sabato 31 dicembre 2011
venerdì 30 dicembre 2011
Ecosia ... il motore di ricerca ecologico ...
Ecosia è una social business rivolta alla sostenibilità ambientale attraverso la destinazione dei ricavi ai programmi mondiali di protezione della foresta pluviale più significativi.
Il servizio di Ecosia più noto, la maschera del motore di ricerca Ecosia.org, è offerto dalla tecnologia di Bing and Yahooe consente attività di routine essenziali (come la ricerca sul web), a cui associa un contributo a favore dell’ambiente: non solo le ricerche di Ecosia compensano le emissioni di CO2, ma ogni clic su un link sponsorizzato si trasforma in centesimi per l’ambiente (o in centesimi per la generazione di più centesimi).
Questi potrebbero non sembrare molti, ma, sommandosi, raggiungono una quantità significativa.
Dalla sua nascita fino a dicembre 2010, Ecosia è stata in grado di raccogliere quasi 125.000 euro per il programma di protezione della foresta pluviale gestito dal WWF e questo solo nel primo anno!
...pensieri al vento...
perchè non provarci?
lunedì 26 dicembre 2011
...dalle parole ai fatti..
La scorsa settimana in Islanda sono state arrestate nove persone considerate responsabili del crack finanziario che ha coinvolto lo stato islandese nel 2008, portandolo sull’orlo della bancarotta.
La rivoluzione pacifica che sta avvenendo in Islanda, e di cui nessuno parla, nasce proprio nel 2008, quando il governo allora in carica decide di nazionalizzare le tre maggiori banche del paese, i cui creditori erano per la maggior parte britannici e nord americani.
E quando, per rifondere il debito contratto in questo modo dallo stato che se ne era fatto carico, intervenne il Fondo Monetario Internazionale, chiedendo come al solito tassi d’interesse altissimi e scaricando tutto il peso del debito sulla popolazione, che avrebbe dovuto pagare in 15 anni 3.500 milioni di euro al 5,5% d’interesse, lo stesso popolo islandese si espresse sulla questione con un referendum per cui si verificò una schiacciante vittoria (il 93%) di coloro che ritenevano di non dover pagare il debito.
Come anche in Grecia oggi si dice, anche gli islandesi sostenevano che quel debito fosse “detestabile”, e dunque non esigibile.
Per chiarire, un debito detestabile è un debito contratto dallo stato con le banche o altri istituti, che pero` non porta benefici alla popolazione, ma anzi la danneggia.
Un debito simile non si può pretendere che venga pagato dallo stesso popolo che ne ha gia` subito le conseguenze in termini d’interessi sul debito pubblico.
Dopo il referendum e` stata istituita nel 2010 una Commissione incaricata di stabilire le responsabilità legali della fatale crisi economica, che ha portato già all’arresto di parecchi banchieri e alti dirigenti strettamente collegati alle operazioni arrischiate.
Intanto l’Islanda sta anche scrivendo una nuova costituzione, imparando dalle lezioni della storia recente, nella quale sarà inserito un regime di protezione inattaccabile per la libertà d’informazione e di espressione.
Una costituzione, quella islandese, discussa dalla popolazione attraverso i forum in internet e i social network.
Finalmente sembra che la gente possa decidere liberamente del proprio futuro, e che i banchieri e gli squali finanziari, per una volta, debbano restare alla finestra a guardare, se non sono già scappati.
...pensiero al vento...
L'ISLANDA ... un paese dove i BANCHIERI DELLA CRISI sono messi in galera ... E NON a fare i Primi Ministri !!!
Tratto da: Islanda, dove i banchieri della crisi vengono arrestati. | Informare per Resistere http://www.informarexresistere.fr/2011/12/05/islanda-dove-i-banchieri-della-crisi-vengono-arrestati/#ixzz1hdO7odsE
- Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!
- Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!
sabato 24 dicembre 2011
martedì 20 dicembre 2011
...liberarsi dalle catene...
Un giorno al maestro Seng-ts'an si presentò un giovane che dichiarò:
"Vengo da te perché cerco la liberazione".
"Chi ti ha incatenato?" gli domandò il maestro.
"Nessuno."
"Allora, sei già libero."
In realtà, ciò che incatena gli uomini è proprio la loro coscienza di non essere liberi.
In realtà, ciò che incatena gli uomini è proprio la loro coscienza di non essere liberi.
Una volta eliminato questo ostacolo, che cosa continuerà a condizionarci? "Se vuoi, sei libero" dice in tal senso Epitteto ...
...pensiero al vento...
ciò che incatena gli uomini è proprio la loro coscienza di non essere liberi
domenica 18 dicembre 2011
Nessun veleno in nessuna terra ...
