venerdì 27 novembre 2009

...ricominciare...

Ricominciare ... ci sarebbero tanti modi per farlo ...


Di testi, pensieri, poemi ... la Letteratura sarebbe piena ...


MA NON ERANO quelli ... il genere che piacevano a Lui ... che ha sempre preferito le cose semplici e vere ...


LE LUCI DI NOTTE AL CIMITERO? ... la sua risposta: MANNO', LASCIATE PERDERE ... TANTO DI NOTTE NON DOVRO' MICA LEGGERE !!!


E allora ... per ricominciare NON può essere di meglio che i versi che ho trovato sul blog del mio amico-web Pumario ...


ECCOLI ... veri e puri come solo una persona vera e pura può scrivere ...


...accadono cose che sono come domande. 
Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde. 
Perché è così che ti frega... la vita. Ti piglia
quando hai ancora l'anima addormentata,   

ti impone dentro una immagine,  
un odore,  dei suoni che poi non te li togli più. 

Forse quella  è  la felicità. 
La verità è che si vedono,  si sentono,  
si toccano così tante cose ...
come se ci portassimo dentro un clone 
che per tutto il tempo continua 
a raccontarci una storia mai finita 
e ricca di mille particolari.  

Racconta, non smette mai, 
e quella è vita fino a che arrivi a Cuba, 
l'anima prende coscienza 
e ti svegli trovando la felicità. 
Questa è VITA!!!  
pensata e scritta dopo una notte insonne, per i dolori alle ginocchia,  pumario ...


...pensiero al vento...

Grazie Mario ... per questi tuoi versi dedicati alla vita ... e per il messaggio che hai messo sul tuo blog ...

giovedì 26 novembre 2009

...pensieri in pausa...

Due giorni fa avevo preparato (ma solo in bozza senza riuscire a completarlo e pubblicarlo) un post ... era in ricordo delle settimane di rianimazione ...

NON HO FATTO in tempo a finirlo e pubblicarlo ... che la situazione, il giorno stesso, è precipitata ...

LO PUBBLICO ORA ... in ricordo di questo mese di ansie e speranze non realizzate ...

In queste settimane ho pensato qualche volta al blog ... che ho volutamente messo in pausa ... perchè non ne sono usciti proprio ... di "pensieri al vento"  ...


MA NON ne potevano uscire ...

... quando sei restato per ore in attesa fuori un reparto di rianimazione ... e sai che l'attesa è solo per sentirsi dire che "anche oggi va molto peggio di ieri" ... e non capisci come possa esistere sempre un "ancora peggio" ...

... quando, durante l'attesa, senti che potresti trovare la forza di sollevarle ... con le tue braccia ... le pareti di quell'edificio  ... se solo potesse servire per far uscire tutti quelli che stanno lì dentro ...

... quando hai fisso nella mente lo sguardo e il sorriso abbozzato ... di un medico che deve passarti un messaggio ... senza dirlo ... di un impossibile ottimismo ... e che alla tua domanda ... non può che risponderti ... "speranze? ... noi dobbiamo crederci, siamo qui per questo ..."

E POI ... due giorni fa ... tutto è crollato ... non-ottimismi e quant'altro ...

Sulla giornata di oggi ... dei funerali ... non riesco a scrivere nulla ... chiudo con alcuni versi di Silvano Agosti ... che avevo trovato qualche giorno fa ... :

Alla Vita
E se tu sarai vicina
Accoglierò con gentilezza
anche la morte se mai verrà,
come un amico che torna,
offrendole uno sguardo
di stupore che a lei tanto piace ...

sabato 31 ottobre 2009

...pausa blog...

2:38 ... APPENA tornato a casa ... MA il sonno non viene ...

E ALLORA lascio questo breve post...

...per qualche giorno... il blog andrà in pausa...

...per qualche giorno... i pensieri non saranno "al vento" ... ma rivolti al reparto di rianimazione dell'ospedale ...

CON la speranza che il telefono NON squilli ... per ulteriori emergenze ...

giovedì 29 ottobre 2009

...secondo volto nella Plaza...

L’immagine di Ernesto ‘Che’ Guevara non è più la sola sulla Plaza de la Revolucion a La Havana …

... da qualche giorno c’è anche il volto di un altro leader che ha combattuto accanto a Fidel Castro, Camilo Cienfuegos, scomparso in un incidente aereo 50 anni fa, il 28 ottobre del 1959.

