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mercoledì 26 ottobre 2011

TG1 ... tanato !!!

Nei giorni scorsi ... tanti sono stati i sorrisi e le indignazioni per i sorrisini tra Merkel e Sarkozy alla domanda dei giornalisti sulla credibilità della manovra economica del Regno di Silvio ...

ECCO IL VIDEO ... da Youtube ...


ED ECCO come Mariolina Sattanino e il TG1 hanno "taroccato" la notizia ...

PRIMO: eliminano la domanda e partono direttamente con le RISATINE ...

SECONDO: la Merkel non ha MAI DETTO che "è stata una discussione tra amici ... lui è il nostro interlocutore ed ha la nostra fiducia" ....


...pensieri al vento...
 Ah Minzolì ... mavaff ...

sabato 24 settembre 2011

...ci sono autisti e autisti...

Tante polemiche in queste settimane ... sulle cattive abitudini degli autisti dei bus urbani ...

E CHE ci volete fare? ... la nostra informazione malata ... ha bisogno di serial-news ...

E COSI ... ora tocca agli autisti ... dopo nell'ordine : 

i pittbull che azzannavano i bambini ... (dove sono finiti? .. si è estinta la specie?)

i teppisti che lanciavano i sassi dai ponti dell'autostrada ... (dove sono finiti? ... li hanno arrestati tutti?)

i Minzolini/Fede/Vespa/Ferrara e quant'altri servi di Silvio ... (questi (ahimè) non sono ancora "finiti") ...

ECCO, l'ultimo video ... propagandato da Repubblica.it ... Roma: l'autista ferma il bus per prelevare al bancomat:




...pensiero al vento...
CI SONO autisti ... e autisti ... MA ANCHE (per fortuna) mondi e mondi ... diversi !!!

RIPESCO il post ... del 21 Maggio 2010 ...GPS E BUS URBANI... (da leggere ...)

mercoledì 27 luglio 2011

…libera informazione?...

31 luglio 2011 … giorno triste per la Libera Informazione …

Sarà l'ultimo giorno di programmazione di Current TV (che fino ad oggi trasmetteva su Sky).

Per congedarsi dal pubblico il canale propone in questi giorni … all'inizio e alla fine di ogni blocco pubblicitario il messaggio su schermo nero:
Grazie, ai nostri spettatori a chi ci ha seguito in tv, a chi ha partecipato e condiviso in rete, a chi ha scritto e parlato di noi, a chi ha voluto premiarci per il nostro lavoro, a chi ha deciso di collaborare con noi, a chi ci ha guardato e poi criticato. Grazie a tutti quelli che Montanelli chiamerebbe i nostri 'lettori'. Perché sono stati i nostri veri padroni”.


…pensiero al vento…
Purtroppo i veri padroni dell’informazione NON sono i “lettori” ma i “letti” … quelli di Arcore e di quant’altre alcove di palazzo …

giovedì 7 gennaio 2010

...il mondo nuovo...

In questo tempo ... il controllo delle masse è, come mai prima, la priorità dei regimi democratici.

Le dittature tota(E)litarie, dietro lo schermo di una Costituzione, tengono a cuore di impedire lo sviluppo di un pensiero autonomo che vada oltre il plasma dei moderni televisori.

La TV è l’atomica dei nostri giorni: ogni giorno miete vittime inconsapevoli riducendoci a criceti: liberi liberi sì di fare evoluzioni sulla ruota, ma solo nel chiuso delle proprie gabbiette.

Precursore assoluto e dimenticato di questi scenari, di questo “mondo nuovo”, di questo inferno arredato a Paradiso è stato Aldous Huxley, scrittore inglese purtroppo conosciuto da molti soltanto per “Le porte della percezione” (da questo libro Jim Morrison ha tratto il nome per i suoi Doors). Il suo capolavoro è sicuramente “Il mondo nuovo” (Oscar Mondadori, pagg.122, euro 9), romanzo scritto nel 1932 e ben più inquietante e profetico del più conosciuto “1984” di George Orwell.

Ad accomunare i due testi lo stesso intento: immaginare e descrivere un mondo futuro dominato da un regime totalitario.

Le differenze tra i due romanzi, però, sono enormi.

Per Huxley, infatti, ci sono due modi per spegnere lo spirito di una civiltà: nel primo - quello di Orwell - la cultura diventa una prigione, nel secondo - quello de “Il mondo nuovo”- diventa una farsa.

Nella nostra società non c’è nessun carceriere che ci sorveglia, ma le prigioni sono dentro le nostre teste.