"Nessun veleno in nessuna terra", questo lo slogan promozionale del "Concerto d'amore per la terra dei fuochi", organizzato a Caserta il 25 febbraio di quest'anno, per sensibilizzare l'opinione pubblica sul dramma che la Campania subisce da vent'anni relativamente traffico clandestino di rifiuti tossici industriali.
Tali rifiuti , importati principalmente dalle industrie del nord, hanno saturato ormai ogni spazio disponibile, e vengono smaltiti bruciandoli.
Decine di roghi giornalieri che rendono l'aria tra Napoli e Caserta irrespirabile: una situazione parossistica a cui oltre cento associazioni del territorio cercano di reagire anche organizzando eventi come questo concerto, che ha ottenuto l'adesione gratuita di molti musicisti.Una grande gara di solidarieta' .
Nel silenzio totale dei grandi media, segnaliamo quindi il documentario "Concerto d'amore per la terra dei fuochi" che Rai Tre ha trasmettesso all'una di notte del 15 dicembre 2011 (quindi il 16 dicembre all'1.00) .
Prodotto e diretto dal regista Leopoldo Antinozzi, per il programma "Magazzini Einstein" di Rai Educational, il documentario dà voce ai protagonisti che hanno dato vita all'evento. E' stata una grande gara di solidarietà: il premio Nobel Dario Fo ha patrocinato l'evento. Tutti gli artisti e anche il direttore artistico , Imad Zebala, hanno partecipato gratuitamente. E cosi' i Modena City Ramblers , Patrizio Rispo, Capone Bungt e Bangt , Maria Pia De Vito, Pietro Condorelli, Marco Zurzolo, Ernesto Bassignano,A 67 , Lucariello, Ugo Maiorano, Rete Co'Mar, Batacoto e Percussioni Brasiliane, Nando Citarella e i Tamburi del Vesuvio, Canio Loguercio, Mamma Tammorra, Zampogne D'Altrocanto . Ha partecipato Padre Alex Zanotelli. Ha partecipato il dott. Antonio Marfella, medico ISDE . Hanno aderito : il giudice Raffaello Magi, il giudice Raffaele Cantone. Hanno aderito giornaliste come Rosaria Capacchione . Ha aderito Suor Rita Giaretta ed i Vescovi di Capua e di Caserta .Ha condotto la serata la giornalista Giulia Fossà. Hanno dato il loro supporto gratuitamente tantissime persone accomunate da un unico filo conduttore : l'amore per la terra e per la vita.
Tra gli intervistati : Alex Zanotelli, padre comboniano noto per il suo impegno civile; Antonio Marfella, medico dell'associazione ISDE ; Imad Zebala, direttore artistico del concerto; Maria Novella Vitale, promotrice del concerto; Maurizio Capone, musicista; Angelo Ferrillo, responsabile del sito www.laterradeifuochi.it
Tali rifiuti , importati principalmente dalle industrie del nord, hanno saturato ormai ogni spazio disponibile, e vengono smaltiti bruciandoli.
Decine di roghi giornalieri che rendono l'aria tra Napoli e Caserta irrespirabile: una situazione parossistica a cui oltre cento associazioni del territorio cercano di reagire anche organizzando eventi come questo concerto, che ha ottenuto l'adesione gratuita di molti musicisti.Una grande gara di solidarieta' .
Nel silenzio totale dei grandi media, segnaliamo quindi il documentario "Concerto d'amore per la terra dei fuochi" che Rai Tre ha trasmettesso all'una di notte del 15 dicembre 2011 (quindi il 16 dicembre all'1.00) .
Prodotto e diretto dal regista Leopoldo Antinozzi, per il programma "Magazzini Einstein" di Rai Educational, il documentario dà voce ai protagonisti che hanno dato vita all'evento. E' stata una grande gara di solidarietà: il premio Nobel Dario Fo ha patrocinato l'evento. Tutti gli artisti e anche il direttore artistico , Imad Zebala, hanno partecipato gratuitamente. E cosi' i Modena City Ramblers , Patrizio Rispo, Capone Bungt e Bangt , Maria Pia De Vito, Pietro Condorelli, Marco Zurzolo, Ernesto Bassignano,A 67 , Lucariello, Ugo Maiorano, Rete Co'Mar, Batacoto e Percussioni Brasiliane, Nando Citarella e i Tamburi del Vesuvio, Canio Loguercio, Mamma Tammorra, Zampogne D'Altrocanto . Ha partecipato Padre Alex Zanotelli. Ha partecipato il dott. Antonio Marfella, medico ISDE . Hanno aderito : il giudice Raffaello Magi, il giudice Raffaele Cantone. Hanno aderito giornaliste come Rosaria Capacchione . Ha aderito Suor Rita Giaretta ed i Vescovi di Capua e di Caserta .Ha condotto la serata la giornalista Giulia Fossà. Hanno dato il loro supporto gratuitamente tantissime persone accomunate da un unico filo conduttore : l'amore per la terra e per la vita.
