domenica 27 gennaio 2008

...nel giorno della memoria...

Il 27 gennaio è la Giornata Internazionale della Memoria, in commemorazione delle 6 milioni di vittime della Shoah ... il 27 gennaio 1945 è infatti la data di liberazione del campo di sterminio nazista di Auschwitz-Birkenau.

Non mi soffermo su discorsi di commemorazione di quei tristissimi eventi ... non voglio aggiungere il mio a tutti quelli che sentiremo oggi, da ogni fonte di informazione ...

Vorrei invece ricordare com'è Israele oggi e con quali contraddizioni convive ... vi parlo di Masada. A Masada, nel I secolo a.C. , sorgeva il palazzo-fortezza di Erode il Grande; la cittadina era arroccata su tre livelli con uno strapiombo sul lato nord, dotata di Terme con caldaia, magazzini, sotterrenee ed ampie cisterne per la raccolta d'acqua.


Nell'anno 70 i Romani, stanchi delle ribellioni locali al pagamento dei tributi che erano imposti alle "colonie" ( ... in nessuna epoca, quando si parla di tasse, c'è mai stato accordo! ) distrussero Gerusalemme iniziando quella "diaspora" che durerà quasi duemila anni ...

Fu allora che a Masada trovarono rifugio gli ultimi strenui ribelli non ancora disposti a darsi per vinti.

La fortezza ... inaccessibile come un nido di aquila ... rimase assediata, per quasi tre anni, dalla Legio X Fretensis e da altri 7000 uomini, per lo più schiavi.

campo trincerato romano della X legione ai piedi di Masada



Dall'altra parte, i rifugiati nella fortezza riuscivano a resistere, un pò per l'inaccessibilità del luogo ... un pò per l'ampia scorta di viveri assicurata loro dai vasti ambienti di magazzino e dalla perfetta conservazione garantita dall'aridità e dalla salubrità del luogo.

I Romani, per porre fine all'assedio, costruirono un vallo (sorta di limes spesso due metri, ancor oggi visibile) ed un terrapieno di settanta metri che dal basso saliva sino alle mura della fortezza.
Resosi conto della disfatta ormai imminente, il capo zelota Eleazar Ben Yair, parlò alla sua gente inducendola ad un suicidio collettivo per spada (estratti a sorte per gruppi, gli uomini della comunità uccisero le donne e i bambini togliendosi poi la vita a vicenda); questa sembrò loro essere una sorte preferibile ad un sicuro stato di schiavitù.
Quando anche l'ultimo resistente zelota cadde mentre la città era in preda alle fiamme, a salvarsi furono solo pochi bambini e due donne che si erano nascosti in un anfratto per scampare alla morte. I Romani poterono così entrare in Masada ormai priva di difesa: sorpresi di quanto accaduto, tributarono ai valorosi resistenti un silenzioso omaggio.

Masada oggi è un posto incantevole ... fuori dal tempo e fuori dagli itinerari classici di chi visita la Terra Santa: sulle rive del Mar Morto ... a 18 km a sud di En Gedi ... sorge su una collina rocciosa isolata ... dall'aspetto inconfondibile ... a cui si accede solo tramite una funivia.


Grazie a recenti scavi e ritrovamenti archeologici sono visibili i resti dell'antica fortezza, la rampa d'assedio costruita dai Romani, e sono evidenti i segni dei campi militari romani, di mosaici, bagni ed anche i massi di pietra lanciati dalle catapulte.


Israele ha eretto Masada a monumento nazionale e a principale simbolo del Paese. Ancora oggi le reclute dell'esercito vengono condotte sul luogo per pronunciare il giuramento di fedeltà al grido di: "Mai più Masada cadrà".

Bel racconto ... bella storia ... bei ricordi ... bello l'orgoglio di un popolo oppresso che resiste.

Ma la contraddizione che vi dicevo all'inizio? ... dov'è? ... beh, eccola: per arrivare a Masada si passa per i territori palestinesi ... e si vedono tanti (troppi) villaggi recitati con filo spinato ... e vigilati dall'esercito israeliano (armato fino ai denti) ... insomma tante "Masada" di oggi a parti invertite ... con gli oppressi di allora ... nei panni degli oppressori di oggi ...

Il mio amico tassista palestinese ... che aveva accompagnato me e il mio collega a Masada ... gentilmente rifiutò il nostro invito a comperare i biglietti della funivia anche per lui ... in quel luogo era imbarazzato ... lui, che quella contraddizione da noi appena scoperta, la viveva tutti i giorni ...

...pensiero al vento...
ben vengano tutte le giornate della memoria ... ma se il passato non è in grado di cambiare i comportamenti di oggi ... ci resta solo qualche bel discorso ... qualche bella frase ad effetto ... qualche bel documentario commemorativo con sempre più sfocate immagini in bianco-e-nero ... se le reclute israeliane giurano con "Mai più Masada cadrà" ... a noi piacerebbe poter dire ... "Mai più Masade vedremo" !

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