mercoledì 15 settembre 2010

...prima volta ad Alcatraz...

Avevo già parlato della Libera Repubblica di Alcatraz ... nei mesi scorsi ...

Per chi ne vuole sapere di più, oltre al link del Sito della Repubblica, rimando al post ...libera repubblica, in libero regno... del 21 Gennaio scorso ... e poi al breve post ...scorta di buonumore... del 22 Marzo ...
 
Lo scorso fine settimana, nonostante una forte cervicalgia che mi aveva messo fuori uso nei giorni precedenti la partenza ... sono riuscito ad esserci, per due giorni, in quel di Gubbio ...

Ovviamente Alcatraz NON merita resoconti e diari come un viaggio "tradizionale" ...

E ALLORA, pubblico qualche foto ... qualche pensiero portato via ... e un bel testo dell'amico Isidro ...

Nei prossimi post ... dettagli sui progetti della "Repubblica" ...

Le nostre vite
finiscono
quando tacciamo
di fronte alle cose
davvero importanti
[Martin Luther King]


A muso duro
Ho sempre scritto i versi con la penna,
non ordini precisi di lavoro.
Ho sempre odiato i porci ed i ruffiani
e quelli che rubavano un salario.
I falsi che si fanno una carriera,
con certe prestazioni fuori orario.
[Pierangelo Bertoli]


Le formiche ... 
quando si mettono d'accordo ... 
spostano l'elefante ... 
[proverbio del Burkina Faso]


La mafia sarà sconfitta da un esercito
di bravi insegnanti di scuola elementare
[Gesualdo Bufalini]


E, PER CHIUDERE, IL RICORDO DI ISIDORO ... DELLA SUA PRIMA VISITA AD "ALCATRAZ" ...

E ritornò indietro di tantissimi anni
a descrivere la prima volta
che giunse ad Alcatraz
- dopo aver... evitato accuratamente la casa di pena,
schivato la casa di cura,
scartato a malincuore la casa di piacere,
dribblato la casa da gioco,
eluso la casa di tolleranza
e finalmente accasato nella casamatta
- vestito d’innocenza,
nudo e non indecente.

“Appena arrivato,
mi hanno addossato la divisa della giocondità
e rinchiuso segregato dentro una nuvola d’energia.
E ti ritrovi d’un subito
sparso sulla pelle
la voglia di congiungerti carnalmente
con l’indifferenza,
di escluderti,
d’appartarti
e metterti a tavola seduto di spalle.
Ma viene sempre qualcuno a massaggiarti
e rubare l’energia che non hai.
Rivoglio il mio sogno screziato.
Mi giro di scatto
e lentamente guardo dritto negli occhi
animali e cose a caso
e sparo a mitraglia miliardi,
che dico milioni di milioni di sorrisi
d’estensione il doppio del normale.
[Isidoro Tamasi]



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