venerdì 31 dicembre 2010

...parole di fine anno...

Parole di fine anno ... a chiarire i dubbi dei "detrattori ad arte" ...
Mentre risponde alle nostre domande sul cellulare, dal telefono fisso sta commissariando l’Idv in Piemonte. “Non si può mai stare tranquilli. Da una parte mi accusano, a me!, di questione morale, e intanto io commissario il nuovo coordinatore piemontese che ha appena imbarcato un tizio che vuole stare con noi ma intanto dichiara che resta fedele al sindaco di San Mauro Torinese del centrodestra. Dopo i Razzi e gli Scilipoti, ci mancava solo questo!”.

Com’è questa storia del Piemonte? C’entra qualcosa col precedente coordinatore che s’è rivolto ai giudici per contestare la regolarità dell’ultimo congresso?
C’entra e non c’entra. Il congresso in Piemonte, l’ha stabilito il giudice in via d’urgenza, era regolare. Andrea Buquicchio, che ha fatto per 10 anni il coordinatore regionale e per 5 il consigliere regionale, ha perso il congresso e voleva farlo invalidare perché un altro l’ha battuto. L’altro, Luigi Cursio, un medico, uno della mitica ‘società civile’, in buona fede per carità, diciamo per inesperienza, era così contento di avere strappato uno al Pdl che non gli ha chiesto nemmeno di scaricare la giunta Pdl di San Mauro. La società civile è una bella cosa, lo dico a Flores d’Arcais: ma a volte combina certi casini… Flores non ha idea di cosa vuol dire creare dal nulla e poi organizzare un partito, basato tutto sul volontariato.

Per un riciclato che respingete, altre centinaia ne avete imbarcati. Soprattutto mastelliani.
Ma non è che chiunque abbia fatto politica in altri partiti ha la peste addosso. Abbiamo delle regole: niente inquisiti, men che meno condannati. Ai congressi votano gl’iscritti, e mai per delega: bisogna essere presenti fisicamente. Se poi uno ha consensi e prende più voti di un altro, che ci posso fare io? E’ questione morale o è democrazia? Sapesse quanti trombati perdono il posto e si mettono a strillare alla questione morale.

Lei ha fatto intendere che De Magistris vuole il suo, di posto.
Ma quando mai. Mi riferivo alle lamentele che arrivano da tanti trombati sul territorio. Luigi mica l’abbiamo trattato come un corpo estraneo: è parlamentare europeo, presiede un’importante commissione sull’erogazione dei fondi europei, è capo del dipartimento Giustizia dell’Idv. Non ha bisogno di posti, li ha già e mi aspetto che si responsabilizzi di più, che mi aiuti a risolvere i problemi. Come l’altra sera, quando ha presenziato al vertice in Campania che ha eletto coordinatore una figura specchiata, Lorenzo Diana. Con lui comunque ci sentiamo due o tre volte al giorno, pure in questi giorni, nessun problema di posti.

E qual è il problema allora?
Che lui, la Alfano e Cavalli hanno sbagliato i tempi e le parole. Dire “questione morale” significa che il partito è marcio, il che è falso e offensivo. Mortifica e avvilisce non solo me, ma i nostri 1500 iscritti e i nostri dirigenti che da anni si fanno un mazzo così, spesso senza gratificazioni. Dirlo a freddo, poi, all’indomani della compravendita di Razzi e Scilipoti, è una coltellata. Per carità, mi prendo le mie responsabilità per averli scelti, ma come potevo prevedere che dopo 10 anni di dipietrismo e antiberlusconismo, quei due, dalla sera alla mattina, passavano con Berlusconi?

Beh, a volte bastano i curricula, le facce…
Senta, lo sa qual è la verità? Che, se volevo tenermeli, Razzi, Scilipoti e pure Porfidia me li tenevo. Ma a un prezzo: rinunciare alle nostre regole, cioè proprio alla questione morale tanto sbandierata da De Magistris, Alfano, Cavalli e Flores.

Si spieghi meglio.
All’ultimo esecutivo Idv abbiamo deciso che ci si può candidare solo nella propria regione. Scilipoti sapeva che nel suo territorio, Barcellona Pozzo di Gotto, gli avremmo preferito Sonia Alfano: al confronto con Sonia s’è sentito come il due di coppe quando a briscola comanda bastoni. Oltretutto, nel frattempo, è venuto fuori che è sotto processo. E noi chi è sotto processo non lo candidiamo.

E Razzi?
Idem: non sarebbe stato ricandidato, sia perchè strada facendo è saltato fuori un processo anche su di lui, sia perché comunque a Lucerna non poteva più chiedere voti, né avrebbe potuto ricandidarsi in un’altra zona d’Italia. Quindi si son messi sul mercato prima ancora che Berlusconi facesse l’offerta. Certo, se gli dicevo “tranquilli, vi ricandido lo stesso anche se indagati o imputati”, quelli restavano. E’ per la questione morale che li abbiamo persi. E ora, dopo averli persi, mi si imputa la questione morale?! Cornuto e mazziato.

