mercoledì 29 giugno 2011

...voce nel deserto...

"E che dovrei fare? Cercarmi un protettore? Trovarmi un padrone? ... NO, grazie.
Dedicare versi ai ricchi come qualsiasi opportunista?
Fare il buffone nella speranza vile di vedere spuntare sulle labbra di un ministro un sorriso che non sia minaccioso? ... NO, grazie.
Mandar giù rospi tutti i giorni? ... Specializzarmi nel piegare la schiena? ... NO, grazie.
Progredire di girone in girone, diventare un piccolo grande uomo da salotto, navigare avendo per remi madrigali e per vele sospiri di vecchie signore? ... NO, grazie.
Trovare intelligente un imbecille? Essere angosciato dai giornali e vivere nella speranza di veder il mio nome apparire sulle riviste letterarie? ... NO, grazie.
Vivere di calcolo, ansia , paura? ... Anteporre i doveri mondani alla poesia, scrivere suppliche, farmi presentare? ... NO, grazie. Grazie, grazie, grazie, NO !

Ma invece ... cantare, ridere, sognare, essere indipendente, libero, guardare in faccia la gente e parlare come mi pare, mettermi se ne ho voglia il cappello di traverso, battermi per un SI per un NO o fare un verso! ... Non scrivere mai nulla che non sia nato davvero dentro di te! ... Poi, se per caso ti arriva anche il successo, non dovere nulla a Cesare ...

A forza di vedere gli altri smaniare per farsi degli amici e scambiarsi sorrisi che fano sembrare la bocca un culo di gallina, preferisco vedere diradarsi sulla mia strada i saluti della gente e poter dire ogni volta: ecco un nemico di più."
(Edmond Ronstand, Cyrano de Bergerac, 1897)

...pensiero al vento...
Parole di oltre 100 anni fa ... che conservano un'impressionante attualità, nel BelReame italico fatto di intrallazzi, di potere gestito con tracotanza e impunità ... e di tanti servi ossequiosi.

lunedì 13 giugno 2011

Forza Italia ...

Forza Italia!

Adesso che non è più il nome di un partito, il Suo partito, possiamo e dobbiamo davvero dirlo.

Man mano che arrivano notizie di code ai seggi, di gente che per scegliere da sola il proprio destino ha deciso di non andare al mare, o di tornare a casa in anticipo sul previsto, l’urlo del tifoso, quell’urlo che per molti, troppi anni anni ci è stato espropriato, è difficile da trattenere.

Il quorum ai referendum è possibile. Non è sicuro, ma è possibile.

E allora eccolo qui quell’urlo: Forza Italia!

Eccolo qui, per spingere alle urne chi non ci è ancora andato. Per ricordare a tutti che il futuro è nostro e non di chi, spesso con poco merito, siede nei palazzi del Potere.

...pensiero al vento...
FINALMENTE ci siamo arrivati ... che il popolo italico fa il contrario di quello che dice ReSilvio ...

LUI va al mare? ... appollaiato sul ponte di qualche panfilo ... ?? ... e il popolo NO ... il popolo va a VOTARE ...

sabato 4 giugno 2011

“Giggino ‘o flop” ... Sindaco di Napoli !!

DA ... IL FATTO QUOTIDIANO ... di oggi ...

C’è una piccola salumeria sul corso di Secondigliano che fa i panini imbottiti, le “colazioni”, più grossi e saporiti di Napoli. A vederla dalla strada, incastonata tra una banca e una stazione di benzina, non sembra diversa dalle decine di botteghe che arrancano per arrivare alla fine del mese, eppure la sua fama si è estesa a macchia d’olio al punto da renderla una “zona franca”. Sì perché quei pochi metri di marciapiede, occupati da un tavolino sgangherato e un paio di sedie, sono un punto di ritrovo talmente noto che anche gli affiliati a clan diversi si limitano a guardarsi in cagnesco senza andare oltre. Non è insolito, poi, vedere l’equipaggio di qualche volante mangiare un panino a poca distanza da qualche “faccia nota”.

Una piccola “oasi” dove è possibile, per qualche minuto, mettere da parte le divisioni.

Mi è capitato di fermarmi a pranzo qui e, come succede spesso quando si frequenta lo stesso posto per un po’ di tempo, inizi a conoscere i volti, a salutarli con un cenno della testa, a scambiare qualche chiacchiera. Niente d’impegnativo anche perché ognuno sa qual è la “professione” del suo interlocutore. Raramente si fanno domande chiare e quasi mai si danno risposte chiare. Qui si dice e si racconta solo quello che può essere detto e raccontato perché in fin dei conti, finito il panino, ognuno torna al suo “lavoro”. Anche in questo modo però è possibile raccogliere qualche notizia o qualche chiacchiera che può essere utile a capire che succede in città. Messaggi subliminali lanciati per essere colti.

Così ho saputo di “Giggino ‘o flop”. Era il periodo della campagna elettorale per il comune, i candidati si sfidavano a colpi di accuse e di programmi mentre Napoli era invasa dai manifesti con i volti dei candidati. E’ Peppe, uno dei più assidui frequentatori della salumeria ed esempio di quell’umanità che vive nella zona grigia che separa il legale dall’illegale, a parlarmene la prima volta. In quel periodo stava facendo il “galoppino” per un giovanotto iscritto in una delle numerose liste che sostenevano il candidato del Pdl, Gianni Lettieri. Un lavoro da poche decine di euro. Deve solo consegnare a parenti, amici e conoscenti il “santino” con la foto del candidato e spiegare cosa si deve fare per votarlo, dove mettere le croci e quali sono i nomi da scrivere. Anche a me ne offre uno, ma quando gli rispondo che non sono interessato, mi squadra come se fossi un alieno. Poi, con quello slang che mischia dialetto e linguaggio da strada, mi dice:

“Frat’ a’ mme…ca vutamm tutt’ quant’ a Lettieri…ma c’amma ffa cu stu Morcone e cu Giggino ‘o flop?