Ed è da questa idea che parte questo straordinario romanzo: da un mondo solo apparentemente libero, mentre in realtà è tenuto controllato dalla sua stessa libertà.

Controllare la gente non con le punizioni, ma con i piaceri”: è questa la geniale intuizione di Huxley.

Nella “democrazia” immaginata da Huxley il popolo non è imprigionato, ma distratto continuamente da cose superficiali. Per Huxley, infatti, non c’è bisogno di un Grande Fratello quando la vita culturale viene trasformata in un eterno circo di divertimenti e un intero popolo è ridotto a spettatore.

Nel “mondo nuovo” non esistono censure, ma la gente è talmente subissata dalle informazioni che, incapace di rielaborare una tale quantità di notizie, finisce col diventare passiva, con il disinteressarsi a tutto e a non ribellarsi più a niente.

Per Huxley è questa la vera dittatura: una dittatura atroce perché invisibile, intelligente perché alle catene preferisce il silenzio delle museruole mentali.

E’ la dittatura della democrazia, del “nemico col sorriso sulle labbra”, del "qui siamo tutti belli e sani”.

E’ la dittatura che ha trasformato i cittadini in giocatori che non hanno la minima intenzione (e chi lo farebbe?) di prendere le armi contro un mare di divertimenti.

Questi milioni di individui”, scrive Huxley, “abnormemente normali, che vivono senza gioia in una società a cui, se fossero pienamente uomini, non dovrebbero adattarsi, ancora carezzano “l’illusione dell’individualità”, ma di fatto sono stati in larga misura disindividualizzati. Il loro conformismo dà luogo a qualcosa che somiglia all’uniformità. E uniformità e salute mentale sono incompatibili”.

...pensiero al vento...
da riflettere, la prossima volta che abbiamo un telecomando in mano ... NOTA: in alto a destra (in genere) c'è il tasto per il POWER OFF ...

martedì 22 dicembre 2009

...caro Gesù Bambino, non ti chiedo il tritolo...

Dalla newsletter di Jacopo Fo ... un interessante testo ... da non perdere ...

"
Riflettendo a lungo e mobilitando a fondo i miei vispi neuroni mi son chiesto cosa chiedere a Gesu' Bambino a Natale.

Di cosa avremmo bisogno?


Cioe', dovendo scegliere un solo desiderio, come nelle favole, cosa sceglieresti?


Beh, oggi mi sento molto umanista, forse perche' siamo sotto la neve, e mi sono impegnato a pensare a qualche cosa di utilita' per tutti.


Cosa vorrei?


UN PO’ DI METODO!


Mi sono persuaso che il problema non sono i signori calvi con un grande pisello che non sta mai tranquillo.


Non sono i complotti planetari degli illuminati e neanche l’inquinamento.


Quel che ancora non si e' affermato e' un metodo sensato per affrontare i problemi.


Da anni ormai esimi scienziati e filosofi battono su questo punto: l’umanita' vive molti drammi per un errore metodologico profondamente radicato.


UN ESEMPIO: ... Cosa fai se tuo figlio ti crea dei problemi?


Lo sgridi? Gli fai la predica?


Lo punisci?


Perche' lo fai? Hai avuto anche tu 14 anni e sai benissimo che nessuna di queste azioni e' utile. “Mio padre mi puniva, io invece saro' democratico e spieghero' gentilmente a mio figlio che sbaglia.”


Non ti viene in mente che non basta migliorare un metodo che e' completamente sbagliato.


Una relazione, qualunque relazione, si misura in termini di ESPERIENZA COMUNE. Le persone si amano, coltivano sentimenti di amicizia e di solidarieta' se nella relazione vivono esperienze comuni.


Ora quanta esperienza comune c’e' tra genitori e figli?

Quanto tempo si gioca insieme? Quanto tempo si chiacchiera (fare le prediche e criticare sono due cose diverse dal chiacchierare amichevole), che avventure si vivono assieme?


Gli adolescenti hanno bisogno di esperienze intense per crescere, per sognare positivamente la loro vita futura.


Hanno bisogno di dare un senso alla loro vita.


Compito dei genitori dovrebbe essere quello di condividere esperienze positive e emozionanti con i figli. Passare una notte nella foresta, dipingere una grande parete, curare i fiori, riparare la moto, andare a un concerto.


Se ci sono problemi con un adolescente, si dovrebbe dedicare un minuto a dire cosa non va. Poi bisognerebbe dedicare molte ore a qualche cosa di appassionante.


Ma quanti genitori hanno tempo di farlo?


