pubblicati su questo blog

venerdì 9 gennaio 2009

...ingegnere spaziale iracheno...

Dal Diario di Silvano Agosti di oggi :

... di solito per fare benzina di notte bastano pochi minuti, ma questa sera, tornando dal cinema, la lancetta del serbatoio segna zero.

Raggiungo il distributore e un uomo è in piedi nel buio accanto al distributore. Tende la mano offrendo di fare lui l’operazione di scarico della benzina.

Mi colpisce subito una sottile cicatrice rossa che gli attraversa la fronte.

“E’ molto che sei in Italia?”
“Due anni.”

Prende i 5 euro spiegazzati e con grazia li distende accuratamente prima di infilarli nella fessura mangiasoldi.


“Il tuo Paese?”
“Iraq.”
“Fortunato che sei vivo. Complimenti.”

La benzina gorgoglia a fiotti nel serbatoio. Intanto frugo le tasche alla ricerca di un euro.

L’uomo comunica solo sensazioni positive per il tono pacato della voce e l’armonia dei gesti.

“Cosa ti è successo?” Chiedo indicando la cicatrice sulla fronte.
“Io sei anni a Guantanamo.”

Gli porgo la moneta da un euro.

“La base americana. Prigioniero?”
“Quando arrivato a Guantanamo i militari hanno tolto bende e orinato addosso a noi. Interrogato mille volte e prima di interrogatori passavo davanti a cantine da dove sentivo urla di terrore. Mi chiudono in stanza con specchi, fredda come frigorifero, poi musica a volume massimo terribile. Per giorni non dava cibo a me e devo correre per ore con gambe incatenate. Si lacerava pelle. In ala sud centinaia di psichiatri capaci di fare impazzire con tecniche scientifiche.”

"Come ti chiami?“
"Nazir.”

Nazir alza il pantalone destro e mostra la caviglia viola con la pelle raggrinzita.
“Picchiano con mani, pugni, calcio fucile. Per 2 anni non ho visto luce di sole e messo come feto su pavimento incatenato, senza acqua sudicio di orina e feci.”

Gli sfioro la fronte con la mano.

“E questa cicatrice?”
“Era cerchio di ferro con elettricità si chiama “corona di terrore.”

“Che lavoro facevi in Iraq?”
“Ingegnere spaziale.”

“E perché non lo fai qui?”
“Prima imparo lingua poi posso fare. Americani quando saputo che io ingegnere spaziale mi liberano e offerto impiego lavoro a Nasa.”

“Non hai accettato?”
“Libertà ho accettato sì, ma lavoro con americani no, perché quando sento accento americano come quello di guardiani di Guantanamo io tremo e vomito.”

“Hai resistito alle torture e non hai mai confessato.”
“Mai confessato no, perché io avevo niente da confessare.”

Lo sto ancora abbracciando in silenzio.

...pensiero al vento...
... senza parole ...

martedì 30 dicembre 2008

...decoro e indecorosi...

Nel mondo deve esserci una certa quantità di luce,
come deve esserci una certa quantità di decoro.
Quando ci sono molti uomini senza decoro,
ce ne sono sempre degli altri
che portano in loro il decoro di molti uomini

Il perdono e l’oblio a livello sociale si chiamano impunità” … con queste parole, Rafael Correa esordì il 16 gennaio 2007, giorno in cui giurò entrando in possesso del suo ruolo di presidente della Repubblica dell’Ecuador.

Rompendo definitivamente con il passato, si vestì senza la cravatta e volle indossare una camicia con disegni indigeni, dell’etnia Jama Coaque.

Un messaggio importante per dimostrare il cambio totale di epoca, infatti quell’etnia ha vissuto in Ecuador da molto prima che gli spagnoli invadessero il paese e ne impedissero lo sviluppo.

Quel giorno il neo presidente aveva fatto un atto di coraggio, ma avrebbe saputo mantenere con forza questa posizione così scomoda, così poco interessata, così inusuale ed onesta?

Bè, oggi possiamo dire di sì, anzi, forse ha superato le migliori aspettative, perché sta veramente mantenendo le sue promesse elettorali.

