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mercoledì 12 settembre 2012

Scuole Pubbliche (art.33 della Costituzione) ...

dalla Costituzione Italiana - Articolo 33 ... 

ECCO il testo ...


L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento.

La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.
Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.

La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali.

E` prescritto un esame di Stato per l'ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l'abilitazione all'esercizio professionale.
Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.

...pensiero al vento...
DA DOVE vengono fuori tutti i finanziamenti alla Scuole Private italiane e a quelle dello Stato del Vaticano ? ...

CHI ha notizie di quale Emendamento / Leggiungola / Decretino sia stato fatto per drenare i FONDI PUBBLICI verso le SCUOLE PRIVATE batta un colpo !!

mercoledì 12 ottobre 2011

...meglio precari oggi che servi per sempre...

Dalla lettera di un insegnante agli studenti, per l'inizio della scuola ...
"
Cari ragazzi e ragazze, cari giovani: studiate. Soprattutto  -  anche se non solo  -  nella scuola pubblica. Ma anche quando non siete a scuola. Quando siete a casa vostra o in autobus. Seduti in piazza o ai giardini. Studiate. Leggete. Per curiosità, interesse. E per piacere. Per piacere.

Anche se non vi aiuterà a trovare un lavoro. Tanto meno a ottenere un reddito alto. 

Anche se le conoscenze che apprenderete a scuola vi sembreranno, talora, in-attuali e im-praticabili. In-utili. 

Nel lavoro e anche fuori, spesso, contano di più altre "conoscenze" e parentele. E i media propagandano altri modelli.  Veline, tronisti, "amici" e "figli-di"...  

Studiate. Gli esempi diversi e contrari sono molti. Non c'è bisogno di rammentare le parole di Steve Jobs, che esortava a inseguire i desideri. A essere folli. 

Guardatevi intorno. Tanti ce l'hanno fatta. Tanti giovani  -  intermittenti e flessibili  -  sono convinti di farcela. E ce la faranno. Nonostante i giovani  -  e le innovazioni  -  in Italia facciano paura.

Studiate. Soprattutto nella scuola pubblica. Anche se i vostri insegnanti, maestri, professori non godono di grande prestigio sociale. E guadagnano meno, spesso molto meno, di un artigiano, commerciante, libero professionista... 

Anche se alcuni di loro non fanno molto per farsi amare e per farvi amare la loro disciplina. E, in generale, l'insegnamento. Anche se la scuola pubblica non ha più risorse per offrire strumenti didattici adeguati e aggiornati. Anzi, semplicemente: non ha più un euro. 

Ragazzi: studiate. Nella scuola pubblica - che è di tutti, aperta a tutti. Studiate. Anche se nella vita è meglio furbi che colti. Anzi: proprio per questo

Per non arrendersi a chi vi vorrebbe più furbi che colti. Perché la cultura rende liberi, critici e consapevoli. Non rassegnatevi. A chi vi vorrebbe opportunisti e docili. E senza sogni. Studiate. Meglio precari oggi che servi per sempre.
"
 
...pensiero al vento...
la cultura rende liberi, critici e consapevoli

Ricordiamo il protagonista de "Il Sipario ducale", scritto da Paolo Volponi, ambientato a Urbino, dove un anziano intellettuale anarchico, a volte, attendeva l'uscita degli studenti del liceo e si perdeva in mezzo a loro. Per sentirsi giovane. E libero.

venerdì 5 novembre 2010

...per non rinunciare al futuro...

Il sistema scolastico e universitario italiano è in grave pericolo.  

Un pericolo serio, reale, non dovuto al dilagare della tv spazzatura, non provocato dal terrorismo islamico e stranamente neppure causato dai mutamenti climatici; la scuola e l’università italiana sono a rischio perché si tagliano drasticamente le risorse che, pur tra mille difficoltà, hanno permesso fino a oggi il loro funzionamento e garantito l’esistenza di insegnanti e ricercatori convinti di star svolgendo un compito importante. Forse è per questo senso profondo di autostima e di fiducia verso se stessi che insegnare non è un lavoro come un altro. 

Fare ricerca non è una comoda pratica per timbrare il cartellino e poi subire un lavoro più o meno tollerato o detestato: è spendere sogni, anni, fatica e sudore per studiare, interpretare, valutare, elaborare ipotesi, fare confronti, trasmettere conoscenze e gli strumenti per elaborarle.  
In tutti i Paesi dell’Unione europea l’insegnamento, dalle scuole materne alle università, è considerato attività degna del massimo rispetto, in quanto riserva strategica di competenze e sapere; nel nostro Paese l’insegnante è screditato agli occhi di un’opinione pubblica resa sempre meno responsabile verso il futuro, il docente universitario viene visto come un comodo elefante parcheggiato in una placida savana, mentre il ricercatore viene considerato un tipo strambo prossimo al disadattamento.

