Alcune note ... tratte dall'introduzione del libro di Hervé Kempf "Per salvare il pianeta dobbiamo farla finita col capitalismo" :
Il crac dell'economia e l'emergenza ambientale hanno sprofondato il capitalismo, dopo oltre due secoli di dominio, nella crisi più grave della sua storia, una crisi forse fatale.
Per salvare il pianeta abbiamo un'unica possibilità: costruire una società che non sia più dominata solo dall'economia, un mondo dove il denaro non sia l'unica misura di tutte le cose.
Kempf ricostruisce le recenti trasformazioni del capitalismo, e soprattutto quel trionfo dell'individualismo consumista che ha oscurato le esigenze della collettività: dobbiamo dunque superare questo condizionamento psicologico, e poi illuminare l'intreccio di economia, ecologia, qualità della vita e informazione.L'oligarchia del denaro e dei media cerca di ingannare un pubblico sempre più consapevole del disastro, illudendoci che la soluzione di tutti i problemi arriverà dalle nuove tecnologie.
Hervé Kempf, sintetizzando nella maniera più chiara una gran massa di dati e di inchieste, dimostra che è una strada sbagliata, che porterà inevitabilmente a mantenere le ingiustizie.
Al contrario, dobbiamo ripartire dai nostri rapporti interpersonali, riattivare la vitalità del tessuto sociale e riscoprire la solidarietà e le sue virtù.
Dobbiamo diventare più consapevoli della posta in gioco, per avviarci verso una società dove la cooperazione sia più importante della competizione e immaginare un nuovo contratto sociale in cui il bene comune prevalga sull’avidità di pochi.
da dove cominciare? … bel quesito, vero? …
Beh, oltre alla scontata opera di cultura (ma a quanti interessa? .. e quanti poi raggiunge?) ... IO una speranza la affiderei all’emigrazione e alla società multi-nazionale che diventeremo nei prossimi anni … QUESTO PERCHE’, se dovessimo confidare solo negli “italioti” e sulle difese delle "convenienze" ormai raggiunte … di speranze ce ne sarebbero veramente ben poche …
CHIUDO con due recensioni del libro di Kempf:
«Kempf ci invita a una riflessione sul benessere dell’umanità. Nelle sue forme più avanzante, il capitalismo istupidisce e toglie la parola agli uomini, e frustra il consumatore sottoposto a stimoli incessanti: in sintesi, ci porta alla follia e ci priva della nostra umanità.» «Libération»
«Per Kempf, uscire dal capitalismo non significa abbandonare l’economia di mercato, ma ridurre la sua sfera d’influenza e smettere di uniformare le nostre relazioni sociali ai nostri comportamenti economici. Si tratta “solo” di questo, ma sarebbe già una gran bella rivoluzione!» «Elle»
CHIUDO con due recensioni del libro di Kempf:
«Kempf ci invita a una riflessione sul benessere dell’umanità. Nelle sue forme più avanzante, il capitalismo istupidisce e toglie la parola agli uomini, e frustra il consumatore sottoposto a stimoli incessanti: in sintesi, ci porta alla follia e ci priva della nostra umanità.» «Libération»
«Per Kempf, uscire dal capitalismo non significa abbandonare l’economia di mercato, ma ridurre la sua sfera d’influenza e smettere di uniformare le nostre relazioni sociali ai nostri comportamenti economici. Si tratta “solo” di questo, ma sarebbe già una gran bella rivoluzione!» «Elle»
Nessun commento:
Posta un commento