Visualizzazione post con etichetta Libia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Libia. Mostra tutti i post

venerdì 25 settembre 2009

...noi difendiamo l'Europa...

Ieri sera,
evento di apertura della Festa del Nuovo Cinema Aquila (*) ... con i 70 minuti dell’audiodocumentario di Roman Herzog interamente registrato in Libia, seguendo le autorità libiche nelle loro attività e visitando i campi di detenzione dove sono rinchiusi profughi e emigranti.

(*) Il Nuovo Cinema Aquila, sequestrato alla criminalità organizzata, viene restituito ai cittadini e alla vita culturale della città il 21 aprile 2008 . È dedicato a Tom Benetollo, protagonista e guida di battaglie per la pace, prematuramente scomparso.

La lotta all’immigrazione raccontata per la prima volta in un documentario audio ... con le testimonianze drammatiche dei rifugiati internati, che raccontano la loro fuga, le torture nelle carceri libiche e le violenze della vita quotidiana a Tripoli.

E le dure parole dei militari libici, che all’Europa chiedono di finanziare il loro apparato militare perché “noi difendiamo l’Europa”.

E l’ONU, cosa fa in Libia per proteggere i profughi? Un documentario sconvolgente che svela le conseguenze dei respingimenti e delle politiche anti-immigrazione dell’Italia e dell’Unione Europea.

Da tempo si parla di un cambiamento politico in Libia, di un´apertura.
Dalla fine dell´embargo, nel 2006, i Paesi dell´Unione Europea, la Russia e gli Stati Uniti fanno a gara per corteggiare il regime di Gheddafi ... in gioco ci sono soprattutto le enormi riserve di gas che la Libia offre.
In cambio di rapporti commerciali più vantaggiosi però, Gheddafi deve tenere lontano dall´Europa i profughi che da anni attraversano il Mediterraneo.
Lo prevede l´accordo quadro che dal Novembre 2008 l´Unione Europea sta negoziando con Gheddafi.
Dal Maggio del 2009 l´Italia e l´Agenzia europea di controllo delle frontiere Frontex, respingono in Libia le imbarcazioni dei migranti.
Della protezione dei profughi se ne deve occupare l´ONU in Libia, secondo il commissario alla Giustizia e agli Affari interni dell´Unione Europea Jacques Barrot.
Dal giorno alla notte, da "Stato canaglia" la Libia è diventato un apprezzato partner cui affidare la protezione dei profughi, in cambio di petrolio, gas e commercio.

VEDI ANCHE I POST


...affarismi mediterranei... del 9 Settembre scorso

Ma cosa fa la Libia per contrastare l´immigrazione, come l´Europa esige?
E fin dove arriva questa ipotetica apertura politica?
...pensiero al vento...
Herzog ... è riuscito ad arrivare col microfono dove tanti non hanno accesso perchè ... come dice lui ... la vista delle telecamere insospettisce le guardie e la polizia molto più di quanto non faccia un "innocuo" microfono ...
... che poi tanto innocuo NON è ... visto che è riuscito a DIRE ... quanto tanti media non riescono a fare VEDERE ...
Presente alla serata di ANTEPRIMA NAZIONALE dell'audiodocumentario ... era Dagmawi Yimer, regista del film "Come un uomo sulla terra" (*) e Gabriele Del Grande, di Fortress Europe.
(*) sul film "Come un uomo sulla terra" ... vedi anche il post ...Guantanamo d'Africa, made in Italy... del 7 giugno scorso
HERZOG ... intervistato all'ingresso



HERZOG e YIMER ... alla conferenza che ha seguito l'"audizione"


... sullo schermo, la foto scattata da uno dei "container" che "arrestano" i profughi ...




SPOT ... del film "come un uomo sulla terra" ...

venerdì 11 settembre 2009

...affarismi mediterranei...

Ne abbiamo rimandati indietro 75 ... molti erano bambini, molte erano le donne.

Tutti somali, ovvero provenienti dal paese africano con la situazione più drammatica.