Tra gli intervistati : Alex Zanotelli, padre comboniano noto per il suo impegno civile; Antonio Marfella, medico dell'associazione ISDE ; Imad Zebala, direttore artistico del concerto; Maria Novella Vitale, promotrice del concerto; Maurizio Capone, musicista; Angelo Ferrillo, responsabile del sito www.laterradeifuochi.it
sabato 17 dicembre 2011
Non cedere al terrorismo economico!
TUTTA LA FORZA DI JACOPO FO ...
Il telegiornale mi martella nel cervello i numeri tragici di questo tracollo artificiale.
Un fenomeno talmente enorme che ti senti impotente.
I mercati internazionali, più misteriosi degli extraterrestri, stanno banchettando con la ricchezza del mondo. Questa crisi è artificiale: un trucco speculativo.
Un gioco assassino in un mondo straricco, che produce il doppio del cibo necessario e fa morir di fame 10 milioni di persone.
Non ha senso!
E ora la speculazione azionaria pretende milioni di ettolitri di sangue per ungere gli ingranaggi dei mercati.
Distinti signori scommettono sui disastri perchè così si guadagna più velocemente.
E di fronte a tutto questo la reazione è tenue.
Ma è proprio l’ora di darsi una mossa.
Se non ora, quando?
Quando non ci sarà più un ospedale che funzioni?
Quando chiamando la polizia per un’emergenza ti chiederanno di fare loro prima un bonifico per la benzina?
Quando i più disperati bruceranno le città?
E di fronte a tutto questo la reazione è tenue.
Ma è proprio l’ora di darsi una mossa.
Se non ora, quando?
Quando non ci sarà più un ospedale che funzioni?
Quando chiamando la polizia per un’emergenza ti chiederanno di fare loro prima un bonifico per la benzina?
Quando i più disperati bruceranno le città?
Il paradosso è che questa crisi artificiale può far crollare veramente una nazione, farla morire d’infarto per la paura.
Cosa si sta aspettando?
Un leader? Un programma unitario? Una parola d’ordine avvincente?
Un leader? Un programma unitario? Una parola d’ordine avvincente?
Puoi aspettare fino a quando ti cresce il muschio sotto i piedi… Non verrà nessun leader. Sono finiti come i piccioni viaggiatori.
Tocca a me, tocca a te, tocca a tutti.
Esercitare l’arte di pensare, di agire…
Mi vien da dire “Ho un sogno…”
Ma i sogni ce li abbiamo tutti. E sogniamo già tutti la stessa cosa. Il problema è fare. Adesso.
Perché poi sarà troppo tardi. E abbiamo già perso troppo tempo con la nipote di Mubarak.
Dobbiamo andare casa per casa e dirlo: lo Stato Italiano butta più di 500 miliardi di euro ogni anno.
Mi vien da dire “Ho un sogno…”
Ma i sogni ce li abbiamo tutti. E sogniamo già tutti la stessa cosa. Il problema è fare. Adesso.
Perché poi sarà troppo tardi. E abbiamo già perso troppo tempo con la nipote di Mubarak.
Dobbiamo andare casa per casa e dirlo: lo Stato Italiano butta più di 500 miliardi di euro ogni anno.
Non c’è crisi quando si comprano bombardieri e Maserati blindate, si raddoppiano gli stipendi dei manager più bastardi, si regalano le frequenze televisive, quando ci sono ospedali con 26 malati e più di 100 dipendenti.
Questa non è crisi economica. Questo è un sistema vergognoso, insostenibile e illegale.
Tocca rivedere le regole del gioco, perché sono truccate.
Ma non succederà fino a quando questa depressione terrà incatenati i progressisti a una lacrima da bar, a un mugugno da assemblea.
Tocca rivedere le regole del gioco, perché sono truccate.
Ma non succederà fino a quando questa depressione terrà incatenati i progressisti a una lacrima da bar, a un mugugno da assemblea.
Io so che se venissero di nuovo i nazisti con le loro baionette e i carri armati voi tutti vi sollevereste come un sol uomo. Lo so che vi scorre ancora nelle vene il sangue dei nostri padri e nonni che hanno combattuto e sono morti per un futuro migliore…
Ma ora non ci sono gli stivali chiodati delle orde del male che sfilano per le strade della città.
