Il tema della fine dei blog è vecchio quasi come i blog ma oggi, evidentemente, ha alcuni argomenti a proprio vantaggio davvero difficili da controbattere, il più importante dei quali è quello dello spostamento di un numero enorme di discussioni verso facebook (ed in misura minore verso altri social network come Twitter o Friendfeed).
Del resto se avere un blog qualche anno fa significava sostanzialmente dimostrare una presenza di rete, oggi tale attitudine, lungi dall’essersi esaurita, riguarda un numero sempre maggiore di persone ma si è spostata verso differenti architetture.
Una parte consistente della fine dei blog allude alla fine delle discussioni nei commenti dei blog e questa non sono sicuro sia una buona notizia.
I social network sono liquidi per definizione e i commenti contenuti al di sotto di un post sono oggi polverizzati dentro piattaforme differenti, difficili da tracciare e spesso incapaci per tali ragioni di aggiungere un valore complessivo ai post stessi.
In termini di “conservazione del senso” una simile evoluzione verso le reti sociali ha fatto grandi danni.
L’autore perde buona parte del controllo delle discussioni a margine dei suoi scritti (e questo non e’ necessariamente una cattiva notizia) ma svapora al contempo ogni forma di archiviazione del pensiero collettivo: le parole stesse di chi commenta perdono spessore, il tono e l’attenzione di commenti e concetti che affidiamo alla “statusfera” subisce una inevitabile minimizzazione visto che il luogo del cazzeggio e quello della critica ragionata si uniscono e si confondono.
...pensiero al vento...
è mia abitudine pubblicare i post di questo blog anche su facebook, e così di riportare qui i commenti che ricevo dagli amici facebook.
Preferisco il blog per tutto quanto si dice nell'articolo che ho riportato, ma anche perchè con facebook non ho nessuna archiviazione e storia degli articoli ... E' QUESTO il vantaggio maggiore dei Blog e, FORSE, quello che spaventa di più ... ieri come oggi !!!


