Senza soffermarci su tutti i provvedimenti per aiutare i più umili e gli ultimi, per cercare di portare l’uguaglianza in un paese fino ad oggi saccheggiato dalle multinazionali straniere grazie alla complicità con i governi di turno, non si può dimenticare la sua postura davanti all’attacco colombiano del 1° marzo di quest’anno, quasi sicuramente perpetrato da aerei nordamericani provenienti dalla base di Manta (sulla base di Manta, vedi anche il post del 16/12/08).

Il "quasi" è d'obbligo perché le indagini non hanno ancora messo in luce definitivamente i responsabili, grazie alle infiltrazioni della CIA nell’esercito ecuadoriano.

Anche questa, è stata una denuncia fatta dallo stesso presidente pubblicamente, coraggiosamente, senza curarsi delle possibili tragiche conseguenze: sappiamo perfettamente che il popolo dello zio Sam non ama chi gli pone degli ostacoli … e semplicemente si incarica di farlo scomparire dalla faccia della terra.

Però in questo Correa sembra proprio non voler capire i messaggi degli yankee, che dopo pochi giorni della sua nomina avevano fatto in modo che misteriosamente l’elicottero della ministro della difesa, Guadalupe Larriva, cadesse al suolo in un incidente mortale.

Già, la Larriva era troppo scomoda, da subito aveva affermato che la Base nordamericana di Manta avrebbe dovuto chiudere e gli yankee tornare a casa …

Ma Correa è duro di comprendonio e continua a ripetere che la base dovrà scomparire, e non solo, se otterrà le prove definitive sarà il primo a poter provare che i nordamericani hanno attaccato direttamente un popolo latinoamericano perché non simpatizzava con le loro idee neoliberali, accusando di terrorismo perfino il capo di stato.

I successi di Correa sono continuati con la Costituzione, approvata di recente, che ha definitivamente chiuso la questione basi militari straniere, che adesso sono proprio proibite per legge.

Ma gli yankee accetteranno o cercheranno di lasciare in eredità a Correa una seconda Guantanamo?

Obama dice che la prigione nell’oriente cubano sarà chiusa: avrà lo stesso coraggio di Correa nel mantenere le promesse fatte in campagna elettorale?

E, tornando alle grandi cose fatte da questo giovane presidente in meno di due anni di mandato, non si può non parlare della nuova Magna Carta, considerata una delle più progredite ed ugualitarie del mondo. Per la prima volta, alla Madre Terra, o meglio alla Pacha Mama vengono riconosciuti diritti inalienabili, convertendola, in questo modo in un soggetto di diritto.

La natura o Pacha Mama, dove si riproduce e si realizza la vita, ha diritto al rispetto integrale della sua esistenza, del suo mantenimento e della rigenerazione dei suoi cicli vitali, della sua struttura, delle sue funzioni e processi evolutivi”, afferma l'articolo 71 della Costituzione, compreso nel capitolo intitolato “Diritti della natura”.

E tra questi diritti è anche sacrosanto, per la costituzione di Correa, il diritto all’acqua.

Non è possibile pensare a questo argomento senza sottolineare la miopia del nostro BelPaese, ed a quello di tutta l’Europa, così antiquata e passata di moda, che continua a correre dietro al modello neoliberale. Bisogna fare dei paragoni per comprendere che noi europei se continuiamo così non stiamo assolutamente lavorando per un mondo migliore: prima ancora che la nuova costituzione dell’Ecuador fosse approvata, proprio questo agosto 2008, ReSilvio ha privatizzato l’acqua in Italia, con il decreto legge n.133, fortemente voluto dal ministro dell’Economia Tremonti.

L’acqua … qui da noi … da diritto acquisito diventa merce, prodotto commerciale soggetto alle regole del mercato.

Non sono serviti gli esperimenti fallimentari nella regione Lazio, non sono servite a niente le 400.000 firme raccolte due anni fa a sostegno di un referendum popolare che voleva assolutamente che l’acqua fosse “un diritto inalienabile ed inviolabile della persona”.

E per il Decreto Legge n.133 … si è seguito il manuale di buon governo del ReSilvio, che approva leggi impopolari nell’afa estiva … mentre gli italiani sono troppo occupati ad organizzare le vacanze e la stampa, ormai come sempre, sta guardando altrove.

