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martedì 27 gennaio 2009

...in memoria degli oppressi...

Nel giorno della memoria ...



...pensiero al vento...

... in memoria dei mille e più morti di Gaza dell'ultimo mese ...

Su Israele ... non ho voglia di scrivere nulla ... meglio allora rileggere il post dello scorso anno ...nel giorno della memoria... del 27 gennaio 2008 ... tutt'oggi valido e attuale ...

In questa settimana ... per solidarietà verso gli oppressi di ogni epoca (e non solo della shoah) ... indosso una kefià (quella rossa nella foto) palestinese ... comprata qualche anno fa a Gerusalemme vecchia (nella zona est ... quella araba) ...


venerdì 16 gennaio 2009

...AnnoZero e i commenti dei "guitti"...

Ieri sera ... prima che la trasmissione AnnoZero mi "addormentasse" perchè come sempre degenerata nel banale ... ho visto quanto successo nei primi minuti ... quando l'Annunziata (dopo essersi definita da sola per ben due volte ... e gratuitamente ... "str...za") ha aspramente battibbeccato con Santoro prima di piantarlo in asso nello studio ...

La cosa ... a dire il vero ... era iniziata subito male, con l'Annunziata che interviene a 360 gradi a parlare della crisi in medio-oriente, coinvolgendo nel discorso Hamas, Iran, Egitto, Libano e quant'altro ...

... e Santoro ... brusco ... che la interrompe cercando di mantenere il discorso nel tema che si è assegnato: parlare delle azioni di guerra in corso oggi a Gaza, delle reazioni della comunità internazionale, e di se-come-e-quando potranno finiranno i massacri contro i Palestinesi ...

L'Annunziata non ci resta bene ... ma abbozza ...

La trasmissione continua ... tranquilla fino al secondo intervento della Annunziata ... che interrompe un litigio tra due adolescenti (una israeliana e una palestinese) osservando solo che non le sembra il caso di lasciare un tema così importante in mano a due ragazzine ...

Ma ecco che Santoro perde la calma ... e la conversazione tra i due degenera ... fino all'abbandono degli studi da parte di lei ...

...pensiero al vento...
mi fanno ridere assai tutti i commenti di oggi ... perchè mi sembrano fatti tutti da persone che non hanno visto quello di cui parlano ... e parlano solo per partito preso ...

Parlare (come si è fatto) di problema di imparzialità ... mi sembra veramente ridicolo ... perchè il "fattaccio" è successo proprio nel momento in cui le due parti (israeliana e palestinese) erano parimente rappresentate ... e si stavano confrontando (anche se "in mano a due adolescenti") ... e una delle due aveva addirittura proposto all'altra che ci fosse, nelle loro vite, un periodo di scambio delle posizioni ... perchè ognuna potesse capire le ragioni, e le difficoltà, dell'altra ...

QUINDI ... altro che imparzialità! ... o no ?

CHE DIRE ALLORA IN SINTESI? ... che siamo un paese di "guitti" ... e mi riferisco ai nostri politici ... che "confezionano" le loro dichiarazioni ... come le vogliono sentire i loro elettori ... SPESSO senza capire bene di cosa stanno parlando ... che tristezza ... !!!

LA MIGLIORE DEL GIORNO? .. ovviamente quella di ReSilvio ... che ha plaudito l'Annunziata per aver "abbandonato lo studio" ... eheheh ... forse qualcuno dovrebbe ricordare a ReSilvio di quando fu lui ... ad "abbandonare lo studio" di 30 Minuti ... la trasmissione della stessa Annunziata ...
ECCO IL VIDEO ... era il 13 marzo 2006 ...


martedì 13 gennaio 2009

...chi è Hamas?...

Per capire cosa sta accadendo in Israele e Gaza ... serve dare voce a chi ha vissuto lì ...

Ecco un interessante reportage di William Sieghart, giornalista del Times on line :

"Gaza è una società laica dove la gente ascolta musica pop, guarda la tv, e molte donne camminano per strada senza il velo."

