venerdì 18 febbraio 2011

...Fabio Di Celmo...

Cuba negli anni settanta stava rischiando il collasso a causa di una epidemia che faceva ammalare gli alberi di agrumi. D’altronde era strozzata dall’embargo imposto dagli USA, e come si sa è un metodo vile e criminale perchè impoverisce e decima la popolazione. Peggio di una guerra.

Il settore dell’agricoltura era importante per poter resistere all’impoverimento e non si riusciva a capire quale fosse la causa di questa epidemia.

Ma accadde un fatto. Per puro caso, un contadino abbatté con una provvidenziale scoppiettata un piccione viaggiatore. E notò che portava legata ad una zampetta, una capsula di alluminio: conteneva della bambagia macchiata di giallo.

Grazie ad un ricercatore particolarmente sospettoso si poté sventare il piano. Si scoprì che la CIA, tramite i piccioni viaggiatori, faceva liberare nei campi un batterio molto particolare che faceva ammalare le piante.

C’è da chiedersi chissà quante volte siano state diffuse,ad opera degli Americani, epidemie del genere, di cui poi si è perso ogni controllo.

Vere e proprie armi batteriologiche per colpire un Paese considerato a loro ostile.

Preciso che qui non si tratta di difendere o meno l’operato di Fidel Castro ma quello di rendere giustizia ad un popolo che non merita di essere messo in pericolo nel nome della cosiddetta “libertà”!

Ma dalle bombe batteriologiche, se non bastano, si passano da quelle al tritolo. Anche l’Italia d’altronde non si è dimostrata immune alle stragi con l’ausilio della “mano straniera” d’oltre oceano.

Siamo nell’anno 1997 e Cuba, sempre affranta dall’embargo, riusciva a reggersi grazie soprattutto agli ingenti investimenti nel settore turistico. D’altronde non c’era nemmeno più l’Unione Sovietica che sottobanco allacciava relazioni commerciali.

E fu l’anno nella quale anche Cuba dovette conoscere la cosiddetta “Strategia della Tensione”. Anche se ben diversa la finalità di questa strategia, abbiamo sempre elementi che non mancano mai.

Gli ingredienti sono identici: infiltrati, bombe, CIA e servizi interni deviati e sigle di terroristi nostrani.

Iniziarono una raffica di attentati nei maggiori alberghi dell’Avana. 

La finalità era evidente: portare al collasso l’economia Cubana, quindi creando insofferenza da parte della popolazione in maniera tale da rovesciare il governo di Fidel Castro.

In quel periodo c’era un giovane imprenditore italiano di nome Fabio Di Celmo. Giunse a Cuba, assieme al padre nel 1993, per un attività di forniture alberghiere.

E da quel giorno non abbandonò mai l’isola.

Il quattro settembre del 1997 era nel bar dell’Hotel Copacabana per bere un caffè quando, all’improvviso, scoppiò una bomba che distrusse tutto e il ragazzo morì dilaniato dal tritolo.

Grazie all’inteso lavoro dell’intellingence cubano, si scoprì che gli attentati furono ad opera di cubani esuli a Miami, ma finanziati dal governo Statunitense. I

n particolare si scoprì chi fosse l’attentatore che uccise Di Celmo: era un salvadoregno di nome Raul Cruz Lèon. Egli in seguito rivelò che era stato reclutato dal famigerato esule cubano Luis Posada Carriles.

Un uomo al servizio della Cia ove partecipò a numerose operazioni contro molti paesi dell’America Latina. Fu uno di quelli che addestravano gruppi paramilitari ad uccidere e torturare la gente che appoggiava governi o gruppi di sinistra. Ma è anche poco conosciuto per aver fatto parte attiva nella costruzione della famigerata struttura Gladio.

Carriles attualmente vive ben protetto negli USA e non sta scontando nulla e per l’uccisione dell’italiano Di Celmo non fu estradato. L’Italia vergognosamente nemmeno la richiede.

Negli USA invece sono a marcire in galera, e tra l’altro dentro le famigerate botole che sono una vera e propria tortura quotidiana, cinque cubani dei servizi segreti castristi. Ingiustamente detenuti avendo la solo colpa di scoprire da dove provenissero i terroristi.