E Porfidia? Eletto in Campania, indagato per violenza privata con aggravante mafiosa, passato da Idv a Noi Sud.
Le rivelo una cosa. Quando l’abbiamo candidato, aveva il certificato penale intonso. Poi viene indagato: lo stesso giorno lo mettiamo fuori dal gruppo e dal partito. Qualche mese fa viene da me: “Tonino, se resto indagato o mi rinviano a giudizio, tu mi ricandidi?”. Se rispondevo sì, restava. Invece ho risposto: “No, non posso”. Così se n’è andato. E ora Luigi, Sonia e Cavalli mi incolpano di “questione morale” pure per Porfidia. Ma dovrebbero dirmi bravo! Era questione morale se lo tenevo!

Flores, e non solo lui, insiste da anni sulla selezione delle classi dirigenti a livello locale.
Ecco, appunto, grazie. Ma, se scelgo io i candidati come mi impone di fare questa legge elettorale di merda, non va bene perché sono un dittatore. Se gli organi dirigenti li scelgono i congressi, non va bene lo stesso perché passa qualche riciclato. Si invoca continuamente la “base”, ma che cos’è la base? Io non conosco altra base se non gli iscritti. Poi lo so benissimo che il De Gregorio di turno si crea “più base” e porta più gente a votare per lui ai congressi e alla fine vince, e non è detto che sia il migliore. Ma qual è l’alternativa? Facile mettersi a tavolino, accendere il computer e, anzichè aiutare con critiche costruttive, criticare o lanciare pseudosondaggi natalizi. Facile cercare il capello nell’uovo e mai la trave che si ficca nell’occhio…

Il detto non è proprio quello, ma rende l’idea.
Sono anni che tutti ci passano ai raggi X, poi quando si scopre che siamo sani, nessuno lo scrive. Ricorda il casino che han fatto due anni fa su mio figlio Cristiano indagato a Napoli per lo scandalo Romeo-Mautone? Ho appena scoperto che Cristiano non è mai stato indagato. Nulla di nulla. Ricorda le accuse sull’”associazione familiare” di Di Pietro che succhiava i finanziamenti al partito? Due anni di linciaggio e umiliazioni, poi il giudice ha archiviato: partito e associazione erano la stessa cosa, tutto regolare, anzi chi mi ha denunciato non poteva neppure farlo perché non era parte lesa. Ma non l’ha scritto nessuno.

“Micromega”, per aiutarla a fare pulizia, ha pubblicato mesi fa una lista di impresentabili dell’Idv.
Bene, chi non era degno di restare l’abbiamo messo alla porta. Altri avevano l’unico peccato di venire da altri partiti. Ma che ragionamento è? Siccome Flores fa politica da trent’anni, allora non ci parlo più? In quella lista c’erano poche decine di persone, su un partito che in dieci anni ne ha candidate decine di migliaia, tra elezioni politiche, europee, regionali, provinciali, comunali.

Da chi ha messo i “valori” nel logo del partito ci si aspetta più rigore che dagli altri.
Se mi dicono dove si vende il Pentotal per il siero della verità, lo compro di corsa. Ma il solo modo per non sbagliare è non far nulla e criticare gli altri. Già abbiamo regole e filtri che non ha nessun altro partito. Noi non paracadutiamo i candidati dalla Sicilia al Trentino: sei calabrese, lombardo, abruzzese? Ti candidi a casa tua, così la gente ti conosce e, se sei un pezzo di merda, prima o poi viene fuori. Certo, su migliaia di candidati, qualcuno sfugge sempre. Ma, quando lo becchiamo, lo cacciamo.

Visti i risultati, si può fare di più.
E infatti lo faremo. Ogni giorno – vedi commissariamento del Piemonte – facciamo pulizie cammin facendo perché l’attenzione non è mai abbastanza. Il 14-15 gennaio ci ritiriamo in convento in Umbria per l’esecutivo nazionale. Lì proporrò una norma anti-riciclati: chi viene da altri partiti deve fare un anno di noviziato prima di prendere i voti, cioè prima di candidarsi alle elezioni o ricoprire incarichi nel partito, così intanto lo studiamo bene. Un anno di dieta vegetariana: niente carne, così non ingrassa… De Magistris e gli altri hanno altre proposte? Benvenuti, quella è la sede. Se Flores vuole venire a spiegarci il suo sistema, siamo felici. Per me ha sbagliato, ma in buona fede: ora, fatta la frittata, chiudiamo la polemica e passiamo alla pars construens. Staniamo il Pd per fare subito la grande coalizione – meglio con un leader scelto con le primarie – con noi e Sel per battere Berlusconi.

