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martedì 20 marzo 2012

Vedremo la fine del Signoraggio ?

Il nuovo Paese entrato nel mirino dell’Europa dei banchieri, dopo che Grecia ed Italia sono miseramente cadute senza neanche un minimo tentativo di autodifesa, è l’Ungheria. 

Il Premier Victor Orban, eletto con il 70% dei suffragi che gli sono valsi 206 dei 265 seggi in Parlamento, si è infatti “permesso” di varare una nuova Costituzione grazie alla quale la Banca Centrale Ungherese viene posta sotto il controllo del Parlamento magiaro. 

Un provvedimento sacrilego per la nostra Europa che cammina a braccetto con le lobbies dei banchieri in quanto il controllo del Parlamento sulla Banca Centrale permetterebbe all’Ungheria di stampare moneta priva di debito. 

Lo Stato, infatti, detenendo la proprietà sulla moneta che stamperebbe, non pagherebbe interessi alla casta delle banche e annullerebbe il “signoraggio bancario”, ossia il reddito percepito da chi emette moneta (la banca) pari alla differenza tra il valore della moneta (valore nominale) e il suo costo di produzione (valore intrinseco). 

Per fare un esempio, se uno Stato prende in prestito una banconota da 100 euro (valore nominale) dalla Banca Centrale, la quale ha stampato quella banconota spendendo, tutto compreso, solo 30 cent (valore intrinseco, ossia costo di carta e inchiostro, dato che il valore di 100€ è fittizio in quanto la moneta emessa non ha più nessuna contropartita aurea come invece era in principio), al momento della restituzione della somma lo Stato dovrà dare alla Banca, prelevandoli dai cittadini, i 100 euro iniziali più gli interessi (tasso di’interesse ad esempio 2,5%). 

Quindi, il signoraggio su una singola banconota sarebbe di 102,5-0,30=102,20 euro. 

Tutto ciò, come è comprensibile, non risulta tollerabile dall’Europa delle banche perché, se l’esempio ungherese venisse seguito da altri Stati, sarebbe la fine dei poteri forti che stampano solo carta a costo irrisorio mettendo su di essa un valore nominale a piacimento, ma un valore reale e tangibile per i cittadini che guadagnano e pagano le tasse con il lavoro.

Il “sacrilegio” è valso la minaccia di applicazione dell’articolo 7 del Trattato UE secondo il quale il Consiglio UE può sospendere alcuni dei diritti allo Stato membro in questione, quello di voto del  rappresentante di tale Stato in seno al Consiglio. 

A differenza di Grecia e Italia, però, l’Ungheria, per il momento, non accetta che l’Europa delle banche e dei burocrati non eletti sovverta il voto popolare. 

Lo scorso 21 gennaio, un corteo di 400.000 ungheresi ha manifestato in favore del Premier Orban contro le imposizioni dell’UE portando uno striscione recante la scritta “non diventeremo una colonia”. 

Sempre a gennaio, in una manifestazione organizzata dal partito di opposizione Jobbik per chiedere l’uscita dell’Ungheria dall’UE, due deputati hanno bruciato una bandiera Europea.

...pensiero al vento...
Noi, invece, da bravi “itaGliani”, supportati dai consigli dei nostri politici applaudiamo l’imposto “Ragionier Ugo” Mario Monti, lo ringraziamo per la sua sobrietà ed equità, lo stimiamo per averci rapinato e, se verrà abbassato il prezzo della vasellina, riusciremo anche a dire che è veramente un uomo di cuore! La coccodrilla Fornero lo è già…

giovedì 6 gennaio 2011

...informazione veritiera...

Il 5 gennaio del 1984 la mafia uccideva Pippo Fava.

L’8 gennaio del 1993 sempre la mafia uccideva un altro valoroso giornalista, Beppe Alfano, padre di Sonia, deputata al Parlamento europeo ed eletta, come indipendente, nelle liste dell’Italia dei Valori. 

E' bene ricordare questi due eroi dell’informazione, visto che in quei giorni si parla di tutto, tranne che di mafia.

Pippo Fava era uno di quei giornalisti che, pur di raccontare la verità, poteva rimanere senza lavoro, fondare una rivista dal nulla e continuare a scrivere di mafia. Uno di quelli che già negli anni '70 vedeva la mafia come un fenomeno diverso, guardandola in modo più ampio e considerandola nella sua complessità. Fava, da siciliano, diceva che la Mafia, quella veramente pericolosa per tutto il Paese, stava in Parlamento, nelle istituzioni. In Italia, dove i rapporti tra mafia e Stato non vengono mai chiariti, il giornalismo come quello che faceva lui è indispensabile.
Oggi che alcune di quelle relazioni stanno venendo a galla, in un periodo nel quale siamo vicini come mai alla verità, abbiamo l'obbligo di ricordare le parole di chi pur consapevole dei rischi che stava correndo, come sono tutte le vittime della mafia, non si è fermato e ha continuato a denunciare.
Tra qualche giorno, l'8 gennaio, ricorrerà l’anniversario di un altro omicidio di mafia: nel 1993 veniva ucciso Beppe Alfano, altro giornalista che, innamorato della sua terra, denunciava chi, nell'illegalità, la storpiava. 

Se per l’omicidio di Fava ci sono state delle condanne, nel clan dei Santapaola, gli assassini di Alfano sono ancora a piede libero, ed è questo l'insulto più grande alla sua memoria.
Nella classifica annuale di Reporters sans frontières sulla libertà di stampa, l’Italia mantiene il 49° posto a pari merito con il Burkina Faso e in leggero vantaggio su El Salvador. 

Una ragione in più per ricordare la figura di questi due giornalisti tutti d'un pezzo e senza padroni: il loro esempio deve essere un monito da seguire in un Paese che invece è asservito al satrapo e alla sua banda di pseudogiornalisti.
Parte dell'eredità morale di Fava e Alfano, intellettuali uccisi per le loro idee e per le loro azioni, è stata raccolta un anno fa anche da ‘Radio 100 passi’. Una radio siciliana e italiana che compie in questi giorni un anno e cha fa informazione libera e antimafia, anche nel nome di tutte quelle vittime coraggiose e silenziose. 

...pensiero al vento...
è sempre (purtroppo) un mestiere da EROI fare informazione "neutrale" e "veritiera" in terra di camorra ...


domenica 19 dicembre 2010

...cupola planetaria...

ECCO un'analisi ... molto chiara e sintetica ... PER smetterla di parlare SOLO delle pruriggini di ReSilvio e della campagna delle vacche ... che siano esse "onorevoli" e non ...

NOTA:
questo post va letto come parte di una serie ... iniziata lo scorso anno ... VEDI "parliamo chiaro" ...

In un giorno fisso della settimana i capi delle nove banche principali si riuniscono in un club riservato, esaminano gli ultimi dati sull'occupazione, sui mutui immobiliari, sulla produzione manifatturiera, sui tassi di cambio delle principali valute (dollaro, euro, yen, yuan), sugli "spread" tra i principali debiti sovrani, sulle materie prime. 