A pochi metri dal volto del ‘Che’, che si trova su un muro del palazzo che ospita dal 1993 il Ministero dell’Interno, è stata posta della stessa grandezza l’immagine di Camilo Cienfuegos, sulla facciata del Ministero delle Telecomunicazioni.

Se sotto l’immagine del ‘Che’ c’è la scritta ”Hasta la victoria siempre”, sotto quella di Cienfuegos si legge ”Vas bien Fidel” (Vai bene Fidel), in ricordo della risposta alla domanda ricorrente che Fidel gli faceva, "Vado bene, Camilo?".



Cienfuegos, nato nel 1932, era conosciuto come "Il Comandante del Popolo".

Si era unito a Fidel in Messico ed era stato uno dei membri della spedizione dello yacht Granma, che sbarcò a Cuba nel dicembre 1956 per iniziare la lotta contro Fulgencio Batista sulle montagne della Sierra Maestra (est).

La sua popolarità aveva addirittura fatto ombra a quella di Fidel ... e al trionfo della Rivoluzione, il primo gennaio 1959, Castro lo aveva nominato Capo dello Stato Maggiore dell’Esercito Ribelle.

Cienfuegos scomparve in un incidente aereo, secondo la versione ufficiale, mentre tornava da Camaguey (est dell’isola) a La Havana il 28 ottobre del 1959. Né i suoi resti né quelli dell’aereo sono stati mai trovati.

...pensiero al vento...
figura leggendaria ... de la Revolution ... celebrata nel 50nario della sua morte ...

ED ECCO le foto ... dell'amico Marco Gargiullo "Cubanite" ...

... ancora la Plaza, e poi un lancio di corone a mare ... sul Malecon ...





...la macchina del "sistema"...

Senza entrare nei dettagli dettati dagli scandalisti di Corte



Senza entrare nel “banalismo” … che “almeno Lui” … il Re … "va con le donne" …


Parlare del pre-e-post scandalo Marrazzo … porta a qualche riflessione, sapientemente sintetizzata in “quadretti”, in un commento apparso su La Repubblica in questi giorni …


Nel primo quadro, bisogna riscrivere con parole più adatte quel che sappiamo.


ReSilvio - proprietario del maggior gruppo editoriale del Paese - allerta il Governatore laziale "di sinistra" che il direttore di una sua gazzetta di pettegolezzi (Chi) ha in mano un video che lo compromette. Glielo ha detto la figlia (Marina, presidente di Mondadori).

A questo punto, il Re potrebbe consigliare all'altro uomo di governo di non perdere un minuto e di denunciare il ricatto all'autorità giudiziaria. Nemmeno per sogno. Il Re indica all'altro attraverso chi passa il ricatto, ne fornisce indirizzo e numero di telefono: che il Governatore si aggiusti le cose da solo mettendo mano al portafoglio e "ritirando la merce dal mercato", come pare si dica in questi casi.

È la pratica di uomini che governano senza credere né alla legge né allo Stato, né in se stessi né nella loro responsabilità.

Nella fogna-italica la legalità è un’opzione, mai un dovere, e quindi l'argomento diventa trascurabile. Trascuriamolo (per un attimo solo) e immaginiamo che Marrazzo fosse riuscito nell'impresa di ricomprarsi quel video.


È il secondo quadro. Vediamo che cosa accade a questo punto. Piero Marrazzo annuncia la sua seconda candidatura al governatorato. Si vota in marzo ... ma il candidato "di sinistra" è consapevole che il suo destino politico e personale è nelle mani del leader della coalizione "di destra". In qualsiasi momento, quello può tirare la corda e rompergli il collo.

A quel punto, a chi appartiene la vita di Piero Marrazzo? A se stesso, alle sue decisioni politiche, ai suoi comportamenti privati o alla volontà e alle strategie dell'antagonista?

È una condizione di vulnerabilità politica che dovrebbe consigliargli la piena trasparenza a meno di non voler diventare un burattino. Al contrario, Marrazzo tace e tira avanti. Scoppia lo scandalo e mente ("È una bufala", "Non c'è alcun video").