Ma Flores l’accusa di aver taroccato il suo sondaggio.
Ma io a Natale ero tutto preso da messa, presepe e capretto in famiglia. Figuriamoci se pensavo al suo pseudo-sondaggio. Poi è ovvio che in Rete i fans dell’uno e dell’altro organizzano le catene di Sant’Antonio: non c’erano solo gli sms “vota Di Pietro”, ma anche quelli “affossa Di Pietro”. E’ normale. E comunque non avevo bisogno di quello pseudo-sondaggio per sapere che dobbiamo sempre fare di più.

De Magistris invoca una cabina di regia per scegliere meglio i candidati.
Ma c’è già. E’ l’esecutivo nazionale, che riunisce i parlamentari italiani ed europei, i consiglieri e i coordinatori regionali e i responsabili dei dipartimenti tematici. Ne fanno parte non solo Luigi, ma anche la Alfano, responsabile del dipartimento Antimafia, e Cavalli, consigliere regionale con importanti incarichi politici in Lombardia. A proposito: mi dicono che non so scegliere i candidati, ma loro tre chi li ha scelti? Io. E non le dico le resistenze che ho incontrato nella pancia del partito, sempre diffidente sugli innesti di esterni e indipendenti.

Pentito?
No. Tornando indietro, anche dopo queste critiche che reputo ingiuste, li sceglierei di nuovo tutti e tre. Perché lavorano benissimo. Però chiedo più rispetto per quei poveri stronzi di militanti e dirigenti anonimi che, nel silenzio di stampa e tv, han raccolto un milione e mezzo di firme per i referendum su nucleare, acqua pubblica e legittimo impedimento: è grazie a loro se nemmeno in caso di pronuncia favorevole della Consulta sul legittimo impedimento Berlusconi otterrà l’impunità: a giugno decideranno i cittadini.

martedì 28 dicembre 2010

...parole semplici...

Lettera di un cassaintegrato (1 dicembre 2010)

Dott. Marchionne,
il suo mi è sembrato un ragionamento antico, morto.
Lei dice che lavora 18 ore al giorno?
Visto che dichiara di amare la cultura, la letteratura, l’arte Le chiedo dove trova il tempo per leggere un libro, per ammirare un opera d’arte, per vedere un film. Le chiedo quando sta con i suoi figli, quando gioca con loro, le chiedo quando fa l’amore con sua moglie.

Un’operaia si alza al mattino alle 5 per il primo turno rientra a casa dopo le 14, pulisce casa, fa la spesa , va a recuperare il figlio al post scuola , con tutti i sensi di colpa che ha una mamma che non riesce a stare con suo figlio come dovrebbe e vorrebbe. E poi i compiti , il calcio , prepara cena , sparecchia lava i piatti , metta a letto il bambino, una carezza da mamma …

E arrivata mezzanotte sono 19 ore che l’operaia è in piedi e domattina alle 5,00 suona la sveglia.
Tutto per 1200 Euro al mese.
Dott. Marchionne lei mi dice “Io vendo macchine” Le ricordo che queste macchine le fanno gli uomini, lei sta parlando di persone, esseri umani.
Di persone che si vantano di lavorare 20 ore al giorno ne ho piene le tasche, lei ci propone un modello che è la morte di questa nostra vita, che è un non vivere, che non ti permette di sognare, non c’è spazio per l’arte, la cultura, non c’è spazio per l’amore verso tuo figlio verso il proprio compagno.

Tutto questo non vivere ci circonda, ne vediamo i risultati nelle famiglie sfasciate, ruoli di genitori annullati, una società violenta frustrata dalle continue umiliazioni. Ci comprate la vita per 1200 euro al mese.

Sono quelli come lei, i responsabili, voi col vostro sistema che arricchisce pochi e umilia e annulla tanti.

Lei Dott. Marchionne dice “è il mercato che detta queste regole, per essere competitivi per salvarci non abbiamo alternative”.
Il mercato è fatto dagli uomini, lei dott. Marchionne sta impegnando tutte le sue energie (20 ore al giorno) per sostenere questo sistema che annulla l’uomo, lei dott. Marchionne questo sistema lo ha fatto suo.

Sa perché non la stimo dott. Marchionne perché io ho stima per persone che si spendono per migliorare le condizioni di vita in cui viviamo, persone che mettono la propria intelligenza al servizio dell’uomo.

Lei dott. Marchionne ha sbagliato direzione sta sbagliando strada.
Sta tirando la volata delle multinazionali del capitalismo selvaggio, dove l’uomo è solo uno strumento da utilizzare per l’arricchimento di pochi sui tanti.
Lei è responsabile di questo.

...pensiero al vento...
analisi socio-economica "perfetta" ... da chi non te lo saresti aspettato ... W LE PAROLE SEMPLICI ...

domenica 26 dicembre 2010

...storia di Natale...

