Discutere di Repubblica ... e di Democrazia ... nel regno di Silvio ... è operazione ardita !!
SI ... certo ... è vero che siamo in democrazia, ma non è vero che questa nostra democrazia ha un alto tasso di democraticità.
Se ce l’avesse ...
... la corruzione non distruggerebbe 60 miliardi di euro di risorse pubbliche
... l’evasione non sarebbe di 100 miliardi di euro
... le mafie non sarebbero la prima azienda del Paese con un giro di affari stimati di 170 miliardi di euro
Ricordiamoci allora che viviamo in un Paese dove il Presidente del Consiglio controlla 6 televisioni su 7 e dove il 70% degli Italiani si forma un’opinione dalla televisione.
Se è vero che ha preso una sberla ai ballottaggi, il Re oggi è ferito, ma non sconfitto. E come tutti gli animali feriti, diventa ancora più pericoloso.
Il 12 e 13 Giugno ... ci aspettano i referendum ...
Per questi ... è vera l'importanza di OPPORSI al nucleare, è vera l'urgenza di ribadire che l’acqua DEVE ESSERE pubblica ... ma per liberare la Democrazia dal cancro di reSilvio il quesito più importante è quello sul legittimo impedimento, la cui bocciatura significa riaffermare che LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI, e non ci sono “animali”, neanche se feriti, più uguali degli altri.
La nostra Società, domenica e lunedì, ha tornato ad avere senso. ORA bisogna fare in modo che fra due settimane tornino ad avere senso anche la Repubblica e la Democrazia.
...pensiero al vento...
”Se un potere dispotico s’insediasse nei paesi democratici, esso avrebbe certamente caratteristiche diverse dal passato: sarebbe più esteso, ma più sopportabile, e degraderebbe gli uomini senza tormentarli.
Un sistema che potrebbe sembrare paterno, ma che al contrario cercherebbe di fissare gli uomini alla loro infanzia, preferendo che si divertano piuttosto che pensare…. vedo una folla immensa di uomini tutti simili, che girano senza posa su se stessi per procurarsi i piaceri minuti e volgari di cui nutrono la propria anima.
Ognuno di loro considerato in sè è come estraneo al destino di tutti gli altri…
Quanto al resto dei concittadini, non li vede: li tocca, ma non li sente. E se ancora la famiglia ha qualche significato per lui, è la società a non averne più alcuno.”
(ALEXIS DE TOCQUEVILLE, 1840, De la démocratie en Amerique)

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