"La settimana scorsa ero a Gaza. Mentre ero lì ho incontrato una ventina di poliziotti che partecipavano a un corso in gestione dei conflitti. Erano ansiosi di sapere se gli stranieri si sentivano al sicuro da quando Hamas era al governo.

Sì, certamente!” ho risposto.

Senza dubbio gli ultimi 18 mesi hanno visto una relativa calma per le strade di Gaza; nessun uomo armato per le strade, niente più rapimenti. Hanno sorriso pieni di orgoglio e ci hanno salutato con un arrivederci.

Meno di una settimana dopo tutti questi uomini erano morti, uccisi da un razzo israeliano durante una cerimonia di passaggio di grado. Erano “uomini armati e pericolosi di Hamas” ?

No, erano poliziotti disarmati, impiegati pubblici uccisi non durante un “campo di addestramento militante” ma nella stessa stazione di polizia al centro di Gaza City usata dagli Inglesi, dagli Israeliani e da Fatah durante il periodo in cui questi guidavano il paese.

Questa distinzione è cruciale perché mentre le terrificanti scene di Gaza e Israele vengono trasmesse nei nostri schermi televisivi, si sta combattendo anche una guerra fatta di parole che sta oscurando la nostra comprensione della realtà dei fatti.

Chi o cosa è Hamas, il movimento che il ministro della Difesa israeliano Ehud Barak vorrebbe annientare come se fosse un virus?

Perchè ha vinto le elezioni palestinesi e perché permette che vengano sparati razzi su Israele?

La storia degli ultimi tre anni di Hamas rivela come l’incomprensione riguardo a questo movimento da parte dei governi di Israele, degli Stati Uniti e Regno Unito ci abbia condotto alla situazione brutale e disperata in cui siamo.

La storia comincia circa tre anni fa quando “Cambiamento e Riforma”, il partito politico di Hamas, ha inaspettatamente vinto le prime elezioni libere e regolari del mondo arabo, in una piattaforma politica che vedeva la fine della corruzione endemica e il miglioramento dei quasi inesistenti servizi pubblici nella Striscia di Gaza.

Contro un’opposizione divisa questo partito apparentemente religioso si è impresso nella comunità a prevalenza laica tanto da guadagnare il 42 per cento dei voti.

I palestinesi hanno votato per Hamas perchè hanno pensato che Fatah, il partito del governo che hanno bocciato, li ha delusi. Nonostante la rinuncia alla violenza e il riconoscimento dello Stato d’Israele, Fatah non ha realizzato uno Stato palestinese.

E’ essenziale sapere questo per capire la cosiddetta posizione di rifiuto di Hamas. Che non riconoscerà Israele o rinuncerà al diritto di resistere finchè non sarà sicuro dell’impegno mondiale a raggiungere una soluzione per la questione palestinese.

Nei cinque anni in cui ho visitato Gaza e la Cisgiordania ho incontrato centinaia di politici e di sostenitori di Hamas. Nessuno di loro ha professato lo scopo di islamizzare la società palestinese, in stile talebano. Hamas conta troppo sui votanti laici per fare questo. La gente ascolta ancora la musica pop, guarda la televisione e le donne ancora scelgono se indossare il velo o no.

La leadership politica di Hamas è probabilmente la più qualificata nel mondo. Può vantare nelle sue file più di 500 laureati col titolo di dottorato, la maggioranza fatta di professionisti della classe media (dottori, dentisti, scienziati, e ingegneri).

La maggior parte della leadership di Hamas si è formata nelle nostre università è non ha maturato nessun odio ideologico contro l’Occidente. E’ un movimento basato sul malcontento, dedicato ad affrontare l’ingiustizia compiuta sul suo popolo. Ha coerentemente offerto una tregua di dieci anni per fornire uno spazio di respiro per poter risolvere un conflitto che continua ormai da più di 60 anni.

La reazione di Bush e Blair alla vittoria di Hamas nel 2006 è la chiave dell’orrore di oggi.