Privatizzare i servizi idrici in un Paese come il nostro ha un risvolto inedito: apre la strada a tante belle storie di Natale. Risale a qualche giorno fa questa vicenda siciliana, ma la dice lunga su cosa succede quando l’acqua viene privatizzata. 

Caltanissetta come Cochabamba, dove i poverissimi non potevano più neppure raccogliare l’acqua piovana. Non sono cose dell’altro mondo. Caltacqua, la società privatizzata dei servizi idrici nisseni, ha cominciato come sempre accade a tagliare la fornitura di acqua ai cittadini morosi. Giusto! Sacrosanto! Non paghi? Niente acqua! Ecc ecc.

I tecnici della società e i vigili urbani, entrati nella casa di un moroso che non pagava l’acqua da tempo, si sono trovati davanti ad una signora con sette figli in una tragica situazione di indigenza. E anziché chiudere i rubinetti così imparano a non pagare e a produrre troppi figli, gli italici tutori del capitalismo non compassionevole hanno fatto il loro mestiere di italiani: si sono messi le mani in saccoccia e invece di lasciare tutti a secco hanno pagato di tasca loro le bollette arretrate della famiglia.

...pensiero al vento...
Una storia di Natale?
Si, probabilmente. Però dovremmo augurarci di non leggerne più.

L’acqua è un bene primario talmente importante che è giusto che la collettività si faccia carico della fornitura agli indigenti. La collettività, non il vigile e l’idraulico di Caltacqua: la semplice differenza tra beneficenza e giustizia.

venerdì 24 dicembre 2010

...Gesù migrante...

21 migranti, infreddoliti e sofferenti rinvenuti mentre vagavano nei dintorni di una stazione ferroviaria di Vasto. 

Hanno immediatamente ricevuto la solidarietà del Comune, il cui assessore alle politiche sociali si è attivato immediatamente per i primi conforti, della Caritas che li ha ospitati e di un pub che ha fornito loro cibo e acqua.
 
Ma lì attende il rimpatrio. 

Nella settimana di Natale, nella frenesia dello shopping consumista e nel luccichio dei lustrini e degli addobbi il nostro pensiero rimane a loro. 

Alla loro umanità per cui non sembra esserci spazio nella cattolica Italia che si prepara ai cenoni.

Vagavano nel buio,
nel freddo di una fredda stazione.
Giorni di neve, giorni di grande freddo.
Vagavano sull'asfalto,
incerti, senza una direzione.
Non sapevano dove andare.
Vagavano,
in cerca d'aiuto,
speranzosi d'umanità.
Tristi, disperati,
non possedevano grandi limousine,
ma solo i loro stanchi piedi.
Non indossavano cravatte
e vestiti di lusso,
ma solo pochi vestiti laceri.
Non portavano denari,
non proponevano speculazioni e business.
Non avevano grandi
e ricche borse.
La loro unica borsa
era un cuore gonfio,
di sofferenza e di dolore
Chiedevano aiuto,
cercavano umanità.
Non costruiscono palazzi
ma cercano una casa.
E allora non interessano,
la legge li scaccia,
la legge è dura con loro.
La stampa ci informa
che saranno rimpatriati.
Per loro potrebbero essere già pronti
i cancelli di un CIE.
Non ci sono grandi avvocati,
cavilli e scarcerazioni.
Espulsi,
scacciati.
E' Natale,
il Natale di un bimbo,
nato povero e al freddo.
Ma per loro,
trovati al freddo e denutriti
non c'è spazio
nel Natale del ricco epulone.
Lontani, lontani, via, via.
Grazie a chi per qualche ora
ha ricordato i doveri dell'ospitalità.
Grazie a chi ha ricordato
che siamo figli di una civiltà
che l'ospitalità considerava sacra.
Grazie a chi ha espresso umanità.
A chi ha riscattato una legge crudele,
una legge inflessibile e dura,
perché per loro non c'era difesa.
Erano 21,
come il numero degli Apostoli
ma rovesciato.
Sarebbe bello se la storia fosse rovesciata,
Se fosse letta dai poveri e dai diseredati,
se sulle tavole del ricco epulone
sedesse il povero Lazzaro.
Se la legge fosse dura
con cravattari e affaristi senza scrupoli.
E difendesse i poveri,
gli ultimi, i migranti.
Scusateci fratelli,
cercavate umanità, accoglienza.
Avete trovato pochi angeli,
ma una legge dura come pietra.
Siete ora lontani,
ma guai a noi se vi dimenticheremo.
Siete ora lontani,
che possiate presto conoscere Natali migliori.
Natali della solidarietà,
Natali d'Umanità.

Con don Tonino Bello
"Perdonaci, fratello ...
Se nei giorni di festa,
non ti abbiamo braccato
per condurti a mensa con noi..."