Quanti sono disposti a credere che e' meglio NON occuparsi del figlio che va male a scuola, minacciandolo, e dedicarsi invece a vivere con lui esperienze appassionanti?


Gia' sento qualcuno che dice: “Ma cosa c’entra portarlo di notte nel bosco se non studia.”


Posso citare un esempio. Ho lavorato per anni con i tossicodipendenti e ho visto i metodi usati dai genitori per far ragionare i figli. Metodi autoritari, metodi gentili, violenti, colpevolizzanti. Nessuno di questi metodi aveva dato qualche risultato. I figli si bucavano e le famiglie erano distrutte. A volte anche economicamente.


So solo di una madre che ha ottenuto un risultato stabile e immediato.


Ha scoperto alla mattina che lui si faceva le pere e alla sera erano sopra un aereo diretto in Amazzonia. Hanno passato 4 anni insieme a girare deserti, giungle e vette di montagne. Tutti posti dove se il ragazzo dice: “mi faccio un giro” puoi stare sereno che il primo spacciatore e' a 500 chilometri.


La madre ha affittato l’appartamento che avevano a Milano e con quei soldi hanno vissuto alla grande. Anche perche' nella foresta e' difficile spendere piu' di un paio di euro al giorno per mangiare e dormire e' gratis.


Quando sono tornati dopo 4 anni il ragazzo non aveva piu' nessuna intenzione di drogarsi. Aveva combattuto contro i coccodrilli bianchi del Sahara e aveva visto i piranha mangiarsi un toro. L’eroina non gli sembrava piu' tanto interessante.

Credo che lo stesso ragionamento lo si possa fare in politica.


Le manifestazioni, le chiacchiere sui capelli del mostro di Milano2, le sue donne, le loro tette e i suoi processi, sono senz’altro giuste. Ma sono utili quanto una predica: poco.


La situazione italiana non cambia se le persone non cambiano modo di ragionare e questo puo' succedere solo se ci sono cambiamenti nel loro modo di vivere.


In questo momento solo una parte minima del movimento progressista ha capito che non servono le prediche ma ESPERIENZE COMUNI.


I gruppi di acquisto solidali, i negozi equi, le cooperative sociali, le imprese ecologiche che permettono ai cittadini di produrre la loro elettricita' stanno cambiando gli italiani perche' coinvolgono direttamente le persone in modalita' di vita diversa, di economia diversa, fanno sperimentare prodotti migliori, sapori piu' intensi e un modo di spendere e consumare che ruota intorno alla convivialita', alla socializzazione e induce naturalmente a stili di vita e di pensiero diversi, antagonisti al sistema del dolore, dello shopping e della solitudine.


Un’altra questione metodologica essenziale riguarda il modo di organizzarsi. E’ chiaro che se vuoi concludere qualche cosa devi creare un sistema di coesione e coordinamento nazionale delle iniziative. Ma e' anche chiaro che il “sistema partito” genera spontaneamente ogni sorta di gruppi di potere che fisiologicamente sono portati a competere e farsi guerra invece che a collaborare.


Inoltre il “sistema partito” e' strutturalmente indirizzato a creare un sistema leaderistico e al contempo incoraggia i militanti a fidarsi dei capi e a delegare la fatica di trovare le soluzioni ai problemi.


I risultati sono sotto gli occhi di tutti.


Ma come e' possibile organizzarsi senza creare leader, militanti che delegano e linee politiche confezionate dai vertici e approvate dalla base?


Anche in questo caso in realta' gli esempi non mancano.


La manifestazione del B-Day del 5 dicembre e' stata un successo.


Ma anche l’esperienza dei gruppi di acquisto ci insegna che e' possibile organizzare azioni molto complesse praticando un tipo di organizzazione orizzontale.

Linux, il programma per gestire i computer, e' stato realizzato da migliaia di volontari che hanno lavorato insieme utilizzando sistemi avanzati di gestione di community.


E, modestamente, anche la nostra esperienza di costruzione di 200 impianti fotovoltaici, diffusione di centinaia di migliaia di riduttori del flusso dell’acqua e altri aggeggi ecologici, e' un esempio funzionante di organizzazione orizzontale, con piu' di 50 aziende che collaborano con decine di professionisti e associazioni, in modo paritario.

...pensiero al vento...
Quello che più volte qui ... è stata richiamata come "rivoluzione culturale" ... trova in questo testo di Jacopo Fo teoria ed esemplificazioni ... BUONA LETTURA Si ... ma solo "per chi avesse ancora orecchie per sentire" ...

mercoledì 7 ottobre 2009

...una vita all'improvvisa...

Ancora in tema di informazione ...