Invece di accettare il governo democraticamente eletto, hanno finanziato un tentativo di rimuoverlo con la forza; addestrando e armando i gruppi di combattenti di Fatah per rovesciare militarmente Hamas e imporre ai Palestinesi un governo nuovo e non eletto da loro.

Come se non bastasse, 45 membri del Parlamento di Hamas sono ancora detenuti nelle prigioni israeliane.

Sei mesi fa il governo israeliano ha accettato una tregua, mediata dall’Egitto, con Hamas.

In cambio del cessate il fuoco Israele ha acconsentito all’apertura dei valichi e permesso il libero flusso dei beni essenziali dentro e fuori da Gaza. I lanci di razzi sono terminati ma i valichi non sono stati mai totalmente aperti, e la popolazione di Gaza ha iniziato a morire di fame. Questo devastante embargo non è una vittoria della pace.

Quando gli occidentali chiedono che cosa abbiano in mente i leader di Hamas quando ordinano o permettono il lancio di razzi su Israele, non stanno comprendendo la posizione dei palestinesi. Due mesi fa le Forze di Difesa israeliane hanno rotto la tregua entrando a Gaza e cominciando di nuovo il ciclo di uccisioni.

Dal punto di vista palestinese ogni giro di razzi lanciati è una risposta agli attacchi israeliani. Dal punto di vista israeliano è il contrario.

Ma cosa significa quando Barack parla di distruzione di Hamas?

Significa uccidere il 42 per cento dei palestinesi che hanno votato per esso?

Significa rioccupare la Striscia di Gaza da cui Israele si è ritirato così dolorosamente tre anni fa?

O significa separare in modo permanente i palestinesi di Gaza e quelli della Cisgiordania, politicamente e geograficamente?

E per coloro il cui mantra è la sicurezza di Israele, quale sorta di minaccia costituiscono i tre quarti di un milione di giovani che stanno crescendo a Gaza con un odio implacabile contro chi li riduce alla fame e li bombarda?

E’ stato detto che questo conflitto è impossibile da risolvere.

In realtà, è davvero semplice. Il vertice delle mille persone che governano Israele (politici, generali e lo staff della sicurezza) e il vertice dei palestinesi islamisti non si sono mai incontrati.

Una pace che sia tale richiede che questi due gruppi si siedano insieme senza pregiudizi. Ma gli eventi di questi giorni sembra abbiano reso ciò più improbabile che mai. Questa è la sfida per la nuova amministrazione di Washington e per i suoi alleati europei.

...pensiero al vento...
un nuovo "compitino" per l'approcciante nuovo corso Obama? ... beh, dopo quello di Guantanamo, di Cuba e suo embargo ... anche per l'eterno conflitto israeliano-palestinese credo che il percorso sia lungo ... e che non esistono "cilindri" magici ...

Sono stato diverse volte in Israele e Palestina ... ho amici sia israeliani che palestinesi ... ed è vero quello che dice Sieghart nel suo articolo: ognuna delle due parti pensa che all'altra parte non basteranno concessioni o territori che ne chiederebbero sempre in più ... e che una pace duratura non si avrà mai.

Il mio pensiero è che una pace duratura non si potrà avere così facilmente ... anche per motivi "pratici" ... visto che metà della popolazione "israeliana" lavora e vive di "sicurezza" ... dall'aeroporto ai posti di blocco, dagli ingressi di tutti i ristoranti ai maggiori negozi ... tutto è "corredato" da un vigilantes, da una pattuglia di militari ... che "devono" controllare i tuoi documenti, i tuoi bagagli, i motivi dei tuoi spostamenti ... e la pace (se duratura) sarebbe l'inizio di una crisi economica e di occupazione ... non da poco !

martedì 6 gennaio 2009

...inizio d'anno di guerra...

Inizio d'anno con immagini e notizie di guerra da Israele e Gaza ...