Con Dino Frisullo ci chiediamo e ci chiederemo per sempre
"quando verrà il tempo
in cui uomini e donne
saranno liberi cittadini
e la nostra patria il mondo intero?"

...pensiero al vento...
lodiamo e ricordiamo ... Gesù migrante ... per chi conserva una fede semplice ... e lontana dagli "Osanna" ai potenti ...

lunedì 20 dicembre 2010

...Natale nell'era del berlusconismo...

Se la Chiesa non avesse abolito la scomunica per tutti gli appartenenti ad una loggia massonica (pur continuando a condannarli), saremmo a cavallo. Secondo il diritto canonico si sarebbe potuto scomunicare il nostro presidente del Consiglio seduta stante, farlo a Natale poi sarebbe un gesto apprezzato da molti cattolici (a proposito si può essere cattolici di opposizione o di maggioranza?).
Perché oggi essere cattolici non è mica facile, l’esempio che ci viene dai nostri governanti rischia di vanificare gli sforzi che qualunque credente fa non solo per stare in pace con la propria coscienza, ma soprattutto per trasmettere dei valori ai propri figli. Se il presidente del Consiglio, giustificandosi con amo la vita, amo le donne”, può permettersi una sera si e l’altra pure il bunga bunga e la sua maggioranza può comprare parlamentari last minute, e poi sbandierare la vittoria, quale credete che sia il messaggio che passa?

Tutto è lecito, tutto si può fare e a qualunque costo e soprattutto da chi ha più potere e denaro.  

Cosa farà un adolescente, abbraccerà i valori cristiani oppure potrà decidere di diventare una escort o svaligiare una banca?

Se ciò che viene considerato un abuso o un crimine diventa o lo si fa passare per “normale”, al pozzo non c’è fondo. Ed è proprio questo il gioco di B. Alla domanda del perché riesce sempre a vincere si potrebbe rispondere che ce la fa perché si comporta come l’asso che spariglia tutto. Lui non solo abbatte le regole che non gli convengono, ma soprattutto i valori condivisi che ne sono alla base, facendoci passare qualunque nefandezza per una cosa normale.

Ecco perché una istituzione come la Chiesa che si fonda (o si dovrebbe fondare) su un primato morale, questo non dovrebbe permetterlo e con un atto etico dovrebbe scomunicare non tanto Berlusconi, quanto il berlusconismo, perché quando qualcosa acquisisce l’ “ismo” (qualunque esso sia) è lì che iniziano i guai.

Scendendo nel dettaglio e con una interpretazione molto estensiva del diritto canonico si potrebbe scomunicarlo per simonia, che riguarda la compravendita di cariche ecclesiastiche e quindi la corruzione in genere, oppure per apostasia: si è o no allontanato dai dettami della chiesa?

Il problema è che la scomunica renderebbe il nostro B. ancora più famoso ed egli potrebbe proclamarsi non solo il più grande presidente del Consiglio degli ultimi 150 anni, ma paragonarsi persino a Enrico IV o Federico II di Svevia. Bruno Vespa scriverebbe La scomunica in un bel tomo di 600 pagine dimostrando che (con il suo Donne di Cuori giustificava B. per la sua debolezza per le donne) solo i grandi della storia sono passibili di scomunica e che B. non poteva non averla. Immaginate poi lo share a Porta a Porta per le veglie di preghiera pro indulgenza plenaria!

...pensiero al vento...
Ironie a parte, il problema per un cattolico mi pare serio e vorrei che qualcuno, se la mia tesi di fondo è errata, la confutasse.
DOMANDA: ma vuoi vedere che il Terzo Polo è nato proprio per questo? ... sano e novello refugium peccatoris !!!

domenica 19 dicembre 2010

...cupola planetaria...

ECCO un'analisi ... molto chiara e sintetica ... PER smetterla di parlare SOLO delle pruriggini di ReSilvio e della campagna delle vacche ... che siano esse "onorevoli" e non ...

NOTA:
questo post va letto come parte di una serie ... iniziata lo scorso anno ... VEDI "parliamo chiaro" ...

In un giorno fisso della settimana i capi delle nove banche principali si riuniscono in un club riservato, esaminano gli ultimi dati sull'occupazione, sui mutui immobiliari, sulla produzione manifatturiera, sui tassi di cambio delle principali valute (dollaro, euro, yen, yuan), sugli "spread" tra i principali debiti sovrani, sulle materie prime. 

L'esame dura un'ora o poco più. Poi tirano le somme e decidono come muoversi sui mercati oppure non muoversi e restare in attesa.

Nell'esame di tanto in tanto rientrano anche questioni politiche quando sono tali da influenzare l'andamento dei mercati, ma secondo gli informatori del New York Times la politica entra di rado nelle valutazioni della Cupola, salvo per ovvie ragioni quella americana e quella cinese.