L'esame dura un'ora o poco più. Poi tirano le somme e decidono come muoversi sui mercati oppure non muoversi e restare in attesa.

Nell'esame di tanto in tanto rientrano anche questioni politiche quando sono tali da influenzare l'andamento dei mercati, ma secondo gli informatori del New York Times la politica entra di rado nelle valutazioni della Cupola, salvo per ovvie ragioni quella americana e quella cinese.

Si fa un gran parlare, nella Comunità degli affari e nelle forze politiche, della necessità di liberalizzare i mercati e di mantenere viva la libera concorrenza in tutte le sue forme; perciò fa una certa sensazione apprendere che, nonostante le apparenze, i liberi mercati sono in realtà guidati da un vero e proprio comitato d'affari dotato di risorse pressoché illimitate e della potenza politica ed economica che ne deriva. 
Ma anche questo è un segreto di Pulcinella. Di comitato d'affari parlò per primo Carlo Marx negli anni Quaranta dell'Ottocento e, da allora, se n'è sempre continuato a parlare negli ambienti della sinistra internazionale. Questa volta però chi ne parla e ne fornisce i nomi è uno dei grandi giornali americani, di intonazione liberale e democratica ma non certo ideologicamente socialista.
...pensiero al vento...
Anche in Italia esiste un comitato del genere che sta a mezza strada tra la politica e gli affari e ha la sua base nelle partecipazioni intrecciate tra i vari membri che lo compongono. 
È un comitato che ha di mira soprattutto la stabilità dei poteri forti, con scarsa vocazione e scarse connessioni con la speculazione internazionale. La nostra piccola Cupola è piuttosto provinciale e si dipana tra Milano, Trieste, Torino. E naturalmente Roma. 

Sulla politica italiana, non sembra che quei nove signori che si riuniscono nel loro club di Manhattan se ne siano occupati granché se non per riderci su. Che a Palazzo Chigi ci sia ReSilvio oppure Letta oppure Tremonti oppure Casini non sembra che possa innescare ondate speculative. Sarebbe diverso se ci fossero elezioni: una campagna elettorale dura dai due a tre mesi, durante i quali c'è soltanto un governo in carica per l'ordinaria amministrazione. Una situazione del genere lascerebbe pascoli abbondanti alla speculazione.

Ma all'infuori di questa ipotesi - che tuttavia potrebbe verificarsi tra qualche mese - i cambiamenti di governo in un ventaglio che va dal centrodestra al Partito democratico non pesano un euro nelle valutazioni degli speculatori. Pesa invece la mancata crescita economica, la bassissima competitività, il deficit, l'elevata pressione fiscale, l'enorme debito pubblico, la coesione sociale sfarinata.
La speculazione è cinica, il comitato d'affari è cinico. Noi siamo una preda potenziale molto ghiotta e stiamo immobili ad aspettare che il club di Manhattan decida di saltarci addosso. 
Questa è la situazione, che meriterebbe d'essere corretta in fretta. Non saranno certo Scilipoti e Moffa e neppure i reverendi cardinali e vescovi di Santa Madre Chiesa a risolvere la questione. Preghino per l'Italia i principi della Chiesa se vogliono, e si occupino delle anime. Per tutto il resto sono soltanto un ingombro e quando l'attacco speculativo verrà non saranno certo loro a poterci aiutare.

giovedì 18 novembre 2010

...l'ordine del mondo...

"Sono uno scrittore ossessionato dal ricordo, soprattutto dal ricordo del passato dell'America e, in particolare, dell'America Latina, terra amatissima condannata all'amnesia". 
[Eduardo Galeano]

Eduardo Hughes Galeano (Montevideo, 3 settembre 1940) è un giornalista, scrittore e saggista uruguaiano. 

È una delle personalità più autorevoli e stimate della letteratura latinoamericana.

I suoi libri sono stati tradotti in molte lingue e combinano documentazione, narrazione, giornalismo, analisi politica e storia, sebbene l'autore stesso non si riconosca quale storico.

HO TROVATO DUE BREVI video ... da NON perdere, per sintesi e lucidità ...

PERCHE' Silvio è solo un guitto di provincia ... rispetto ai problemi veri del mondo ...






...pensiero al vento...
cosa altro aggiungere? ... a tanta lucida saggezza? ...


DA UNA RECENTE INTERVISTA ... Che visione ha del mondo attuale? 
Eduardo Galeano: Cerco di vederlo…è difficile vederlo perché è molto ben mascherato, molto complicato, ma si fa il possibile per capire questo mondo inspiegabile dove ogni minuto muoiono 15 bambini di una malattia curabile. Ogni minuto questo stesso mondo spende tre milioni di dollari in armi. L’industria della morte divora la maggior parte delle risorse in questo mondo.

martedì 9 novembre 2010

...nelle fiabe...

"Nelle fiabe non si insegna ai bambini che esistono 
i draghi, quello lo sanno già...
 ...si insegna ai bambini 
che i draghi si possono sconfiggere.
Ed è quello che fanno scrittori come Saviano. 
Non dicono che la mafia c'è, 
ma dicono che la mafia può essere sconfitta." 
Roberto Benigni - 8 novembre 2010

martedì 14 settembre 2010

...ma questo non ditelo a Silvio...

Descrizione e soluzione di un giallo sul modello cubano ... pubblicizzato a "senso unico" nei giorni scorsi ...
Ormai siamo abituati ai leader nostrani (cortigiani del ReSilvio) che, posti di fronte a qualcosa che hanno detto, adottano la strategia del maschio-tipo italiano: negare sempre. Se funziona con una moglie, funzionerà con tutte quante e, per estensione, con il paese intero. Così, le volte che ReSilvio ha detto cose e poi ha detto di non averle mai dette non si contano. A nulla vale la prova della moviola: laddove esistono inconfutabili registrazioni, sono i media comunisti che falsificano le prove.

Da Cuba arriva però una variante molto interessante. Potremmo riassumerla con l’immagine della moglie colta in flagranza di reato, a letto con l’amante, che si copre con un lembo del lenzuolo e con una tranquillità disarmante dice: “caro, non è come credi”.

Succede questo: Jeffrey Goldberg è un giornalista americano, corrispondente di The Atlantic, che recentemente si è fatto una chiacchierata a pranzo con Fidel Castro. Non parlando lo spagnolo, o parlandolo male, si porta dietro una studiosa di latino-americano (non il ballo) del Consiglio delle Relazioni estere, giusto per assicurarsi di non capire Roma per Toma e di non dire idiozie. A tavola, Jeffrey chiede a Fidel se ritiene che il modello cubano sia ancora qualcosa che valga la pena di esportare. Castro risponde in maniera sorprendente: “The Cuban model doesn’t even work for us anymore”. In parole povere: “Il modello cubano non funziona neppure più per noi!”. Ci mancava aggiungesse: ma figuriamoci!