...pensiero al vento...
Questo articolo l’ho scritto per non dimenticare delle bombe batteriologiche , delle bombe vere e proprie e della morte di questo ragazzo Italiano troppo presto dimenticato.
Ogni anno a Cuba, per non dimenticare, si svolge un torneo di calcio intitolato a Fabio Di Celmo e viene inaugurato dal padre Giustino che ancora reclama una Giustizia che probabilmente gli USA non la concederanno mai.

ALCUNE MIE FOTO ... dal Vedado (2010) ... ristorante italiano dedicato a Fabio ...

martedì 15 febbraio 2011

...concussore SENZA concusso?...

La concussione  (che significa indurre, costringere) è il più grave reato contro la pubblica amministrazione. 

Può essere commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di pubblico servizio.

Chi commette il reato è una persona “pubblica” che costringe un altro (privato o pubblico che sia) a compiere una determinata azione, non legale, abusando della propria posizione di comando.

Il concussore, colui che  “dà un ordine” e’ sempre un pubblico ufficiale che, in forza della sua carica pubblica,  può costringere una persona a fare una determinata cosa, lasciandolo tuttavia libero di aderire o meno al male minacciato; oppure può indurre la vittima mediante sopraffazione comportamentale o violenze psichiche allusive (uso di metafore, silenzi, a fare una determinata azione e con il suo comportamento può influire sul processo motivazionale della persona e convincerlo che quello che dovrà fare è la sola cosa giusta da fare in quel contesto.

Questa seconda ipotesi: l’induzione, sembra la più attinente alla questione (Berlusconi-Ruby), perché appare evidente che l’ufficiale o il poliziotto di turno di fronte alle varie telefonate (ne risultano più di una) del Presidente del Consiglio in considerazione dell’alta carica che ricopre, ha influito sul processo motivazionale dell’ufficiale o del poliziotto che da deciso di consegnare la ragazza minorenne alla Minetti e a disobbedire agli ordini del magistrato suo superiore.

L’induzione è derivata anche da fatto che la persona minorenne era stata presentata dal Presidente del Consiglio come nipote di Mubarak, personaggio politico importante ed è del tutto evidente lo stato di soggezione dell’ufficiale o del poliziotto di turno.

E’ un reato che rientra tra i rapporti di cooperazione con la vittima.

In questo caso chi è la vittima?

Non è la Ruby, che è solo l’oggetto della questione, ma è quell’ufficiale pubblico che invece di dare retta al magistrato che gli imponeva di cercare una comunità in cui mettere la Ruby ed in caso negativo di trattenerla fino al mattino successivo, ha ubbidito  e dato retta al Presidente del Consiglio, il quale nella sua funzione pubblica  ha indotto l’ufficiale o il poliziotto di turno in questura a consegnare la minorenne in mano alla Minetti e a disobbedire agli ordini del magistrato.

I difensori del Presidente del Consiglio sostengono che in questo caso, c’è il concussore, ma per esserci un reato vero ci vuole anche il concusso. 

Insomma perché il reato sia reato occorre essere in due. Più o meno come nel caso Mills quando si sosteneva che c’era il corrotto ma non il corruttore.

Sostanzialmente è come dire “c’è stato un attentato”, ma non c’è l’attentatore. La bomba se n’è andata in giro da sola e al momento giusto è scoppiata. Fatalità.

...pensiero al vento...
[ NOTA - Le imprecisioni che si possono evidenziare in quanto detto sopra, sono dovute al semplice fatto che, anziché trascrivere le parole complicate dei codici, si è preferito un linguaggio semplice che, per forza di cose risulterà impreciso. Ma la sostanza resta. L’importante è comprendere]

giovedì 10 febbraio 2011

...solo B. ci può salvare?...

ANALISI di Jacopo Fo (da IL FATTO QUOTIDIANO) ...

Gli ultimi sondaggi d’opinione ci dicono che solo 1 italiano su 10 è convinto che le cene a casa di B. siano state una roba da educande.


Ma 3 italiani e mezzo su 10 sono convinti che anche se ha fatto il porcello è meglio di tutti gli altri e deve continuare a governare.


