NATALE A BETLEMME ... dai TG di oggi si apprende che Betlemme è di nuovo meta turistica (pare che in questo Natale sono più che raddoppiati i visitatori rispetto allo scorso anno) ... un bel segno di speranza per un'economia e un popolo (quello palestinese) ... da troppi anni oppresso e isolato dal resto del mondo ...
Mi viene in mente una storia "semplice" ... adatta alla giornata di oggi:
nel Dicembre 2005, nella settimana precedente il Natale, ero per lavoro in Israele (terra visitata spesso nei mesi di quell'anno). Come al solito soggiornavo a Gerusalemme, appena fuori le mura della città vecchia, venerata da Cristiani, Ebrei e Musulmani come il centro del loro credo religioso. Gerusalemme ha veramente nell'aria qualcosa di particolare che la rende unica al mondo ... un qualcosa che non si può capire se non passeggiando nelle sue stradine millenarie tra Muro del Pianto, Mercato Arabo e Basilica del Santo Sepolcro ... in un misto di popoli e religioni ... dove svolti l'angolo e passi dal Quartiere Arabo a quello Cristiano, da quello Ebraico a quello Armeno.

Nonostante i giorni pre-natalizi tutti i negozi, da quelli di cartoline e souvenir commerciali a quelli più tipici di artigianato locale, erano desolatamente vuoti ... coi venditori che assalivano i pochi passanti alla ricerca dell'unica vendita del giorno ...
Ero nei pressi della Basilica del Santo Sepolcro ... anche qui assalito dai venditori di ogni genere e cosa che cercavano di farmi entrare nel loro negozio ... dopo le prime resistenze ero alquanto infastidito da quelle pressioni, ma resistevo tirando dritto (anche se in effetti qualche ricordino da portare a casa dovevo pur comprarlo).
Tra i tanti negozi, ne notai uno senza venditore-butta-dentro ... per contrasto decisi allora di entrarci di mia volontà. Il negozio era molto bello ... con tanti oggetti di legno in tema natalizio.
Il venditore sorrideva solo e non insisteva più di tanto per vendere a tutti i costi.
Decido: è qui che comprerò i miei regali di Natale! Ultimate le mie scelte ... il venditore comincia ad incartare i miei pacchetti ... ed è qui che facciamo conoscenza. Noto infatti che mette una cura fuori dal normale nell'incartare e impacchettare oggetto per oggetto ... intuisco che sono di fronte ad una persona diversa dagli altri venditori ...
Quando lui capisce che sono lì per lavoro ... che sono un ingegnere e che vengo dall'Italia ... mi confessa che anche lui è un ingegnere ... che ha lavorato con la moglie (lei laureata in Management d'impresa) a Londra fino al 2000 .... poi dopo l'inasprirsi della guerra tra Israele e Palestina ... loro due, palestinesi, visti con sospetto, avevano perso il lavoro ed erano stati costretti a una scelta: emigrare lontanissimo (USA, CANADA o chissà dove ...) o tornare a casa. La scelta, dopo qualche dubbio, era stata quella di tornare in Palestina ... testimoniare l'amore per la propria terra ed essere vicini al loro popolo in difficoltà. Così ora lui si ritrovava a vender presepi a artigianato locale e lei era a casa a badare ai tre figli. Da allora non ho più dimenticato quell'incontro (nella foto il negozio e il mio "amico" che impacchetta i miei regali).
...pensiero al vento...
Capua come Gerusalemme? Campania come la Palestina?non è uno sproposito cercare similitudini ... lì oppressioni israeliane, qui delinquenza a tutti i livelli, stanno limitando economia e sviluppo.
Serve che ci svegliamo e ... come dice Don Gianni ... cominciamo anche solo da "azioni semplici ma significative" ... quella del mio "amico" ingegnere-presepista ... è un bell'esempio!
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