L’8 settembre appare la notizia su The Atlantic. Castro, senza scomporsi, convoca una conferenza stampa in cui adotta la nuova variante. Non si sogna neppure di dire “non ho mai detto una cosa simile” anche se, non essendoci documenti filmati a testimoniarlo, avrebbe potuto permetterselo. Tutt’altro: dice di essere stato trascritto fedelmente, ma che in realtà la sua risposta significava l’esatto opposto dell’interpretazione che ne hanno dato i due americani. 

Intendeva dire, insomma, che è il capitalismo a non funzionare più, per l’America come per il resto del mondo. E quindi come potrebbe mai funzionare per un paese socialista come Cuba? 

 Nessuno nega, insomma, che il marito veda davvero la moglie nuda a letto con un altro uomo  ma si pretende che ciò che vede significhi l’esatto contrario di quanto il cornuto ne possa desumere, ovvero che ella gli è totalmente ed eternamente devota.

Poco importa, come osserva Goldberg, che se Castro avesse voluto dire l’opposto di ciò che ha detto, probabilmente avrebbe scandito parole come: 

“Il modello cubano funziona così bene per noi che vogliamo esportarlo”, che suona molto diverso da “Il modello cubano non funziona neppure più per noi”. 

Il rivoluzionario cubano concede al giornalista di non essere uno che si inventa le frasi, ma di averle trasferite e interpretate. Che poi certo, le parole sono convenzioni, e come tali vanno sempre interpretate. Proprio per questo esistono apposite linee guida ufficiali, chiamate dizionari, cui è consigliabile attenersi se si coltiva l’ambizione di comunicare con il prossimo.

...pensiero al vento...
Il 99,9% della popolazione, infatti, trasferisce e interpreta secondo il significato ufficiale delle parole. Alcuni, meno pignoli, hanno invece facoltà di inventarsi i dizionari lì per lì. 

Del resto lo diceva anche Giulietta: “Quella che noi chiamiamo rosa, anche chiamata con un’altra parola avrebbe lo stesso odore soave”.

Ma questo non ditelo a Silvio, per favore…

ED ECCO il video che fa chiarezza sul caso ...

venerdì 3 settembre 2010

…para-illegalità…

Durante l’estate ho letto un’illuminante analisi sul nostro BelReame …

"... c’è da riconoscere che, accanto all’emergenza economica e all’urgenza di risanare la finanza pubblica, vi è oggi una TERZA gravissima emergenza:
la diffusione di illegalità, corruzione, spregio delle leggi e delle istituzioni pubbliche … 

Le TRE emergenze sono collegate fra loro e si autoalimentano” [da “Il Sole 24Ore” del 4 Luglio]

MA, accanto all’illegalità, è purtroppo diffusa una “MUCILLAGINE” … fatta di comportamenti para-illegali, cioè non necessariamente illegali, ma non meno dannosi per la crescita e per il tanto conclamato Bene Comune …

 

DI COSA PARLIAMO? ... la raccomandazione, la segnalazione, l’ “intervento autorevole”, se vanno a BUON FINE, non richiedono necessariamente un CORRISPETTIVO IMMEDIATO (che comporterebbe la commissione di un reato) verso CHI ha concesso il favore …

QUESTI, invece, acquisisce un CREDITO A FUTURA MEMORIA verso chi ha chiesto il favore oppure, se è una persona diversa, verso chi ne ha beneficiato (varrebbe cioè l’antico detto latino “DO UT DABIS” … “TI DO PERCHE’ TU MI POSSA DARE”) …

Questo RETICOLO DI OBBLIGAZIONI … è in grado di autoalimentarsi perché la sua diffusione fa crescere il numero di CHI è interessato e pre-disposto a voler RICEVERE e a dover RESTITUIRE favori …

Nei NODI PRINCIPALI di questo RETICOLO si trovano i gruppi di persone CHE CONTANO … particolarmente potenti per l’ampiezza dei loro contatti e per la capacità di influenzare decisioni ... !

ANCHE SENZA ricordare (troppo ingenuo?) che spesso questi gruppi si organizzano come associazioni più o meno segrete, più o meno a "ingresso" controllato (con tanto di simboli, codici e parole e d’ordine) … E’ INVECE essenziale ribadire che la loro forza consiste nella consapevolezza che per raggiungere certe mete bisogna ottenere il loro assenso o sollecitarne l’AIUTO …

IN SINTESI:
“per andare avanti, per fare carriera, bisogna conoscere le persone giuste” … GIUSTE per capacità di maneggio (quello che a me piace definire “ammastellamento”!) e non certo per ricerca di GIUSTIZIA …

…pensiero al vento…
QUESTA L’ANALISI …

Quali, invece, gli effetti “nefasti” … di tutto ciò ?

Vi sono intanto dei COSTI MISURABILI … in termini di RISORSE MALE IMPIEGATE, cioè sottratte al miglioramento (della produzione delle imprese o del benessere delle persone) per essere dirette alla “coltivazione delle persone giuste” …

C' poi un effetto ancora più nocivo che è quello della SELEZIONE AVVERSA … non essendovi una relazione tra l’inserimento nel reticolo dei favori e le capacità: CHI prevale non è necessariamente il migliore di CHI resta indietro …

QUESTI fattori … di DISTRAZIONE DI RISORSE e di SELEZIONE AVVERSA … penalizzano in maniera pesantissima la crescita e il progresso del nostro BelReame …

COME USCIRNE? …

C’è un solo modo, ribadire (in ogni occasione possibile) un METODO che preveda:

PRIMO, non assecondando il Sistema, il Reticolo (cedendo alle Sue "lusinghe") …  

SECONDO, richiedere (anche qui, in ogni occasione possibile) Trasparenza e Informazione … nella speranza di essere sempre di più a farlo ! …

E ALLORA ricordiano il pensiero di un giurista americano … “Non vi è migliore disinfettante della luce del sole” …

ATTENTI QUINDI (a vigilare) che non ci tolgano anche quella !!

martedì 2 marzo 2010

...mappa mundi...

"...se una foto vale
mille parole,
una mappa vale
mille analisi..."

E' con questo motto che il sito mappa mundi (carte e geopolitica) sponsorizza se stesso ...


...pensiero al vento...
W le sintesi ... sempre benvenute perchè nemiche del malaffare ...

venerdì 12 febbraio 2010

...ipocrisia dilagante...

I mali di questo mondo? ... beh, magari saperli !!! ...

Ma come? ... (potreste dire ...) ... i mali del mondo? ... magari saperli !!! ... 

MA SE sono CHIARI e sotto gli occhi di tutti !!! ...
ATTENZIONE: non commettiamo l'errore di confondere i "MALI come EFFETTI" ... dai "MALI come CAUSE" ...

Qualche indizio sulle CAUSE? ... qualche traccia lasciata dall'assassino sul luogo del "delitto"? ...

Cerchiamo ... nel dizionario ...

ipocrisia (sf.)