Ho avuto occasione di sentire il parere di alcuni di questi sostenitori a oltranza del Ciclope di Arcore…


Un’anziana signora mi guarda negli occhi con uno sguardo di commiserazione e mi dice: “Gli uomini sono tutti uguali. Sono dei maiali. Tutti! Io sono vecchia, li conosco bene! Cosa crede che facciano gli altri?”


E c’è quello con lo sguardo vispo che asserisce: “Almeno gli piacciono le donne, quelli di sinistra vanno a trans!”


C’è poi il ragazzo simpatico che mi colpisce di sorpresa con un: “Ma insomma: è scivolato sulla buccia di banana delle ragazze, ma dimmi una sola cosa sbagliata che ha fatto Berlusconi” (devo ammettere che di fronte a una simile affermazione ho subìto un minuto di vuoto mentale misto a panico, non mi veniva in mente niente da dire, solo vertigine e sgomento).


C’è il virilista: “Se ero al suo posto altro che Bunga Bunga gli davo!”


E c’è il possibilista: “Può capitare a tutti di finire con una che non ti dice che ha 17 anni…”

Ma io sono convinto che ci sia un altro motivo per continuare a sostenere B. che difficilmente verrà tirato fuori in una discussione.

Il problema è che siamo salvi grazie a B. e forse questo la sinistra dovrebbe iniziare a dirlo.


B. è un male necessario.


Sento pochi insorgere sul fatto che in Italia il falso in bilancio viene punito con una multa. E anche l’insider trading, l’uso di notizie riservate per speculare in Borsa.

Sono reati che nel resto del mondo costano anni di carcere duro.

 E anche il fatto che in Italia la giustizia non funzioni fa parte del gioco.


Sarebbe ora di dirlo che l’Italia assolve un compito simile a quello dei paradisi fiscali.

Noi siamo un paradiso illegale. Abbiamo cose ghiotte per i riciclatori di denaro come lo scudo fiscale…


Da noi le regole sono lasche e spesso teoriche, opinabili, cavillabili, condonabili.


Ed è così da sempre, l’Italia è stata il ponte dei commerci impossibili: tra paesi arabi e Israele, tra Usa e Urss, tra Sud Africa e Europa…


Da noi si trova sempre una soluzione… Siamo creativi.


Il caso di B. è la prova lampante di quanto sostengo: egli dimostra ogni giorno che la legge italiana è scritta apposta per essere raggirata dai potenti, dai furbi e dagli amici degli amici.


B. ha ragione quando dice che la nostra situazione economica è migliore di quel che sembra perché il calcolo del rapporto tra debito dello stato e PIL (il valore di quanto si produce in un anno) è falsato: non si calcola l’economia sommersa (tutto quello che viene pagato in nero).


Se poi ci aggiungiamo il valore dell’economia della mafie e della corruzione il nostro Pil schizza alle stelle. Per questo la Grecia crolla e noi no.

E oltretutto B. con la sua politica Bunga Bunga Mubarak, ci porta a casa tanti bei contratti firmati con i peggiori dittatori del mondo, da noi si sentono amati, coccolati… Parliamo di contratti miliardari…


Se la sinistra vuol veramente trasformare l’Italia in un paese legale deve dire anche come farà a far galleggiare la nostra economia senza il salvagente della finanza grigia e nera.

Ci vogliono idee, ci vuole un programma vero, un modello nuovo di Sistema Italia.

Solo se c’è un progetto credibile, che crei entusiasmo e speranza, si può pensare che gli italiani decidano di smettere di essere lo Stato della legalità condizionata.

Ma niente chiacchiere: voglio vedere il piano finanziario.

,,,pensiero al vento...
GRANDE JACOPO ... momenti di lucidità politica ... INUSUALE !!!

Commento finale di Jacopo:
... comincio con questo articolo una campagna di pressione sulla sinistra: qualcuno mi dice qual'è il progetto per tirar fuori l'Italia dalla crisi? Ma no discorsi vaghi, voglio proposte dettagliate, con gli articoli di legge che si vogliono proporre... Sennò i programmi sono solo prese per il culo

mercoledì 9 febbraio 2011

...in attesa di quella vera...

Da LA REPUBBLICA ...

