giovedì 3 febbraio 2011

...Garage Olimpo...

Qualche nota ... sul film di stasera ... al cineclub del Mercoledi sera .. GARAGE OLIMPO ...

LA TRAMA:
Maria è una giovane attivista militante in una organizzazione clandestina che si oppone alla dittatura militare al governo in Argentina. Vive in città in una grande casa, insieme alla madre, che ha affittato alcune stanze dell'appartamento, e a Felix, un ragazzo timido innamorato di lei.

Una mattina irrompono in casa poliziotti e militari in borghese e arrestano Maria che viene rinchiusa in un centro clandestino chiamato Garage Olimpo. Per far parlare Maria, il capo del centro affida il compito ad uno dei suoi uomini più fidati: Felix, l'affittuario. Maria scopre che Felix è il suo torturatore ma anche la sua unica speranza di salvezza.

Durante la reclusione, Maria bacia Felix, poi prova a scappare ma è ripresa. Dopo la morte del comandante ad opera di un attentato, al Garage Olimpo giunge un nuovo capo che fa salire su un aereo anche Maria, assieme agli altri sequestrati, che verranno eliminati in forma anonima, divenendo desaparecidos.

Dai titoli di coda del film:

"Tra il 1976 e il 1982, durante la dittatura militare argentina, migliaia di cittadini sono stati gettati vivi in mare. oggi i responsabili di questi crimini, camminano liberi per le strade."



...pensiero al vento...
film duro ... ma da vedere ...

A ME ha fatto pensare a COME si possa ridurre il genere umano ...

POSSO cioè (con difficoltà) capire pure ad un'uccisione avvenuta a freddo in un'azione di guerra o in una rapina ... MA il ruolo e le cattiverie di un caceriere ... perpetuati per settimane e settimane ... E' PROPRIO difficile da capire ... 

Il regista stesso, Marco Bechis, all'epoca ventenne, era stato arrestato, torturato e, grazie al passaporto italiano, espulso dall'Argentina. Nel 1981, col sostegno di Amnesty International, aveva organizzato a Milano una mostra sui desaparecidos.



Ebbe l'opportunità di girare il film solo molti anni dopo gli avvenimenti, dopo aver contribuito anche alla sceneggiatura di un film sugli orrori della guerra in Bosnia (Il carniere di Maurizio Zaccaro).


« ...Ho capito che (l'Argentina) bisognava raccontarla come se quella tragedia avvenisse oggi da qualche parte nel mondo. Senza ricostruire quegli anni, senza storicizzare i fatti... »

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