Ho ricevuto e riporto la Lettera inviata ai Politici Italiani da Luisa Morgantini (parlamentare europea) :

"Non una parola, non un pensiero, non un segno di dolore per le centinaia di persone uccise, donne, bambini, anziani e militanti di Hamas, anche loro persone. Case sventrate, palazzi interi, ministeri, scuole, farmacie, posti di polizia. Ma dove è finita la nostra umanità. Dove sono i Veltroni, con i loro "I care", come si può tacere o difendere la politica di aggressione israeliana,

La popolazione di Gaza e della Cisgiordania, i palestinesi tutti, pagano il prezzo dell'incapacità della Comunità Internazionale di far rispettare ad Israele la legalità internazionale e di cessare la sua politicale coloniale.

Certo Hamas con il lancio dei razzi impaurisce ed è una minaccia contro la popolazione civile israeliana, azioni illegali, da condannare. Bisogna fermarli.

Ma basta con l' impunità di Israele e dei ricatti dei loro gruppi dirigenti.

Dal 1967 Israele occupa militarmente i territori palestinesi, una occupazione brutale e coloniale.

Furto di terra, demolizione di case, check point dove i palestinesi vengono trattati con disprezzo, picchiati, umiliati, colonie che crescono a dismisura portando via terra, acqua, distruggendo coltivazioni. Migliaia di prigionieri politici, ai quali sono impedite anche le visite dei familiari.

Ma voi dirigenti politici, avete mai visto la disperazione di un contadino palestinese che si abbraccia al suo albero di olivo mentre un buldozzer glielo porta via e dei soldati che lo pestano con il fucile per farglielo lasciare, o una donna che partorisce dietro un masso e il marito taglia il cordone ombelicale con un sasso perché soldati israeliani al check point non gli permettono di passare per andare all' ospedale, o Um Kamel, cacciata dalla sua casa, acquistata con sacrifici perché fanatici ebrei non sopravissuti all'olocausto ma arrivati da Brooklin, pensando che quella terra e quindi quella casa sia loro per diritto divino, sono entrati di forza e l'hanno occupata perché vogliono costruire in quel quartiere arabo di Gerusalemme un'altra colonia ebraica.

Avete mai visto i bambini dei villaggi circostanti Tuwani a sud di Hebron che per andare a scuola devono camminare più di un ora e mezza perché nella strada diretta dal loro villaggio alla scuola si trova un insediamento e i coloni picchiano ed aggrediscono i bambini, oppure i pastori di Tuwani che trovano le loro tanche d'acqua o le loro pecore avvelenate da fanatici coloni, o la città di Hebron ridotta a fantasma perché nel centro storico difesi da più di mille soldati 400 coloni hanno cacciato migliaia di palestinesi, costringendo a chiudere più di 870 negozi.

Avete visto il muro che taglia strade e quartieri che toglie terre ai villaggi che divide palestinesi da Palestinesi, che annette territorio fertile e acqua ad Israele, un muro considerato illegale dalla Corte Internazionale di giustizia. Avete visto al valico di Eretz i malati di cancro rimandati indietro per questioni di sicureza, negli ultimi 19 mesi sono 283 le persone morte per mancanze di cure, avrebbero dovuto essere ricoverate negli ospedali all'estero, ma non sono stati fatti passare malgrado medici israeliani del gruppo Phisician for Human rights garantissero per loro.

Avete sentito il freddo che penetra nelle ossa nelle notte gelide di Gaza perché non c'è riscaldamento, non c'è luce, o i bambini nati prematuri nell'ospedale di Shifa con i loro corpicini che vogliono vivere e bastano trenta minuti senza elettricità perché muoiano.

Avete visto la paura e il terrore negli occhi dei bambini, i loro corpi spezzati. Certo anche quelli dei bambini di Sderot, la loro paura non è diversa, e anche i razzi uccidono ma almeno loro hanno dei rifugi dove andare e per fortuna non hanno mai visto palazzi sventrati o decine di cadaveri intorno a loro o aerei che li bombardano a tappeto. Basta un morto per dire no, ma anche le proporzioni contano dal 2002 ad oggi per lanci di razzi di estremisti palestinesi sono state uccise 20 persone. Troppe, ma a Gaza nello stesso tempo sono stati distrutte migliaia e migliaia di case ed uccise più di tre mila persone tra loro centinaia di bambini che non tiravano razzi.