1 Simulazione di buoni sentimenti o buone qualità allo scopo di ingannare o per farsi benvolere; doppiezza, finzione, fallacia. ~ falsità.
2 Atto da ipocrita. ~ conformismo, perbenismo.
3 -simulazione di buone qualità o di buoni propositi attraverso azioni o atteggiamenti falsamente virtuosi, per ingannare qcn. o per ottenerne i favori: condannare l’i. diffusa, l’i. dei falsi devoti, nascondere qcs. sotto, dietro la maschera dell’i. comportamento o discorso da ipocrita: non sopporto tutte queste ipocrisie.

Sinonimi: affettazione, conformismo, doppiezza, falsità, finzione, impostura, perbenismo


...pensiero al vento...
Buona traccia ... quella dell'ipocrisia? ...

PENSO proprio di SI ...

E PENSO anche che ognuno dovrebbe rileggere le definizioni date dal dizionario ... e CHIEDERSI a quante di quelle si è veramente IMMUNI ... nel quotidiano ... (ho volutamente messo in rosso ... le più frequenti origini di inganno, da rileggere con attenzione) ...
 
Come dicevo all'inizio ... TROPPO SPESSO si disquisisce sugli EFFETTI ... trascurando le CAUSE ... ANZI confondendo i primi con le seconde ...
 
E POI ... e questo accade anche PIU' CHE TROPPO SPESSO ... chi ne disquisisce lo fa SOLO per dar fiato a "pensieri mendaci" ... e si sproloquia TANTO per partecipare ... anche PERCHE' lamentarsi non guasta mai !!! ...

E SICCOME tra le "ipocrisie" definite dal Dizionario (non da me) ... c'è anche il "comportamento o discorso da ipocrita: non sopporto tutte queste ipocrisie" ... QUINDI non sarà la condanna (neanche quella di questo post !!) ... saranno i FATTI e non le PAROLE ... a distinguere "ipocrisia" da "coerenza" ...
 
PER CHIUDERE, allora, anche per il termine "coerenza" cerchiamo aiuto ... nel Dizionario ... (per non incorrere in interpretazioni soggettive) ...
 
coerenza (sf.)
1 L'essere coerente. ~ coesione, omogeneità, armonia, rigore, logica.
2 Indicazione delle proprietà o dei beni pubblici confinanti rispetto a un determinato fondo.
Sinonimi: conformità, congruenza, logicità, uniformità

Come tutti i buoni dizionari ... anche quello del web ... dice che "coerenza" è "l'essere coerente" senza spiegare di più ... E ALLORA serve andare alla ricerca del termine "coerente" ...

coerente (agg.)
1 Detto di roccia cementata e compatta. ~ saldo.
2 Che è saldamente connesso in ogni sua parte. ~ omogeneo.
3 Che è privo di contraddizioni. ~ congruente, consono
4 Detto di fenomeni periodici che hanno uguale frequenza e fasi coincidenti.
5 Organico. ~ sistematico. 6 Equilibrato. ~ armonioso.
Sinonimi: congruente, costante, logico

INSOMMA ... la costanza e la logica ... sono le "qualità" da coltivare ...

APPUNTAMENTO AL PROSSIMO POST ... logico e costante ? ... SI, come tutti gli altri !!!

mercoledì 2 settembre 2009

…ma come “dare corrente”?…

Dal post di Venerdì scorso (…manca la corrente…) dovrebbe essere chiaro che un nuovo anno fatto solo dei ripetitivi REPORT, BALLARO’, ANNOZERO, ecc. ecc. NON servirà a NULLA …

Il tutto equivarrebbe solo a continuare a inserire il CD con il nuovo software (fatto di nuovi “libri, film, conferenze, eventi, iniziative, avvertimenti, denunce, indignazioni”) dentro a dei PC spenti (che sono gli inermi, e inetti, cittadini) …

Ma ci sarà una strada per DAR CORRENTE alle persone? … per rimetterle in moto ? …

Proviamo a fare una SINTESI PROPOSITIVA … su cosa occorrerebbe FARE (e NON DIRLO solo … o SCRIVERLO SOLO su Facebook !!!) …

Operativamente … servirebbe :


- Studiare a fondo il Potere e come agisce per creare consenso. Cioè conoscerlo alla perfezione.

- Formare un "esercito" di attivisti compatto, disciplinato, su tutto il territorio nazionale.

- Capire che cosa, in questo periodo della Storia, innesca il cambiamento, quale vettore, quale tipo di interazione umana. Individuare queste chiavi di svolta con precisione, così come si isola una molecola benefica, e inserirle in tutto il lavoro.

- Individuare i VERI pericoli per i Diritti e per le democrazie dei cittadini, mettere da parte al momento quelli marginali.

- Studiare di conseguenza una comunicazione immensamente abile per attirare l’attenzione della GENTE COMUNE, cui finalmente verranno spiegati con LINGUAGGI ELEMENTARI i meccanismi che ne condizionano – e violentano – la vita di ogni giorno:
dal business sulla loro salute alla manipolazione a tavolino del mercato del lavoro;
dal sistema finanziario alla creazione artificiosa di insoddisfazione perenne (VEDI Signoraggio e Consumismo);
dall’atomizzazione degli individui per sottrargli ogni potere ai trattati sovranazionali stipulati a loro insaputa e che ne condizioneranno ogni mossa nella vita (VEDI Onorevoli “eletti” nelle Sedi di Partito);
dall’evirazione dei parlamenti nazionali alla vera devastante funzione dell’istituto scuola (VEDI Riforme “truffa” della Scuola e "privatizzazione" della cultura);
dal dilagare della 'politica della paura' ecc. in una lunga lista (VEDI minaccia terrorismo modulata a secondo le necessità del momento).

Una nuova ELEMENTARE CHIAREZZA nella spiegazione fornita alla GENTE COMUNE è un primo elemento fondamentale per l'ACCENSIONE dei cittadini inerti (…e inetti…).

- Studiare i metodi per rendere gradevole la trasmissione alla gente di tutta quella comunicazione.

- Diffondersi nei luoghi della gente comune (treni, sale d'attesa dei medici, parchi, dopolavoro, bar, ipermercati, autobus, uff. postali ecc.) implacabili, pazienti, tutto l’anno, per tentare di creare un consenso opposto a quello oggi dominante usando quei metodi attentamente studiati.
Si tratta in particolare di sottoporre ai cittadini i COSTI ESATTI che dovranno pagare per vivere in un mondo migliore per tutti, e di mostrargli però anche i VANTAGGI che gli torneranno in tasca.
Degli economisti dovrebbero calcolare quei costi con precisione, usando modelli di giustizia e di sostenibilità.
I risultati andrebbero esposti alle persone con chiarezza e precisione su ciò che si dovrà PAGARE ma anche su ciò che si GUADAGNERA' nel cambiare la Storia. E' QUESTO un secondo agente fondamentale per l'ACCENSIONE del loro agire.