Si fa un gran parlare, nella Comunità degli affari e nelle forze politiche, della necessità di liberalizzare i mercati e di mantenere viva la libera concorrenza in tutte le sue forme; perciò fa una certa sensazione apprendere che, nonostante le apparenze, i liberi mercati sono in realtà guidati da un vero e proprio comitato d'affari dotato di risorse pressoché illimitate e della potenza politica ed economica che ne deriva. 
Ma anche questo è un segreto di Pulcinella. Di comitato d'affari parlò per primo Carlo Marx negli anni Quaranta dell'Ottocento e, da allora, se n'è sempre continuato a parlare negli ambienti della sinistra internazionale. Questa volta però chi ne parla e ne fornisce i nomi è uno dei grandi giornali americani, di intonazione liberale e democratica ma non certo ideologicamente socialista.
...pensiero al vento...
Anche in Italia esiste un comitato del genere che sta a mezza strada tra la politica e gli affari e ha la sua base nelle partecipazioni intrecciate tra i vari membri che lo compongono. 
È un comitato che ha di mira soprattutto la stabilità dei poteri forti, con scarsa vocazione e scarse connessioni con la speculazione internazionale. La nostra piccola Cupola è piuttosto provinciale e si dipana tra Milano, Trieste, Torino. E naturalmente Roma. 

Sulla politica italiana, non sembra che quei nove signori che si riuniscono nel loro club di Manhattan se ne siano occupati granché se non per riderci su. Che a Palazzo Chigi ci sia ReSilvio oppure Letta oppure Tremonti oppure Casini non sembra che possa innescare ondate speculative. Sarebbe diverso se ci fossero elezioni: una campagna elettorale dura dai due a tre mesi, durante i quali c'è soltanto un governo in carica per l'ordinaria amministrazione. Una situazione del genere lascerebbe pascoli abbondanti alla speculazione.

Ma all'infuori di questa ipotesi - che tuttavia potrebbe verificarsi tra qualche mese - i cambiamenti di governo in un ventaglio che va dal centrodestra al Partito democratico non pesano un euro nelle valutazioni degli speculatori. Pesa invece la mancata crescita economica, la bassissima competitività, il deficit, l'elevata pressione fiscale, l'enorme debito pubblico, la coesione sociale sfarinata.
La speculazione è cinica, il comitato d'affari è cinico. Noi siamo una preda potenziale molto ghiotta e stiamo immobili ad aspettare che il club di Manhattan decida di saltarci addosso. 
Questa è la situazione, che meriterebbe d'essere corretta in fretta. Non saranno certo Scilipoti e Moffa e neppure i reverendi cardinali e vescovi di Santa Madre Chiesa a risolvere la questione. Preghino per l'Italia i principi della Chiesa se vogliono, e si occupino delle anime. Per tutto il resto sono soltanto un ingombro e quando l'attacco speculativo verrà non saranno certo loro a poterci aiutare.

sabato 18 dicembre 2010

...anno INTERripetibile...

Quinto titolo del 2010 ...

...pensiero al vento...
2010 ... anno INTERripetibile ... 

Milan/Juve/Roma/Napoli ... aspettateci che stiamo tornando ... nel frattempo fate pure qualche partitella tra di voi ... :)

venerdì 10 dicembre 2010

...non perdiamoli di vista...

E' un periodo molto pieno di impegni (come ogni fine anno ... ma quest'anno un pò in più e presto ne scriverò) ....

NON VOGLIO comunque perdere questo significativo evento, che ho trovato stamattina da La Repubblica ...

Appena nati, sono già divisi - Nascono i "responsabili nazionali"

Battesimo per il nuovo movimento formato da Domenico Scilipoti (ex Idv), Massimo Calearo (ex Pd) e Bruno Cesario (ex Margherita, ex Pd, ex Api). Ma su cosa fare il 14 hanno idee diverse ...

Un partito appena nato. 

Formato da tre persone con tre distinte posizioni. 

Di responsabilità se ne vede poca, nonostante il nome. Di divisioni abbastanza. Eccolo il Movimento di responsabilità nazionale, ultimo nato nel variegato panorama politico. Ne fanno parte tre deputati con alle spalle storie diverse: Domenico Scilipoti 1(ex Idv), Massimo Calearo (imprenditore portato nel Pd da Walter Veltroni con l'idea di aprire un canale di dialogo con i ceti produttivi del Nord Est) e Bruno Cesario (ex Margherita, ex Pd, ex Api). Oggi su "Bruno", 'Mimmo' e 'Massimo" si sono accesi i riflettori. I loro voti, nel pieno della compravendita in vista del voto di fiducia del 14 alla Camera, valgono oro.