...pensiero al vento...
QUESTO l'inizio del testo a supporto della PETIZIONE ON LINE per la SCUOLA lanciata da Dario Fo ... ECCO il LINK per aderire:

sabato 6 dicembre 2008

...sulle scuole private...

Stavo preparando un breve "resoconto" praghese ... ma lo rimando perchè la notizia sui finanziamenti alle scuole private merita priorità.

Come sempre ... ragioniamo facile, sennò non ci capiamo:

partiamo allora dall'Articolo 33 della nostra Costituzione, che se non erro è ancora in vigore, e che afferma che "enti e privati hanno il diritto di istituire scuole e istituti di educazione senza oneri per lo Stato".

Va ricordato che nel lontano 1964 un governo presieduto da Aldo Moro, venne battuto alla Camera e messo in crisi proprio per aver proposto un modesto finanziamento alle scuole materne private.

Bisognerà poi aspettare quasi quarant'anni perché un governo e una maggioranza parlamentare prendano in esame la questione delle scuole private e della loro possibile regolamentazione e finanziamento. E saranno il governo D'Alema e il suo ministro dell'Istruzione Luigi Berlinguer a volere, e far approvare, una legge sulla parità scolastica che prevede, ma a precise condizioni, un finanziamento non a tutte le scuole private ma a quelle che verranno riconosciute come "paritarie".

Tutta la materia in realtà, nonostante alcuni provvedimenti presi nel frattempo, è ancora da regolare (non tutte le scuole private, ad esempio, possono essere riconosciute come "paritarie").

Ma veniamo ai giorni nostri ...
e osserviamo che se sui tagli alla scuola non sono servite manifestazioni, sit-in, o lezioni all'aperto ... è bastata la minaccia della mobilitazione delle scuole cattoliche per far cambiare idea al governo nel giro di qualche ora.

I fondi per le scuole paritarie "vengono ripristinati", ha assicurato il sottosegretario all'Economia Giuseppe Vegas a margine dei lavori della commissione Bilancio del Senato sulla finanziaria. "C'è un emendamento del relatore che ripristina - dice Vegas - il livello originario, vale a dire 120 milioni di euro. Possono stare tranquilli, dormire su quattro cuscini".

Nonostante le rassicurazioni, anche il nostro PapaRatz ha fatto sentire la sua voce, in un passo del discorso al nuovo ambasciatore dell'Argentina presso la Santa Sede in difesa degli aiuti economici alla scuola privata: ... con un chiaro segnale (al massimo livello) verso il Governo italiano sui tagli alla scuola cattolica:

"Il secolo XXI mostra con sempre maggiore chiarezza la necessità di forgiare la vita personale, familiare e sociale secondo quei valori irrinunciabili che esaltano la persona e tutta la società. Tra questi valori, occorre mettere in rilievo il sostegno della famiglia basata sul matrimonio tra l'uomo e la donna, l'orientamento verso una morale i cui aspetti principali sono iscritti nella parte più intima dell'anima umana, lo spirito di sacrificio e la generosa solidarietà, che si manifestano in modo speciale quando le circostanze sono particolarmente avverse, la difesa della vita umana a partire dalla sua concezione, fino al termine naturale, l'eliminazione della povertà, l'educazione all'onestà, la lotta contro la corruzione, l'adozione di misure che aiutino i padri nel loro diritto inalienabile di educare i propri figli nelle proprie convinzioni etiche e relgiose, così come l'educazione dei giovani, affinché siano uomini e donne di pace e di riconcilazione".

...pensiero al vento...
dal discorso ho messo in grassetto alcuni spunti per riflessioni:
... i termini "eliminazione della povertà" ... "educazione all'onestà" ... "lotta alla corruzione" ... sono tutti molto belli ed "eticamente edificanti" ... ma quanto appartengono alla realtà?

Stamattina sono incappato nella scena che riporto nelle foto qui sotto:

sull'uscio chiuso della Chiesa S.Giuseppe a Capua ... aveva trovato "dimora" un barbone ...

Domanda:
se dobbiamo vedere Gesù nei bisognosi ... e negli ultimi ... quanto è giusto vedere Gesù dormire sulla porta d'ingresso della sua casa ?

