lunedì 5 ottobre 2009

...i numeri dell'informazione...

La manifestazione a sostegno della libertà di stampa … sollecita alcune considerazioni …

GIUSTO perché ReSilvio e i suoi cortigiani non si stancano di ripetere che si tratta di una falsa questione, irridendo gli allarmi che quotidianamente alcuni giornali e nessuna televisione lanciano sul tema. Per loro è assurdo parlare di mancanza di libertà di stampa in Italia, viste tutte le critiche che il Re deve sopportare ogni giorno, le accuse più “infamanti”, le inchieste giornalistiche e compagnia bella.



Di più: il presidente del gruppo senatoriale del Pdl Messere Maurizio Gasparri ha addirittura affermato, nell’ultima puntata di “Ballarò”, riuscendo a rimanere serio, che esisterebbe un mancato pluralismo informativo perché il centro-destra è il solo schieramento politico ad essere attaccato dalla stampa! E ReSilvio non si stanca di ripetere che le “gazzette della sinistra” occupano il novanta per cento dell’informazione.

Sarà allora forse il caso di studiare un po’ di numeri e di analizzare la situazione degli organi di stampa nel nostro Reame “cum grano salis”.



Osserviamo allora, con un po’ di attenzione, l’orientamento politico dei quotidiani, sia quelli nazionali, sia quelli a diffusione locale, possiamo formulare queste considerazioni.



Dei giornali nazionali che orientano in modo nettamente critico nei confronti dell’attuale Governo abbiamo:

“la Repubblica”, “L’Unità”, “Il Manifesto”, “Liberazione”, “L’Altro”, “Europa”, per un totale di circa 610 mila copie vendute (e di lettori). Naturalmente non consideriamo il nuovo quotidiano “Il Fatto” (del duo Padellaro-Travaglio) perché appena uscito ma le sua pur relativamente alta diffusione, si parla di centomila copie per i primi numeri, non è certo in grado di modificare la situazione.

Fa storia sé “L’Avvenire”, il giornale della Cei che assume un atteggiamento critico verso ReSilvio e, talvolta, verso il governo, come nel caso dei provvedimenti sull’immigrazione o sulla vicenda Boffo.


Quelli che non assumono alcuna posizione critica ma producono un’informazione, diciamo così, “terzista” o “equidistante” sono: “Corriere della Sera” (con molte posizioni favorevoli all’attuale premier, soprattutto negli editorialisti di punta), “La Stampa”, “Il Sole 24 ore”, per un totale di 1 milione e 200 mila copie (e lettori).


I quotidiani nettamente di ispirazione berlusconiana (giornali di corte insomma) sono: “Il Giornale”, “Libero”, “Il Tempo”, “Italia oggi” (anche se in modo meno smaccato), per un totale di 416 mila copie (e lettori).

QUINDI ... il bufala che "loro" controllano TUTTI i giornali ... è sconfessata !



Per quanto concerne i telegiornali il conto è molto più facile, perché le testate giornalistiche nazionali (che occupano pressoché interamente il panorama informativo della televisione) sono molto più poche rispetto alla carta stampata.
 
Ma sono sufficienti poche cifre per chiarire la distanza abissale che corre fra informazione dei TG e quella della carta stampata in termini di “audience”:
 
soltanto TG1 e TG5 (quindi, le fonti di informazione più smaccatamente favorevoli all’attuale Re, considerando i notiziari di maggiore ascolto, cioè quelli delle 20) raggiungono un pubblico che oscilla fra i 12 e i 13 milioni di ascoltatori, quattro volte circa il numero di copie vendute da tutti i quotidiani presi in considerazione (di centro-destra e di centro-sinistra).
 
Se a questi telegiornali, aggiungiamo TG2, Studio aperto e il notiziario di Emilio Fede (se così può denominarsi), superiamo abbondantemente i 20 milioni di persone, il 70% delle quali hanno come unica fonte di informazione proprio i telegiornali.
 
Nulla possono ovviamente fare il TG di Sky, il TG3 e quello de “La 7”, che non superano complessivamente (sempre nella fascia di maggiore ascolto) i 2 milioni di telespettatori, in media.



...pensiero al vento...
La realtà, che smentisce totalmente le false affermazioni di ReSilvio e della sua corte è che, dunque, sia nel settore dell’informazione sulla stampa, sia in quella televisiva, la stragrande maggioranza delle testate produce una informazione niente affatto equidistante dalle parti ma smaccatamente favorevole al magnate di Arcore, determinando così, in modo preclusivo, anche le scelte elettorali del popolo italiano.

... e facendo di questo Paese un luogo dove la libertà di stampa è fortemente limitata e dove è del tutto assente un vero pluralismo informativo. CHI NON CONDIVIDE ... NON PUO' CHE AVERE SERI PROBLEMI DI INTENDIMENTO !!

Chiudo con l'intervento di Roberto Saviano ... alla manifestazione di Sabato scorso ...




E COME non chiudere con un "baluardo" dell'informazione di Corte? ... Messere Emilio ... sconfessato da Piero Ricca ...



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