Nel 2011 con i festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia torneranno alla ribalta tutti i grandi personaggi storici e politici che permisero l’unificazione del nostro paese.
Tra di loro vi fu certamente Camillo Benso Conte di Cavour: patriota, fine politico, imprenditore, capostipite della destra storica e nonché primo presidente del Consiglio del Regno d’Italia nel 1861.
Oltre ai grandi successi politici, nella sua vita (morì a 51 anni) il Cavour ebbe anche svariati problemi, come le inimicizie con Garibaldi e Mazzini e le diatribe con lo Stato vaticano.
C’è però un fatto che invece ci ricollega ai tempi nostri e che Maurizio Blondet di EffediEffe ha raccontato analizzando il libro di Angela Pelliciari “L’altro Risorgimento” :
«(Cavour) era il maggiore azionista della «Società Anonima Molini Anglo-Americani» (sic) di Collegno, il più grande ente privato granario della penisola. Nel 1853, col raccolto scarso e la fame che infuria fra gli strati popolari, mentre i principati «reazionari» vietano l’esportazione dei grani per nutrire le loro popolazioni, il Piemonte la consente, così che i produttori locali realizzano forti profitti dalle esportazioni del prodotto rincarato. Per questo avvengono disordini davanti all’abitazione di Cavour, stroncati dalla polizia e dalla truppa a fucilate».
Tutte dicerie dei giornali popolari dell’epoca per lo storico Rosario Romeo. Lorenzo Del Boca invece nel suo libro “Indietro Savoia” irrobustiva questo racconto scrivendo anche dei «giornali come L’imparziale e La voce della libertà (tra i principali accusatori della manovra del governo sul grano) criticati per aver istigato il popolo a rivoltarsi e che furono trascinati in tribunale ma gli imputati furono assolti». Angelo Brofferio, deputato della sinistra e “nemico” politico di Cavour attacco duramente il collega:
«Sotto il governo del conte di Cavour ingrassano illecitamente i monopolisti, i magazzinieri, i borsaiuoli, gli speculatori, mentre geme e soffre l’universalità dei cittadini sotto il peso delle tasse e delle imposte» facendo in oltre notare il conflitto d’interesse: «Il conte di Cavour è magazziniere di grano e di farina…».
...pensiero al vento...
Modificando alcuni termini, i suoi protagonisti e le date di questa storia sembra realmente cronaca dei giorni nostri:
- i giornali che scriverebbero solo dicerie per rovinare il politico di turno
- il conflitto di interessi
- le leggi ad personam.
Questo aneddoto su Camillo Benso serve a ricordare forse a noi italiani che la nostra penisola non è mai cambiata: già prima dell’unificazione aveva gli stessi deprecabili usi e costumi che, via a via peggiorando, si sono trascinati in questo ultimo secolo e mezzo.
Lo stesso Totò nel video tratto dal film “Gli Onorevoli” datato 1953 ci mostrava una “specie di politica” non è molto diversa da quella attuale.
Gattopardismo alla sua essenza primordiale: cambiare tutto affinchè non cambi niente, che si parli di oggi, 50 o 150 anni fa.
ED ECCO ... il comizio con un divertente parallelo coi tempi di OGGI ...

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