domenica 28 agosto 2011

...Grassi: un uomo Libero...

Sono le 7.45 del 29 agosto 1991 (...esattamente VENTI ANNI FA...) quando suona il citofono di casa Grassi, a Palermo. 

«Signora suo marito è in casa?». 

Poche parole, in apparenza innocue ma che raggelano Pina Maisano. Non ha bisogno di scendere le scale. Capisce subito quello che è successo. 

Palermo ha abbandonato suo marito, Libero, che ora giace riverso per strada colpito a morte da 5 colpi di pistola mentre stava raggiungendo la sua fabbrica. Cinque colpi in faccia per cancellare un volto diventato simbolo di speranza e legalità. 

Da allora ogni anno all’angolo di quella strada, Pina e i suoi figli Alice e Davide, attaccano un manifesto vergato con le loro mani che recita: «Libero Grassi, imprenditore, uomo coraggioso, ucciso dalla mafia, dall’omertà dell’associazione degli industriali, dall’indifferenza dei partiti, dall’assenza dello Stato». 

...pensiero al vento...
L'omicidio di Libero Grassi ha portato a far parlare del fenomeno "pizzo" ... che prima non trovava spazi in TV o sui giornali.

La parola è una cosa preziosa ... e da allora se n'è parlato sempre più ... dal Sud al Nord, dove le estorsioni oggi si chiamano "usura" ... però il fatto che se ne parla, rispetto a vent'anni fa, è una grande conquista !!!

DAL SITO del Comitato ADDIOPIZZO: http://www.addiopizzo.org/

In occasione della ventesima commemorazione dell'uccisione di Libero Grassi, la famiglia, il Comitato Addiopizzo, la FAI, l'associazione antiracket LiberoFuturo e il Comitato ProfessionistiLiberi organizzano una due giorni di eventi in suo ricordo.

L'imprenditore che nel 1991, da solo, ebbe il coraggio di denunciare il sistema delle estorsioni mafiose, oggi sarebbe affiancato da decine di colleghi che, insieme, si sono finalmente liberati dal pizzo e da migliaia di cittadini che lo incoraggerebbero e appoggerebbero la sua scelta.
Le due giornate si articoleranno in diversi momenti. Consulta gli appuntamenti per essere informato sull'organizzazione complessiva. 
Non mancare! La "rivoluzione" contro il pizzo e contro il sistema culturale mafioso è tuttora in corso, e per farcela c'è bisogno dell'impegno di tutti. Anche del tuo!
Comitato Addiopizzo

venerdì 26 agosto 2011

...sinistra, che fare?...

Nel corso dell'appuntamento a «Cortina InConTra», dal titolo «Sinistra che fare», cui hanno partecipato Fausto Bertinotti e Sergio Chiamparino, l'ex presidente della Camera ha dato la sua definizione di sinistra: 

«La sinistra in Italia non esiste più. È come l'Araba Fenice, c'è chi dice che ci sia ma dove sia nessuno lo sa. E poi, forse, proprio come l'Araba Fenice potrebbe risorgere dalle proprie cenere, ma è necessaria una destrutturazione dei corpi inerti e la resurrezione di una nuova sinistra europea in cui possano starci tutti coloro che non apprezzano questa società. Ma per fare questo - ha concluso Bertinotti - ci vuole una 'pars destruens', bisogna bombardare il quartier generale».

...pensiero al vento...
SE LO DICE LUI ... non resta che crederci, e rimboccarsi le maniche ... !!!

INTANTO ... diamo uno sguardo a quante frange hanno "sfrangiato" la Sinistra ... in quanti "quartieri generali" ...


mercoledì 24 agosto 2011

...Satisfiction...

Satisfiction ... è definita l'unica "free press" italiana ...

Che bella cosa ... trovare una "stampa libera" ... di questi tempi ...

Un paio di link ...

ECCO IL SITO WEB ... purtroppo ancora in costruzione ... http://www.satisfiction.org/index.htm


ED ECCO UN BLOG con un pò di articoli in più ... http://www.booksblog.it/tag/satisfiction

DAL SITO WEB ... salvo la presentazione ...


...pensiero al vento...
Come non lasciare il "pensiero al vento" ... ai versi di Vasco (editore della rivista) ... su come avere il coraggio di vedere la realtà per raccontare la verità ...