Un paese dove comandano i signori della guerra, i capi tribù, dove la miseria e le malattie sono spaventose, dove la vita, di chiunque, uomini, donne e bambini non vale nulla ... dove la violenza è qualcosa di inimmaginabile, dove non esiste legge e giustizia, dove non c'è un governo che ti possa proteggere.

Li abbiamo avvistati questi poveretti, li abbiamo avvistati fuori dalla acque territoriali italiane. E siccome con i loro gommoni si dirigevano "inequivocabilmente" verso le coste della Sicilia orientale, li abbiamo rispediti in Libia.


...pensiero al vento...

tutti parlano (e i nostri ministri ne vanno tanto fieri) dei respingimenti ...
ma nessuno chiarisce cosa accade DOPO i respingimenti...

DOPO i respingimenti ... per i RESPINTI ... ricomincia la "lotteria" di chi torna ad essere "merce di scambio" in mano alla mafia libica ... ai trafficanti, scafisti e quant'altri legati ... "tollerati", se non appoggiati, dal governo libico ...

DOPO i respingimenti ... per i RESPIGITORI ... (cioè i nostri governanti e noi che stiamo dalla parte dei "ricchi" ...) aumentano le possibilità degli "affarismi mediterranei" in terra libica ... in termini di appalti, contratti e di "greggio libico" a prezzi da "nazione amica" ...

UN ESEMPIO a conferma di tutto questo? ...
... bastano le dichiarazioni di Gheddafi del Marzo scorso ... quando a Sirte, davanti al Parlamento libico, alla presenza di ReSilvio, nel giorno della ratifica dell'Accordo di amicizia e cooperazione tra Italia e Libia dichiarò:
"... le aziende italiane che intendono operare in Libia avranno da questo momento in poi la priorità rispetto a tutte le altre ..."

VEDI ANCHE il post ...ma di che stiamo parlando... del 30 giugno scorso.

domenica 7 giugno 2009

...Guantanamo d'Africa, made BY Italy...

Quando si parla di immigrazione … scendono subito in campo gli “schieramenti” … rivestiti dai loro “copioni” e fossilizzati nelle “parti” che devono recitare …

ED ECCO che … con forza e veemenza si “sfidano” in campali duelli verbali …

Da un lato … c’è CHI ama i vessilli rossi o arcobaleno … che si accalora negli inni alla solidarietà, all’accoglienza e al “buono che c’è nell’altro” … TUTTO BELLO, TUTTO GIUSTO … ma che sa tanto di PRE-CONFEZIONATO …

Dall’altro lato poi … c’è CHI ama camicie verdi o vessilli tricolori o saluti romani … che replica col potere del nazionalismo e con il ricordare gli atti di violenza o le rapine nelle ville … INSOMMA manca solo il richiamo ai “treni”, ma quelli ormai arrivano in orario ANCHE senza più LUI … TUTTO BELLO? (MAH !!), TUTTO GIUSTO? (RI-MAH !!) … di sicuro però, anche qui, tutto PRE-CONFEZIONATO …

CHI ci resta? .. ah SI … quelli che stanno sempre al CENTRO … da DUEMILA anni … qualsi-che-sia il potere imperante … LORO … quelli che amano l’odore dell’incenso e della cera sciolta … in teoria “PREDICANO BENE” e stanno coi primi (SI, su questo tema, proprio con quelli dei vessilli rossi) in quanto ad accoglienza e solidarietà … ma poi? … quando si tratta di “RAZZOLARE”? … l’imbarazzo nasce spontaneo … soprattutto quando devi “ricambiare i favori" che si chiamano 8x1000 (che se il compilatore del modello unico non dice a chi li vuole destinare sono “LORO”) oppure i favori delle esenzioni dall’ICI e ancora i sussidi per le “scuolette” … e che vuoi fare allora? … se non un calarti in un cauto e don-abbondiesco “PREDICOZZO”? …

Chiariti gli schieramenti … qualcuno potrebbe chiedersi … MA COME sapere qualcosa di vero sull’immigrazione? … by-passando i “precotti” e i “predicozzi”? …

Ci potrebbe pensare la libera informazione? … quella dei giornali e delle TV? … eh SI ! … stiamo e state freschi … ad aspettare QUELLI ...