Ma ora non ci sono gli stivali chiodati delle orde del male che sfilano per le strade della città.
Ci hanno messo la criptonite della paura in quel posto e siamo così… Delusi, disillusi, demotivati, depressi.
Lo so che è dura, sento anch’io il disorientamento.
Ma secondo me tocca iniziare a pregare. Intensamente. E se non hai un Dio da pregare fattene uno.
Un Dio di quelli tosti. E prega che domani mattina il popolo progressista italiano si svegli con un minimo di ovaie e di coglioni.
Sennò dovrai raccontare ai tuoi nipoti che mentre si mangiavano la nostra nazione non siamo riusciti a fare niente.
Un Dio di quelli tosti. E prega che domani mattina il popolo progressista italiano si svegli con un minimo di ovaie e di coglioni.
Sennò dovrai raccontare ai tuoi nipoti che mentre si mangiavano la nostra nazione non siamo riusciti a fare niente.
Invece potevamo approfittare della confusione per dare inizio a una nuova filosofia economica, a una nuova repubblica fondata sulla cooperazione e sul buon senso.
È questo il momento che se ci rimettiamo in piedi possiamo veramente cambiare. E’ adesso che il sistema sta andando a pezzi.
Dobbiamo spiegare bene ai soliti potenti che noi non stiamo a questo gioco.
È questo il momento che se ci rimettiamo in piedi possiamo veramente cambiare. E’ adesso che il sistema sta andando a pezzi.
Dobbiamo spiegare bene ai soliti potenti che noi non stiamo a questo gioco.
E, innanzi tutto, potremmo iniziare a fargli male sul serio, non lanciando i sassi ai poliziotti, che non c’entrano niente, ma smettendo di comprare le auto della disoccupazione e i prodotti dei furbi, ritirando i nostri soldi dalle banche del dolore: in Usa lo hanno fatto in centinaia di migliaia, quanti in Italia?
Non con i miei soldi! Non ti permetterò di affamare i bambini con i miei soldi. Non ti permetterò di buttare in mezzo alla strada le famiglie con i miei soldi.
Questo sistema siamo noi a finanziarlo con le nostre scelte, voti ogni volta che fai la spesa.
Basta!
Questo sistema siamo noi a finanziarlo con le nostre scelte, voti ogni volta che fai la spesa.
Basta!
Serve un movimento capace di usare la forza più potente del mondo: i soldi.
Un movimento che finalmente decida che un’altra economia è possibile, un’altra economia è indispensabile.
Possiamo benissimo vivere ottimamente facendo lo sciopero dei consumi immorali.
Però bisogna smettere di discutere e iniziare a zappare, riciclare, riusare, barattare, condividere.
E’ difficile?
Sì. Certo.
Ma tanto così come stanno le cose il destino è quello. Ed è meglio farlo come forma di lotta per evitare questo crollo economico artificiale piuttosto che doverlo fare come in Argentina, perché il sistema economico non c’è più e le banche hanno chiuso.
Oppure credi veramente che il governo dei tecnici, impastoiato dalle risse tra i partiti, sia capace di cambiare la musica?
Sì. Certo.
Ma tanto così come stanno le cose il destino è quello. Ed è meglio farlo come forma di lotta per evitare questo crollo economico artificiale piuttosto che doverlo fare come in Argentina, perché il sistema economico non c’è più e le banche hanno chiuso.
Oppure credi veramente che il governo dei tecnici, impastoiato dalle risse tra i partiti, sia capace di cambiare la musica?
Se non ci credi la prima domanda è: hai un conto con Banca Etica?
E se non ora, quando?
E se non ora, quando?
...penserio al vento...
DA LEGGERE E RILEGGERE ... E POI AGIRE !!!
venerdì 16 dicembre 2011
...se chi predica bene...
NOTIZIA DI OGGI ...
Trapani - Arrestato sindaco antimafia: "Faceva parte del clan di Messina Denaro"
Undici persone sono state arrestate dai carabinieri del Ros in un'operazione scattata in provincia di Trapani che ha stretto il cerchio attorno al super latitante Matteo Messina Denaro. In manette sono finite persone ritenute vicine al mandamento mafioso di Campobello di Mazara che è stato smantellato.
