venerdì 9 gennaio 2009

...ingegnere spaziale iracheno...

Dal Diario di Silvano Agosti di oggi :

... di solito per fare benzina di notte bastano pochi minuti, ma questa sera, tornando dal cinema, la lancetta del serbatoio segna zero.

Raggiungo il distributore e un uomo è in piedi nel buio accanto al distributore. Tende la mano offrendo di fare lui l’operazione di scarico della benzina.

Mi colpisce subito una sottile cicatrice rossa che gli attraversa la fronte.

“E’ molto che sei in Italia?”
“Due anni.”

Prende i 5 euro spiegazzati e con grazia li distende accuratamente prima di infilarli nella fessura mangiasoldi.


“Il tuo Paese?”
“Iraq.”
“Fortunato che sei vivo. Complimenti.”

La benzina gorgoglia a fiotti nel serbatoio. Intanto frugo le tasche alla ricerca di un euro.

L’uomo comunica solo sensazioni positive per il tono pacato della voce e l’armonia dei gesti.

“Cosa ti è successo?” Chiedo indicando la cicatrice sulla fronte.
“Io sei anni a Guantanamo.”

Gli porgo la moneta da un euro.

“La base americana. Prigioniero?”
“Quando arrivato a Guantanamo i militari hanno tolto bende e orinato addosso a noi. Interrogato mille volte e prima di interrogatori passavo davanti a cantine da dove sentivo urla di terrore. Mi chiudono in stanza con specchi, fredda come frigorifero, poi musica a volume massimo terribile. Per giorni non dava cibo a me e devo correre per ore con gambe incatenate. Si lacerava pelle. In ala sud centinaia di psichiatri capaci di fare impazzire con tecniche scientifiche.”

"Come ti chiami?“
"Nazir.”

Nazir alza il pantalone destro e mostra la caviglia viola con la pelle raggrinzita.
“Picchiano con mani, pugni, calcio fucile. Per 2 anni non ho visto luce di sole e messo come feto su pavimento incatenato, senza acqua sudicio di orina e feci.”

Gli sfioro la fronte con la mano.

“E questa cicatrice?”
“Era cerchio di ferro con elettricità si chiama “corona di terrore.”

“Che lavoro facevi in Iraq?”
“Ingegnere spaziale.”

“E perché non lo fai qui?”
“Prima imparo lingua poi posso fare. Americani quando saputo che io ingegnere spaziale mi liberano e offerto impiego lavoro a Nasa.”

“Non hai accettato?”
“Libertà ho accettato sì, ma lavoro con americani no, perché quando sento accento americano come quello di guardiani di Guantanamo io tremo e vomito.”

“Hai resistito alle torture e non hai mai confessato.”
“Mai confessato no, perché io avevo niente da confessare.”

Lo sto ancora abbracciando in silenzio.

...pensiero al vento...
... senza parole ...

giovedì 8 gennaio 2009

...imbarazzo democratico...

Ho già sottolineato altre volte ... che quando alle Politiche del 2006 ... PD e IdV si allearono promettendosi amore (e stesso gruppo parlamentare) eterno ... mi sentii sollevato perchè mi si scioglieva un dubbio ... TROPPO condividevo idee e reazioni del Tonino dei Valori contro l'arroganza al potere di ReSilvio (e dei suoi cortigiani) ... ma anche TROPPI erano gli amici e le collaborazioni che avevo intrapreso con il PD che stava nascendo ...

Poi le cose sono andate come sappiamo ... con litigi, isterismi e separazione tra Tonino e Ualtèr ... che riportavano in vita il mio imbarazzo ...

Ma, dalle notizie, e dichiarazioni, di questi giorni ... ho la conferma che l'imbarazzo non è solo il mio ...

IL FATTO: nei giorni scorsi una delegazione dell'Italia dei Valori ha depositato in Cassazione (guarda il video: referendum, un dovere civile) le firme per il referendum contro il Lodo Alfano.

Firme (compresa la mia) raccolte in tutta Italia ... per rendere "tutti uguali di fronte alla legge".

