Tutti somali, ovvero provenienti dal paese africano con la situazione più drammatica.
Un paese dove comandano i signori della guerra, i capi tribù, dove la miseria e le malattie sono spaventose, dove la vita, di chiunque, uomini, donne e bambini non vale nulla ... dove la violenza è qualcosa di inimmaginabile, dove non esiste legge e giustizia, dove non c'è un governo che ti possa proteggere.
Li abbiamo avvistati questi poveretti, li abbiamo avvistati fuori dalla acque territoriali italiane. E siccome con i loro gommoni si dirigevano "inequivocabilmente" verso le coste della Sicilia orientale, li abbiamo rispediti in Libia.
tutti parlano (e i nostri ministri ne vanno tanto fieri) dei respingimenti ...
ma nessuno chiarisce cosa accade DOPO i respingimenti...
DOPO i respingimenti ... per i RESPINTI ... ricomincia la "lotteria" di chi torna ad essere "merce di scambio" in mano alla mafia libica ... ai trafficanti, scafisti e quant'altri legati ... "tollerati", se non appoggiati, dal governo libico ...
DOPO i respingimenti ... per i RESPIGITORI ... (cioè i nostri governanti e noi che stiamo dalla parte dei "ricchi" ...) aumentano le possibilità degli "affarismi mediterranei" in terra libica ... in termini di appalti, contratti e di "greggio libico" a prezzi da "nazione amica" ...
UN ESEMPIO a conferma di tutto questo? ...
... bastano le dichiarazioni di Gheddafi del Marzo scorso ... quando a Sirte, davanti al Parlamento libico, alla presenza di ReSilvio, nel giorno della ratifica dell'Accordo di amicizia e cooperazione tra Italia e Libia dichiarò:
"... le aziende italiane che intendono operare in Libia avranno da questo momento in poi la priorità rispetto a tutte le altre ..."

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