giovedì 3 novembre 2011

...Soy Cuba...


Alcune foto dalla mostra Soy Cuba del fotografo Giancarlo Ceraudo, tenutasi ad Ivrea dallo scorso 21 al 30 Ottobre.


Ed ecco alcuni commenti alla mostra:

Cuba non è più quella di una volta; a 52 anni dalla revoluciòn, il paese sembra sul punto di entrare a tutti gli effetti nel mondo capitalista. Ma il fascino dell’utopia castrista è duro a morire, e sopravvive ancora negli angoli meno battuti dai turisti. Il fotografo Giancarlo Ceraudo si muove in queste nicchie di resistenza, afferrando istantanee di un passato che scappa veloce, ma anche, inevitabilmente, il volto del cambiamento in atto. L’essenza dell’anima cubana che non può dimenticare mezzo secolo di storia si manifesta con forza nelle fotografie di Soy Cuba, soprattutto nei volti delle persone, del popolo dell’isola caraibica. Cuba sono loro.

“Fidel e Che Guevara esistono ancora, anche se Cuba sta cambiando. Giancarlo Ceraudo, fotografo Noor, racconta e documenta questa trasformazione, con la nostalgia del passato e la curiosità verso il futuro. Muovendosi tra angoli di città dimenticati dai muri screpolati, auto d'epoca arrugginite e spiagge meta di turismo internazionale, scatta la Cuba di oggi così com'è.“

"Soy Cuba regala uno spaccato prezioso di un luogo unico al mondo destinato a scomparire entro breve. L'essenza dell'anima cubana si manifesta con forza in "Soy Cuba", soprattutto nei volti delle persone, del popolo dell'isola caraibica.

…pensiero al vento…
Ho fatto qualche ricerca … e ho scoperto che Soy Cuba è un film del 1964 diretto da Mikhail Kalatozov.

Il titolo (in italiano Io sono Cuba) allude all’intento del film di rappresentare e interpretare l’animo cubano della fine degli anni cinquanta, innalzandosi a portabandiera della rivoluzione. È ritenuto da molti un film strepitoso, capace di influenzare la poetica dei registi che ne entrano in contatto; alcune sue scene sono considerate tra le più belle mai girate. E in effetti ciò che a tratti sconvolge è la sua altissima qualità tecnica, a cominciare dalla fotografia di Sergej Uruševskij e la complessità dei movimenti di macchina, ottenuti spesso con vere e proprie acrobazie della cinepresa. È certamente un film di poesia.

Diviso in un prologo e quattro episodi, il film affronta le miserie della popolazione cubana e la sua voglia di riscatto dal regime di Batista, scegliendo un registro che spesso tocca il melodrammatico.
  • Il prologo è di carattere lirico e consiste in un lungo piano sequenza. La macchina da presa segue una rudimentale barca che scorre su un fiume e una voce narrante ripete il ridondante "Soy Cuba..."
  • Il primo episodio tratta della Cuba pre-rivoluzionaria, una Cuba del divertimento mondano, misto di jazz, alcool e stupende ragazze. In particolare Maria, costretta dalla fame e dalla miseria a concedersi a ricchi ospiti americani.
  • Il secondo episodio ha come oggetto la furia disperata di un povero contadino, Pedro, che subisce un pesante sopruso da parte del potere e colto da un raptus allucinatorio brucia tutta la piantagione di canne da zucchero.
  • Il terzo episodio è dedicato alle sommosse dei giovani studenti, soffermandosi in particolare su Enrique, sulla sua incapacità di uccidere, sulla sua morte durante la rivolta.
  • Il quarto episodio racconta la lotta armata sulle montagne e la presa di coscienza della necessità di ricorrere alle armi. Mariano, che vive nella Sierra Maestra con la sua poverissima famiglia, si convince ad imbracciare il fucile e a combattere.
I primi due episodi mettono quindi sotto accusa la tirannia del vecchio regime, mentre gli ultimi due celebrano con toni eroici e drammatici la lotta dei rivoluzionari.

ED ECCO il link per scaricare il film (in tre parti) … 

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