Dopo le manifestazioni di Milano dove sono state bruciate bandiere israeliane, voi dirigenti politici avete tutti manifestato indignazione, avete urlato la vostra condanna. Ne avete tutto il diritto. Io non brucio bandiere né israeliane né di altri paesi e penso che Israele abbia il diritto di esistere come uno Stato normale, uno stato per i suoi cittadini, con le frontiere del 1967, molto più ampie di quelle della partizione della Palestina decisa dalla Nazioni Unite del 1947.

Avrei però voluto sentire la vostra indignazione e la vostra umanità e sentirvi urlare il dolore per tante morti e tanta distruzione, per tanta arroganza, per tanta disumanità, per tanta violazione del diritto internazionale e umanitario.

Avrei voluto sentirvi dire ai governanti israeliani: Cessate il fuoco, cessate l'assedio a Gaza, fermate la costruzione delle colonie in Cisgiordania, finitela con l' occupazione militare, rispettate e applicate le risoluzioni delle Nazioni Unite, questo è il modo per togliere ogni spazio ai fondamentalismi e alle minaccie contro Israele.

Ieri lo dicevano migliaia di israeliani a Tel Aviv, ci rifiutamo di essere nemici, basta con l'occupazione.

Dio mio in che mondo terribile viviamo!
"

Luisa Morgantini
www.luisamorgantini.net
...pensiero al vento...

Restano attuali le parole del Che ... che avevo richiamato a Natale (vedi post ...cristiani rivoluzionari... del 26 dicembre scorso): essere sempre "... capaci di sentire nel più profondo qualunque ingiustizia, commessa contro chiunque, in qualunque parte del mondo, come se fosse stata commessa a se stessi ..."


Purtroppo questa "capacità" (da parte dei nostri politici) si è persa (da tempo) ... e oggi tutto il mondo occidentale fa a gara a lanciare messaggi "a parole" ... di cessate il fuoco e le ostilità ... ma oltre questo non si va ...


DOMANDA: perchè contro Cuba c'è un embargo economico che dura da 50 anni ... e contro Israele nessuno si sogna di sollevare oltre che un dito ? ... e di andare oltre che qualche "sterile" raccomandazione al cessare il fuoco ?


Biografia di Luisa Morgantini:

Prima donna eletta nella segreteria della FLM di Milano (Federazione Lavoratori Metalmeccanici FIM- FIOM-UILM per la FIM-CISL), Federazione Italiana Metalmeccanici, non è iscritta ad un partito. È stata eletta parlamentare europea nel 1999 e riconfermata nel 2004 come indipendente, nelle liste di Rifondazione Comunista, nella circoscrizione centro, dopo rinuncia di Fausto Bertinotti che ha accettato l'incarico nella circoscrizione sud. Morgantini ha ricevuto 29 mila preferenze. È iscritta al gruppo parlamentare della Sinistra Europea - Sinistra Verde Nordica.
Da gennaio 2007 è stata eletta Vice-Presidente del Parlamento Europeo con l'incarico delle politiche europee per l' Africa e per i diritti umani. È nelle seguenti Commissioni: per lo sviluppo, per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere, Affari Costituzionali, Sottocommissione per i diritti dell'uomo. È membro della Delegazione per le relazioni con il Consiglio legislativo palestinese; della Delegazione all'Assemblea parlamentare Euromediterranea; della Delegazione all'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE. Fa parte del gruppo di lavoro per l'osservazione elettorale e nell'intergruppo Iniziative per la pace.
È tra le fondatrici della rete internazionale delle Donne in nero contro la guerra e la violenza, è inoltre nel coordinamento nazionale dell'Associazione per la pace, un movimento per la non violenza e la pace.
Impegnata sulla soluzione non violenta dei conflitti e per la giustizia e i diritti umani per tutte e tutti, attiva per una giusta pace in Palestina e Israele e per la fine dell'occupazione militare israeliana.
Ha ricevuto il premio per la pace delle donne in nero israeliane e la Colomba d'oro per la pace di Archivio Disarmo, è tra le 1000 donne nel mondo che sono state candidate al Premio Nobel per la pace.

domenica 28 dicembre 2008

...botti di fine anno...

