martedì 24 maggio 2011
...generalmente sono di piccola statura e di pelle scura...
domenica 30 maggio 2010
...nata femmina...
La scrittrice albanese Elvira Dones ha scritto questa lettera aperta al premier Silvio Berlusconi in merito alla battuta di ReSilvio sulle "belle ragazze albanesi". In visita a Tirana, durante l'incontro con Berisha, il premier ha attaccato gli scafisti e ha chiesto più vigilanza all'Albania. Poi ha aggiunto: "Faremo eccezioni solo per chi porta belle ragazze".
NATA FEMMINA
Mentre il premier del mio paese d'origine, Sali Berisha, confermava l'impegno del suo esecutivo nella lotta agli scafisti, lei ha puntualizzato che "per chi porta belle ragazze possia mo fare un'eccezione".
Mi hanno raccontato sprazzi delle loro vite violate, strozzate, devastate. A "Stella" i suoi padroni avevano inciso sullo stomaco una parola: puttana.
Dopo un mese di stupri collettivi ad opera di magnaccia albanesi e soci italiani, le toccò piegarsi.
E' solo allora - tre anni più tardi - che le incisero la sua professione sulla pancia: così, per gioco o per sfizio.
Ai tempi era una bella ragazza, sì. Oggi è solo un rifiuto della società, non si innamorerà mai più, non diventer&agra ve; mai madre e nonna.
Sulle "belle ragazze" scrissi un romanzo, pubblicato in Italia con il titolo Sole bruciato.
Anni più tardi girai un documentario per la tv svizzera: andai in cerca di un'altra bella ragazza, si chiamava Brunilda, suo padre mi aveva pregato in lacrime di indagare su di lei. Era un padre come tanti altri padri albanesi ai quali erano scomparse le figlie, rapite, mutilate, appese a testa in giù in macellerie dismesse se osavano ribellarsi.
Era un padre come lei, Presidente, solo meno fortunato.
E ancora oggi il padre di Brunilda non accetta che sua figlia sia morta per sempre, affogata in mare o giustiziata in qualche angolo di periferia.
Lui continua a sperare, sogna il miracolo. E' una storia lunga, Presidente...
Ma se sapessi di poter contare sulla sua attenzione, le invierei una copia del mio libro, o le spedirei il documentario, o farei volentieri due chiacchiere con lei.
Ma l'avviso, signor Presidente: alle battute rispondo, non le ingoio.
In nome di ogni Stella, Bianca, Brunilda e delle loro famiglie queste poche righe gliele dovevo.
In questi vent'anni di difficile transizione l'Albania s'è inflitta molte sofferenze e molte ferite con le sue stesse mani, ma nel popolo albanese cresce anche la voglia di poter finalmente camminare a spalle dritte e testa alta.
L'Albania non ha più pazienza né comprensione per le umiliazioni gratuite.
Credo che se lei la smettesse di considerare i drammi umani come materiale per battutacce da bar a tarda ora, non avrebbe che da guadagnarci.
Questa "battuta" mi sembra sia passata sottotono in questi giorni in cui infuria la polemica Bertolaso , ma si lega profondamente al pensiero e alle azioni di uomini come Berlusconi e company, pensieri e azioni in cui il rispetto per le donne é messo sotto i piedi ogni giorno, azioni che non sono meno criminali di quelli che sfruttano le ragazze albanesi, sono solo camuffate sotto gesti galanti o regali costosi mi vergogno profondamente e chiedo scusa anch'io a tutte le donne albanesi
Merid Elvira Dones
OVVIAMENTE Lui ... sarà stato solo e semplicemente "frainteso" ...
lunedì 15 febbraio 2010
...per salvare il pianeta...
Il crac dell'economia e l'emergenza ambientale hanno sprofondato il capitalismo, dopo oltre due secoli di dominio, nella crisi più grave della sua storia, una crisi forse fatale.