E ALLORA? … e allora l’unico modo è dare spazio alle voci di chi certe cose le ha vissute sulla propria pelle … e diffondere i loro racconti …

La settimana scorsa sono stato fortunato in questo … e (dopo averlo scoperto per caso) sono riuscito ad assistere alla proiezione del film-documentario “Come un uomo sulla terra” …


Sottotitolo del film (che suggerisco a tutti di vedere): Dal 2003 Italia ed Europa chiedono alla Libia di fermare i migranti africani. Ma cosa fa realmente la polizia libica? Cosa subiscono migliaia di uomini e donne africane? E perchè tutti fingono di non saperlo?

Il film riporta le voci e i racconti di quanti, dalla Libia … sono riusciti a raggiungere il nostro Reame …

Le storie sono al “limite” per il genere umano … e partono dall’origine … dalle migrazioni verso la Libia di quanti sfuggono ai confini dei loro paesi di origine (Sudan, Ciad, Eritrea e altri) … per scampare a morti sicure e a repressioni di totalitarismi che nulla hanno da spartire coi tanto sbandierati “diritti umani” …

I viaggi della speranza avvengo nel deserto del Sahara in direzione Nord verso la costa del Mediterraneo … in centinaia su camion improvvisati … o in decine su auto prese d’assalto … e percorrono per giorni (senza soste) centinaia e centinaia di chilometri nel deserto …

Il trasporto è offerto (a fronte di lauti compensi) dalla “malavita” locale … che si rivela tale durante il viaggio … quando, senza esitazioni, gli autisti cercano di “alleggerire” il carico umano spingendo giù (dai camion in corsa) quelli che sporgono troppo … o cercando di ferire con coltelli e spadini quelli che si arrampicano troppo sul tettuccio delle auto … (TUTTO QUESTO è nei racconti di chi li ha fatti questi “viaggi-incubo”) …

E al caldo, alla pressa, si aggiungono malori o morti durante il viaggio … e anche chi sta male deve (e può solo) dar di stomaco in semi-bottiglie tagliate dal collo … e anche questo con auto o camion in corsa …

Insomma tanti “inferni ambulanti" … per raggiungere le coste del nord-africa …

MA QUANDO questi disperati arrivano in prossimità di Tripoli o della costa? … che cosa accade? … QUELLO che per molti è l’imprevedibile …

Interviene la Polizia Libica … e trae tutti in arresto … rimettendoli, tutti, a centinaia, pressati in container caricati su quattro ruote …

E COMINCIA un secondo “infernale” viaggio a ritroso … stavolta “gratis” e “offerto” dallo Stato Libico … stavolta, di nuovo per centinaia e centinaia di chilometri nel deserto, ma verso Sud … in direzione di una delle carceri di Gharyan, Sebha o Kufrah.

ALCUNE NOTE A MARGINE … RACCOLTE QUA E LA’ SULLA RETE:

1.000 sacchi da morti
Nel 2003 il governo Berlusconi sigla un accordo segreto con Gheddafi per il contrasto dell’immigrazione. Da allora l'Italia invia in Libia 100 gommoni, 6 fuoristrada, 3 pullman, 40 visori notturni, 12.000 coperte di lana, 6.000 materassi, 50 navigatori satellitari, e 1.000 sacchi per cadaveri.

Campi oltre frontiera
Secondo un rapporto della Commissione Europea, nel 2004 l'Italia finanzia la costruzione di tre campi di detenzione per immigrati in Libia: a Gharyan, Sebha e Kufrah (vere e proprie Guantanamo africane).

Dirottamento aereo
Tra il 2003 e il 2004 l'Italia paga 47 voli per rimpatriare 5.524 migranti arrestati in Libia. Il 27 agosto 2004 un aereo diretto in Eritrea, viene dirottato in Sudan dai passeggeri: temevano di essere perseguitati in patria.

