LEGGETE QUA ...
La principale differenza tra la finanza islamica e quella
occidentale, consiste nel divieto per le banche di guadagnare sugli
interessi (riba) e sulla speculazione (gharar).
Infatti il Sacro Corano considera gli interessi una forma di usura e
non consente che il denaro, restando fermo, possa generare altro denaro.
Così ad esempio, anziché concedere un mutuo ad una persona che voglia
comprare un immobile, riscuotendo in cambio un interesse sulla somma
prestata, la banca islamica acquista direttamente la casa, per poi
cederla in affitto al cliente, il quale si impegna a versare la somma
corrispondente in più rate. Una volta terminato di pagare le rate,
questi diventerà il proprietario dell'immobile.
Inoltre la finanza islamica si differenzia da quella tradizionale
occidentale per l'importanza attribuita al carattere sociale
dell'investimento.
Così ad esempio sono proibiti gli investimenti, oltre
che nei settori delle armi o della droga, anche nei settori delle
bevande alcoliche, della carne di maiale, delle riviste scandalistiche e
in tutti gli altri settori in cui vigono i divieti dettati dalla legge
coranica. La finanza islamica ha pertanto, in linea di principio, lo
scopo di promuovere e salvaguardare i valori dell'Islam.
Secondo le più recenti stime, i capitali amministrati dalle banche
islamiche nel mondo oscillano tra i 1.200 e 1.500 miliardi di dollari.
Oltre che nei Paesi islamici, il ricorso alla finanza islamica è
particolarmente diffuso anche negli Usa, in Germania, in Inghilterra e
in Francia, Paesi dove è più forte la presenza di cittadini di religione
islamica che intendono investire o finanziarsi con strumenti
religiosamente leciti (halal) e non blasfemi (haram).
Le stime sono destinate a crescere, in quanto, a ricorrere alla
finanza islamica, non sono più soltanto i cittadini musulmani, bensì
anche cittadini ed operatori economici occidentali.
...pensiero al vento...
islamici? ... nemici del mondo occidentale? ... FORSE si comincia a capire perchè SONO dipinti come tali !!!