E sulla Scuola ... :
quali competenze? ... e quali concorsi hanno superato i professori delle scuole "paritarie"?




venerdì 14 novembre 2008

...i tagli all'istruzione...

Dalle dichiarazioni di oggi della Cortigiana Gelmini:


"Il Governo di cui faccio parte è stato votato con un mandato preciso: ridurre il debito pubblico, il terzo al mondo e riqualificare la spesa. E' mio preciso dovere, come di ogni altro componente del governo, contribuire al raggiungimento di questo obiettivo. Le assicuro che da subito mi sono resa conto che le spese per il funzionamento e il personale della scuola erano fuori controllo ed ho ritenuto indispensabile intervenire. L'Italia spende in istruzione come la Germania, ma i soldi vengono spesi male. Usare meglio il denaro pubblico è un obbligo morale verso le nuove generazioni".

Beh ... sembra chiaro che ... non si sta parlando di una Riforma che "migliori" o "peggiori" la nostra Scuola ... stiamo parlando di una manovra a puro contenuto finanziario ...

Deve far riflettere però ... la massiccia partecipazione di insegnanti e personale "interno" alla scuola alla manifestazione del mese scorso ... e la critiche "spietate" che arrivano dal "mondo-della-scuola" ...

E allora ... facciamo parlare ... chi vede la Scuola "dal-di-dentro" ... e non chi la vede come un business-in-perdita da risanare (come per ReSilvio e i suoi cortigiani) ... o come un bacino-di-scontenti da sobillare contro il Re (come per Ualtèr e i PDL-senza-L) ...


Riporto i contenuti di una email ricevuta ieri da un collega:
"
Carissimi/e,
ieri sera sono stato all'assemblea cittadina alla GAM sulla scuola, organizzata dal coordinamento genitori e dal movimento dei 500.


Da quello che è emerso, la situazione è ben peggiore di quanto pensassi.

La verità è che il governo sta vendendo fumo, dando grande rilevanza a cose risibili, quali il grembiule o il voto in condotta, per far passare in secondo piano l'affossamento sistematico della scuola pubblica, con il chiaro e unico scopo di tagliare 8,5 miliardi di euro (del resto cosa aspettarsi da un ministro dell'Economia che dichiara: ' la scuola non dev'essere al servizio di famiglie e studenti '….?) – (La Stampa 8.09.08).
Questo è il riassunto (scusate, vado a memoria, quindi perdonatemi eventuali inesattezze):

1. Decreto legge 112 del 1 settembre 2008: MAESTRO UNICO alle elementari.
Questo significa 24 ore settimanali (4 al giorno dal lunedì al sabato, oppure 5 dal lun al giov e 4 il venerdì) per le materie fondamentali (22 con il maestro più 2 di religione). Il resto (se ci sarà) sarà affidato o a cooperative o a maestri in esubero, che organizzeranno corsi a pagamento.

Risultato: i bambini avranno 1 maestro di riferimento e una miriade di altri insegnanti (e compagni, perchè naturalmente per i corsi pomeridiani le classi verranno accorpate). Chi potrà, sceglierà i corsi migliori (più costosi) dentro o fuori la scuola, gli altri si arrangeranno.
Oppure si andrà a casa a pranzo, come 30 anni fa, con buona pace delle mamme lavoratrici.
L'opinione comune che 'tanto una volta c'era il maestro unico e siamo cresciuti tutti' si scontra con la realtà di materie che una volta non si facevano (inglese, informatica, teatro, musica) e che non tutti sono in grado di insegnare e, soprattutto, con la presenza, ogni anno maggiore, di bambini con problemi e/o non parlanti l'italiano.
Scompariranno le compresenze, i laboratori e le uscite didattiche (per le quali è necessario un adulto ogni 15 bambini).


2. Decreto legge Aprea (dei giorni scorsi, ma non ricordo la data esatta): trasformazione delle scuole (dalle elementari in poi) in fondazioni.

Questo è, forse, ancora più grave:
scompariranno i consigli di istituto o di circolo, per far posto a consigli d'amministrazione, ovviamente presieduti da chi deciderà di mettere i soldi. Questi consigli avranno il potere di assumere (e licenziare) gli insegnanti, stabilire se e in che misura genitori e studenti possano esservi rappresentati, decidere le linee di indirizzo della scuola per quanto riguarda i programmi, introdurre tasse di iscrizione e frequenza.
Ciò significa la TOTALE DISTRUZIONE DELLA SCUOLA PUBBLICA.