Tra loro anche il sindaco Cirò Caravà, in carica dal 2006 e riconfermato a nel giugno scorso. Gli arrestati sono accusati di associazione mafiosa e intestazione fittizia di beni. Gli investigatori ritengono di avere dato un colpo molto duro a una delle ultime roccaforti del potente padrino di Cosa nostra, e, quindi, di avere indebolito ulteriormente la sua rete di protezione e la sua latitanza. Secondo l'accusa avrebbe distribuito appalti a imprenditori vicini al clan che è stato decapitato e avrebbe dato persino biglietti aerei ai familiari di detenuti reclusi al Nord.
Il sindaco secondo gli investigatori è "l'espressione politica" della locale cosca, tra le ultime roccaforti del superlatitante Matteo Messina Denaro.
Il primo cittadino è accusato di associazione di tipo mafioso e avrebbe avuto stabili rapporti con esponenti del clan, avrebbe favorito l'aggiudicazione di appalti a imprese vicine al gruppo criminale, agevolato i suoi affari e assicurato sostegno economico anche alle famiglie dei detenuti. In base alle indagini, uno degli arrestati, Gaspare Lipari, avrebbe svolto un ruolo di collegamento tra il primo cittadino e lo storico capomafia Leonardo Bonafede.
LA FOTO DI FALCONE E BORSELLINO - Nella sua stanza, in Municipio, il sindaco teneva ben in vista le foto di Falcone e Borsellino: il sindaco pidiessino di Campobello di Mazara aveva fatto aderire il suo Comune all’associazione Libera e si era anche costituito parte civile nel processo ai favoreggiatori del superlatitante Matteo Messina Denaro. Eppure, i mafiosi più vicini a Messina Denaro continuavano a dire un gran bene di lui: “Io gli ho portato un mare di voti”, sussurrava uno dei messaggeri del padrino, Franco Luppino, che non sospettava di essere intercettato. “L’altra sera, il sindaco l’ho sentito parlare in Tv. Minchia, se non lo conoscessi…".
LE INTERCETTAZIONI - Sono soprattutto le intercettazioni a mettere nei guai il primo cittadino. Gli investigatori del Ros hanno ascoltato ad esempio la moglie del boss Nunzio Spezia mentre dice al marito, detenuto in un carcere del Nord Italia: “Vedi, in due anni di sindaco quanto abbiamo risparmiato? Dopo le elezioni mi ha detto: vossia fino a quando va e viene dallo zio Nunzio, biglietti non ne paga più. Io gli telefono, gli ordino i biglietti e li passo a ritirare”. Dalle indagini dei carabinieri di Trapani è emerso che il sindaco Caravà avrebbe distribuito ai mafiosi anche lavori e appalti del Comune.
...pensiero al vento...
SE CHI PREDICA BENE RAZZOLA MALE ... cosa possiamo aspettarci DA CHI PREDICA MALE?
venerdì 9 dicembre 2011
...il debito italiano e le pensioni...
Il debito italiano è di circa 1.900 (millenovecento) miliardi di euro...
Gli interessi che lo stato italiano dovrà pagare l’anno prossimo saranno circa di 75-80 miliardi di euro ...
Con la manovra sulle pensioni, blocco dell’indicizzazione oltre i 700 euro netti, aumento dell’età già dal prossimo anno per uomini e donne eccetera, al massimo il governo potrà tirar su 5 (cinque) miliardi, ovvero meno di un decimo, dal punto di vista del debito è un’unghia.
Poi c’è il bilancio dell’Inps, che, meraviglia delle meraviglie, è in attivo tra contributi versati dai lavoratori e pensioni erogate.
Il discorso si fa un po’ tecnico, però il risultato, conti alla mano, è inequivocabile:
per il 2009 il saldo tra le entrate contributive, le trattenute, e le prestazioni pensionistiche (gli assegni effettivamente erogati al netto) risulta dare un avanzo di, udite udite, 27,6 (ventisette virgola sei) miliardi di euro.
Cioè i lavoratori versano di più di quanto ricevono i pensionati. Poi lo stato mette le mani nelle tasche dell’Inps, e degli altri enti previdenziali, usandoli come una cassaforte, cioè spendendone i soldi per scopi diversi da quelli previdenziali (Luciano Gallino un po’ ovunque, Francesco Piccioni sul manifesto, ma si può anche chiedere a un qualunque funzionario onesto dell’Inps).
...pensiero al vento...
Alla oscenità dei tagli sulle pensioni, si aggiunge una oscenità ancora peggiore: instillare, tramite un martellamento mediatico che ormai dura da un ventennio almeno, un senso di colpa nei pensionati per il debito pubblico, per la disoccupazione giovanile nonché per il precariato.
Tratto da: La pensione di Giancarlo | Informare per Resistere http://www.informarexresistere.fr/2011/12/09/la-pensione-di-giancarlo/#ixzz1g3CNTFtV
- Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!
- Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!
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