La procura di Milano: stralciata la posizione di Berlusconi, chiederemo giudizio per concussione e prostituzione minorile. Sara Tommasi sarà sentita a Napoli. Contatti con un ministro. E Oggi parla di scatti e riprese di Noemi Letizia minorenne a Palazzo Grazioli e Villa Certosa. Processo Mills riprende l'11 marzo

Da IL FATTO QUOTIDIANO ...

La procura di Milano ha sciolto le riserve: la richiesta di processo per Silvio Berlusconi che verrà avanzata oggi riguarderà entrambi i reati contestati al premier, concussione e prostituzione minorile (leggi l'articolo).
Il presidente del Consiglio corre ai ripari. Ieri pomeriggio ha incontrato i suoi avvocati, Niccolò Ghedini e Piero Longo, e i vertici del suo partito.
L'imputato per concorso esterno in associazione camorristica Nicola Cosentino, il coordinatore degli azzurri e indagato per la nuova P2 Denis Verdini e il ministro della Giustizia Alfano.
A sorpresa a palazzo Grazioli si è presentata con carta e codici sotto al braccio pure l'alto dirigente del ministero della Giustizia Augusta Iannini, ex gip del tribunale di Roma e moglie del conduttore di Porta a Porta (leggi l'articolo).
Ma la situazione giudiziaria resta comunque complicata.
Da Napoli emerge come molte delle ragazze ospiti ad Arcore fossero legate alla criminalità organizzata (leggi l'articolo), mentre il settimanale Oggi spiega di aver trattato fotografie e video che ritraggono Noemi Letizia nelle residenze del presidente del Consiglio quando era ancora minorenne (leggi l'articolo)


Il cerchio si stringe? ... PARE PROPRIO DI SI ...

...pensiero al vento...
IN ATTESA di quella vera ...

RIVEDIAMO la scena finale de IL CAIMANO ...

martedì 8 febbraio 2011

...bambini "rivoluzionari"...


A un bambino bisogna insegnare a essere un rivoluzionario, 
nel senso di cercare sempre il bene maggiore 
da donare agli altri per migliorarne l’esistenza. 
Lo scopo della vita non può essere accumulare denaro, 
ma creare rapporti d’amore.

Queste parole sono di Giovanni Bollea, padre della neuropsichiatria italiana, morto pochi giorni fa all’età di 98 anni.

E’ questa la miglior risposta alle polemiche sollevate da chi ha visto di cattivo gusto l’intervento del giovane Giovanni Tarizzo, di tredici anni, alla manifestazione di sabato al Palasharp.

Le sue domande: 

“Perché il Presidente del Consiglio si fa i comodi suoi, mentre l’Italia è piena di problemi?“, 

“Perchè lui pensa a fare solo festini ad Arcore, mentre c’è gente povera e gente come lui che nuota nell’oro?” 

sono la dimostrazione non tanto che Giovanni sia un rivoluzionario, quanto che in potenza noi tutti, quando siamo bambini, siamo dei rivoluzionari.

Questa particolare predisposizione delle anime pure, immacolate, lontane dalla cupidigia, dall’avarizia, dall’avidità, è presente in tutti quei bambini che vedono le ingiustizie e si domandano il perché: e anche quando gli viene insegnato che c’è un Dio dell’amore che regna i destini di tutti, si domandano ancora di più la ragione per cui questo Dio dell’amore lasci imperare odio, miseria e ingiustizia (riflessioni filosofiche semplici, ma efficaci a quell’età).

Anche io ero così, mi ricordo. E non mi fu insegnato nè ad essere rivoluzionario nè a non esserlo: semplicemente sono stato lasciato libero di scegliere. E ho scelto di stare dalla parte dei più deboli, contro le ingiustizie. 

Altri che conoscevo e che la pensavano come me, ora hanno una visione completamente diversa.

...pensiero al vento...
La vita è fatta di scelte. E visto che il libero arbitrio è una delle poche cose che non ci possono sottrarre, penso che di fronte ad un bivio la volontà di andare a destra o a sinistra non sia da imputare a Dio o a qualcun’altro, quanto a noi stessi. 
Per quel che mi riguarda, al mio bivio, quando avevo 14 anni e cominciavo a capire in che direzione andava il mondo (a destra), non ho avuto dubbi: sono andato a sinistra.

lunedì 7 febbraio 2011

...i chiodi e lo steccato...