Schiavi della televisione
della paura dei rumeni
dei drogati
degli ubriachi al volante
e degli extracomunitari
Avanti
professionisti della vita
non eccessivi nel bere
morigerati e senza
vizi
Avanti
divoratori di telenovele
di telegiornali
di telecronache
di varietà
di giochi a premi
di riviste
di giornali sportivi
di giornali politici
di giornali strani
Di Gossip… di gossip
Avanti
ascoltatori di Fede
di frasi fatte
di pregiudizi
e informazioni
inutili
Avanti
Capitalisti anonimi
Massa di benestanti
qualunquisti
nemici della problematica
del confronto
delle complicazioni
amanti
delle scorciatoie
e delle comode
soluzioni semplici
Avanti
Avanti
andate pure avanti
voi
che a noi….
“ci scappa da ridere”
[Vasco Rossi]

venerdì 19 agosto 2011

…conflitti d’interesse (bipartisan)…

Ora è chiaro … anche nei fatti che i conflitti di interessi NON sono solo di ReSilvio, ma anche dei tanti (troppi) finti-di-sinistra

MA passiamo ai fatti …  

PROTAGONISTI: il senatore Tedesco … l’ex-consigliere ministeriale di Bersani, tal Franco Pronzato … e l’ex-presidente della Provincia di Milano, tal Filippo Penati …

DUNQUE … I FATTI ...
PRIMA SCENA: il senatore Tedesco, di recente scampato all’arresto, racconta che fu Vendola, nel 2006, a chiamarlo a mezzanotte, poche ore prima di presentare la sua giunta, per offrirgli l’Assessorato alla Sanità
Tedesco (ma chi gli potrà credere?) racconta di aver obiettato che i suoi figli avevano aziende fornitrici delle ASL pugliesi (per protesi sanitarie e apparecchiature elettromedicali) e di aver chiesto deleghe meno imbarazzanti, ma Vendola pare fosse irremovibile: o la Sanità o niente. Interpellato dai cronisti per una replica, Vendola ha scelto di non rispondere, avallando la versione del suo ex assessore che nel giro di due anni dovette dimettersi proprio per l’accusa (corruzione, concussione, falso, turbativa d’asta) di aver favorito le aziende familiari.

SECONDA SCENA: il PD nomina l’ex-consigliere ministeriale di Bersani, Franco Ponzato, a responsabile del partito per il trasporto aereo e già che c’è lo infila nel Cda dell’ENAC, l’Ente Nazionale che dovrebbe vigilare sull’Aviazione Civile. 
Ponzato usa la seconda carica per favorire all’ENAC una ditta, la Rotkopf della famiglia Paganelli, molto cara al partito visto che finanzia la fondazione dalemiana ITALIANIEUROPEI e offre passaggi gratuiti a D’Alema. In cambio intasca una mazzetta (per cui ha patteggiato 1 anno e 4 mesi per corruzione) insieme al mediatore dell’affare, Morichini, vecchio amico di D’Alema e procacciatore di finanziamenti a ITALIANIEUROPEI.

TERZA SCENA: nel 2004 Bersani raccomanda il costruttore Gavio al neopresidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, per un incontro riservato. I due si vedono in segreto in un hotel di Roma e pochi mesi dopo Penati acquista  il 15 per cento delle azioni detenute da Gavio nell’autostrada Serravalle, pagandole (anzi facendole pagare ai milanesi) il triplo di quanto erano costate a Gavio un anno e mezzo prima. Gavio si sdebita dell’enorme plusvalenza intascata (176 milioni) investendo 50 milioni nella scalata di Unipoll ad Antonveneta, tanto cara ai vertici Ds. Poi Penati diventa capo della segreteria di Bersani. Ora Penati è indagato per corruzione e finanziamento illecito anche per presunte tangenti dal gruppo Gavio.

…pensiero al vento…
ECCO cosa accomuna le tre scene … guai giudiziari del centrosinistra: il conflitto d’interessi.