Ma, tornando alla frase del titolo, pochi giorni fa Correa ha sferrato la sua sfida più forte, cioè per non cadere nell’impunità e nell’oblio ha deciso che si dovrà rinegoziare il pagamento del debito estero perché è stato contratto in forma illegittima, corrotta ed illegale.

La decisione del governo è stata presa dopo la presentazione ufficiale della relazione finale sull'auditing realizzato sul debito estero ecuadoriano da parte di una Commissione per l'Auditing Integrale del Credito Pubblico (CAIC). La relazione presentata dalla Commissione ha rivelato delle irregolarità ed illegittimità nelle negoziazioni di questo debito.

Il danno incalcolabile causato all'economia del paese ed al popolo ecuadoriano per l'indebitamento pubblico, onnipresente come sistema di pressione-sottomissione, ed il conseguente compromesso di consegnare le risorse pubbliche per il suo servizio, esistano o non disponibilità, ha motivato il Governo Nazionale ad adottare la decisione –per la prima e fino ad ora unica volta in America Latina - di creare un'istanza di auditing che stabilisca la legittimità, la legalità e la pertinenza dei prestiti, le negoziazioni e rinegoziazioni”, segnala il documento.

Come esempio, ha già dato i suoi frutti e l’ALBA (Alternativa Bolivariana per i popoli della Nostra America), un gruppo di solidarietà mutua creato da Cuba e Venezuela, dove aderiscono anche Nicaragua, Bolivia, Honduras e Dominica ha già appoggiato la decisione di Correa e si muoveranno per formare delle commissioni simili e bloccare il pagamento dei loro rispettivi debiti esteri.

Sull'ALBA vedi anche i post ...nasce l'alba... (del 27/08/08) e ......la moneta unica latino-americana (il SUCRE) vede l'ALBA... (del 13/12/08)

Tempi duri per il capitalismo ed il primo mondo, che questa volta devono scontrarsi con una Nostra America, quella di Martì e di Bolivar, non con una semplice America Latina, zona geografica, cortile posteriore degli USA fino al secolo scorso.

Se così sarà, uniti come in un solo paese, è difficile che succeda un’altra volta come a Thomas Sankara, presidente del Burkina Faso, che volle tentare lo sviluppo del suo paese rifiutando le imposizioni del sistema finanziario internazionale ma fu assassinato nel 1987 da un comando militare che prese il potere e che si uniformò alle direttive degli organismi finanziari internazionali.

Sankara aveva detto cheil problema del debito va analizzato prima di tutto partendo dalle sue origini. Quelli che ci hanno prestato il denaro sono gli stessi che ci hanno colonizzati, sono gli stessi che hanno per tanto tempo gestito i nostri stati e le nostre economie. Noi siamo estranei alla creazione di questo debito, dunque non dobbiamo pagarlo. Il debito, inoltre, è anche legato a meccanismi neocoloniali; i colonizzatori si sono trasformati in assistenti tecnici…. O dovremmo dire assassini tecnici, e ci hanno proposto dei meccanismi di finanziamento con i finanziatori. Non possiamo rimborsare il debito, né dobbiamo, non essendone responsabili. Non possiamo pagare il debito perché sono gli altri che hanno nei nostri confronti un debito che le più grandi ricchezze non potrebbero mai pagare, cioè il debito di sangue, il nostro sangue che è stato versato”.

Correa è cosciente del pericolo… e quando in una recente intervista gli è stato chiesto se in questo scenario considerava possibile un attentato contro di lui ha risposto di SI, che sono già state trovate prove, più di una volta, di un magnicidio.

Poi, alla domanda se il suo servizio di sicurezza era preparato per questa sfida, Correa ha risposto che non esiste un sistema infallibile, per il suo modo di essere così comunicativo se vorranno ucciderlo, potrebbe succedere.

Io credo che sarebbe il maggior favor per la causa del Socialismo del XXI secolo, come è stato in Cile alla caduta di Salvador Allende, potranno strappare i fiori, ma non potranno fermare la primavera”, ha concluso.


...pensiero al vento...

che miseri ... e indecorosi ... al confronto ... sono ReSilvio, il tremontino e tutti gli altri Cortigiani ...

Mi accorgo che serve finire questo post così come è cominciato ...