Essere sempre "... capaci di sentire nel più profondo qualunque ingiustizia, commessa contro chiunque, in qualunque parte del mondo, come se fosse stata commessa a se stessi ..."

Con queste parole di Che Guevara commentavo le "omelie" di Natale ... nel post ...cristiani rivoluzionari... del 26 dicembre

E sono queste stesse parole che mi vengono in mente a vedere gli attacchi di queste ore da parte di Israele contro i palestinesi ...

Qualcuno (i soliti "cortigiani" di ReSilvio) richiama il "diritto a difendersi" da parte di Israele ... lui (ReSilvio) è troppo impegnato a preannunciare le prossime riforme (federalismo, giustzia, presidenzialismo) ... per blindare definitivamente il già "fortificato" potere ed immunità personale ...


Le altre voci ... quelle della comunità internazionale ... chiedono il "cessare il fuoco" ... e non fa eccezione quella del nostro PapaRatz ... che implora ... "la fine di quella violenza, che è da condannare in ogni sua manifestazione e il ripristino della tregua nella striscia di Gaza; chiedo un sussulto di umanità e di saggezza in tutti quelli che hanno responsabilità nella situazione, domando alla comunità internazionale di non lasciare nulla di intentato per aiutare israeliani e palestinesi ad uscire da questo vicolo cieco e a non rassegnarsi...alla logica perversa dello scontro e della violenza".

...pensiero al vento...
Fatemi dire ... tutte belle le parole ... tutti belli gli inviti ... ma tutti INUTILI ... e intanto si contano tra i 300 e i 400 morti ... e migliaia di feriti ...

DOMANDA:
... perchè tutti lanciano INVITI? ... perchè nessuno fa nulla in concreto? ...


Perchè nessuno è "... capace di sentire nel più profondo qualunque ingiustizia, commessa contro chiunque, in qualunque parte del mondo, come se fosse stata commessa a sè stessi ..."

Faccio un parallelo:
per molto meno (potrei dire anche "per nulla") ... gli yankee-padroni-del-mondo mantengono l'embargo economico e commerciale contro Cuba da 50 anni ... e l'intero mondo occidentale (fatta eccezione delle "risoluzioni di condanna" dell'ONU") "supinamente" abbozza ...


Ci avviciniamo agli Auguri di fine anno ... ma con queste premesse ... potrei augurarci veramente ben poco di buono ... per il nuovo anno !

domenica 27 gennaio 2008

...nel giorno della memoria...

Il 27 gennaio è la Giornata Internazionale della Memoria, in commemorazione delle 6 milioni di vittime della Shoah ... il 27 gennaio 1945 è infatti la data di liberazione del campo di sterminio nazista di Auschwitz-Birkenau.

Non mi soffermo su discorsi di commemorazione di quei tristissimi eventi ... non voglio aggiungere il mio a tutti quelli che sentiremo oggi, da ogni fonte di informazione ...

Vorrei invece ricordare com'è Israele oggi e con quali contraddizioni convive ... vi parlo di Masada. A Masada, nel I secolo a.C. , sorgeva il palazzo-fortezza di Erode il Grande; la cittadina era arroccata su tre livelli con uno strapiombo sul lato nord, dotata di Terme con caldaia, magazzini, sotterrenee ed ampie cisterne per la raccolta d'acqua.


Nell'anno 70 i Romani, stanchi delle ribellioni locali al pagamento dei tributi che erano imposti alle "colonie" ( ... in nessuna epoca, quando si parla di tasse, c'è mai stato accordo! ) distrussero Gerusalemme iniziando quella "diaspora" che durerà quasi duemila anni ...

Fu allora che a Masada trovarono rifugio gli ultimi strenui ribelli non ancora disposti a darsi per vinti.