DICHIARAZIONI:
Una notizia d'agenzia di ieri esprime il pensiero di Arturo Parisi sull'iniziativa dell'Italia dei Valori ... il pensiero di Parisi rispecchia il mio imbarazzo ... che, a questo punto, potrei battezzare come "imbarazzo democratico" ... perchè (e ormai ne ho le prove) è l'espressione di tanti italiani che appartengono al popolo della democrazia (ma di quella vera ... e non di quella "mutuata" dalle Leggi-di-Mercato o, peggio, dalle Leggi-di-Mediaset) ...

Ecco il testo delle dichiarazioni di Parisi ... che comincia con un "Dobbiamo rinnovare purtroppo la nostra amarezza per la decisione dei dirigenti del Pd di non prendere parte all’iniziativa" per promuovere un referendum contro il Lodo Alfano.

Parisi sottolinea che Di Pietro ha consegnato in Cassazione "le firme di più di un milione di cittadini che chiedono l'indizione di un referendum per l'abrogazione del Lodo Alfano. Questo risultato - aggiunge - premia certamente l'impegno politico e la capacità organizzativa dell'Italia dei Valori che di questo referendum e' stato da subito il primo promotore. Di questa iniziativa gli ulivisti che all'interno del Pd si battono da "Democratici per la Democrazia" hanno condiviso da subito lo spirito e l'idea. Ad essa hanno partecipato con convinzione incoraggiando i democratici a prender parte ai comitati che si sono costituiti nei diversi territori, promuovendo essi stessi la raccolta delle firme, e ancor più sottoscrivendo la richiesta senza alcun riguardo alla connotazione partitica degli organizzatori".

"I cittadini hanno risposto - continua l'ex ministro - e tra essi in prima fila gli elettori democratici. Il risultato di oggi e' perciò per noi già di per sé una vittoria della democrazia".

"Mentre condividiamo con Idv e con le altre forze che a questo fine si sono spese la soddisfazione per questo risultato - prosegue Parisi - dobbiamo rinnovare purtroppo la nostra amarezza per la decisione dei dirigenti del Pd di non prendere parte alla iniziativa. Non si può riconoscere nella uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge un principio inderogabile della nostra Costituzione e rifiutare una iniziativa con l'argomento della possibile sconfitta. Rifiutare di battersi e' già di per sé una sconfitta. Rifiutare di continuare la lotta su una questione che in Parlamento abbiamo denunciato con parole quanto mai severe, equivale a trasformare una sconfitta provvisoria in una sconfitta definitiva".

"Come dicemmo fin dall'inizio - aggiunge Parisi - anche a proposito della discutibile e discussa iniziativa di Piazza Navona, non si può alimentare l'indignazione per le forzature e la torsione antidemocratica impressa da Berlusconi al nostro sistema politico e poi non dar seguito a questo con una azione adeguata all'interno delle istituzioni. Non si possono spingere i nostri elettori nelle piazze e avanti ai banchetti e lasciarli poi da soli o in mani altrui. Se una domanda non trova risposta nelle istituzioni, prima o poi la cerca fuori di esse. L'istituto referendario e' stato pensato dai nostri costituenti appunto per questo. Per questo il risultato di oggi - conclude - e' una vittoria della democrazia".

...pensiero al vento...

Concordo ... parola per parola .. con le perplessità e gli imbarazzi espressi da Parisi ...

Il suo imbarazzo è anche il mio ...

COSA SPERARE ORA? ... beh, che il Comitato "Democratici per la Democrazia", presentato da Parisi a Roma il 2 Ottobre scorso, abbia la forza necessaria per orientare "come si deve" il PD ... che fino ad oggi è sembrato TROPPO un PDL(senza L) ...
PER FINIRE ... ECCO ALCUNE FOTO DELLA CONSEGNA DELLE FIRME :


martedì 6 gennaio 2009

...inizio d'anno di guerra...

Inizio d'anno con immagini e notizie di guerra da Israele e Gaza ...