I tre, per il battesimo del partito, si sono presentati alla stampa. Compatti, l'uno accanto all'altro. 
Compattezza che, però, si è sgretolata davanti alla domanda fatidica: che farete il 14? 
Pausa, velo di imbarazzo e poi via con l'articolata risposta: Scilipoti voterà la sfiducia (almeno ad oggi), Calearo si asterrà, Cesario sosterrà il governo
Un partito, tre deputati, tre idee diverse
Vista l'aria che tira, le premesse di un successo ci sono tutte.

Ma il variegato
orizzonte politico dei "responsabili nazionali" è tutt'altro che definito. Calearo, infatti, medita un'opera di convincimento: "La mia posizione riguardo al 14 dicembre è per l'astensione. Spero di convincere gli altri due. Lavoriamo per arrivare a una posizione comune". 
Tre teste una sola scelta: è questo il traguardo finale. Il resto è "politichese" dice Calearo. Anche se di riti come quello andato in scena oggi è piena la "vecchia politica".   

Una cosa, in realtà, li unisce veramente: oggi, tutti e tre, indossavano la stessa cravatta: blu con logo tricolore. 
L'unanimità cromatica è raggiunta. Per quella politica bisognerà attendere.

...pensiero al vento...
RESPONSABILI? ... quant'è bello l'Italiano, dove ogni termine ha 1000 diverse interpretazioni !!!

COSA DIRE? ... il prossimo 14, non perdiamoli di vista ...

mercoledì 8 dicembre 2010

...imagine...

L'8 dicembre 1980 moriva a New York John Lennon.

A ucciderlo Mark Eric Chapman che lo freddò all'uscita del Dakota Building con 5 colpi di pistola.

All'assassino, in carcere dal 1980, è stata recentemente negata per la sesta volta la richiesta di libertà vigilata.



 ...pensiero al vento...
La canzone è dedicata a tutti quelli che ancora non si sono stancati di METTERE  IN PRATICA ... quello che IMMAGINANO ...

Foto ... dal Parco Lennon, a La Habana ...

 

martedì 7 dicembre 2010

...Barrio Pogolotti...

Da cento anni una zona dell'Avana porta ancora il suo nome, Barrio Pogolotti, primo quartiere operaio fondato da uno dei tanti italiani che a fine '800 lasciò Giaveno, Torino, per trasferirsi a Cuba. 

"Mi Pogolotti querido" è il documentario diretto da Enrica Viola che racconta la storia di Dino Pogolotti e della sua migrazione a lieto fine

Il film sarà presentato in anteprima il prossimo 10 dicembre al 32esimo Festival Internacional del Nuevo Cine Latinoamericano de L'Avana ...

ECCO UN'ANTEPRIMA da La Repubblica ...  


...pensiero al vento...
ED ECCO UN BEL VIDEO y MUSICA ... da Youtube ...

venerdì 3 dicembre 2010

...las Chicas Solidarias...

Dal sito dell'amico Marco-Cubanite ... la proposta de “las Chicas Solidarias” un gruppo di ragazze italiane e cubane impegnate da anni in Italia a progetti di solidarietà verso Cuba.
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Hola amigos!
Per la stagione autunno-inverno 2010-2011 “las Chicas Solidarias” propongono: MAGLIETTA “CON CUBA NEL CUORE
Cotone e Solidarietà 100%
Il prezzo è “variabile” tra 10 e 12 euro, a secondo degli ordinativi che riusciremo a raccogliere.

Purtroppo non abbiamo potenti mezzi, quindi, dobbiamo prima ricevere gli ordini.

Sono disponibili da uomo, donna o bambino.
Taglie (adulti) S – M – L – XL
Taglie bimbo: anni
Colore Bianco o Nero
Chiunque fosse interessato ci scriva una mail a proyecto.solidario@yahoo.it
entro il 15 dicembre 2010
Ani y Pols vi forniranno tutti i dettagli circa le modalità di pagamento ed i tempi di consegna.

Un abrazato solidario!
Ani y Pols


mercoledì 1 dicembre 2010

...dopo di Lui, il diluvio?...

ReSilvio ha forse inaugurato un modo nuovo di fare politica? 

No, perché pur provenendo dal mondo imprenditoriale, non ha dimostrato di essere migliore dei politici di professione. Lui è frutto di una politica corrotta (quella social-democristiana) e in questi suoi anni di governo non ha fatto altro che ampliare la corruzione a tutti i livelli.

Ha cercato anzitutto di svuotare di significato le istituzioni repubblicane (proseguendo sulla scia presidenzialista inaugurata da Cossiga e sposando un tema federalista caro alla Lega), ovvero ha cercato d'imporre uno stile autoritario di governo (che la Lega ha accettato solo perché le permetteva di andare al potere, pensando in tal modo di realizzare meglio l'obiettivo del federalismo).