Lo scandalo diventa insostenibile e ancora rifiuta la responsabilità della verità: non dice dell'avvertimento di ReSilvio; non dice come si procura il denaro che gli occorre per le sue scapestrate avventure. Tutte buone ragioni per le dovute dimissioni? … perché non era certo sufficiente l'ipocrita impostura dell'autosospensione? CERTO, ma quel che è accaduto al Governatore laziale ci mostra in piena luce come funziona "una macchina".

È il terzo quadro. Al centro della scena, i direttori delle testate di proprietà del ReSIlvio (o da lui influenzate). In questo caso, Alfonso Signorini, direttore di Chi, già convocato d'urgenza da una vacanza alle Maldive per confondere, con una manipolazione sublunare della realtà, il legame del Re con una minorenne.


Signorini spiega come vanno le cose a Corte: ... direttamente con le redazioni o, indirettamente, da strutture esterne o da chi vuole qualche euro facile - i direttori raccolgono fango adatto a un rito di degradazione.

Una volta messa al sicuro la poltiglia del disonore (autentica o farlocca, a costoro non importa), il direttore avverte i vertici del gruppo, l'amministratore delegato e il presidente. Che si incaricano di informare il Re.

A questo punto, il Re è padrone del gioco. Pollice giù, e scatta l'aggressione. Pollice su, e il malvisto finisce in uno stato di minorità civile.

VEDI anche l’accaduto al giudice Mesiano, spiato dalle telecamere di Canale5.


Il Re addirittura annuncia l'imboscata: "Presto, ne vedremo delle belle".


VEDI cosa accade al direttore dell'Avvenire, Dino Boffo, colpevole di aver dato voce all'imbarazzo delle parrocchie per la vita disonorevole del Re.


VEDI cosa accade al presidente della Camera, Gianfranco Fini, responsabile di un cauto e motivato dissenso politico.


VEDI cosa accade a Veronica Lario, moglie ribelle.


A BEN VEDERE, anche oggi al ministro dell'Economia che può intuire sul giornale del premier qualche avvertimento. Suona così: "Tremonti in bilico"; "Se Tremonti va, Draghi arriva".


ALLORA C'E’ DA CHIEDERSI: quanti attori del discorso pubblico sono oggi nella condizione di sottomissione che anche Marrazzo era disposto ad accettare?

Quarto e ultimo quadro, allora. Non viviamo nel migliore dei mondi. La personalizzazione della politica (e la sconfitta di ogni forma di confronto basato su idee e ideologie) ha cambiato ovunque le regole del gioco e il fattore decisivo di ogni competizione è la proiezione negativa o positiva dell'uomo politico - e della sua affidabilità - nella mente degli elettori.


È la ragione che fa del "killeraggio politico - scrive Manuel Castells (Comunicazione e potere) - l'arma più potente nella politica mediatica".


I metodi sono noti.


Si mette in dubbio l'integrità dell'avversario, nella vita pubblica e in quella privata. Ricordate che cosa accade a McCain e Kerry ?


Si ricordano agli elettori, "in modo esplicito o subliminale", gli stereotipi negativi associati alla personalità del politico, per esempio essere nero e musulmano in America. È la lezione che affronta Barack Obama. Si distorcono le dichiarazioni o le posizioni politiche. Si denunciano corruzione, illegalità o condotta immorale nei partiti che sostengono il politico. Naturalmente, le informazioni distruttive si possono raccogliere, se ci sono; distorcerle, se appaiono dubbie o controverse; fabbricarle, se non ci sono.


È uno sporco lavoro, che ha creato negli Stati Uniti, dei professionisti. Uno di loro, Stephen Marks, consulente dei repubblicani, ha raccontato in un libro (Confessions of a Political Hitman, Confessioni di un killer politico) il suo modus operandi.


È interessante riassumerlo:


"Passo I, il killer politico raccoglie il fango. Passo II, il fango viene messo in mano ai sondaggisti che determinano quale parte del fango arreca maggior danno politico. Passo III, i sondaggisti passano i risultati a quelli che si occupano di pubblicità, che passano i due o tre elementi più dannosi su Tv, radio e giornali con l'intento di fare a pezzi l'avversario politico. Il terzo passo è il più notevole. Mi lascia a bocca aperta l'incredibile talento degli addetti ai media... quando tutto è finito, l'avversario ha subito un serio colpo, da cui non riesce più a riprendersi".