Ho ricevuto e riporto la Lettera inviata ai Politici Italiani da Luisa Morgantini (parlamentare europea) :

"Non una parola, non un pensiero, non un segno di dolore per le centinaia di persone uccise, donne, bambini, anziani e militanti di Hamas, anche loro persone. Case sventrate, palazzi interi, ministeri, scuole, farmacie, posti di polizia. Ma dove è finita la nostra umanità. Dove sono i Veltroni, con i loro "I care", come si può tacere o difendere la politica di aggressione israeliana,

La popolazione di Gaza e della Cisgiordania, i palestinesi tutti, pagano il prezzo dell'incapacità della Comunità Internazionale di far rispettare ad Israele la legalità internazionale e di cessare la sua politicale coloniale.

Certo Hamas con il lancio dei razzi impaurisce ed è una minaccia contro la popolazione civile israeliana, azioni illegali, da condannare. Bisogna fermarli.

Ma basta con l' impunità di Israele e dei ricatti dei loro gruppi dirigenti.

Dal 1967 Israele occupa militarmente i territori palestinesi, una occupazione brutale e coloniale.

Furto di terra, demolizione di case, check point dove i palestinesi vengono trattati con disprezzo, picchiati, umiliati, colonie che crescono a dismisura portando via terra, acqua, distruggendo coltivazioni. Migliaia di prigionieri politici, ai quali sono impedite anche le visite dei familiari.

Ma voi dirigenti politici, avete mai visto la disperazione di un contadino palestinese che si abbraccia al suo albero di olivo mentre un buldozzer glielo porta via e dei soldati che lo pestano con il fucile per farglielo lasciare, o una donna che partorisce dietro un masso e il marito taglia il cordone ombelicale con un sasso perché soldati israeliani al check point non gli permettono di passare per andare all' ospedale, o Um Kamel, cacciata dalla sua casa, acquistata con sacrifici perché fanatici ebrei non sopravissuti all'olocausto ma arrivati da Brooklin, pensando che quella terra e quindi quella casa sia loro per diritto divino, sono entrati di forza e l'hanno occupata perché vogliono costruire in quel quartiere arabo di Gerusalemme un'altra colonia ebraica.

Avete mai visto i bambini dei villaggi circostanti Tuwani a sud di Hebron che per andare a scuola devono camminare più di un ora e mezza perché nella strada diretta dal loro villaggio alla scuola si trova un insediamento e i coloni picchiano ed aggrediscono i bambini, oppure i pastori di Tuwani che trovano le loro tanche d'acqua o le loro pecore avvelenate da fanatici coloni, o la città di Hebron ridotta a fantasma perché nel centro storico difesi da più di mille soldati 400 coloni hanno cacciato migliaia di palestinesi, costringendo a chiudere più di 870 negozi.

Avete visto il muro che taglia strade e quartieri che toglie terre ai villaggi che divide palestinesi da Palestinesi, che annette territorio fertile e acqua ad Israele, un muro considerato illegale dalla Corte Internazionale di giustizia. Avete visto al valico di Eretz i malati di cancro rimandati indietro per questioni di sicureza, negli ultimi 19 mesi sono 283 le persone morte per mancanze di cure, avrebbero dovuto essere ricoverate negli ospedali all'estero, ma non sono stati fatti passare malgrado medici israeliani del gruppo Phisician for Human rights garantissero per loro.

Avete sentito il freddo che penetra nelle ossa nelle notte gelide di Gaza perché non c'è riscaldamento, non c'è luce, o i bambini nati prematuri nell'ospedale di Shifa con i loro corpicini che vogliono vivere e bastano trenta minuti senza elettricità perché muoiano.

Avete visto la paura e il terrore negli occhi dei bambini, i loro corpi spezzati. Certo anche quelli dei bambini di Sderot, la loro paura non è diversa, e anche i razzi uccidono ma almeno loro hanno dei rifugi dove andare e per fortuna non hanno mai visto palazzi sventrati o decine di cadaveri intorno a loro o aerei che li bombardano a tappeto. Basta un morto per dire no, ma anche le proporzioni contano dal 2002 ad oggi per lanci di razzi di estremisti palestinesi sono state uccise 20 persone. Troppe, ma a Gaza nello stesso tempo sono stati distrutte migliaia e migliaia di case ed uccise più di tre mila persone tra loro centinaia di bambini che non tiravano razzi.