- Indicare alle persone delle vie ad uso immediato e facile, modulate a seconda della tipologia di cittadino/a, per contrastare chi gli sta macinando la vita. Cioè, cosa può fare la sarta di 70 anni, cosa il lavoratore indebitato o quello impegnatissimo, cosa i giovani liceali, cosa il qualunquista o la donna con prole. ecc. Questa pratica facilitata ne risveglia l'autostima poiché fornisce subito un modo facile per partecipare e sentirsi per la prima volta attori e non più spettatori. E' QUESTO il terzo agente fondamentale dell'ACCENSIONE dei cittadini.

- Essere molto ben finanziati, cioè cercare e ingaggiare sponsor "illuminati" capaci di vedere il vantaggio di lungo termine di un mondo più giusto. Il lavoro degli attivisti dovrebbe essere pagato e avvalersi di mezzi idonei su scala nazionale, SEMPRE. Va compreso che questa è come una guerra che si combatte contro i poteri economici più colossali del pianeta; non la si può combattere con le "belle anime", le feste di piazza e le proteste di Facebook e di Internet.

- Sapere che è una strada in salita, poiché si tratta di invitare milioni di persone a scelte impopolari, a rinunce, a mutazioni di stili di vita importanti, ma anche a saper vedere la assai maggiore convenienza finale - ciò che gli rientra in tasca - di un mondo più in equilibrio. Il lavoro è lungo e poco emozionante; richiede dunque attivisti dotati di costanza, non esagitati adoranti seguaci.

- Mettere da parte le differenze che separano i gruppi che formano l’Antisistema, cioè rinunciare agli individualismi per un fronte comune, unico, compatto, disciplinato, implacabile di attivisti al lavoro ovunque, sempre, con linee guida universali, sempre le stesse, e con i metodi di cui sopra. Rinunciare ai nostri "paladini", per divenire tutti singoli protagonisti attivi di questo "esercito".

…pensiero al vento…
Questo è ciò che potrebbe dare la “CORRENTE” agli esseri umani occidentali, accendendoli e mettendoli finalmente in grado di decidere se agire o no.

L’alternativa a questo? … è di continuare a infarcire di “SOFTWARE” una montagna di “COMPUTER” spenti.

Purtroppo, ancora oggi … nel nostro Bel Reame italico … TROPPI degli attivisti hanno deciso di continuare a fare ciò, sobillati in questa demenziale condotta dai “paladini” della contestazione inconcludente.

Una follia ... penso sia chiaro !

lunedì 31 agosto 2009

...sterilismo...

Opinioni contro-corrente straripano sulla Rete … dai blog (come questo) a Facebook, ormai regno riconosciuto della contestazione virtuale …

Ovunque, ahimè, si continua ad affrontare i “problemi” con lo stesso metro … quello della protesta, spesso anche sacrosanta … convinti di far opinione, spesso sacrosanta anche questa … e di fare “cultura”, magari per le nuove generazioni … se queste non fossero, in massima parte, attirate più dalle muse del successo, dei soldi facili e dell’avere ad ogni costo che non dall’impegno, dalle proteste, dalle opinione e dalla cultura stessa …

Il tutto … visto per un attimo in maniera distaccata … mi sembra che somigli … ad un “esercito di tifosi” (noi) … che si assiepa sugli spalti di uno stadio (virtuale) … e che continua a dimenarsi … a fare il tifo … con le sue proteste, opinioni, cultura o che dir si voglia …

Ma questo “esercito di tifosi” … ahimè … non si è accorto che la sua squadra … quella per cui ci si dimena … quella per cui si farebbe il “tifo” … in campo a giocare non ci sta …

E allora? …

Allora ogni tanto l’altra squadra, quella degli “ammastellati”, dei corrotti, dei ricercatori delle “nicchie-di-convenienza” … un goal (in forma di “leggiucola”, di “scandaletto” o “Report-ino televisivo”) ce lo regala pure … così tutti contenti … i “tifosi della squadra che non c’è” hanno la loro “soddisfaziuncola” … e il miraggio che la protesta, l’opinione, la cultura … finalmente stanno iniziando a dare i primi frutti …

Frutti veri invece si raccoglierebbero SOLO se :
si pretendesse che la nostra squadra … la si possa vedere giocare e affrontare gli “ammastellati, i corrotti, gli uomini-delle-nicchie” …
si pretendesse che la partita in corso … quella in cui una sola squadra è in campo … venga interrotta … magari con una “pacifica” invasione di campo … che faccia chiarezza che in ogni “gioco” è fatto per essere giocato da due (o più di due) contendenti …

…pensiero al vento…
un INVITO ... sarebbe bello vedere interrotto lo “sterilismo” delle proteste virtuali fini e se stesse …

COME? … cominciando, con atti PRATICI, a pretendere che chi ha il potere (a tutti i livelli) dia conto del proprio operato … a tutti e SEMPRE ... !

venerdì 28 agosto 2009

...manca la corrente...

Immaginate un gruppo di tecnici abili ed esperti che hanno messo a punto un software innovativo capace di rivoluzionare l’informatica finora conosciuta in tutto il mondo … con conseguenze positive immaginabili per l’intera umanità.

Essi hanno lavorato anni impiegando i più sofisticati mezzi a disposizione, e tutt’ora lavorano a ritmi impressionanti per aggiungere potenza al loro software.

Il programma rivoluzionario è compatibile con quasi tutti i computer, alcuni lo recepiscono senza intralci, altri faticano e necessitano di maggiori attenzioni, ma sostanzialmente il dischetto che lo contiene è stato inserito nell’unità ottica di milioni di PC.

Però, nulla è accaduto.

Il gruppo di esperti ha quindi insistito nell’inserimento del dischetto nelle fessure dei computer … ma con lo stesso risultato: NULLA.

Hanno ripetuto quell’operazione infinite volte, ma NULLA. I tentativi del gruppo sono continuati per anni, a vuoto.

Essi sono dunque ritornati al lavoro sul software, ancora aggiunte, mirabolanti idee, ma sempre nulla.

I computer, ostinati e contro ogni aspettativa, non hanno dato segno di alcun cambiamento significativo nel loro funzionamento.

Finché qualcuno si accorge che quegli esperti avevano pensato a tutto, ma proprio a tutto, meno che a una cosa: DARE CORRENTE AI COMPUTER. I computer non erano, e non sono, accesi.

Nessuno li ha accesi. Paradossale o ridicolo, vero? Invece no.

E’ precisamente ciò che è accaduto e che sta accadendo nell’intero movimento nazionale, e internazionale, di quanti amano definirsi l’Antisistema.

Un’insieme di cervelli raffinati hanno messo a punto un mezzo per inserire nella testa dei cittadini un software nuovo, cioè una nuova consapevolezza del Potere che li governa e di come esso li sta divorando.

Milioni di libri, film, conferenze, eventi, iniziative, avvertimenti, denunce, indignazioni - il software - sono ormai entrati nella conoscenza di milioni di esseri umani occidentali - i PC - e ci si aspettava un cambiamento epocale.

Ma NULLA. Anzi, le cose appaiono peggiori di prima quasi ovunque.