Kempf ricostruisce le recenti trasformazioni del capitalismo, e soprattutto quel trionfo dell'individualismo consumista che ha oscurato le esigenze della collettività: dobbiamo dunque superare questo condizionamento psicologico, e poi illuminare l'intreccio di economia, ecologia, qualità della vita e informazione.CHIUDO con due recensioni del libro di Kempf:
«Kempf ci invita a una riflessione sul benessere dell’umanità. Nelle sue forme più avanzante, il capitalismo istupidisce e toglie la parola agli uomini, e frustra il consumatore sottoposto a stimoli incessanti: in sintesi, ci porta alla follia e ci priva della nostra umanità.» «Libération»
«Per Kempf, uscire dal capitalismo non significa abbandonare l’economia di mercato, ma ridurre la sua sfera d’influenza e smettere di uniformare le nostre relazioni sociali ai nostri comportamenti economici. Si tratta “solo” di questo, ma sarebbe già una gran bella rivoluzione!» «Elle»
venerdì 25 settembre 2009
...noi difendiamo l'Europa...
Ieri sera,
E l’ONU, cosa fa in Libia per proteggere i profughi? Un documentario sconvolgente che svela le conseguenze dei respingimenti e delle politiche anti-immigrazione dell’Italia e dell’Unione Europea.HERZOG e YIMER ... alla conferenza che ha seguito l'"audizione"
... sullo schermo, la foto scattata da uno dei "container" che "arrestano" i profughi ...
SPOT ... del film "come un uomo sulla terra" ...
venerdì 11 settembre 2009
...affarismi mediterranei...
Tutti somali, ovvero provenienti dal paese africano con la situazione più drammatica.
martedì 30 giugno 2009
...ma di cosa stiamo parlando?...
Articolo 33 della Convenzione di Ginevra:
Articolo 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti:

domenica 7 giugno 2009
...Guantanamo d'Africa, made BY Italy...
ED ECCO che … con forza e veemenza si “sfidano” in campali duelli verbali …
Da un lato … c’è CHI ama i vessilli rossi o arcobaleno … che si accalora negli inni alla solidarietà, all’accoglienza e al “buono che c’è nell’altro” … TUTTO BELLO, TUTTO GIUSTO … ma che sa tanto di PRE-CONFEZIONATO …
Dall’altro lato poi … c’è CHI ama camicie verdi o vessilli tricolori o saluti romani … che replica col potere del nazionalismo e con il ricordare gli atti di violenza o le rapine nelle ville … INSOMMA manca solo il richiamo ai “treni”, ma quelli ormai arrivano in orario ANCHE senza più LUI … TUTTO BELLO? (MAH !!), TUTTO GIUSTO? (RI-MAH !!) … di sicuro però, anche qui, tutto PRE-CONFEZIONATO …
CHI ci resta? .. ah SI … quelli che stanno sempre al CENTRO … da DUEMILA anni … qualsi-che-sia il potere imperante … LORO … quelli che amano l’odore dell’incenso e della cera sciolta … in teoria “PREDICANO BENE” e stanno coi primi (SI, su questo tema, proprio con quelli dei vessilli rossi) in quanto ad accoglienza e solidarietà … ma poi? … quando si tratta di “RAZZOLARE”? … l’imbarazzo nasce spontaneo … soprattutto quando devi “ricambiare i favori" che si chiamano 8x1000 (che se il compilatore del modello unico non dice a chi li vuole destinare sono “LORO”) oppure i favori delle esenzioni dall’ICI e ancora i sussidi per le “scuolette” … e che vuoi fare allora? … se non un calarti in un cauto e don-abbondiesco “PREDICOZZO”? …
Chiariti gli schieramenti … qualcuno potrebbe chiedersi … MA COME sapere qualcosa di vero sull’immigrazione? … by-passando i “precotti” e i “predicozzi”? …
Ci potrebbe pensare la libera informazione? … quella dei giornali e delle TV? … eh SI ! … stiamo e state freschi … ad aspettare QUELLI ...