Dopo le manifestazioni di Milano dove sono state bruciate bandiere israeliane, voi dirigenti politici avete tutti manifestato indignazione, avete urlato la vostra condanna. Ne avete tutto il diritto. Io non brucio bandiere né israeliane né di altri paesi e penso che Israele abbia il diritto di esistere come uno Stato normale, uno stato per i suoi cittadini, con le frontiere del 1967, molto più ampie di quelle della partizione della Palestina decisa dalla Nazioni Unite del 1947.

Avrei però voluto sentire la vostra indignazione e la vostra umanità e sentirvi urlare il dolore per tante morti e tanta distruzione, per tanta arroganza, per tanta disumanità, per tanta violazione del diritto internazionale e umanitario.

Avrei voluto sentirvi dire ai governanti israeliani: Cessate il fuoco, cessate l'assedio a Gaza, fermate la costruzione delle colonie in Cisgiordania, finitela con l' occupazione militare, rispettate e applicate le risoluzioni delle Nazioni Unite, questo è il modo per togliere ogni spazio ai fondamentalismi e alle minaccie contro Israele.

Ieri lo dicevano migliaia di israeliani a Tel Aviv, ci rifiutamo di essere nemici, basta con l'occupazione.

Dio mio in che mondo terribile viviamo!
"

Luisa Morgantini
www.luisamorgantini.net
...pensiero al vento...

Restano attuali le parole del Che ... che avevo richiamato a Natale (vedi post ...cristiani rivoluzionari... del 26 dicembre scorso): essere sempre "... capaci di sentire nel più profondo qualunque ingiustizia, commessa contro chiunque, in qualunque parte del mondo, come se fosse stata commessa a se stessi ..."


Purtroppo questa "capacità" (da parte dei nostri politici) si è persa (da tempo) ... e oggi tutto il mondo occidentale fa a gara a lanciare messaggi "a parole" ... di cessate il fuoco e le ostilità ... ma oltre questo non si va ...


DOMANDA: perchè contro Cuba c'è un embargo economico che dura da 50 anni ... e contro Israele nessuno si sogna di sollevare oltre che un dito ? ... e di andare oltre che qualche "sterile" raccomandazione al cessare il fuoco ?


Biografia di Luisa Morgantini:

Prima donna eletta nella segreteria della FLM di Milano (Federazione Lavoratori Metalmeccanici FIM- FIOM-UILM per la FIM-CISL), Federazione Italiana Metalmeccanici, non è iscritta ad un partito. È stata eletta parlamentare europea nel 1999 e riconfermata nel 2004 come indipendente, nelle liste di Rifondazione Comunista, nella circoscrizione centro, dopo rinuncia di Fausto Bertinotti che ha accettato l'incarico nella circoscrizione sud. Morgantini ha ricevuto 29 mila preferenze. È iscritta al gruppo parlamentare della Sinistra Europea - Sinistra Verde Nordica.
Da gennaio 2007 è stata eletta Vice-Presidente del Parlamento Europeo con l'incarico delle politiche europee per l' Africa e per i diritti umani. È nelle seguenti Commissioni: per lo sviluppo, per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere, Affari Costituzionali, Sottocommissione per i diritti dell'uomo. È membro della Delegazione per le relazioni con il Consiglio legislativo palestinese; della Delegazione all'Assemblea parlamentare Euromediterranea; della Delegazione all'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE. Fa parte del gruppo di lavoro per l'osservazione elettorale e nell'intergruppo Iniziative per la pace.
È tra le fondatrici della rete internazionale delle Donne in nero contro la guerra e la violenza, è inoltre nel coordinamento nazionale dell'Associazione per la pace, un movimento per la non violenza e la pace.
Impegnata sulla soluzione non violenta dei conflitti e per la giustizia e i diritti umani per tutte e tutti, attiva per una giusta pace in Palestina e Israele e per la fine dell'occupazione militare israeliana.
Ha ricevuto il premio per la pace delle donne in nero israeliane e la Colomba d'oro per la pace di Archivio Disarmo, è tra le 1000 donne nel mondo che sono state candidate al Premio Nobel per la pace.

giovedì 1 gennaio 2009

...pausa blog...