A quel punto l’Antisistema si è s-cervellato, spellato le meningi, per raffinare il suo software, vi ha aggiunto altri e più sofisticati libri, film, conferenze, eventi, iniziative, avvertimenti, denunce, indignazioni… ma NULLA.

Qualcuno ha fatto notare che i cittadini del mondo occidentale - i PC - sono (quasi tutti) spenti.

Inutile insistere. Essi hanno sì introiettato il software (chi bene, chi un po’ meno, tutti ne sono oggi contagiati), ma sono rimasti inerti.

Necessitano della corrente, devono cioè essere messi in grado di funzionare. Bisogna attaccargli la spina, se no è inutile insistere.


…pensiero al vento…
Le persone sanno ormai fino alla nausea cosa non va, ma non agiscono, e questo è un fatto.

La regola che soffoca il 99% dei cittadini del primo mondo è l’immobilità, l’immobilità di spettatori/consumatori rassegnati a tutto.

Se non li aiutiamo a mettersi in moto, è stupidamente inutile ficcargli in testa ancora un’altra manciata di denunce, di scandali, di grida ed improperi.

(1-segue)

martedì 17 marzo 2009

...verità monetarie...

Sta succedendo, in questi giorni, qualcosa (FORSE) di incredibile … e imprevedibile, fino a qualche tempo fa ...

L'incredibile e imprevedibile che … se veramente si andasse a fondo su queste cose … e non ci si fermasse alle “chiacchiere” e alle “interviste”/”dichiarazioni” … potrebbe portare dei frutti … molto molto succosi …

A cosa mi riferisco?

PRIMO: qualche giorno fa, l’amico Gew, mi aveva comunicato che (sembrerebbe che) il “tremontino” abbia dichiarato che … è ora di restituire la “sovranità monetaria” alle singole nazioni …
MIO COMMENTO (di qualche giorno fa ... in risposta a Gew): ma gliel’avranno spiegato … al “tremontino” … quali sarebbero le conseguenze di quello che sta dicendo?
… o il “tremontino” pensa di aver trovato un “nuovo uovo di Colombo” per aumentare gli introiti dello Stato? …

VEDI come riferimento gli articoli di questo blog su “parliamo chiaro” ...

I POST SONO DA LEGGERE IN ORDINE INVERSO (dal più vecchio al post più recente) ...

SECONDO: come trovato sul sito di IdV … pubblico video e testo dell'intervista a Marco Saba, ricercatore indipendente sui sistemi monetari e bancari.

Ecco il video …



Ed ecco il testo dell'intervista (nella quale, ogni tanto mi sono permesso di inserire, in rosso, qualche mio “commento al vento”):

"Io sono ricercatore del Centro studi monetari, sito internet www.studimonetari.org, mi occupo della comunicazione delle ricerche che stiamo facendo. Abbiamo già pubblicato cinque libri negli ultimi quattro anni sempre in tema di quella che è la situazione dell'economia con un occhio al sistema bancario e monetario.
COMMENTO AL VENTO:
capito bene??? avevano già pubblicato 5 libri in 4 anni … sull’argomento … e mai nessuno se li era “filati” fino ad oggi??? … perchè oggi??? … cos'è? un “complotto” contro le Banche Centrali??? …

Cominciamo subito dicendo che ieri è fallita la diciassettesima banca degli Stati Uniti dall'inizio dell'anno, sui media non se ne è parlato molto, anzi direi quasi per niente, solamente su Internet si trovano i riferimenti. E questo è un segnale che il 2009, come tra l'altro ha ammesso anche Tremonti, sicuramente si sta avviando su una strada ancora peggiore rispetto al 2008. COMMENTO AL VENTO:
capito anche qui??? … che il “TG dei fattarielli” non trova spazio e tempo per dare le notizie vere??? …

Dati che ci arrivano dall'Inghilterra, ad esempio, ci dicono che gli immobili hanno perso il trenta tre per cento del loro valore nell'ultimo anno. In una città degli Stati Uniti, Denver, dove ci sono le industrie delle automobili, oggi le case si vendono all'equivalente di seimila euro e si comprano con le carte di credito. Quindi si sta assistendo ad un'accelerazione della crisi dovuta in particolare alle politiche delle banche centrali, mi riferisco alla Banca centrale europea e alla Banca d'Inghilterra, che aumentando la dose di emissione di moneta basata sul debito, non stanno facendo altro che aggravare il problema.
COMMENTO AL VENTO:
ma no? … la colpa sarebbe delle Banche Centrali? … guardate un po’ (per confronto) il post …"banche private nostre sovrane"... del 23/10/08 ...

Cosa abbiamo fatto noi? Noi abbiamo elaborato insieme all'ufficio legislativo della Regione Lombardia una proposta di Legge per instaurare un buono regionale di solidarietà. Perché? Per immettere liquidità sul mercato non gravata da debito. Un titolo che è a circolazione libera e non forzosa, cioè accettato da chi accetterà di riconoscere il circuito, che servirà davvero per dare quell'iniezione di liquidità che sta mancando nel sistema.
COMMENTO AL VENTO:
capito cosa propongono? … le monete complementari!!! … unico e vero “uovo di Colombo” … capito “tremontino”???

Stiamo aspettando l'ok dall'ufficio legislativo della Regione, lo abbiamo pubblicato sul nostro sito, proprio per cercare di dare non solo una liquidità senza debito al mercato, considerando che la Lombardia rappresenta da sola un terzo del PIL italiano, ma anche per dare alla stessa Regione e alle stesse istituzioni uno strumento utile proprio quando con la contrazione dell'economia avranno un minor gettito fiscale.

Bisogna tener presente che è stato difficile elaborare quel disegno di Legge, perché c'è un fattore limitante molto grave, che è l'articolo cinquanta del regolamento regionale. L'articolo cinquanta dispone che il cittadino non può fare proposte di Legge per temi che hanno a che vedere con la fiscalità, con le finanze e col bilancio.

Quindi sostanzialmente è un'interpretazione estensiva dell'articolo della Costituzione che limita il referendum abrogativo proprio per quanto riguarda le materie di fiscalità e bilancio. Quindi il voler estendere questo divieto non solo al referendum abrogativo, che è un intervento mortificatorio, ma all'iniziativa vivificatoria che è la proposta di Legge popolare, è un'interpretazione estensiva che a nostro giudizio non è regolare.

Quindi noi contestiamo la validità di questo articolo cinquanta, in ogni modo siamo riusciti lo stesso a proporre questo Buono regionale di solidarietà aggirando il problema legale come vedrete nel testo della Legge che abbiamo proposto.

Perché mantenere sotto segreto le cose che riguardano il debito pubblico, che riguardano le politiche monetarie anche internazionali che riguardano l'Italia eccetera? Se è vero che la Democrazia rappresenta l'espressione del popolo e il consenso del popolo sulle iniziative dei governi, d'altra parte se io non dico le cose al popolo come faccio a ricevere questo consenso?