UN ESEMPIO ... dal libro biografia di Franca Rame ... “Una vita all’improvvisa”.



ECCO, com'è ha recensito il libro il figlio Jacopo ...

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Una lettura appassionante come la vita di questa donna straordinaria che il 18 luglio ha compiuto 80 anni, ma sembrano 260 anche se ne dimostra 50.


Spiritosa, intensa, tragica, comica ma mai vuota o inutile… la vita di Franca.


Nel brano che segue ... Franca racconta dell’esperienza di Canzonissima del 1962 e si parla di censura mediatica, di morti sul lavoro, di mafia… ahhh come passa il tempo… oggi sono argomenti assolutamente superati...


Buona lettura.


Si fa presto a dire “Mafia”


Alla sesta puntata di Canzonissima era andato in onda un dialogo fra una “muliera” sicula e un giornalista inviato dal continente. In quella scena io recitavo il ruolo della femmina in questione. La donna e' intenta ad avvolgere un lungo filo. Si alludeva naturalmente a una delle tre Parche, allegoria della vita e della morte: sfizio culturale. Ogni tanto, durante il dialogo fra la donna e il giornalista si odono degli spari e qualche botto.


Il giornalista chiede di che si tratti e, io, sempre nelle vesti della donna, rispondo che forse lo sparo proviene dal fucile di qualche cacciatore solitario, ma poi mi correggo: puo' darsi che sia anche “chiddu ch’occide un infame che se pigghia la sentenza”.


Altro sparo… ed ecco che io alludo a un sindacalista che crea guai. Un botto, ed e' il salto in aria della casa di qualcuno che non ha pagato il pizzo, e cosi' via fra spari e mitragliate si arriva al punto in cui il giornalista mi chiede: “Come mai all’istante hanno cessato di far botti?” e io rispondo: “Sempre, prima dell’ultimo sparo, c’e' un attimo di silenzio”.

A chi andra' l’ultimo botto?” chiede il cronista, e io di rimando: “A chiddu cchi fa troppe domande, cioe' a tia”.

Sparo, il cronista cade riverso. Velocissima io arrotolo il filo, e poi con la forbice lo taglio.


L’allusione alla mafia e ai suoi delitti era evidente: era la prima volta che in televisione si arrivava a trattare di “Cosa Nostra”.


Il fatto, c’era da giurarci, causò gran scalpore.


E dire che i censori televisivi s’erano lasciati sfuggire il peso e la forza di quella satira: l’avevano ritenuta troppo enigmatica perche' andasse a segno, ma tutti gli spettatori, compresi quelli di governo, scattarono come molle di pupazzi animati.

Si scandalizzarono i politici, a cominciare dai ministri del centro e della destra. Perfino i liberali con il loro segretario in capo, Malagodi, presero una posizione durissima, insultandoci e ricordandoci che gia' altri comici troppo caustici col potere avevano sbattuto, tempo addietro, la faccia sulle tavole del palcoscenico; la cosa incredibile e' che Malagodi faceva esplicita allusione a comici colpiti duramente dal regime fascista.



Si mosse perfino l’alta curia siciliana per voce del cardinal Ruffini, il quale intervenne dicendo: “La mafia non esiste, o in ogni modo non si tratta di un’organizzazione criminale che voglia sostituirsi allo Stato, ma di normale criminalità estemporanea”.

Ricevemmo lettere minatorie in gran numero, scritte addirittura col sangue, e biglietti sui quali era disegnata una lupara e una bara. Le minacce colpirono anche nostro figlio Jacopo, che aveva appena compiuto sette anni al punto che per tutto l’anno scolastico dovemmo vederlo andare a scuola protetto da due poliziotti. Pugliese, che a suo tempo ci aveva dato il benestare, si trovò spiazzato e al suo posto entrò in scena Ettore Bernabei, l’uomo sicuro della DC, pressato da ogni lato perchè ci fosse impedito di continuare con quello spettacolo.
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...pensiero al vento...
... il POTERE ha sempre voluto MANTENERE le briglie delle informazioni ... passerà ReSilvio ... FORSE SOLO un pò peggio di tanti altri ...

lunedì 5 ottobre 2009

...i numeri dell'informazione...

La manifestazione a sostegno della libertà di stampa … sollecita alcune considerazioni …

GIUSTO perché ReSilvio e i suoi cortigiani non si stancano di ripetere che si tratta di una falsa questione, irridendo gli allarmi che quotidianamente alcuni giornali e nessuna televisione lanciano sul tema. Per loro è assurdo parlare di mancanza di libertà di stampa in Italia, viste tutte le critiche che il Re deve sopportare ogni giorno, le accuse più “infamanti”, le inchieste giornalistiche e compagnia bella.