Pausa blog ... per tre giorni ...

Inizio di anno a Varsavia ... dal 2 al 4 gennaio ... poi si ritorna nel BelPaese ...


AGGIORNAMENTO DEL 7/01 ... beh, la Piazza della Città Vecchia non era proprio come nella cartolina presa da Internet ...

ECCO ALCUNE FOTO :





...intervenire sulle cause...

Buon inizio di anno ... con le parole di oggi di PapaRatz che ... udite udite ... sfiora il vero problema ...

Il vero problema ... che da mesi su questo blog ... è descritto nei post della serie "parliamo chiaro" ... ma oggi l'ha detto anche il PapaRatz ... e quindi la cosa ha un valore infinitamente più alto che non detto da un "bloggarolo" qualunque ... e anche i pensieri del PapaRatz non sono certo ...pensieri al vento...

Ma vediamo cos'ha detto di tanto "rivoluzionario" oggi ... sarà una coincidenza ... ma a me i discorsi sono sembrati quasi un omaggio al 50esimo della Revolution cubana ...

Già nella solenne messa cantata celebrata stamane alle 10 nella Basilica vaticana, c'è stata una fortissima esortazione alla comunità internazionale perché sia affrontata con "solidarietà e sobrietà la crisi economica mondiale e combattuta una povertà che genera sempre più ingiustizia, diseguaglianza e minacce per la pace".

Di fronte alle malattie, alla morte infantile alla crisi alimentare, Papa Ratzinger ha denunciato, ancora una volta, la corsa agli armamenti, ed ha chiesto a tutti una marcia in più per affrontare la crisi con una risposta di lungo respiro, con "una revisione profonda del modello di sviluppo di sviluppo dominante".

"Lo esigono" - ha detto - "le difficoltà finanziarie immediate, lo stato di salute ecologica del Pianeta e sopratutto, la crisi culturale e morale, i cui sintomi da tempo sono evidenti in ogni parte del mondo".

E poi ... all'Angelus delle 12 ... ha spiegato che : "La seconda parte del 2008 ha fatto emergere una crisi economica di vaste proporzioni. Tale crisi va letta in profondità, come un sintomo grave che richiede di intervenire sulle cause. Non basta - come direbbe Gesù - porre rattoppi nuovi su un vestito vecchio. Mettere i poveri al primo posto significa passare decisamente a quella solidarietà globale che già Giovanni Paolo II aveva indicato come necessaria, concertando le potenzialità del mercato con quelle della società civile".

...pensiero al vento...
A VOLERE (E SAPER) leggere bene dietro le parole di oggi ...

... andare "in profondità" ... significa non correggere gli effetti ma le cause ...
... andare "in profondità" ... significa andare OLTRE i fattarielli raccontati da Ballarò, da Report, da Anno Zero ... andare OLTRE alle lacrime di chi perde la casa perchè non riesce a pagare il mutuo ... andare OLTRE al racconto delle centraliniste che fanno strip-tease per riavere il lavoro perduto ...
CERTO i fattarielli fanno audience ... ma non portano da nessuna parte ... e meno che meno alle CAUSE DEL PROBLEMA ...
E "le cause" le conosciamo bene ... si chiamano "signoraggio" ... "potere monetario" ... "Banche Centrali Nazionali (BCN) ed Europea (BCE)" controllate dai privati ... "debiti pubblici" creati prima e gestiti poi ad arte dalla BCE e dalle BCN ...

Adesso? ... beh ... dopo i discorsi di oggi ... vedremo se resteranno SOLO PAROLE da giornata di inizio anno ... e soprattutto se e come le parole saranno accolte dai governanti ...
Intanto ... LE PAROLE non possono che essere condivise ... ma ora SERVONO I FATTI ...