“ Nel mondo deve esserci una certa quantità di luce,
come deve esserci una certa quantità di decoro.
Quando ci sono molti uomini senza decoro,
ce ne sono sempre degli altri
che portano in loro il decoro di molti uomini ”
José Martì

martedì 16 dicembre 2008

...base militare di Manta...

Il Pentagono ha usato una tecnica già collaudata per descrivere il suo operato a Manta, località costiera dell’Ecuador, che attualmente ospita una base militare Usa da 80 milioni di dollari.

All'inizio dichiarò che l'avamposto era una "striscia di polvere" arcaica, che sarebbe stato usato come stazione meteorologica e che non avrebbe ospitato permanentemente del personale Usa. Qualche giorno dopo, il Pentagono affermò che Manta sarebbe stata una base militare importante e che vi avrebbe condotto diverse missioni relative alla sicurezza.

Alcuni gruppi di difesa dei diritti umani hanno scoperto che la base Usa a Manta è collegata a diversi episodi di "interferenza militare e politica" nella regione ... vedi il golpe del 2002 contro il Presidente venezuelano Hugo Chávez o, da ultimo, l’appoggio all'attacco colombiano del 1° marzo con l'Ecuador.



UN PO' DI STORIA. La base militare di Manta fu edificata in base ad una convenzione stipulata il 12 novembre del 1999 che concedeva agli Usa l’uso della base navale e di altre infrastrutture solo per potenziare la lotta contro il narcotraffico in Colombia.

Ma i militari statunitensi hanno fatto e fanno molto di più:
- utilizzano Manta come retrovia per gli attacchi contro la guerriglia di sinistra in Colombia;
- hanno moltiplicato le installazioni a terra scacciando le popolazioni locali dai loro territori;
- le navi da guerra Usa attaccano spesso le barche dei pescatori ecuadoregni anche sparando colpi di arma da fuoco;
- hanno chiuso le acque intorno alla base e impedito alle navi battenti bandiera ecuadoriana di navigarci violando la sovranità nazionale del paese;
- hanno consegnato le operazioni militari a un’impresa di mercenari, la Dyn Corp, un’impresa che opera direttamente in Colombia e si occupa dell’addestramento dei piloti e degli elicotteristi e di operare le fumigazioni per la distruzione delle coltivazioni illegali di foglia di coca nel Putumayo ed è la responsabile dell’alterazione del glifosfato (la sostanza chimica utilizzata) che ha comportato gravi danni per la salute della popolazione che vive alla frontiera colombo-ecuadoriana.

E infine ... la base di Manta, pur essendo nata da un trattato internazionale, non è stata mai ratificata dal parlamento del Paese, mentre le mobilitazioni popolari hanno anche ottenuto il blocco di altri progetti nordamericano (come la creazione di un aeroporto militare nella città orientale di Tena).

I comitati che si battono per la chiusura di Manta ne hanno più volte violato i confini a bordo di imbarcazioni, per denunciarne la pericolosità e l’illegalità, e hanno creato un coordinamento nazionale contro la base che raggruppa partiti, sindacali, forze sociali e associazioni per i diritti umani.

...pensiero al vento...


I padroni del mondo all'opera? ... eh SI, purtroppo Guantanamo non è l'unico esempio ...


(vedi anche gli altri post su Guantanamo...)

martedì 16 settembre 2008

…sui diritti umani…

Non si può negare che a Cuba c’è un gran numero di prigionieri che soffrono le condizioni carcerarie più rigorose che esistono oggi nel mondo …

… per loro non c’è giorno né notte, perché tengono sempre gli occhi bendati nelle tenebre …

… hanno anche tappate le orecchie e rimangono in perpetuo silenzio …

… sono privati di tutte le sensazioni tattili perché tengono le mani foderate da una specie di guanti …

Sono centinaia di prigionieri dei quali non è dato conoscere i nomi … né di cosa li si accusa.

Non sono giudicati e neppure condannati … non hanno difensori e stanno scontando una condanna infinita perché non ha un termine.

Questi prigionieri … a Cuba … non sono però i prigionieri di Fidel Castro: sono i prigionieri di Guantánamo.

Stanno individualmente in gabbie e vestiti con tute arancio che tutti abbiamo visto, però di essi non sappiamo nulla.