La fortezza ... inaccessibile come un nido di aquila ... rimase assediata, per quasi tre anni, dalla Legio X Fretensis e da altri 7000 uomini, per lo più schiavi.

campo trincerato romano della X legione ai piedi di Masada



Dall'altra parte, i rifugiati nella fortezza riuscivano a resistere, un pò per l'inaccessibilità del luogo ... un pò per l'ampia scorta di viveri assicurata loro dai vasti ambienti di magazzino e dalla perfetta conservazione garantita dall'aridità e dalla salubrità del luogo.

I Romani, per porre fine all'assedio, costruirono un vallo (sorta di limes spesso due metri, ancor oggi visibile) ed un terrapieno di settanta metri che dal basso saliva sino alle mura della fortezza.
Resosi conto della disfatta ormai imminente, il capo zelota Eleazar Ben Yair, parlò alla sua gente inducendola ad un suicidio collettivo per spada (estratti a sorte per gruppi, gli uomini della comunità uccisero le donne e i bambini togliendosi poi la vita a vicenda); questa sembrò loro essere una sorte preferibile ad un sicuro stato di schiavitù.
Quando anche l'ultimo resistente zelota cadde mentre la città era in preda alle fiamme, a salvarsi furono solo pochi bambini e due donne che si erano nascosti in un anfratto per scampare alla morte. I Romani poterono così entrare in Masada ormai priva di difesa: sorpresi di quanto accaduto, tributarono ai valorosi resistenti un silenzioso omaggio.

Masada oggi è un posto incantevole ... fuori dal tempo e fuori dagli itinerari classici di chi visita la Terra Santa: sulle rive del Mar Morto ... a 18 km a sud di En Gedi ... sorge su una collina rocciosa isolata ... dall'aspetto inconfondibile ... a cui si accede solo tramite una funivia.


Grazie a recenti scavi e ritrovamenti archeologici sono visibili i resti dell'antica fortezza, la rampa d'assedio costruita dai Romani, e sono evidenti i segni dei campi militari romani, di mosaici, bagni ed anche i massi di pietra lanciati dalle catapulte.


Israele ha eretto Masada a monumento nazionale e a principale simbolo del Paese. Ancora oggi le reclute dell'esercito vengono condotte sul luogo per pronunciare il giuramento di fedeltà al grido di: "Mai più Masada cadrà".

Bel racconto ... bella storia ... bei ricordi ... bello l'orgoglio di un popolo oppresso che resiste.

Ma la contraddizione che vi dicevo all'inizio? ... dov'è? ... beh, eccola: per arrivare a Masada si passa per i territori palestinesi ... e si vedono tanti (troppi) villaggi recitati con filo spinato ... e vigilati dall'esercito israeliano (armato fino ai denti) ... insomma tante "Masada" di oggi a parti invertite ... con gli oppressi di allora ... nei panni degli oppressori di oggi ...

Il mio amico tassista palestinese ... che aveva accompagnato me e il mio collega a Masada ... gentilmente rifiutò il nostro invito a comperare i biglietti della funivia anche per lui ... in quel luogo era imbarazzato ... lui, che quella contraddizione da noi appena scoperta, la viveva tutti i giorni ...

...pensiero al vento...
ben vengano tutte le giornate della memoria ... ma se il passato non è in grado di cambiare i comportamenti di oggi ... ci resta solo qualche bel discorso ... qualche bella frase ad effetto ... qualche bel documentario commemorativo con sempre più sfocate immagini in bianco-e-nero ... se le reclute israeliane giurano con "Mai più Masada cadrà" ... a noi piacerebbe poter dire ... "Mai più Masade vedremo" !

martedì 25 dicembre 2007

...storia di Natale...

NATALE A CAPUA ... dalle parole di Don Gianni Branco alla Messa di stamattina: "tutti possiamo rendere questo mondo migliore ... bastano anche azioni semplici ma significative" ... una bella e sentita esortazione che dovrebbe farci sentire tutti responsabili per quello che ci circonda e non ci piace ... penso infatti che tutti dovremmo impegnarci non solo nella critica ma con un attivismo che purtroppo raramente contraddistingue la nostra cittadina ...