Grazie al suo carisma personale ha potuto far passare questo stile come un'alternativa necessaria all'incapacità che ha il parlamento di risolvere i problemi della gente comune. Ha concentrato su di sé non solo il consenso delle generazioni che, pur essendo cresciute sotto il fascismo, ne sentono ancora la mancanza, ma anche i favori di quei ceti sociali antistatalisti che vogliono evadere il fisco, raggirare le leggi, eliminare lo Stato sociale (oppure servirsene a proprio esclusivo vantaggio). 

Ha inoltre ottenuto il plauso di quegli ingenui che pensano di poter diventare come lui partendo dal nulla, nonché l'appoggio di quei politici e cittadini triviali, che fanno dell'egoismo, del razzismo, del maschilismo e della volgarità il loro modus vivendi.

Può un uomo così avere dei seguaci, degli imitatori, dei successori? 

No, non può, perché è difficile avere il suo carisma. 

Quest'uomo sa parlare benissimo alle masse, ha una memoria eccezionale, è spiritoso, sa essere autoritario senza trascendere, non si fa impressionare dalle minacce, anzi sfrutta gli attentati come forma di propaganda, non si vergogna mai di nulla, è in grado di ribaltare la frittata come e quando vuole, facendo sembrare, come i gesuiti, bianco il nero e viceversa, venderebbe ghiaccio agli esquimesi, si vanta di essere un playboy anche di fronte ai cattolici, ha protestantizzato la politica stessa dei cattolici, sdogandola da riserve di tipo etico (tant'è che Cielle stravede per lui). 

Ha capito per la prima volta in assoluto che la politica non si fa in parlamento e, in un certo senso, neppure sulle piazze, se non c'è la televisione che lo riprende da vicino, e ha soprattutto convinto gli italiani che se avesse avuto più poteri avrebbe potuto fare cose straordinarie.

Un uomo così, che il mondo industrializzato comincia già a considerare come un modello da imitare, che tipo di eredità può lasciare al nostro paese? 

Considerando cioè che il governo che gli subentrerà non potrà impedire né il dissesto economico che incombe sul nostro paese (in quanto se Tremonti ha voluto salvare le sole banche, queste non stanno salvando le nostre aziende), né quindi l'acuirsi delle tensioni sociali, a causa della crescente disoccupazione e dell'immane precariato, così tipico del nostro paese, a causa soprattutto del fatto che tantissime aziende sono in bilico se chiudere o lasciarsi inglobare dalle più grosse, le quali peraltro sono sempre lì lì per delocalizzare, considerando dunque tutto questo, che tipo di governo ci vorrà per affrontare la prossima, inevitabile, drammatica situazione, che nel nostro paese avremmo avuto anche a prescindere dal crollo americano?

Qui gli scenari possibili sono solo tre.

Scenario n. 1: la Lega vuole il federalismo a tutti i costi. Pur di averlo, indurrà il centro-nord a staccarsi dal centro-sud, e qui è facile pensare che avremo un replay o della situazione jugoslava (molto dolorosa) o di quella cecoslovacca (molto pacifica). In una soluzione del genere il Sud, paradossalmente e inaspettatamente, potrebbe approfittarne per staccarsi dal fardello del Nord, che gli impedisce di svilupparsi.

Scenario n. 2: per ottenere un federalismo senza minare l'unità nazionale, si realizzerà un forte presidenzialismo all'americana, con aspirazioni di tipo militaristico. In questa soluzione chi ci rimetterà sarà soprattutto il Mezzogiorno e, in genere, tutti i cittadini nazionali, che si troveranno a pagare le tasse due volte: per il centro e per la periferia. Saranno però favoriti i ceti imprenditoriali più significativi (specie quelli bancari e le grandi imprese), del Nord e del Sud, ivi inclusa la criminalità organizzata.

Scenario n. 3: la sinistra si convince che l'esigenza del federalismo è giusta. E' disposta a diminuire progressivamente i poteri delle istituzioni centrali e, per far fronte al dissesto economico-finanziario che incombe, favorisce in tutti i modi la lotta contro la dipendenza dai mercati e dalle borse mondiali, promuove cioè tutte quelle realtà locali capaci di valorizzare le risorse del territorio.

La storia, che è maestra di vita, in quanto le cose si ripetono, ovviamente in forme e modi diversi, non prevede altri scenari. 

E' troppo presto infatti per ipotizzare una situazione in cui l'Unione Europea fa scomparire il concetto di "nazione", abolisce i parlamenti nazionali e impone un governo di tipo "continentale". Prima che si possa realizzare questo, bisogna che il federalismo abbia radicato l'illusione di un'effettiva autonomia locale.

In ogni caso è auspicabile che, qualunque sia lo scenario, gli italiani comincino a sostituire il culto della famiglia e del clan con quello della società civile.

...pensiero al vento...
dopo di Lui ... il diluvio? ... PENSO PROPRIO DI NO ... il peggio (per nostra fortuna) lo abbiamo raggiunto nel suo "ventennio" ...