I diritti umani … tanto “cari” ai nostri governi … sono costantemente violati nella Base Navale di Guantánamo, dove i detenuti, di differenti nazionalità, sono classificati come "combattenti nemici", per non doverli riconoscere come "prigionieri di guerra", cui andrebbero invece concessi i diritti sanciti dalla Convenzione di Ginevra.

Quasi tutti sono detenuti lì da 5 anni e senza un capo d'imputazione, in violazione allo stesso ordinamento giuridico degli Stati Uniti.

…pensiero al vento…
una bella prova di doppia morale e di ipocrisia, sul tema di diritti umani, da parte degli USA e degli alleati dell'Unione Europea che, per non dar troppo dispiacere al loro padrone, hanno da sempre chiuso uno (o entrambi) gli occhi sull’argomento …

Un esempio? …
… il rifiuto di discutere in sede ONU, nella Commissione per i Diritti Umani a Ginevra, la questione sollevata proprio da Cuba, delle ripetute violazioni, abusi e torture commesse dai soldati USA …

Siccome sono prigionieri di Bush e non di Fidel la stampa USA e quella europea non dice niente di essi …

DOMANDA:
perché l’UE non ha protestato esigendo perentoriamente agli Stati Uniti che vengano posti in libertà? … come si esige da Cuba la liberazione immediata dei suoi cosiddetti dissidenti?

E’ proprio difficile sentirsi onorati di essere cittadini dell'Unione Europea.

Altre notizie su storia e avvenimenti legati a Guantánamo … sono anche in:
…A.A.A. offresi baia a 4000 dollari l’anno… del 10/09 e …un pugnale piantato nel cuore… del 11/09

giovedì 11 settembre 2008

…un pugnale piantato nel cuore…

Nel post di ieri ripercorrevo la storia della baia di Guantánamo e la relativa occupazione da parte della Base Navale USA (vedi “...A.A.A. offresi baia a 4000 dollari l’anno…” del 10/09) … il quadro va completato per vedere di quali avvenimenti sia stata scenario la base americana … durante poco più di un secolo (la presa di possesso risale al 1903).

Nella prima metà del Novecento gli investimenti degli USA nell’Isola si erano moltiplicati ... prima con la costruzione dell’acquedotto, poi con le industrie dello zucchero, delle ferrovie e dell’elettricità. Intanto, dopo l’arrivo dei militari nordamericani, il vizio, la prostituzione e il contrabbando fiorivano e proliferavano in affari molto redditizi per la borghesia locale.

La presenza della base navale a Guantánamo ebbe ripercussioni anche nella vita politica della zona:

- nel 1919 e nel 1922 i marines uscirono dalla base per "proteggere le centrali dello zucchero" e altri interessi economici nordamericani di fronte alla ribellione del Partito degli Indipendentisti Negri, dopo il sollevamento de La Chambelona e per la rivolta dei liberali contro il governo di Menocal.

- di lì partirono le truppe USA per invadere altri paesi, come Haiti nel 1915 e la Repubblica Dominicana nel 1918.

Durante la guerra di liberazione comandata da Fidel con l’esercito Ribelle, la base di Guantánamo divenne un punto di rifornimento e stazionamento dell’aviazione del dittatore Batista, che bombardava e mitragliava indiscriminatamente i contadini e la popolazione civile nelle zone liberate.

La Base Navale fu immediatamente contestata dal governo rivoluzionario sin dal 1959 e ci sono stati anche incidenti di frontiera per ripetute provocazioni da parte dei militari USA, tanto che una località nelle vicinanze si chiama Martires de la Frontera, in memoria dei cubani ivi caduti.

Dal trionfo rivoluzionario nel 1959 in poi, la basa navale USA è diventata prima rifugio di assassini e torturatori dell’ex regime di Fulgencio Batista, per essere poi usata spesso come piattaforma per le aggressioni contro l’Isola, per la partenza e le infiltrazioni di agenti nemici, per il rifornimento di bande controrivoluzionarie. È inoltre un centro di spionaggio radio elettronico e punto di concentrazione di navi e aerei che possono in un breve tempo imporre un blocco navale a Cuba.

L’ultimo ruolo nefasto nella storia della base è il suo utilizzo come carcere, dove sono confinati detenuti accusati d’essere terroristi o d’avere vincoli con il terrorismo e sottoposti a torture fisiche e psicologiche senza diritto all’assistenza legale o a un processo.