E ALLORA? … e allora l’unico modo è dare spazio alle voci di chi certe cose le ha vissute sulla propria pelle … e diffondere i loro racconti …
La settimana scorsa sono stato fortunato in questo … e (dopo averlo scoperto per caso) sono riuscito ad assistere alla proiezione del film-documentario “Come un uomo sulla terra” …
Sottotitolo del film (che suggerisco a tutti di vedere): Dal 2003 Italia ed Europa chiedono alla Libia di fermare i migranti africani. Ma cosa fa realmente la polizia libica? Cosa subiscono migliaia di uomini e donne africane? E perchè tutti fingono di non saperlo?
Il film riporta le voci e i racconti di quanti, dalla Libia … sono riusciti a raggiungere il nostro Reame …
Le storie sono al “limite” per il genere umano … e partono dall’origine … dalle migrazioni verso la Libia di quanti sfuggono ai confini dei loro paesi di origine (Sudan, Ciad, Eritrea e altri) … per scampare a morti sicure e a repressioni di totalitarismi che nulla hanno da spartire coi tanto sbandierati “diritti umani” …
I viaggi della speranza avvengo nel deserto del Sahara in direzione Nord verso la costa del Mediterraneo … in centinaia su camion improvvisati … o in decine su auto prese d’assalto … e percorrono per giorni (senza soste) centinaia e centinaia di chilometri nel deserto …
Il trasporto è offerto (a fronte di lauti compensi) dalla “malavita” locale … che si rivela tale durante il viaggio … quando, senza esitazioni, gli autisti cercano di “alleggerire” il carico umano spingendo giù (dai camion in corsa) quelli che sporgono troppo … o cercando di ferire con coltelli e spadini quelli che si arrampicano troppo sul tettuccio delle auto … (TUTTO QUESTO è nei racconti di chi li ha fatti questi “viaggi-incubo”) …
E al caldo, alla pressa, si aggiungono malori o morti durante il viaggio … e anche chi sta male deve (e può solo) dar di stomaco in semi-bottiglie tagliate dal collo … e anche questo con auto o camion in corsa …
Insomma tanti “inferni ambulanti" … per raggiungere le coste del nord-africa …
MA QUANDO questi disperati arrivano in prossimità di Tripoli o della costa? … che cosa accade? … QUELLO che per molti è l’imprevedibile …
Interviene la Polizia Libica … e trae tutti in arresto … rimettendoli, tutti, a centinaia, pressati in container caricati su quattro ruote …
E COMINCIA un secondo “infernale” viaggio a ritroso … stavolta “gratis” e “offerto” dallo Stato Libico … stavolta, di nuovo per centinaia e centinaia di chilometri nel deserto, ma verso Sud … in direzione di una delle carceri di Gharyan, Sebha o Kufrah.
ALCUNE NOTE A MARGINE … RACCOLTE QUA E LA’ SULLA RETE:
1.000 sacchi da morti
Nel 2003 il governo Berlusconi sigla un accordo segreto con Gheddafi per il contrasto dell’immigrazione. Da allora l'Italia invia in Libia 100 gommoni, 6 fuoristrada, 3 pullman, 40 visori notturni, 12.000 coperte di lana, 6.000 materassi, 50 navigatori satellitari, e 1.000 sacchi per cadaveri.
Campi oltre frontiera
Secondo un rapporto della Commissione Europea, nel 2004 l'Italia finanzia la costruzione di tre campi di detenzione per immigrati in Libia: a Gharyan, Sebha e Kufrah (vere e proprie Guantanamo africane).
Dirottamento aereo
Tra il 2003 e il 2004 l'Italia paga 47 voli per rimpatriare 5.524 migranti arrestati in Libia. Il 27 agosto 2004 un aereo diretto in Eritrea, viene dirottato in Sudan dai passeggeri: temevano di essere perseguitati in patria.