Non solo, ma c'è un pregiudizio che è quello che se io non voglio far sapere al popolo alcune cose cruciali, come ad esempio i temi che riguardano le politiche economiche, sono cruciali in una società basata sul denaro, ci sono 32.000 coincidenze che sono non possono essere solo coincidenze, che tendono ad indicare che il sistema monetario attuale è un trucco abbastanza elaborato per socializzare le perdite e privatizzare i profitti.

Si vede molto bene nell'ordinamento degli Stati Uniti perché nel 1913 l'anno in cui venne stabilita la Federal Reserve, che è privata, nello stesso anno venne anche stabilita la tassa sul salario, la Inncom tax, un sistema elaborato per far sì che la rendita monetaria della produzione della moneta, dollaro, che veniva addebitata al popolo attraverso l'emissione dei Buoni del Tesoro americani, venisse pagata dal popolo attraverso la tassazione.

E' troppo evidente !

Ora non voglio addentrarmi in un tema così vasto come quello della fiscalità, ma teniamo presente che una cosa è tassare le rendite, una cosa è tassare il salario.

Il salario è un'indennità per quell'ora di vita persa perché la nostra vita ha un termine ben preciso, non è infinita. E' un po' diverso dal tassare chi ha quindici immobili commerciali che dà in affitto, per fare un esempio, e quindi ha introiti che non dipendono dalla qualità di vita che lui perde facendo quell'attività. E' tutta una cosa diversa.

Ora, ovviamente, in un sistema sostanzialmente ipocrita com'è il nostro, in cui possiamo ormai dirlo perché è abbastanza evidente che la famosa unità d'Italia è stata fatta per fare l'unità della Lira, cioè per creare un monopolio sulla Lira, come la stessa cosa è successa in Europa in cui si è creato l'Euro, non interessa l'Europa politica come non interessa l'Italia politica senonché per essere una base di monopolio per l'emissione di una moneta.

Ormai questo disegno si è capito.

E' ovvio che non è un caso, che della famosa notizia di rendere di nuovo pubblica la Banca d'Italia come si doveva fare entro dicembre dell'anno scorso, oggi non ne parli più nessuno. Perché e chiaro che nel momento in cui la Banca d'Italia diventa veramente nazionalizzata, a quel punto il debito pubblico non avrebbe più senso e verrebbe fuori il giochetto.
COMMENTO AL VENTO:
Banca d’Italia nazionalizzata??? … ma non mi dire!!! ... che si comincia a trovare il coraggio di dire che le Banche Nazionali … sono Banche Private … VEDI anche (per riconfronto) il post …"parliamo chiaro #2 (i proprietari)"... del 20/10/08 ...

Quindi in questo momento lo Stato e le istituzioni stanno correndo un grosso pericolo.

Cioè, il pericolo che la cittadinanza si renda conto di questo giochetto , in cui il debito pubblico inutile perché stampare moneta o anche crearla col computer non ha nessun costo, e non si vede perché soltanto nel 2008 abbiano pagato 307 miliardi di euro di interessi su un debito che si poteva evitare restituendo al poligrafico dello Stato la sua funzione di emissione delle banconote, anche mantenendo la quantità decisa da questi esperti della Banca centrale europea, ma stampate dallo Stato senza l'emissione dei Bot. Invece questi Bot che vanno proprio a costituire le rendite di posizione, cioè non il salario dell'operaio della Fiat, ma i tre milioni di euro di mezzi in chi ha questi titoli di Stato, è un altro modo per creare due classi di cittadini, cioè la classe che lavora che deve guadagnarsi da vivere, e la classe sfruttando la rendita dei titoli del tesoro, praticamente va a pescare di nuovo attraverso le tasse che pagano gli operai attraverso la busta paga.

Si crea una parte di cittadini che approfitta di un'altra parte di cittadini, quindi il modello è veramente sbagliato.
COMMENTO AL VENTO:
anche se in maniera un po’ ermetica … QUI si sta parlando di SIGNORAGGIO … per una discussione più organica e chiara … PER CHI AVESSE VOGLIA DI CAPIRE … vedi post …"parliamo chiaro, il nocciolo della questione"... del 17/10/08 ...

E' servito, credo, per mantenere in piedi una struttura piramidale di potere, una gerarchia di potere, si è stabilito probabilmente che in Italia c'è un èlite che val la pena sia mantenuta da tutto il resto della cittadinanza, non solo in Italia, ma anche in Inghilterra e negli Usa, si è inventato un sistema sofisticato per mantenere questa èlite senza capire bene quali sono i motivi retrostanti."

Il problema degli interessi è molto semplice: quando le banche centrali iniettano questa moneta debitoria che poi verrà venduta con interessi, non c'è il simbolo econometrico per pagare questi interessi.

Cosa vuol dire sostanzialmente? Che per fare in modo che il debito venga pagato, siccome non esiste il simbolo monetario per pagare gli interessi, questo si trasforma automaticamente nell'esproprio di beni reali alla popolazione.

Stiamo parlando di immobili attività, immobili commerciali, chiaramente è la fase finale di una predazione. E' chiaro che le banche, o comunque chi ha liquidità, oggi sta aspettando, perché quando vedi che i prezzi stanno diminuendo tu aspetti per comprare al prezzo migliore. Non compri subito.

Quindi, allo stesso tempo, chi ha liquidità se la tiene proprio per poter fare un buon affare quando il mercato sarà ulteriormente crollato. E' illusorio quello che pensa Obama o anche altri capi di Stato, che dando soldi alle banche queste si metteranno a prestarli a tutti.

Come facciamo a risolvere il problema di questi interessi? Come facciamo ad impedire che si inneschi una spirale distruttiva dell'intera economia, per cui ad un certo punto ci troveremo in uno Stato di tipo sovietico, o anche peggio, perché ci troveremo che magari non ci sarà più la proprietà privata ma non ci sono nemmeno gli ammortizzatori sociali.

Voglio dire, nella Russia sovietica, per quanto se ne possa parlar male, il sistema degli ammortizzatori sociali, le cure mediche erano previste per tutti, anche addirittura, quelle di chirurgia estetica che noi consideriamo voluttuarie. Quindi noi rischiamo di ritrovarci in un sistema sovietico peggiorato dalla mancanza di ammortizzatori sociali. Questa è la strada che ci stanno prospettando.
COMMENTO AL VENTO:
lo stesso ... succede ancora oggi ... nella "dittatura" Cuhana ... tanto bistrattata dai nostri "democratici" ...

…pensiero al vento…
... rispetto ai “commenti al vento” … RIBADISCO, come già scritto all’inizio, che se veramente si andasse a fondo su queste cose … e non ci si fermasse alle “chiacchiere” e alle “interviste”/”dichiarazioni” … saremmo all’alba di una vera rivoluzione … VOI CI CREDETE??? … IO (ANCORA) POCO!!!

... per ricordare ... come sono finiti i precedenti tentativi di cambiare le cose ... VEDI POST ..."cambiare le regole, ma quali?"... del 17/11/08

giovedì 1 gennaio 2009

...intervenire sulle cause...