Giggino o’ flop? E chi è?” gli domando.

Comm’ chi è? De Magistris… ca o‘ chiammam accussì pecchè e nu’ flop…ma quann ‘o fann sindac’ a chill? Pur ‘o sistema nun ‘o vo’… nun perder tiemp”.

Il tono è di chi la sa lunga. Inutile, però, chiedere se sa qualcosa sul voto di scambio o sulle voci riguardanti banconote da 50 euro consegnate in buste anonime ad alcune famiglie della zona. Quello che ha detto è già tanto e, purtroppo, suona come una sentenza.

Accade, però, quello che non ti aspetti. “Giggino ‘o flop”, contro ogni pronostico compreso quello sempre affidabile del “sistema” arriva al ballottaggio anche se Secondigliano e zone limitrofe hanno confermato il loro sostegno a Gianni Lettieri. Il risultato dello spoglio è chiaro. Il candidato di Berlusconi è in testa con oltre 60 mila voti ma De Magistris ha tenuto “botta”.

Tutto da rifare.

Qualcosa però è cambiato. È sempre Peppe, che incontro il venerdì che precede il ballottaggio, a confermarmelo. Se ne sta seduto con due amici al solito tavolino della salumeria ma questa volta senza “santini”.

Iniziamo a chiacchierare e ora l’argomento non sono le elezioni, ma la conferma di Mazzarri alla guida del Napoli. Sembra che siano passati secoli e non due settimane da quando era impegnato in prima linea a sostenere il candidato del Pdl. Poi, improvvisamente, arriva il messaggio da cogliere.

De Magistris non è più “’o flop” ma è diventato “Giggino ‘a manetta”, soprannome che rievoca i suoi trascorsi da pm. Peppe lo lascia cadere nel vuoto mentre commenta l’incontro tra l’ex magistrato aspirante sindaco e il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis. Provo a domandare cosa ha portato questo cambiamento ma la risposta è laconica. Era uno “sbirro”. Gli chiedo allora se va a vedere il concerto di Gigi D’Alessio per sostenere Lettieri ma anche in questa volta si limita a rispondere che “deve uscire con la fidanzata” e che non ci andrà.

Domenica che fai?” gli domando
Me ne vac o’ mar e pur lunedì.”

Come Peppe, al mare, ne sono andati tanti. Solo nella zona di Secondigliano, San Pietro a Patierno e Miano, Gianni Lettieri ha perso quasi 10 mila voti.

Che cosa è successo? Perché i “fedelissimi” sostenitori l’hanno abbandonato sull’uscio di Palazzo San Giacomo? Le risposte, forse, si avranno solo fra qualche tempo.
Una voce però sta passando di bocca in bocca questi giorni. Una voce che racconta di promesse non mantenute e di accordi saltati. Ma le voci, si sa, si perdono nel vento. L’unica certezza è che “Giggino” non ha fatto flop.

...pensiero al vento...
bella storia ... dell'elezione di "Giggino" ... vista dal didentro !!!


















giovedì 2 giugno 2011

Due Giugno ...

Discutere di Repubblica ... e di Democrazia ... nel regno di Silvio ... è operazione ardita !!

SI ... certo ... è vero che siamo in democrazia, ma non è vero che questa nostra democrazia ha un alto tasso di democraticità.

Se ce l’avesse ...

... la corruzione non distruggerebbe 60 miliardi di euro di risorse pubbliche

... l’evasione non sarebbe di 100 miliardi di euro

... le mafie non sarebbero la prima azienda del Paese con un giro di affari stimati di 170 miliardi di euro

Ricordiamoci allora che viviamo in un Paese dove il Presidente del Consiglio controlla 6 televisioni su 7 e dove il 70% degli Italiani si forma un’opinione dalla televisione.

Se è vero che ha preso una sberla ai ballottaggi, il Re oggi è ferito, ma non sconfitto. E come tutti gli animali feriti, diventa ancora più pericoloso.


Il 12 e 13 Giugno ... ci aspettano i referendum ...

Per questi ... è vera l'importanza di OPPORSI al nucleare, è vera l'urgenza di ribadire che l’acqua DEVE ESSERE pubblica ... ma per liberare la Democrazia dal cancro di reSilvio il quesito più importante è quello sul legittimo impedimento, la cui bocciatura significa riaffermare che LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI, e non ci sono “animali”, neanche se feriti, più uguali degli altri.

La nostra Società, domenica e lunedì, ha tornato ad avere senso. ORA bisogna fare in modo che fra due settimane tornino ad avere senso anche la Repubblica e la Democrazia.


...pensiero al vento...
Se un potere dispotico s’insediasse nei paesi democratici, esso avrebbe certamente caratteristiche diverse dal passato: sarebbe più esteso, ma più sopportabile, e degraderebbe gli uomini senza tormentarli.

Un sistema che potrebbe sembrare paterno, ma che al contrario cercherebbe di fissare gli uomini alla loro infanzia, preferendo che si divertano piuttosto che pensare…. vedo una folla immensa di uomini tutti simili, che girano senza posa su se stessi per procurarsi i piaceri minuti e volgari di cui nutrono la propria anima.

Ognuno di loro considerato in sè è come estraneo al destino di tutti gli altri…

Quanto al resto dei concittadini, non li vede: li tocca, ma non li sente. E se ancora la famiglia ha qualche significato per lui, è la società a non averne più alcuno.”

(ALEXIS DE TOCQUEVILLE, 1840, De la démocratie en Amerique)