Qui, quel che conta è la  segmentazione del lavoro e soprattutto "l'incredibile talento degli addetti ai media" perché devono essere i più abili e i più convincenti. I media, negli Stati Uniti, non sono a disposizione della politica e per muoverli occorre "provocare fughe di notizie rimanendo al di fuori della mischia", offrire "merce" che regga a una verifica, a un controllo, che sia significativa e in apparenza corretta anche quando è manipolata.

In Italia, non esiste questo scarto.


Non c'è questa fatica da fare perché non c'è alcuna segmentazione della politica mediatica.


Uno stesso soggetto (il Re) ordina la raccolta del fango, quando non lo costruisce. Dispone, per la bisogna, di risorse finanziarie illimitate; di direzioni e redazioni; di collaboratori e strutture private; di funzionari disinvolti nelle burocrazie della sicurezza, magari di "paesi amici e non alleati". Non ha bisogno di convincere nessuno a pubblicare quella robaccia. Se la pubblica da sé, sui suoi media, e ne dispone la priorità su quelli che influenza per posizione politica.


È questa la "meccanica" che abbiano sotto gli occhi e bisogna scorgere - della "macchina" - la spaventosa pericolosità e l'assoluta anomalia che va oltre lo stupefacente e noto conflitto d'interessi.


...pensiero al vento...
... quel che c’è stato svelato nei giorni scorsi è un sistema di dominio, una tecnica di intimidazione che mette freddo alle ossa, che minaccia l'indipendenza delle persone, l'autonomia del loro pensiero e delle loro parole.


I più onesti, dovunque siano, dovrebbero riconoscerlo: non parliamo più di trasparenza della responsabilità pubblica, di vulnerabilità, di pubblico/privato. Più semplicemente, discutiamo oggi della libertà di chi dissente o di chi si oppone ... o di chi potrebbe sentirsi intimidito a dissentire o a opporsi al Re.

INSOMMA ... il teorema dei "finti-di-destra" e dei "finti-di-sinistra" ... nella sua più chiara applicazione ...

mercoledì 28 ottobre 2009

...embargo quotidiano...

Il presidente del Venezuela Hugo Chavez ha criticato ieri la società olandese Philips per i problemi che il servizio sanitario del Paese ha incontrato con le sue attrezzature mediche ed ha detto che il governo si riserva il diritto di avviare un'azione legale.



I commenti di Chavez hanno fatto eco a quelli dell'ex presidente cubano Fidel Castro, che il mese scorso aveva accusato Philips di non rispettare un contratto e di minacciare Cuba e Venezuela di tagliare le forniture di attrezzatura medica a causa di pressioni da parte degli Stati Uniti.

"Questi centri di alta tecnologia (sanitaria) ... hanno problemi con le loro attrezzature a causa delle pressioni che il governo Usa sta esercitando su Philips, che non ha completato (il suo contratto) e che ci sta penalizzando", ha detto Chavez durante un incontro di governo trasmesso dalla tv di Stato.

"Naturalmente, ci riserviamo il diritto di intraprendere azioni legali", ha aggiunto, senza fornire dettagli.

Lo scorso settembre, Castro aveva detto che Cuba aveva acquistato attrezzature mediche da Philips e dalla tedesca Siemens nel 2006 per le esigenze dei progetti cubani in corso come quelli in Venezuela ma di non aver ricevuto forniture negli ultimi tre anni.


...pensiero al vento...
SOLO note ... di embargo quotidiano? ...


CERTO, MA COSI, mentre le alte diplomazie si danno lustro declamando il "nuovo" metodo-dialogativo targato Obama ... nei paesi dell'america latina ... Centri Medici e Ospedali vanno in difficoltà ... per il mancato rispetto di contratti già firmati ...

martedì 27 ottobre 2009

...Campania "rifiutata"...

Da INFORMAZIONE LIBERA:

Settanta giorni ancora e poi Bertolaso lascerà il Commissariato per i rifiuti nella regione. Ma se da un lato è stata risolta la grave emergenza dei mesi passati, il problema è ancora lontano dall’ essere risolto.