Di più: il presidente del gruppo senatoriale del Pdl Messere Maurizio Gasparri ha addirittura affermato, nell’ultima puntata di “Ballarò”, riuscendo a rimanere serio, che esisterebbe un mancato pluralismo informativo perché il centro-destra è il solo schieramento politico ad essere attaccato dalla stampa! E ReSilvio non si stanca di ripetere che le “gazzette della sinistra” occupano il novanta per cento dell’informazione.

Sarà allora forse il caso di studiare un po’ di numeri e di analizzare la situazione degli organi di stampa nel nostro Reame “cum grano salis”.



Osserviamo allora, con un po’ di attenzione, l’orientamento politico dei quotidiani, sia quelli nazionali, sia quelli a diffusione locale, possiamo formulare queste considerazioni.



Dei giornali nazionali che orientano in modo nettamente critico nei confronti dell’attuale Governo abbiamo:

“la Repubblica”, “L’Unità”, “Il Manifesto”, “Liberazione”, “L’Altro”, “Europa”, per un totale di circa 610 mila copie vendute (e di lettori). Naturalmente non consideriamo il nuovo quotidiano “Il Fatto” (del duo Padellaro-Travaglio) perché appena uscito ma le sua pur relativamente alta diffusione, si parla di centomila copie per i primi numeri, non è certo in grado di modificare la situazione.

Fa storia sé “L’Avvenire”, il giornale della Cei che assume un atteggiamento critico verso ReSilvio e, talvolta, verso il governo, come nel caso dei provvedimenti sull’immigrazione o sulla vicenda Boffo.


Quelli che non assumono alcuna posizione critica ma producono un’informazione, diciamo così, “terzista” o “equidistante” sono: “Corriere della Sera” (con molte posizioni favorevoli all’attuale premier, soprattutto negli editorialisti di punta), “La Stampa”, “Il Sole 24 ore”, per un totale di 1 milione e 200 mila copie (e lettori).


I quotidiani nettamente di ispirazione berlusconiana (giornali di corte insomma) sono: “Il Giornale”, “Libero”, “Il Tempo”, “Italia oggi” (anche se in modo meno smaccato), per un totale di 416 mila copie (e lettori).

QUINDI ... il bufala che "loro" controllano TUTTI i giornali ... è sconfessata !



Per quanto concerne i telegiornali il conto è molto più facile, perché le testate giornalistiche nazionali (che occupano pressoché interamente il panorama informativo della televisione) sono molto più poche rispetto alla carta stampata.
 
Ma sono sufficienti poche cifre per chiarire la distanza abissale che corre fra informazione dei TG e quella della carta stampata in termini di “audience”:
 
soltanto TG1 e TG5 (quindi, le fonti di informazione più smaccatamente favorevoli all’attuale Re, considerando i notiziari di maggiore ascolto, cioè quelli delle 20) raggiungono un pubblico che oscilla fra i 12 e i 13 milioni di ascoltatori, quattro volte circa il numero di copie vendute da tutti i quotidiani presi in considerazione (di centro-destra e di centro-sinistra).
 
Se a questi telegiornali, aggiungiamo TG2, Studio aperto e il notiziario di Emilio Fede (se così può denominarsi), superiamo abbondantemente i 20 milioni di persone, il 70% delle quali hanno come unica fonte di informazione proprio i telegiornali.
 
Nulla possono ovviamente fare il TG di Sky, il TG3 e quello de “La 7”, che non superano complessivamente (sempre nella fascia di maggiore ascolto) i 2 milioni di telespettatori, in media.



...pensiero al vento...
La realtà, che smentisce totalmente le false affermazioni di ReSilvio e della sua corte è che, dunque, sia nel settore dell’informazione sulla stampa, sia in quella televisiva, la stragrande maggioranza delle testate produce una informazione niente affatto equidistante dalle parti ma smaccatamente favorevole al magnate di Arcore, determinando così, in modo preclusivo, anche le scelte elettorali del popolo italiano.

... e facendo di questo Paese un luogo dove la libertà di stampa è fortemente limitata e dove è del tutto assente un vero pluralismo informativo. CHI NON CONDIVIDE ... NON PUO' CHE AVERE SERI PROBLEMI DI INTENDIMENTO !!

Chiudo con l'intervento di Roberto Saviano ... alla manifestazione di Sabato scorso ...




E COME non chiudere con un "baluardo" dell'informazione di Corte? ... Messere Emilio ... sconfessato da Piero Ricca ...