martedì 20 aprile 2010

...lo schiaffo di Roma...

Dall'ultimo Diario di Silvano Agosti ...

“Hai fatto bene Maria Pia a raccontarmi la tua segreta avventura, ora la metterò nel mio diario in internet e il tuo gesto entrerà solennemente nella Storia.”


La donna sorride, contenta di aver potuto narrare una delle mille avventure vissute presso il Grand Hotel Excelsior, dove per anni ha prestato servizio col compito di rigovernare le lussuose stanze che ospitano uomini di potere e di ricchezze.


La vicenda risale alla fine degli anni settanta quando, dopo la morte del Papa regnante, affluivano a Roma i Cardinali da tutto il mondo per il conclave.


“Il portiere mi ha affidato due borse e io le ho messe in una delle bellissime stanze dell’Albergo. Erano le borse di un ricco americano che, il giorno dopo è partito per gli Stati Uniti, portando con sé un pacco trovato nella stanza, pensando si trattasse di un omaggio della Direzione che spesso offriva ai clienti più facoltosi un abito da antico romano o rinascimentale.”


“E allora?” Chiedo incuriosito.

“Quando poi il giorno dopo sono arrivati alcuni Cardinali, si è scoperto che quella stanza era riservata a uno di loro e che quel pacco conteneva l’abito da indossare per partecipare al conclave. Abito che ormai era partito col ricco americano e si trovava negli StatiUniti.

Ricordo che il direttore dell’albergo mi ha chiamata attribuendo a me la colpa del misfatto e dicendomi che avrebbero trattenuto due mesi del mio stipendio per procurare una nuova veste a Sua Eminenza che nel frattempo aveva ufficialmente protestato con la direzione dell’albergo.

Io ho risposto piangendo che avevo due bambine da mantenere, ma lui con la scusa che l’Eminenza si era molto alterato non mi ha dato retta e io ho continuato il mio pianto per due giorni.


Poi un Cardinale amico ha offerto il proprio abito all’Eminenza offesa e poco a poco si sono resi conto che io non c’entravo niente. Allora mi hanno chiamato per scusarsi con me. Anzi, prima di entrare nel conclave il cardinale Karol Wojtyla, bellissimo nell’abito fiammante offertogli dal Cardinale amico, ha chiesto che andassi da lui e chiedendomi scusa mi ha abbracciato stringendomi forte. Io istintivamente l’ho respinto e lui è tornato a riabbracciarmi e io, ancora immersa nel mio pianto, gli ho dato uno schiaffo. Lui ha sorriso.


Poi il direttore, dopo qualche giorno mi ha comunicato che sarei stata regolarmente pagata e che io, cameriera d’albergo e donna d’onore, avevo dato uno schiaffo nientemeno che al nuovo Papa.”

...pensiero al vento...
Ancora Agosti ... e il suo commento al racconto:

... le poche cose che so con certezza sulla vita degli uomini di potere me le confidano sempre, come direbbe Dostoevskij, “gli umiliati e offesi” ...

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