Il mondo civile si scandalizza e rabbrividisce di fronte alle immagini terribili di uomini incatenati e ridotti a livelli di degradazione umana estrema, alimentati a forza per lo sciopero della fame che hanno iniziato per protestare contro le condizioni infernali della prigione. A questi prigionieri sono negate le relazioni con i propri avvocati e con rappresentanti delle organizzazioni umanitarie e delle Nazioni Unite.


…pensiero al vento…
IN SINTESI: la Base Navale, territorio cubano occupato dagli USA dal 1903, fu imposta con clausole capestro (nel famigerato Emendamento Platt) dalle forze militari occupanti statunitensi … che erano intervenute pretestuosamente contro gli spagnoli, usurpando della loro legittima vittoria i patrioti indipendentisti cubani …

E’ indicativo quanto riportato dalla Costituzione della Repubblica di Cuba, approvata dalla popolazione il 24 febbraio del 1976 nell’Articolo 11, dove si afferma che:
"L’Isola condanna e considera illegali e nulli i trattati, patti e concessioni concordati in condizioni di disuguaglianza e che non riconoscono o diminuiscono la sovranità e l’integrità territoriale dell’Isola. Per questo Cuba esige dagli Stati Uniti la restituzione del territorio di Guantánamo perché -come ha dichiarato Fidel- ... questa base è in loro potere contro la volontà del nostro popolo, è un pugnale piantato nel cuore della terra cubana!"
McDonalds a Cuba? ... SI, ma solo a Guantánamo

mercoledì 10 settembre 2008

...A.A.A. offresi baia a 4000 dollari l’anno…

Da tempo mi chiedevo come fosse nata la presenza degli Stati Uniti a Cuba nella baia di Guantánamo (visti i rigidi “rapporti” tra i due paesi!) … ho fatto qualche ricerca ed è venuta fuori la storia che segue …

UN PO’ DI STORIA: LA SCOPERTA …
Scoperta da Cristoforo Colombo nel suo secondo viaggio nel Nuovo Mondo (aprile 1494), la baia di Guantánamo, chiamata "la borsa", è una delle più grandi e profonde di Cuba.
Sebbene disponga di caratteristiche naturali molto speciali: profondità, sicurezza e capacità per ricevere grandi navi, per secoli la baia restò inutilizzata poiché i colonizzatori spagnoli non furono capaci d’apprezzarne le qualità.

Solo dopo un tentativo di occupazione da parte degli inglesi (luglio 1741), che pretendevano di stabilire lì una base per le loro operazioni, il governo coloniale spagnolo comprese finalmente l’importanza strategica della zona.

GLI STATI UNITI METTONO GLI OCCHI SU CUBA …
Agli inizi del XIX secolo, gli USA resero pubblico il loro obiettivo d’impadronirsi di Cuba per la sua posizione geografica privilegiata e le sue risorse naturali.

La gestione per l’acquisto dell’Isola dalla Spagna avvenne nel 1805, nel 1807 e 1808, ma, come si legge nella relazione centrale del Primo Congresso del Partito Comunista Cubano (PCC), per una volta la cocciutaggine spagnola fu utile all’Isola … questo per il rifiuto alle offerte di compra-vendita che gli Stati Uniti proposero insistentemente alla Spagna.

Nel 1823 il segretario di stato John Quince Adams … propose la sua "tesi della frutta matura" che pronosticava che Cuba sarebbe caduta irrimediabilmente nelle mani nordamericane nel momento in cui non fosse più stata colonia spagnola. In quello stesso anno il presidente James Monroe elaborò la Dottrina che portava il suo nome e che avvertiva le potenze europee che "l’America è riservata unicamente ed esclusivamente agli americani..."

Intanto … e siamo al 1859 … gli imprenditori nordamericani avevano propri investimenti nell’Isola per 50 milioni di pesos, soprattutto nell’industria dello zucchero, del tabacco, nei giacimenti di ferro, cromo e magnesio.