Era fine settembre quando è riapparso in Campania il fantasma dell’emergenza rifiuti. Lontano dal centro storico hanno ricominciato ad accumulare rifiuti e a dargli fuoco ... in quella che è la più grande catastrofe ambientale a “partecipazione pubblica”.

UN SALTO NEL PASSATO – Ma torniamo per un momento indietro riannodando i fili di quanto veniva annunciato ai media di tutto il mondo.

Era fine marzo quando in pompa magna ReSilvio inaugurava l’inceneritore di Acerra. Quel giorno bastò premere il pulsante rosso che trasportava i rifiuti verso il primo forno e tutto il mondo emise un sospiro di sollievo vedendo sparire di colpo, dopo più di quindici anni, le montagne di rifiuti dalle strade della regione.

Ma quello che tutti ignorano è che quell’ inceneritore si è fermato non appena si sono spente le luci della ribalta. (vedi anche il post ...Acerra è ferma... del 29 Aprile scorso) ... E così ad un mese di distanza dall’inagurazione, le webcam installate dalla struttura di Bertolaso e riportate sul sito emergenzarifiuticampania hanno inquadrato costantemente quei camini spenti. Ogni tanto un po’ di fumo bianco a documentare che tutto l’impianto doveva ancora svolgere i collaudi per diventare totalmente operativo. Le ultime notizie hanno documentato ancora un fermo, negli ultimi dieci giorni, dovuto a non meglio specificati problemi di natura tecnica da risolvere a breve e sempre in attesa di questo fatidico gran collaudo che dovrebbe avvenire tra novembre e dicembre.

I CONTI NON TORNANO - Ma se nel frattempo l’inceneritore arranca, continua imperterrita la produzione di rifiuti da parte della popolazione al ritmo di 7mila tonnellate al giorno.

A questo punto l’unica via di fuga restano le discariche. Ma quella di Savignano Irpino ha già raggiunto la soglia dell’esaurimento e le stime ufficiali parlano di chiusura fissata tra 119 giorni. Sant'Arcangelo Trimonte ne accoglie circa 800-1000 tonnellate al giorno; Terzigno più o meno la stessa quantità, e San Tammaro 1500 tonnellate giornaliere.

Discorso a parte va fatto per la discarica di Chiaiano, dove i flussi prevedono almeno 1000 tonnellate al giorno, ma che è stata costretta a ridurre considerevolmente la quantità a causa degli smottamenti provocati da una frana, secondo quanto denunciato già a metà ottobre.

Notizia che è stata prontamente smentita dal sottosegretario Bertolaso.

Ricordiamo che le discariche sono diventate, in seguito al decreto Maroni sulla Sicurezza, delle aree sottoposte a sorveglianza militare, per cui è molto difficile capire cosa stia davvero succedendo in quella zona. In ogni caso, pur volendo considerare la massima capacità per l’impianto di Chiaiano, è chiaro che l’addizione non torna.

TEMPI STRETTI – E’ molto probabile che lo stesso ReSilvio torni a farsi vivo per fare il punto sulla situazione in Campania. In ballo ci sarebbero le preoccupazioni della struttura del commissariato in previsione del passaggio di consegne già annunciato da Bertolaso in un recente intervento al Senato e del termine del piano di emergenza che, sempre sulle carte governative, è fissato per fine dicembre.


 
Ma facendo un po’ di calcoli sulle reali capacità di smaltimento degli impianti e considerando che ogni frana, ogni smottamento, ogni malfunzionamento del forno ad Acerra, possono diminuirne l’assorbimento, è facilmente intuibile che i tempi per uscire dall’ emergenza stanno traslando di giorno in giorno.
 
Senza contare che la capacità di riempimento delle discariche è a tempo determinato e che, esaurite le attuali, con i numeri della differenziata che non decollano, bisognerà realizzarne delle altre. Ma proprio nella zona già individuata dall’ ex commissario Gianni de Gennaro, quella del Formicoso, divampano le più furiose polemiche sia con le associazioni che con le amministrazioni locali.
 
...pensiero al vento...
Forse non si riprodurrà la grave emergenza passata, ma di sicuro il problema è ancora ben lontano dalla risoluzione. E forse è davvero una strana coincidenza che la fine del mandato commissariale coincida con le elezioni regionali ... QUANDO FORSE toccherà pigiare un "nuovo" pulsante miracoloso !!??!!