Corte Europea
L'11 maggio del 2005 la III Sezione della Corte Europea dei diritti dell' uomo sospende le espulsioni verso la Libia da Lampedusa, dopo che dall’ottobre del 2004, già 2.000 persone erano state deportate

Deportazioni nei container
Arrestati sulla costa, i candidati all'emigrazione sono trasportati all'interno di container verso i campi di detenzione. “Eravamo 264, ci stiparono su due camion, chiusi in un container, al buio”

Vedi Kufrah e poi muori
Nel 2006 Amnesty International, Human Rights Watch accusano la Libia per il trattamento inumano dei migranti. “A Kufrah dormivamo in celle di sei metri per otto, nella mia eravamo in 78 persone. Dormivamo, per terra, la testa accanto ai piedi dei vicini. Un piatto di riso lo dividevamo in otto”

Ma torniamo ai trasporti “infernali” in direzione Sud … verso le carceri nel deserto … QUI i “deportati” vengono rinchiusi per anni (senza alcun processo e alcuna notizia sul tempo della loro permanenza) … E FINO A QUANDO ci restano? … FINO A QUANDO la Polizia Libica non si accorda con gli “intermediari locali” per vendere loro i prigionieri …

La vendita produce nuovo materiale umano da assoldare per nuovi viaggi della speranza (di nuovo verso Nord, di nuovo verso possibili arresti) … e COSI VIA … in un macabro “gioco dell’oca” … con un sempre possibile RITORNA ALLA CASA BASE …

L’Italia … dagli accordi con la Libia … partecipa al gioco sia con i “respingimenti” nel Mediterraneo … che con la Casa Base del “gioco dell’oca” … che sono le prigioni nel deserto … costruite con fondi italiani e pattugliate con auto di provenienza italiana e con bandierine italiane montate sui tettucci …

MA COSA ci guadagnerebbe il nostro REGNO? … in tutto questo “squallore”?

DIAMO LA PAROLA AL RE … CON UNA NOTA (ANCHE QUESTA TROVATA SUL WEB):

Più petrolio e meno immigrati
Il 30 agosto 2008, dopo aver firmato a Bengasi il patto di amicizia tra Italia e Libia, ReSilvio dichiara: “Avremo meno clandestini e maggiori quantità di gas e petrolio”

Chiudo con un ricordo … di uno dei migrantes … vincitore al "gioco dell'oca della vita" ... e arrivato in Italia: da piccolo assistette a un episodio dal quale iniziò a odiare i gatti … IL FATTO: una gatta circondata dai suoi piccoli … ne scelse uno, il più debole, e lo mangiò … MOTIVO? selezione naturale …

E COSA FA l’Italia oggi? … se non la stessa selezione naturale? … I più deboli sono respinti in mare e sulle coste libiche … chi invece riesce a scampare ai respingimenti … ARRIVA in territorio italico ed è accolto … IL TUTTO? … per una manciata di petrolio e gas a prezzo ridotto !!!

I numeri
Ogni anno circa 20-30.000 persone tentano la traversata verso Lampedusa. Uno su tre riceve un permesso di soggiorno come rifugiato politico o per protezione internazionale.

…pensiero al vento…
…cosa fa veramente la polizia libica, dalle tante testimonianze è diventato chiaro … MA PERCHE’ i nostri funzionari fingono di non sapere … E PERCHE’, anche i commissari europei, fanno come gli struzzi? … e riescono solo a “rapportare” le bellezze della “sabbia” in cui hanno nascosto la testa?

ULTIME NOTE DAL WEB …

Venduti per 30 denari
Secondo il documentario “Come un uomo sulla terra”, la polizia libica vende i migranti arrestati agli intermediari che li riporteranno sul Mediterraneo. Ogni prigioniero è venduto per 30 dinar (18 euro)

Terminal Sahara
“Ogni mese arrivavano i camion, ci caricavano sopra la gente e li portavano in mezzo al deserto ”. Migliaia di migranti e rifugiati ogni anno sono riaccompagnati alla frontiera meridionale libica, e abbandonati a se stessi in mezzo al Sahara

Prigionieri politici
Dal dicembre 2006, oltre 600 rifugiati politici eritrei arrestati sulla rotta per Lampedusa sono mantenuti in detenzione amministrativa nel carcere di Misratah, in Libia. In Europa avrebbero diritto all'asilo.

Resta da parlare dell’organizzazione europea FRONTIER … ma questo seguirà in un altro POST …