NATALE A BETLEMME ... dai TG di oggi si apprende che Betlemme è di nuovo meta turistica
(pare che in questo Natale sono più che raddoppiati i visitatori rispetto allo scorso anno) ... un bel segno di speranza per un'economia e un popolo (quello palestinese) ... da troppi anni oppresso e isolato dal resto del mondo ...

Mi viene in mente una storia "semplice" ... adatta alla giornata di oggi:


nel Dicembre 2005, nella settimana precedente il Natale, ero per lavoro in Israele (terra visitata spesso nei mesi di quell'anno). Come al solito soggiornavo a Gerusalemme, appena fuori le mura della città vecchia, venerata da Cristiani, Ebrei e Musulmani come il centro del loro credo religioso. Gerusalemme ha veramente nell'aria qualcosa di particolare che la rende unica al mondo ... un qualcosa che non si può capire se non passeggiando nelle sue stradine millenarie tra Muro del Pianto, Mercato Arabo e Basilica del Santo Sepolcro ... in un misto di popoli e religioni ... dove svolti l'angolo e passi dal Quartiere Arabo a quello Cristiano, da quello Ebraico a quello Armeno.






Nonostante i giorni pre-natalizi tutti i negozi, da quelli di cartoline e souvenir commerciali a quelli più tipici di artigianato locale, erano desolatamente vuoti ... coi venditori che assalivano i pochi passanti alla ricerca dell'unica vendita del giorno ...
Ero nei pressi della Basilica del Santo Sepolcro ... anche qui assalito dai venditori di ogni genere e cosa che cercavano di farmi entrare nel loro negozio ... dopo le prime resistenze ero alquanto infastidito da quelle pressioni, ma resistevo tirando dritto (anche se in effetti qualche ricordino da portare a casa dovevo pur comprarlo).

Tra i tanti negozi, ne notai uno senza venditore-butta-dentro ... per contrasto decisi allora di entrarci di mia volontà. Il negozio era molto bello ... con tanti oggetti di legno in tema natalizio.

Il venditore sorrideva solo e non insisteva più di tanto per vendere a tutti i costi.

Decido: è qui che comprerò i miei regali di Natale! Ultimate le mie scelte ... il venditore comincia ad incartare i miei pacchetti ... ed è qui che facciamo conoscenza. Noto infatti che mette una cura fuori dal normale nell'incartare e impacchettare oggetto per oggetto ... intuisco che sono di fronte ad una persona diversa dagli altri venditori ...

Quando lui capisce che sono lì per lavoro ... che sono un ingegnere e che vengo dall'Italia ... mi confessa che anche lui è un ingegnere ... che ha lavorato con la moglie (lei laureata in Management d'impresa) a Londra fino al 2000 .... poi dopo l'inasprirsi della guerra tra Israele e Palestina ... loro due, palestinesi, visti con sospetto, avevano perso il lavoro ed erano stati costretti a una scelta: emigrare lontanissimo (USA, CANADA o chissà dove ...) o tornare a casa. La scelta, dopo qualche dubbio, era stata quella di tornare in Palestina ... testimoniare l'amore per la propria terra ed essere vicini al loro popolo in difficoltà. Così ora lui si ritrovava a vender presepi a artigianato locale e lei era a casa a badare ai tre figli. Da allora non ho più dimenticato quell'incontro (nella foto il negozio e il mio "amico" che impacchetta i miei regali).



...pensiero al vento...
Capua come Gerusalemme? Campania come la Palestina?


non è uno sproposito cercare similitudini ... lì oppressioni israeliane, qui delinquenza a tutti i livelli, stanno limitando economia e sviluppo.


Serve che ci svegliamo e ... come dice Don Gianni ... cominciamo anche solo da "azioni semplici ma significative" ... quella del mio "amico" ingegnere-presepista ... è un bell'esempio!