Un voto praticamente segreto quello che si svolge a Cuba. Segreto nel
senso che i giornali e le televisioni, ad esempio in Italia, non ne
parlano proprio.
Il 21 ottobre a Cuba vanno a votare oltre 8 milioni di cubani per
eleggere 168 Assemblee Municipali del Potere Popolare.
Si sono svolte
circa 51.000 riunioni di circoli elettorali, tra il 3 e il 29 settembre,
per scegliere i candidati da delegare alle assemblee municipali,
processo che ha incaricato più di 32 mila cittadini.
Il Partito
Comunista non propone candidati e non partecipa in alcun modo alle
elezioni.
Gli eletti non guadagnano più degli elettori per il fatto di
diventare dei rappresentanti del loro quartiere o del loro paesino.
La
normativa elettorale esistente a Cuba dal 1992 stabilisce che fino al
50% dei deputati (per semplicità “i parlamentari”) devono essere membri
delle assemblee municipali.
Una bella contraddizione per quei giornalisti che parlano di
dittatura a Cuba. Meglio appunto far finta di nulla e sorvolare sulla
forma reale di democrazia e di elezioni a Cuba.
...pensiero al vento...
e poi la chiamano dittatura !!!