SE VENDOLA non avesse nominato Tedesco alla Sanità, Tedesco non avrebbe potuto favorire le aziende di famiglia e non sarebbe stato indagato … SE IL PD non l’avesse portato in Senato, il PDL non avrebbe potuto salvarlo dall’arresto, mettendo in imbarazzo il PD e VENDOLA …

SE IL PD non avesse piazzato all’ENAC il suo dirigente Pronzato, questi non avrebbe potuto favorire la Rotkopf all’ENAC in cambio di tangenti …

SE BERSANI avesse consigliato a Penati di incontrare Gavio nel suo ufficio alla Provincia e di non regalargli 250 milioni di denaro pubblico, o se quando Penati fece quella scelta sciagurata Bersani non l’avesse promosso suo braccio destro , nessuno lo collegherebbe alla nuova Tangentopoli …

INSOMMA … per evitare guai … BASTEREBBE non andare a cercarseli …

INVECE Vendola e Bersani … PRIMA mettono i topi nel formaggio … POI SI MERAVIGLIANO se quelli lo mangiano …

E QUESTI SAREBBERO i candidati giusti per de-berlusconizzare il Bel Reame ? … MA ANDIAMO, PER FAVORE !!!

...riduzione dal danno...

Dalla pagina Facebook ... di Vasco ...

Il concetto di "riduzione del danno" è ciò che mettiamo in pratica ogni giorno, dal momento che OGNI COSA che facciamo, mangiamo, beviamo o viviamo… ci consuma il corpo …o l’animo! 

Negare o dimenticare la morte, perché anche solo parlarne è da sfigati, è già un danno culturale! 

Una cosa che può farci allontanare dalla consapevolezza di essere umani…!  

Perché senza la morte, la vita non esisterebbe neppure! Non accettare l’inevitabilità della morte significa anche non saper cogliere la realtà della vita.

Bisogna ricordarci sempre che vita conduce inevitabilmente alla morte e che essere vivi significa rischiare di morire.

L’unica cosa che possiamo fare - e che facciamo sempre - è la cosiddetta RIDUZIONE DEL DANNO: sappiamo di dover morire, eppure cerchiamo di vivere il più possibile. 

RIDUZIONE DEL DANNO: cerchiamo di farci meno male possibile, anche se questo non cambierà certo il nostro destino finale. 
RIDUZIONE DEL DANNO: il vero unico danno è la morte, e cerchiamo di ridurlo relegandolo ad un momento soltanto, l'ultimo, invece di morire mille volte al giorno per la paura, per le paranoie e per l’utopia assurda di una sicurezza totale: la vita è precaria!

L’esistenza umana è sempre stata precaria, molto prima dell’invenzione del lavoro. Anzi, il lavoro, originariamente, è stato istituito proprio per affrancare l’individuo dalla precarietà della vita. Oggi è diventato precario anche il lavoro, facendoci dimenticare e perdendo il senso per il quale era stato istituito.

Non fatevi fregare da chi fa promesse di felicità e di sicurezza che non può mantenere, perché vi farà rinunciare all’unica cosa che potete avere veramente e che senza la quale non ha più senso vivere: la libertà individuale !

...pensiero al vento...
L'articolo si chiude con una raccomandazione ... 
Fidatevi solo di chi ha il coraggio di dirvi come stanno veramente le cose, cioè dei filosofi che giustamente considerano l’uomo un essere finito, oppure di  quei rarissimi cantautori che non vendono il soliti messaggi omologati e politicamente corretti sulla vita o sull’amore, come Vasco: “Cosa possiamo noi, se non finire male…? Cosa possiamo fare? Se anche l’amore finisce, dài… ! … Dammi da bere!

martedì 2 agosto 2011

..."Che" guerriglia - il film...

"CHE" GUERRIGLIA - IL FILM:
Dopo la rivoluzione cubana, il Che è all'apice della sua fama e del suo potere. Poi improvvisamente sparisce, e ricompare in incognito in Bolivia, dove organizza un piccolo gruppo di compagni cubani e reclute boliviane destinati a dare inizio alla grande rivoluzione latino-americana. Quella della campagna boliviana del Che è una storia di tenacia, sacrificio e idealismo - è il racconto della sconfitta di una guerra di guerriglia che alla fine lo condurrà alla morte. Ripercorrendo la sua storia, riusciamo a capire come il Che sia rimasto un simbolo dell'idealismo e dell'eroismo, ancora vivo nei cuori della gente di tutto il mondo.

