Camilo Cienfuegos Gorriaràn morì il 28 ottobre 1959 ... 51 anni fa da oggi ...
Si trovava a Camaguey, dove aveva sedato una rivolta anti-rivoluzionaria e arrestato il comandante batista Huber Matos.
Partì in volo dall’aeroporto a bordo di un piccolo bi-motore assieme al suo pilota, diretto a casa, a l’Avana. Poco dopo il segnale del suo velivolo scomparve dal radar. Stava sorvolando il mare e le ricerche che furono successivamente organizzate per il suo ritrovamento non diedero risultati. Né i corpi dei due uomini, né l’aereo o i suoi rottami furono ritrovati.
Ufficialmente, prove alla mano, la causa del disastro è attribuita ad un imprevisto maltempo. Ma sulla sua morte resta comunque il mistero.
C’è chi crede alla teoria dell’incidente o chi, come Che Guevara, attribuisce la colpa alla CIA. Pare infatti che lo stesso giorno un ex-pilota dell’aviazione di Batista fu costretto ad atterrare sull’isola per fare rifornimento, spacciandosi per un ufficiale dell’esercito, e testimoni affermano di aver visto del fumo uscire dalle mitragliatrici del suo aereo che poi si diresse verso le coste americane.
Altri dicono, invece, che ad organizzare l’attentato furono gli stessi vertici rivoluzionari, preoccupati per la crescente popolarità di Camilo e per le sue vedute politiche che differivano da quelle di Castro e Guevara.
Altri ancora pensano che l’incidente in vero non ci sia mai stato e che si sia diretto verso le coste della Florida, e qualcuno giura di averlo visto passeggiare per Miami, sbarbato e con tanto di sigaro in bocca.
Fra tutte queste teorie, e fra le tante altre supposizioni che si possono fare in merito alla sua morte, l’unica cosa che rimane indiscussa è che l’intera popolazione cubana perse il suo più grande eroe popolare.
Fra tutti i protagonisti della rivoluzione, Camilo è stato senza dubbio il più amato. Un intero popolo si rivide nel suo coraggio. Con le sue azioni, militari e non, dimostrò ai cubani che per cambiare il proprio destino era necessario la semplice presa di coscienza della propria dignità di uomo.
Non lo stratega militare o il politico.
Non il guerrigliero o il diplomatico.
Semplicemente l’uomo. L’uomo che non accettava dittature ed imposizioni. L’uomo che non restava inerte di fronte alle barbarie e alle persecuzioni.
Camilo entrò nel cuore dei cubani e la sua prematura scomparsa, a soli ventisette anni, non fece che aumentare l’amore che essi provavano per lui.
Basti pensare che ancora oggi, a oltre mezzo secolo dalla sua morte, nel giorno del suo anniversario, centinaia di persone si recano nei lungomare cubani per lanciare in acqua fiori e petali in sua memoria.
...pensiero al vento...
ALCUNE FOTO ... di oggi ... dal blog dell'amico Marco Cubanite ...
Sopra i lavoratori di Sepsa (Sicurezza Ambasciate), sotto studenti della primaria lungo il Malecon avanero ... per il rituale del lancio dei fiori a mare ...
E INFINE ... due foto dell'alba di Habana ... [maggio 2010]
con la facciata del Ministero delle Comunicazioni, dove nell'ultimo anno è stata esposta l'effige di Camillo ... a tener compagnia a quella più famosa del Che (al Ministero degli Interni) ...
con la facciata del Ministero delle Comunicazioni, dove nell'ultimo anno è stata esposta l'effige di Camillo ... a tener compagnia a quella più famosa del Che (al Ministero degli Interni) ...



2 commenti:
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Ciao ho messo il link del tuo blog nel mio,spero non ci siano problemi.
Grazie ... ho ricambiato inserendo il tuo blog tra i miei "siti preferiti" ...
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