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mercoledì 16 marzo 2011

...ma se le scorie le gestiranno "loro"?...

C'è poco da scherzare ... sulla tragedia che ha colpito il Giappone ... 

SEMBRA PERO' che la sfortuna si accanisca sulla lobby nucleare italica, che dopo immani sforzi per far cambiare idea agli italiani (cambiare idea rispetto al referendum dell’87, ma anche ai più recenti sondaggi) si è ritrovata tra i piedi ’sta cosa giapponese.

UN PO' SFIGATI lo sono: il primo referendum si tenne pochi mesi dopo il disastro di Chernobyl, il secondo rischia di tenersi pochi mesi dopo le esplosioni di Fukushima.

L’argomento è tutt’altro che ludico e l’incidente di Fukushima è di quelli – comunque finisca – che faranno parlare per mesi, con esperti e controesperti a confronto. Sicché di qui al referendum ci aspetta una divisione ideologica con argomenti scientifici ed ecologici che si sentono ripetere (con poche variazioni) da un quarto di secolo.

Di fronte al nucleare si dovrebbe tenere lo stesso approccio di ogni aspetto dell’evoluzione scientifica e tecnologica, dalle staminali agli Ogm: gli studiosi siano sempre e del tutto liberi di studiare, la politica (cioè tutti noi) poi stabilisca se e come una scoperta scientifica può essere utile o dannosa alle persone, eventualmente anche a seconda di ogni specifico contesto, senza approcci religiosi o ideologici.

Se questa pragmatica visione fosse comune, ad esempio, in Italia si valuterebbe l’impatto del nucleare a partire da quello che secondo me – da noi – dovrebbe essere un argomento su cui (purtroppo) discutere. Cioè il fatto che siamo un Paese in cui la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti – compresi quelli tossici – sono in gran parte in mano alla malavita organizzata, che poi li mette un po’ dove gli pare

E questi simpatici clan hanno in mano intere province, di cui controllano il territorio, con tanto di rappresentanti nelle istituzioni locali e in Parlamento, se non al governo.

...pensiero al vento...
Davvero ci fideremmo a smaltire serenamente le scorie radioattive in un Paese così?

Non equivale, come rischio, a costruire una centrale in territorio super sismico?

Non so, forse vale la pena di pensarci.

lunedì 14 marzo 2011

...guerra dei morti contro i vivi...

Siamo in guerra. Da una parte ci sono i morti, dall’altra i vivi.

Quando scoppia un conflitto le regole ordinarie non valgono più. Per battere Hitler non era sufficiente discutere.

Una centrale nucleare in Italia equivale a una pistola puntata contro la Nazione. Questo non è terrorismo, è la verità. Nessuno può prevedere una catastrofe come quella giapponese, ma chiunque sa che può accadere. Tra un giorno o tra mille anni.

I reattori della centrale di Fukushima stanno esplodendo uno dopo l’altro, 180.000 persone sono state evacuate in un’area di 30 chilometri. Non è detto che ritorneranno nelle loro case. Le zone contaminate, come quella intorno a Chernobyl, rimangono radioattive per migliaia di anni.

A L’Aquila non c’erano centrali nucleari, era una zona sismica, come quasi ovunque in Italia. Molti edifici crollati erano costruiti con la sabbia, gran parte della popolazione sarebbe sopravvissuta se evacuata in tempo. I segnali premonitori c’erano da mesi. Questa è l’Italia che specula sui terremoti e ride come una iena al telefono.

Il nucleare lo vuole l’Italia dei morti come Veronesi, Berlusconi, Testa, Prestigiacomo, Marcegaglia, Casini, Fini, cooperative bianche e rosse, l’Enel, i deputati e senatori dei due maggiori partiti Pdl e Pdmenoelle (che ora fa ammuina), uniti nella scelta del nucleare sicuro, così come per gli inceneritori e l’acqua privatizzata.

Se Chernobyl fosse avvenuto in Francia, ad esempio a Chooz, la regione di Champagne-Ardenne situata al centro dell’Europa sarebbe interdetta agli esseri umani per migliaia di anni.

Perché correre un rischio così alto? Per difenderci dagli alieni? O da una catastrofe planetaria? O per lucro, il solito miserabile, schifoso, merdoso lucro?

Io non voglio che i miei figli corrano questo rischio e farò qualunque cosa in mio potere contro il nucleare. Le madri dei nuclearisti, così come quelle degli imbecilli, sono sempre incinte.

L’ambasciata francese a Tokyo ha inviato i connazionali a lasciare la città per il rischio di contaminazione. Siamo degli apprendisti stregoni. Se l’area di Tokyo venisse contaminata, 10 milioni di giapponesi dovrebbero essere sfollati. Come? Dove? Neppure il peggior film antinuclearista ha previsto una simile catastrofe.

L’EDF e Sarkozy possono andare a fanculo. Il nucleare lo facciano sotto la Tour Eiffel. La Francia possiede 500 miliardi di euro di titoli pubblici italiani e ha acquisito, in questo modo, parte della nostra sovranità. Ma io preferisco il default alle centrali.

...pensiero al vento...
L’Italia dei vivi ha detto NO con un referendum contro il nucleare nel 1987.

L’Italia dei morti, del radioattivo Maroni, non ha accorpato amministrative e referendum per far saltare il quorum.

Il referendum è stato spostato nei giorni 12 e 13 giugno, ma noi, che siamo vivi, non andremo al mare.

Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.