...50 anni fa...

Cuba celebra oggi sobriamente, viste le difficoltà economiche e le precarie condizioni di salute di Fidel Castro, il 50esimo anniversario della rivoluzione che ha reso l'isola uno stato comunista e un paese cruciale durante la Guerra Fredda alle porte degli Stati Uniti.

Il presidente Raul Castro tiene un discorso nella città orientale di Santiago, dallo stesso balcone da cui suo fratello maggiore, Fidel, proclamò la vittoria dopo la fuga dal paese del dittatore Fulgencio Batista nelle prime ore del primo gennaio 1959.

Fidel, che non appare in pubblico dal luglio del 2006 in seguito a un intervento all'intestino, non è presente alle celebrazioni di oggi. La sua assenza e le difficoltà economiche che affliggono Cuba, renderono le celebrazioni alla longevità della rivoluzione più sobrie di quanto ci si aspettava, con un discorso del presidente da pronunciare in una piazza capace di ospitare appena 3.000 persone.

In tutto il paese sono stati organizzati concerti:
il più grande si terrà a L'Avana, con la popolare band cubana Los Van Van che si esibirà di fronte alla Sezione di Interesse Usa, sede dell'ambasciata americana fino al 1961, anno in cui i due paesi hanno rotto le relazioni diplomatiche in seguito alla nazionalizzazione delle proprietà statunitensi da parte di Fidel Castro.

...edificio della "sezione di interesse USA" ad Habana...

"oscurata" da ... el monte de la banderas

"La vittoria del primo gennaio non ha segnato la fine della lotta, ma l'inizio di una nuova fase", ha detto Raul Castro. "Non abbiamo avuto un minuto di respiro nel corso dell'ultimo mezzo secolo".

A Cuba, una consistente fetta della popolazione, soprattutto giovani, reclamano sempre più la fine di cinque decenni di difficoltà economiche e vedono in migliorati rapporti con gli Stati Uniti una via d'uscita.

Obama, che si insedierà il prossimo 20 gennaio, nel corso della sua campagna "pubblicitaria", ha detto di voler allentare l'embargo imposto a Cuba che dura da 46 anni, di essere aperto al dialogo con i leader cubani e di prendere in considerazione atti che normalizzino le relazioni tra i due paesi.

Sia Raul che Fidel Castro hanno in varie occasioni detto che un dialogo è possibile.
...pensiero al vento...
aspettando con impazienza Obama ... alla prova dei fatti ... dopo che ha superato la prova delle parole ... ricordiamo oggi uno dei principali eventi del secolo scorso ...
Un dialogo è possibile? ... SI, ma Cuba e le sua Revolution ... dimostrano molto di più ... che un altro tipo di Sistema e di Società ... a questo mondo ... è possibile. E l'anniversario di oggi è importante ... per quanti non smettono di credere nei valori di solidarietà, giustizia, internazionalismo, diritti umani e sociali ... contrapposti a quelli del consumismo, dell'individualismo e dell'arrivismo ...

...Buon Anno 2009...


"Le nostre vite cominceranno a finire,

il giorno in cui resteremo silenziosi

di fronte alle cose che contano..."
Martin Luther King



...pensiero al vento...

Pensa agli altri
di Mahmoud Darwish

Mentre prepari la tua colazione, pensa agli altri,
non dimenticare il cibo delle colombe.
Mentre fai le tue guerre, pensa agli altri,
non dimenticare coloro che chiedono la pace.
Mentre paghi la bolletta dell’acqua, pensa agli altri,
coloro che mungono le nuvole.
Mentre stai per tornare a casa, casa tua, pensa agli altri,
non dimenticare i popoli delle tende.
Mentre dormi contando i pianeti, pensa agli altri,
coloro che non trovano un posto dove dormire.
Mentre liberi te stesso con le metafore, pensa agli altri,
coloro che hanno perso il diritto di esprimersi.
Mentre pensi agli altri, quelli lontani, pensa a te stesso,
e dì : magari fossi una candela in mezzo al buio.