Un'utopia per la pace. E’ questo il motto di Marinaleda, la località
sivigliana governata ininterrottamente dal 1979 (anno delle prime elezioni
municipali della Spagna post-franchista) da Juan Manuel Sánchez Gordillo, un
luogo che è diventato un punto di riferimento non solo della sinistra
spagnola, ma della sinistra mondiale, tanto da meritarsi un
articolo sul prestigiosissimo New York Times.
Oltre ad
essere sindaco, Sánchez Gordillo è anche portavoce del CUT-BAI (Collettivo di
unità di lavoratori- Blocco della sinistra andalusa), una delle parti che
compongono Izquierda Unida,ed è deputato al Parlamento autonomista
dell'Andalusia. Per comprendere quanto sia duraturo e profondo il radicamento
della sinistra nella città, basta guardare i risultati
elettorali del 2011: alle elezioni comunali di maggio, Izquierda
Unida ha eletto nove degli undici consiglieri (gli altri due sono del PSOE, il
partito socialista) e nelle elezioni generali di novembre ha raggiunto il
65,59% dei voti, la più alta percentuale di IU in Spagna.
Ma qual è il motivo di questo “orgoglio rosso”, che si riflette anche nella
toponomastica, come si può vedere passeggiando tra via Ernesto Che
Guevara e piazza Salvador Allende?
Una chiave di lettura è legata
alla questione dell'abitazione. Come spiegato dal sito del comune,
infatti, anche se il diritto alla casa è riconosciuto dalla Costituzione
spagnola, molto spesso non è ottemperato. Ed è questo il motivo per cui
gli abitanti hanno deciso di espropriare e municipalizzare migliaia di metri
quadrati nei dintorni di Marinaleda, per poterci successivamente edificare la
propria casa. Il processo di “autocostruzione” inizia con l’assegnazione
del luogo e dei muratori da parte del Comune. Successivamente, la Junta de Andalucía
(il governo andaluso), presta i soldi per i materiali e
l’acquirente della casa se la costruisce lui stesso (altrimenti paga 45 euro al
giorno per muratori ed elettricisti). Attualmente, la rata mensile è di 15
euro, che restituisce il prestito di materiali per l’abitazione, che finirà per
diventare proprietà dell’acquirente. Proprio così: questo è il prezzo delle
abitazioni a Marinaleda (e senza ipoteche).
PIENA OCCUPAZIONE.
L'altro fattore importante che dimostra
che “un altro mondo è possibile”, almeno secondo i sostenitori di questo
modello, è la disoccupazione. Con il tasso di disoccupazione che c’è in
Spagna (quasi il 25%) e in Andalusia (oltre il 30%), risulta paradossale come a
Marinaleda non vi sia disoccupazione, come riconosce anche il blog di un gruppo
di destra come Intereconomia. Come si è riusciti a
raggiungere la piena occupazione, smentendo teorici ed economisti di fama
mondiale? In questo paesino di braccianti, nei decenni passati vennero
occupati i possedimenti dei proprietari terrieri latifondisti, dando vita alla
cooperativa “El Humoso”, grazie alla quale 500 famiglie trovano impiego e sono
cooproprietarie, ricevendo uno stipendio di 1.125 euro per sei ore e mezza di
lavoro giornaliero.
ASILI, PISCINA E DOMENICHE "ROSSE".
Altri segni
distintivi di Marinaleda sono le “domeniche rosse”, durante le quali la
popolazione pulisce le strade, coltiva i giardini, insomma fa di tutto per
rendere più accogliente il territorio. Ma non solo, anche l’asilo municipale,
dove i bambini fanno colazione a 12 euro al mese, o la piscina comunale, il cui
costo per tutta l'estate è di 3 euro. E poi, (come potrebbe essere
altrimenti?), Marinaleda è molto legata a coloro che si trovano in difficoltà
anche al di fuori della campagna andalusa: lo scorso aprile, nell'ambito
della Settimana della Pace, ci fu un concerto in
solidarietà con il popolo del Sahara occidentale, tema questo molto caro alla
sinistra spagnola. E anche gli Ska-p, famoso gruppo
musicale di Madrid, sono venuti a suonare in questa città di meno di 3.000
abitanti, a sostegno della Palestina. Forse è azzardato citare questo paesino
come modello per uscire dalla crisi. In ogni caso se, come diceva Galeano,
l'utopia è una scusa per andare avanti, questa utopia per la pace è servita per
avanzare. E non di poco.
...pensiero al vento...
ED ECCOLA ... l'utopia di Eduardo Galeano:
"L'utopia è come
l'orizzonte.
Mi avvicino di due passi,
lei si allontana di due
passi.
Cammino per dieci passi
e l'orizzonte si sposta
di dieci passi più in là.
Per quanto io cammini,
non la raggiungerò mai.
A cosa serve l'utopia?
Serve
proprio a questo: a camminare"

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