Buon inizio di anno ... con le parole di oggi di PapaRatz che ... udite udite ... sfiora il vero problema ...

Il vero problema ... che da mesi su questo blog ... è descritto nei post della serie "parliamo chiaro" ... ma oggi l'ha detto anche il PapaRatz ... e quindi la cosa ha un valore infinitamente più alto che non detto da un "bloggarolo" qualunque ... e anche i pensieri del PapaRatz non sono certo ...pensieri al vento...

Ma vediamo cos'ha detto di tanto "rivoluzionario" oggi ... sarà una coincidenza ... ma a me i discorsi sono sembrati quasi un omaggio al 50esimo della Revolution cubana ...

Già nella solenne messa cantata celebrata stamane alle 10 nella Basilica vaticana, c'è stata una fortissima esortazione alla comunità internazionale perché sia affrontata con "solidarietà e sobrietà la crisi economica mondiale e combattuta una povertà che genera sempre più ingiustizia, diseguaglianza e minacce per la pace".

Di fronte alle malattie, alla morte infantile alla crisi alimentare, Papa Ratzinger ha denunciato, ancora una volta, la corsa agli armamenti, ed ha chiesto a tutti una marcia in più per affrontare la crisi con una risposta di lungo respiro, con "una revisione profonda del modello di sviluppo di sviluppo dominante".

"Lo esigono" - ha detto - "le difficoltà finanziarie immediate, lo stato di salute ecologica del Pianeta e sopratutto, la crisi culturale e morale, i cui sintomi da tempo sono evidenti in ogni parte del mondo".

E poi ... all'Angelus delle 12 ... ha spiegato che : "La seconda parte del 2008 ha fatto emergere una crisi economica di vaste proporzioni. Tale crisi va letta in profondità, come un sintomo grave che richiede di intervenire sulle cause. Non basta - come direbbe Gesù - porre rattoppi nuovi su un vestito vecchio. Mettere i poveri al primo posto significa passare decisamente a quella solidarietà globale che già Giovanni Paolo II aveva indicato come necessaria, concertando le potenzialità del mercato con quelle della società civile".

...pensiero al vento...
A VOLERE (E SAPER) leggere bene dietro le parole di oggi ...

... andare "in profondità" ... significa non correggere gli effetti ma le cause ...
... andare "in profondità" ... significa andare OLTRE i fattarielli raccontati da Ballarò, da Report, da Anno Zero ... andare OLTRE alle lacrime di chi perde la casa perchè non riesce a pagare il mutuo ... andare OLTRE al racconto delle centraliniste che fanno strip-tease per riavere il lavoro perduto ...
CERTO i fattarielli fanno audience ... ma non portano da nessuna parte ... e meno che meno alle CAUSE DEL PROBLEMA ...
E "le cause" le conosciamo bene ... si chiamano "signoraggio" ... "potere monetario" ... "Banche Centrali Nazionali (BCN) ed Europea (BCE)" controllate dai privati ... "debiti pubblici" creati prima e gestiti poi ad arte dalla BCE e dalle BCN ...

Adesso? ... beh ... dopo i discorsi di oggi ... vedremo se resteranno SOLO PAROLE da giornata di inizio anno ... e soprattutto se e come le parole saranno accolte dai governanti ...
Intanto ... LE PAROLE non possono che essere condivise ... ma ora SERVONO I FATTI ...

sabato 6 dicembre 2008

...parliamo chiaro #6 (storia delle monete)...

Ripercorriamo la storia delle nostre monete dalla loro introduzione ...

Gli uomini preistorici erano autosufficienti, ovvero ognuno di loro provvedeva alla propria sopravvivenza.

Scambiare oggetti, cioé barattare, è stata la prima forma di commercio e nell'antichità si utilizzava un'economia agricola o naturale e i primi baratti riguardavano i prodotti della terra. Nel baratto si perdeva più tempo ad effettuare lo scambio che nella produzione della merce da scambiare e per rimedio fu necessario aggregarsi in date e luoghi prestabiliti: nacquero i mercati.

Nei villaggi le caste si specializzarono per produrre beni specifici da scambiare con altri gruppi. Inizia lo scambio merci organizzato perché inizia la specializzazione produttiva. Ogni popolo eleggeva un bene/prodotto come valore di riferimento e gli scambi venivano in base ad esso.

Il metallo-moneta assunse importanza solo con il crescere del commercio esterno verso altri villaggi o regni, per tale motivo i primi popoli che se ne servirono furono quelli conquistatori, che iniziarono ad affiancare la merce-moneta al metallo-moneta.

Inizia così il passaggio da economia naturale all'economia monetaria. Tale passaggio fu molto lento e distribuito nel tempo, infatti l'economia naturale rimase presente fino al nostro secolo (in Italia nel 1950 1960 la paga dei braccianti agricoli era ancora in parte in natura).

Fino dall'origine della moneta abbiamo visto che l'autorità locale cercava di avocare il diritto alla produzione di moneta. Se nell'antichità l'esigenza era solo quella di salvaguardare il commercio stesso ed auto-determinare il proprio potere su altre entità politiche, ora vediamo emergere altre motivazioni puramente commerciali.

Infatti l'aspetto che spinse l'autorità a monopolizzare la produzione monetaria fu il guadagno che si traeva dal Signoraggio ovvero la differenza tra il valore di una moneta ed il suo valore facciale, o nominale, di mercato.

L'accumulo di ricchezza in merce-moneta richiedeva luoghi ove depositarla e custodirla. Gli Orafi furono i primi a diventare custodi per conto dei mercanti da cui ricevevano metalli e preziosi. Il custode compilava una ricevuta di carta.

Ad un certo punto gli operatori iniziarono a trasferire la proprietà della moneta metallica girando la ricevuta di deposito. Nel momento in cui esse iniziarono a circolare e, soprattutto essere al portatore, nacquero la carta-moneta e le banche.

Presto il banchiere/custode capì che non serviva tenere presso di se tutto quanto depositato ed iniziò a concedere credito.

Nel 1694 l'oro viene trasformato in carta dalla banca d'Inghilterra, il cui fondatore William Paterson, dichiara spregiudicatamente: "Il banco trae beneficio dall'interesse su tutta la moneta che crea dal nulla".

La truffa funzionò al punto che un secolo dopo si trasformò in cinismo, e nel 1773 Amschel Mayer Rothschild, il fondatore tedesco di tale impero finanziario dichiarava addirittura: "La nostra politica è quella di fomentare le guerre, ma dirigendo Conferenze di Pace, in modo che nessuna delle parti in conflitto possa ottenere guadagni territoriali. Le guerre devono essere dirette in modo tale che le Nazioni, coinvolte in entrambi gli schieramenti, sprofondino sempre di più nel loro debito e, quindi, sempre di più sotto il nostro potere".

...pensiero al vento...
chiara la storia ? ... e anche il motivo di guerre ... e dei finti isterismi dei nostrani finti-di-destra e finti-di-sinistra ? ...