Corte Europea
L'11 maggio del 2005 la III Sezione della Corte Europea dei diritti dell' uomo sospende le espulsioni verso la Libia da Lampedusa, dopo che dall’ottobre del 2004, già 2.000 persone erano state deportate
Deportazioni nei container
Arrestati sulla costa, i candidati all'emigrazione sono trasportati all'interno di container verso i campi di detenzione. “Eravamo 264, ci stiparono su due camion, chiusi in un container, al buio”Vedi Kufrah e poi muori
Nel 2006 Amnesty International, Human Rights Watch accusano la Libia per il trattamento inumano dei migranti. “A Kufrah dormivamo in celle di sei metri per otto, nella mia eravamo in 78 persone. Dormivamo, per terra, la testa accanto ai piedi dei vicini. Un piatto di riso lo dividevamo in otto”
Ma torniamo ai trasporti “infernali” in direzione Sud … verso le carceri nel deserto … QUI i “deportati” vengono rinchiusi per anni (senza alcun processo e alcuna notizia sul tempo della loro permanenza) … E FINO A QUANDO ci restano? … FINO A QUANDO la Polizia Libica non si accorda con gli “intermediari locali” per vendere loro i prigionieri …
La vendita produce nuovo materiale umano da assoldare per nuovi viaggi della speranza (di nuovo verso Nord, di nuovo verso possibili arresti) … e COSI VIA … in un macabro “gioco dell’oca” … con un sempre possibile RITORNA ALLA CASA BASE …
L’Italia … dagli accordi con la Libia … partecipa al gioco sia con i “respingimenti” nel Mediterraneo … che con la Casa Base del “gioco dell’oca” … che sono le prigioni nel deserto … costruite con fondi italiani e pattugliate con auto di provenienza italiana e con bandierine italiane montate sui tettucci …
MA COSA ci guadagnerebbe il nostro REGNO? … in tutto questo “squallore”?
DIAMO LA PAROLA AL RE … CON UNA NOTA (ANCHE QUESTA TROVATA SUL WEB):
Più petrolio e meno immigrati
Il 30 agosto 2008, dopo aver firmato a Bengasi il patto di amicizia tra Italia e Libia, ReSilvio dichiara: “Avremo meno clandestini e maggiori quantità di gas e petrolio”
Chiudo con un ricordo … di uno dei migrantes … vincitore al "gioco dell'oca della vita" ... e arrivato in Italia: da piccolo assistette a un episodio dal quale iniziò a odiare i gatti … IL FATTO: una gatta circondata dai suoi piccoli … ne scelse uno, il più debole, e lo mangiò … MOTIVO? selezione naturale …
E COSA FA l’Italia oggi? … se non la stessa selezione naturale? … I più deboli sono respinti in mare e sulle coste libiche … chi invece riesce a scampare ai respingimenti … ARRIVA in territorio italico ed è accolto … IL TUTTO? … per una manciata di petrolio e gas a prezzo ridotto !!!
I numeri
Ogni anno circa 20-30.000 persone tentano la traversata verso Lampedusa. Uno su tre riceve un permesso di soggiorno come rifugiato politico o per protezione internazionale.
…pensiero al vento…
…cosa fa veramente la polizia libica, dalle tante testimonianze è diventato chiaro … MA PERCHE’ i nostri funzionari fingono di non sapere … E PERCHE’, anche i commissari europei, fanno come gli struzzi? … e riescono solo a “rapportare” le bellezze della “sabbia” in cui hanno nascosto la testa?
ULTIME NOTE DAL WEB …

Venduti per 30 denari
Secondo il documentario “Come un uomo sulla terra”, la polizia libica vende i migranti arrestati agli intermediari che li riporteranno sul Mediterraneo. Ogni prigioniero è venduto per 30 dinar (18 euro)
Terminal Sahara
“Ogni mese arrivavano i camion, ci caricavano sopra la gente e li portavano in mezzo al deserto ”. Migliaia di migranti e rifugiati ogni anno sono riaccompagnati alla frontiera meridionale libica, e abbandonati a se stessi in mezzo al Sahara
Prigionieri politici
Dal dicembre 2006, oltre 600 rifugiati politici eritrei arrestati sulla rotta per Lampedusa sono mantenuti in detenzione amministrativa nel carcere di Misratah, in Libia. In Europa avrebbero diritto all'asilo.