C'era una volta un ragazzo con un brutto carattere . . .

Suo padre gli diede un sacchetto di chiodi e gli disse di piantarne uno nello steccato del giardino ogni volta che avesse perso la pazienza e litigato con qualcuno.

Il primo giorno il ragazzo piantò 37 chiodi nello steccato.
 

Nelle settimane seguenti, imparò a controllarsi e il numero di chiodi piantati nello steccato diminuì giorno per giorno: aveva scoperto che era più facile controllarsi che piantare i chiodi.
 

Finalmente arrivò un giorno in cui il ragazzo non piantò alcun chiodo nello steccato. Allora andò dal padre e gli affermò che per quel giorno non aveva piantato alcun chiodo.
 

Il padre allora gli disse di levare un chiodo dallo steccato per ogni giorno in cui non aveva perso la pazienza e litigato con qualcuno.
 

I giorni passarono e finalmente il ragazzo poté dire al padre che aveva levato tutti i chiodi dallo steccato.
 

Il padre portò il ragazzo davanti allo steccato e gli disse: 

"Figlio mio, ti sei comportato bene ma guarda quanti buchi ci sono nello steccato. 
Lo steccato non sarà più come prima. Quando litighi con qualcuno e gli dici qualcosa di brutto, gli lasci una ferita come queste. Puoi piantare un coltello in un uomo, e poi levarlo, ma rimarrà sempre una ferita. Non importa quante volte ti scuserai, la ferita rimarrà."

...pensiero al vento...
bella storia ....

giovedì 3 febbraio 2011

...Garage Olimpo...

Qualche nota ... sul film di stasera ... al cineclub del Mercoledi sera .. GARAGE OLIMPO ...

LA TRAMA:
Maria è una giovane attivista militante in una organizzazione clandestina che si oppone alla dittatura militare al governo in Argentina. Vive in città in una grande casa, insieme alla madre, che ha affittato alcune stanze dell'appartamento, e a Felix, un ragazzo timido innamorato di lei.

Una mattina irrompono in casa poliziotti e militari in borghese e arrestano Maria che viene rinchiusa in un centro clandestino chiamato Garage Olimpo. Per far parlare Maria, il capo del centro affida il compito ad uno dei suoi uomini più fidati: Felix, l'affittuario. Maria scopre che Felix è il suo torturatore ma anche la sua unica speranza di salvezza.

Durante la reclusione, Maria bacia Felix, poi prova a scappare ma è ripresa. Dopo la morte del comandante ad opera di un attentato, al Garage Olimpo giunge un nuovo capo che fa salire su un aereo anche Maria, assieme agli altri sequestrati, che verranno eliminati in forma anonima, divenendo desaparecidos.

Dai titoli di coda del film:

"Tra il 1976 e il 1982, durante la dittatura militare argentina, migliaia di cittadini sono stati gettati vivi in mare. oggi i responsabili di questi crimini, camminano liberi per le strade."



...pensiero al vento...
film duro ... ma da vedere ...

A ME ha fatto pensare a COME si possa ridurre il genere umano ...

POSSO cioè (con difficoltà) capire pure ad un'uccisione avvenuta a freddo in un'azione di guerra o in una rapina ... MA il ruolo e le cattiverie di un caceriere ... perpetuati per settimane e settimane ... E' PROPRIO difficile da capire ... 

Il regista stesso, Marco Bechis, all'epoca ventenne, era stato arrestato, torturato e, grazie al passaporto italiano, espulso dall'Argentina. Nel 1981, col sostegno di Amnesty International, aveva organizzato a Milano una mostra sui desaparecidos.



Ebbe l'opportunità di girare il film solo molti anni dopo gli avvenimenti, dopo aver contribuito anche alla sceneggiatura di un film sugli orrori della guerra in Bosnia (Il carniere di Maurizio Zaccaro).


« ...Ho capito che (l'Argentina) bisognava raccontarla come se quella tragedia avvenisse oggi da qualche parte nel mondo. Senza ricostruire quegli anni, senza storicizzare i fatti... »