Il prologo è nel discorso di Fidel Castro al Comitato Centrale del Partito Comunista Cubano

Cuba, 3 Ottobre 1965

Se a qualcuno vanno attribuiti tutti i meriti e le virtù necessarie al grado più alto, questo qualcuno è il Che. Egli tuttavia non figura tra i membri del nostro Comitato Centrale e questo lo si può spiegare leggendo una lettera che ho qui … scritta di suo pugno … del Compagno Ernesto Guevara e che da se medesima si spiega. E dice così:

Havana, anno dell’agricoltura

Fidel,
mi ricordo in queste ore di molte cose, di quando ti conobbi in casa di Maria Antonia, di quando mi proponesti di venire con voi, di tutta la tensione dei nostri preparativi.
Un giorno si presentò qualcuno chiedendo chi si dovesse avvertire in caso di morte e la possibilità reale che accadesse colpì noi tutti. Più tardi scoprimmo che era così, che in una Rivoluzione si trionfa o si muore … se è una vera Rivoluzione.
Sento di aver compiuto la parte del mio dovere che mi legava alla Rivoluzione Cubana nel suo territorio e mi congedo da te, dai compagni, dal tuo popolo … che ora è anche il mio.
Faccio formale rinuncia dei miei incarichi nella Direzione del Partito, del mio posto di Ministro, del mio grado di Comandante e della mia condizione di cubano.
Altre terre del mondo reclamano i miei modesti sforzi. Io posso fare quello che a te è negato per le responsabilità che hai al comando di Cuba ed è giunta l’ora di separarci.
Se la mia ultima ora arriverà sotto altri cieli il mio ultimo pensiero sarà per questo popolo e specialmente per te.

DUE BREVI COLLOQUI … DAL FILM:

PRIMO COLLOQUIO: il Che parla ai suoi compagni di guerriglia … nella giungla boliviana:

Presto, non so quando ma presto, affronteremo il nemico.
I nostri contatti con l’esterno saranno minimi.
Alcuni di noi moriranno, ed è triste vedere i tuoi compagni morire perché le tue risorse sono limitate e non li puoi aiutare.
Il cibo sarà scarso, a volte potremmo non avere niente da mangiare. E se questo ancora non  bastasse dovremmo sopportare l’inclemenza del clima.
E alla fine saremmo quasi dei rifiuti umani.
Questo è tutto quello che vi posso promettere. Pensateci bene. Siete ancora in tempo per tornare alle vostre case, dopo sarà troppo tardi.
Per finire, voglio ripetere quello che ho già detto … IO STO QUI, E PER FARMI ANDARE VIA DA QUI MI DOVRANNO UCCIDERE, IO SARO’ AL FIANCO DI QUELLI CHE RESTERANNO … FINO ALLA VITTORIA !!


SECONDO COLLOQUIO: tra il Che, ormai prigioniero e prossimo all’esecuzione, e uno dei soldati suo carceriere ... dopo che, per un affronto con un altro soldato, per ritorsione gli erano stati affiancati nella stessa cella i cadaveri di due suoi compagni, tenuti lì per un giorno intero.

SOLDATO: Questo non si fa … non si fa con i morti.

SOLDATO: Vuole fumare?
CHE: SI. Grazie

SOLDATO: Com’è Cuba?
CHE: Cuba sta progredendo

SOLDATO: C’è la religione là?
CHE: SI, ci sono “le” religioni.

SOLDATO: Mi avevano detto che i comunisti non credono in Dio.
CHE: Beh, a Cuba non c’è una religione ufficiale, ma molta gente crede in Dio

SOLDATO: Lei non crede in niente?
CHE: SI, io credo nell’uomo. Sei sposato?

SOLDATO: NO NO, e lei?
CHE: SI

SOLDATO: Ha figli?
CHE: Ne ho cinque, tre femmine e due maschi

SOLDATO: Un altro tiro?
CHE: SI … Come ti chiami?

SOLDATO: Eduardo
CHE: Slegami Eduardo

E quello, uscendo in tutta fretta dalla cella, va a sedersi e confidarsi col suo compagno di guardia:

SOLDATO: Lo sai, quello mi ha chiesto di slegarlo
SOLDATO2: Come?

SOLDATO: Mi hai sentito, mi ha chiesto di slegarlo
SOLDATO2: Ma sei matto! … ci fucilano tutti due.

SOLDATO: Io non ci torno lì dentro. Vacci tu …


…pensiero al vento…
Dedicato a tutti quelli che “vogliono cambiare tutto” … affinchè nulla cambi !!!