Nel 1898 gli Stati Uniti compresero che esistevano condizioni propizie per “intervenire” nella guerra di liberazione di Cuba dalla Spagna … prima dell’imminente crollo dell’impero coloniale spagnolo e dell’avanzata irresistibile dell’esercito liberatore. Approfittando dei crescenti sentimenti di simpatia che la causa cubana risvegliava nella popolazione nordamericana, il Congresso degli USA approvò nell’aprile del 1898 una Risoluzione Congiunta che propiziò l’intervento nordamericano nel conflitto spagnolo.

La guerra spagnola-cubana-nordamericana, definita da Lenin come la prima guerra imperialista di rapina, ebbe come centro delle sue azioni principali le province orientali dell’Isola e la zona di Guantánamo.

Il 16 luglio del 1898 si firmò la capitolazione e il 10 dicembre di quell’anno fu firmato il Trattato di Parigi.
NOTA: in quell’occasione, usurpati della loro legittima vittoria, i patrioti indipendentisti cubani furono estromessi, di fatto, dal trattato di pace dell'allora costruenda repubblica cubana, ultima colonia spagnola.

Gli Stati Uniti s’impadronirono di Puerto Rico, delle Filippine e di Guam, mentre Cuba rimase come "territorio speciale" dal quale i nordamericani si sarebbero ritirati dopo la pacificazione.

Il governo interventista, con il generale Wood in testa, convocò un’Assemblea Costituente incaricata di redigere la Carta Magna, la Costituzione della futura Repubblica.
Per porre ben chiare le basi delle ulteriori relazioni tra Cuba e gli USA, gli occupanti esercitarono forti pressioni e imposero il tristemente famoso Emendamento Platt, che in due clausole incideva sulla sovranità nazionale, perché rappresentavano gravi implicazioni per l’autodeterminazione della nascente Repubblica.

La Clausola 3 dell’Emendamento Platt riservava il diritto agli Stati Uniti d’intervenire per la preservazione dell’indipendenza di Cuba e il sostegno di un governo adeguato ai loro interessi, mentre la Clausola 7 obbligava Cuba a cedere zone del suo territorio per lo stabilimento di basi navali o per il carbone.

Una delle prime figure della lotta indipendentista cubana, Juan Gualberto Gómez, fece udire la sua voce avvertendo che gli articoli 3 e 7 dell’Emendamento Platt "… equivalgono alla consegna ai nordamericani delle chiavi di casa nostra, per permettere loro di entrarvi a qualsiasi ora ... di giorno o di notte, con propositi buoni o cattivi ... e che la finalità non è altro che la brama di potere sui futuri governi di Cuba e sulla sovranità della Repubblica Cubana ..."

L’8 novembre del 1902 il governo nordamericano sollecitò a carattere perpetuo l’affitto dei territori della Baia di Nipe Bahía Honda, Cienfuegos e Guantánamo, ma per via della violenta reazione popolare, si limitò a Bahía Honda e Guantánamo.

Dopo molti negoziati, il 10 dicembre del 1903, gli Stati Uniti presero in consegna il territorio corrispondente alla Base Navale di Guantánamo … mediante un accordo complementare firmato il 2 luglio del 1903 il governo degli USA s’impegnò a pagare duemila pesos l’anno in monete d’oro nordamericane – circa 4085 dollari al cambio attuale – una cifra ridicola che gli USA continuano a depositare e che Cuba non riscuote dal trionfo della Rivoluzione del 1959.

Base Navale USA a Guantánamo

Stando a un’analisi del Dott. Fernando Álvarez Tabío, nell’articolo "La base navale di Guantánamo e il diritto internazionale", si legge che il contratto d’affitto della base navale manca di esistenza legale e di validità giuridica perché è viziata nei suoi elementi essenziali (...) per l’impossibilità del governo di Cuba di cedere perpetuamente un pezzo del territorio nazionale ... e perché il consenso fu strappato con violenza morale, ingiusta e incontrastabile.

Gli Stati Uniti tralasciarono Bahía Honda e si concentrarono a Guantánamo. La scelta di questa baia aveva un obiettivo strategico perché il suo straordinario valore e le caratteristiche geografiche permettevano di assicurare il predominio militare nei Caraibi e di mettere gli occhi sul Canale interoceanico di Panama, i cui diritti di costruzione erano stati acquistati proprio nel 1903.

...pensiero al vento...
insomma ... la "democrazia" ... è sempre stata un'ottima "merce di esportazione" ...
[1-continua]