martedì 22 maggio 2012

Marinaleda ... un altro mondo è possibile!


Un'utopia per la pace. E’ questo il motto di Marinaleda, la località sivigliana governata ininterrottamente dal 1979 (anno delle prime elezioni municipali della Spagna post-franchista) da Juan Manuel Sánchez Gordillo, un luogo che è diventato un punto di riferimento non solo della sinistra spagnola, ma della sinistra mondiale, tanto da meritarsi un articolo  sul prestigiosissimo New York Times

Oltre ad essere sindaco, Sánchez Gordillo è anche portavoce del CUT-BAI (Collettivo di unità di lavoratori- Blocco della sinistra andalusa), una delle parti che compongono Izquierda Unida,ed è deputato al Parlamento autonomista dell'Andalusia. Per comprendere quanto sia duraturo e profondo il radicamento della sinistra nella città, basta guardare i risultati elettorali del 2011: alle elezioni comunali di maggio, Izquierda Unida ha eletto nove degli undici consiglieri (gli altri due sono del PSOE, il partito socialista) e nelle elezioni generali di novembre ha raggiunto il 65,59% dei voti, la più alta percentuale di IU in Spagna.

Ma qual è il motivo di questo “orgoglio rosso”, che si riflette anche nella toponomastica, come si può vedere passeggiando tra via Ernesto Che Guevara e piazza Salvador Allende

Una chiave di lettura è legata alla questione dell'abitazione. Come spiegato dal sito del comune, infatti, anche se il diritto alla casa è riconosciuto dalla Costituzione spagnola, molto spesso non è ottemperato. Ed è questo il motivo per cui gli abitanti hanno deciso di espropriare e municipalizzare migliaia di metri quadrati nei dintorni di Marinaleda, per poterci successivamente edificare la propria casa. Il processo di “autocostruzione” inizia con  l’assegnazione del luogo e dei muratori da parte del Comune. Successivamente, la Junta de Andalucía (il governo andaluso), presta i soldi per i materiali e l’acquirente della casa se la costruisce lui stesso (altrimenti paga 45 euro al giorno per muratori ed elettricisti). Attualmente, la rata mensile è di 15 euro, che restituisce il prestito di materiali per l’abitazione, che finirà per diventare proprietà dell’acquirente. Proprio così: questo è il prezzo delle abitazioni a Marinaleda (e senza ipoteche).

PIENA OCCUPAZIONE.
L'altro fattore importante che dimostra che “un altro mondo è possibile”, almeno secondo i sostenitori di questo modello, è la disoccupazione. Con il tasso di disoccupazione che c’è in Spagna (quasi il 25%) e in Andalusia (oltre il 30%), risulta paradossale come a Marinaleda non vi sia disoccupazione, come riconosce anche il blog di un gruppo di destra come Intereconomia. Come si è riusciti a raggiungere la piena occupazione, smentendo teorici ed economisti di fama mondiale? In questo paesino di braccianti, nei decenni passati vennero occupati i possedimenti dei proprietari terrieri latifondisti, dando vita alla cooperativa “El Humoso”, grazie alla quale 500 famiglie trovano impiego e sono cooproprietarie, ricevendo uno stipendio di 1.125 euro per sei ore e mezza di lavoro giornaliero.

ASILI, PISCINA E DOMENICHE "ROSSE"
Altri segni distintivi di Marinaleda sono le “domeniche rosse”, durante le quali la popolazione pulisce le strade, coltiva i giardini, insomma fa di tutto per rendere più accogliente il territorio. Ma non solo, anche l’asilo municipale, dove i bambini fanno colazione a 12 euro al mese, o la piscina comunale, il cui costo per tutta l'estate è di 3 euro. E poi, (come potrebbe essere altrimenti?), Marinaleda è molto legata a coloro che si trovano in difficoltà anche al di fuori della campagna andalusa: lo scorso aprile, nell'ambito della Settimana della Pace, ci fu un concerto in solidarietà con il popolo del Sahara occidentale, tema questo molto caro alla sinistra spagnola. E anche gli Ska-p, famoso gruppo musicale di Madrid, sono venuti a suonare in questa città di meno di 3.000 abitanti, a sostegno della Palestina. Forse è azzardato citare questo paesino come modello per uscire dalla crisi. In ogni caso se, come diceva Galeano, l'utopia è una scusa per andare avanti, questa utopia per la pace è servita per avanzare. E non di poco.

...pensiero al vento...
ED ECCOLA ... l'utopia di Eduardo Galeano:
"L'utopia è come l'orizzonte.
Mi avvicino di due passi,
lei si allontana di due passi.
Cammino per dieci passi
e l'orizzonte si sposta
di dieci passi più in là.
Per quanto io cammini,
non la raggiungerò mai.
A cosa serve l'utopia?
Serve proprio a questo: a camminare"



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