3. Decreti legge in preparazione (sono già stati annunciati, usciranno a breve):
- RIDUZIONE delle ore nella SCUOLA MEDIA da 32 a 29 (erano già state ridotte da 37 a 32 dalla Moratti), peraltro con l'introduzione di una materia in più, l'educazione civica.
- RIDUZIONE degli anni di scuola superiore da 5 a 4.

Come vedete, questi provvedimenti toccano proprio tutti, non pensi di 'salvarsi' chi ormai non ha i figli alle elementari.

Inoltre, i sindacati della scuola cercheranno di organizzare uno sciopero unitario a livello nazionale, che noi genitori dovremmo cercare di sostenere, anche se ci creerà inevitabili disagi.
Quello che possiamo (e dobbiamo) fare al momento è informare il maggior numero possibile di genitori (e non), perché è chiaro che ben pochi si rendono conto di dove stiamo andando.

PS Chi di voi non è direttamente interessato, non avendo figli, potrebbe comunque far girare questa mail? Grazie

...pensiero al vento...
ringrazio il collega per la bella sintesi ... imparziale e "apolitica" (sarebbe meglio dire "apartitica" ... questo è un altro termine con cui spesso la disinformazione vuole depistare e "mettere-a-massa" i "discorsi-che-danno-fastidio" ... non c'è nulla di "apolitico" se si parla di questioni che interessano tutti ...)

Vorrei sottolineare ... che una Scuola Pubblica sana ... ed efficiente ... non DEVE significare girare il timone dei fondi a favore delle Scuole Private (o quelle sotto il "protettorato" dello Stato CdV) ...
Una Scuola Pubblica sana ... ed efficiente ... dovrebbe essere nell'interesse di tutti ... soprattutto perchè questa dovrebbe dare uguali opportunità ... e non disperdere ... potenziali capacità ... anche di chi non ha "famiglie-facoltose" ...
Un discorso contro le "caste"? ... beh ... quelle sono difficili da colpire .. anche perchè "ufficialmente" ... non esistono !

giovedì 30 ottobre 2008

...nella giornata dello sciopero della scuola...

Non voglio entrare nei dettagli del DL approvato ieri dai Cortigiani di ReSilvio ... per questo lascio la parola a chi, nella scuola ci lavora e ha più cognizioni di causa di me.

Nella giornata di oggi ... in cui milioni di studenti e insegnati (da tutto il Reame affluiscono a Roma) ... affido il mio commento all'Art.34 della nostra Costituzione ... se ancora la Costituzione ha un valore nel Reame di ReSilvio:
I CAPACI E I MERITEVOLI ...
ANCHE SE PRIVI DI MEZZI ...
HANNO DIRITTO DI RAGGIUNGERE
I GRADI PIU' ALTI DEGLI STUDI ...
.

...pensiero al vento...

Qui non servono discorsi lunghi ... ma le sintesi.

Ecco quella di ReSilvio nelle sue dichiarazioni di ieri: "Basta manica larga", e pensa a fondi alle scuola private ...

E' questo il punto vero? ... chi vivrà vedrà ... VEDI ANCHE post ...dal pubblico al privato... del 21 Ottobre scorso ...

martedì 21 ottobre 2008

...dal pubblico al privato...

Dal discorso di Piero Calamandrei al III Congresso (Roma - 11 febbraio 1950) in difesa della Scuola nazionale dell'epoca ... ma non fa pensare ad oggi ?
"Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.

Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito?

Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata.

Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci): comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito.

Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata.

Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private.

Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina.

L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico" .


...pensiero al vento...
scuola e discorsi d'altri tempi? ... mah, mica tanto!

Altro esempio di passaggio "dal pubblico al privato"? ...

ECCOLO:

... mentre tutti sono "impegnati a impegnarci" a discutere di banche e mutui ... ReSilvio e la sua Corte pensano alle cose serie ...

votando in Parlamento l'articolo 23bis del Decreto Legge 112 del Ministro Tremonti che afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell'economia "liberista" ...

... cioè in tutto il Regno l'acqua non sarà più un bene pubblico, ma una merce e, dunque sarà gestita da multinazionali ... le stesse che già possiedono le acque minerali. La privatizzazione dell'acqua, che sta avvenendo a livello mondiale, provocherà, nei prossimi anni, milioni di morti per sete nei paesi più poveri ...

L'acqua che sgorga dalla terra non dovrebbe essere vista come una merce, ma come un diritto fondamentale di tutti ... e nessuno dovrebbe appropriarsene per trarne profitto ...