domenica 21 giugno 2009

...il gioco delle tre "caste"...

Alcune considerazioni ...

... sul gioco delle tre "caste" ... messo in atto dalla casta dei finti-di-destra ... da quella dei finti-di-sinistra ... e da quella dei finti-e-basta (cioè quelli che te li ritrovi mò di qua ... e mò di la ... in base a come gira il vento, pensate all'ammastelalto di ceppaloni?, anch'io!) ...

Soggetto/oggetto del gioco è (ahimè) il popolo del reame ...

Quel popolo che ... passato il campionato di calcio ... è appena appena distratto ... dalle campagne di trasferimento dei calciatori ... per alimentare sogni estivi di vincere ... (ma poi che cosa?) ...

Quel popolo che ... passate le Elezioni Europee ... è appena appena distratto ... da i soliti referendum che non gliene frega nulla a nessuno ... e dove, udite udite, anche chi li ha promossi e richiesti ("ahimè IDV che mi combini !!!") ... oggi lotta perchè vengano "neutralizzati" ...

E allora? ... allora nasce una preoccupazione nelle tre "caste" ...

... che è quella di azzerare il rischio che qualcuno, in questo popolo di sudditi ... in assenza di calcio ... e in assenza di diatribe elettorali ... ... possa cominciare a pensare ...

Il rischio (in teoria) sarebbe pure reale ... perchè quando si comincia a "pensare" (ma "Pensare" sul serio) ... non si sa mai a quali conclusioni si può arrivare ...

Il "loro" timore ... (se mai si potesse arrivare a tanto, ma badate, personalmente sono lontano dal crederci) ... è che qualcuno si possa "organizzare" e cominciare a credere "DAVVERO" di poter cambiare qualcosa ...

Questo "organizzarsi" ... potrebbe avvenire solo se, dopo aver "riattivato" il cervello (ma quanti se lo possono permettere?), si riuscisse a mettere a nudo le prese in giro che ci arrivano ...
... da una finta-informazione ... (e questi sono i TG e i Report-fattariello)

... da una finta-democrazia ... (e questi sono i finti-litigi tra le tre "caste)

... da una finta-rappresentanza parlamentare e nelle istituzioni in genere ... (e queste sono le leggi elettorali su cui hanno fatto-finta di interpellarci con i referndum)

Se "qualcuno" dei sudditi comincasse a pensare di avere dei DIRITTI ... e non solo il DIRITTO di cercarsi un AMICO ... le cose ... per le tre "caste" potrebbero mettersi male per davvero ... e il gioco rivoltarsi contro loro stessi ...

E allora? ... come dicevo all'inizio ... cosa fare per evitare questo rischio?

Il "gioco delle tre caste" ... in questo periodo ... prevede di dare in pasto al popolo ... boccaccesche storie di cantori, di incontri a luci rosse del ReSIlvio e di sgualdrinette (che prima "ci stanno" ... e che poi, "magicamente", decidono di parlare e ... per di più ... tutte in coro!!! ... MA A VOI, tutto questo, non sembra strano ? ... A MIO PARERE, se "prima" prendevano eurini per fare certe cosine ... oggi possono prenderne altri ... di eurini ... per raccontarle ... ) ...

NO ... NO ... tranquilli ... STRANO NON E' ... perchè fa parte del gioco ...

... che succede INFATTI a questo punto ... nel gioco? ...

che tutti ne parlano ... che tutti si "azzuffano" ... e che la politica si riduce ad un'arena-semi-seria con discussioni da Bar dello Sport ... dove prevale l'idea di chi riesce a "stillare" più dell'altro ... o a dire la sua, in uno studio TV, per ultimo ... prima che parta la "pubblicità" ...

Le armi ... i trucchi delle tre caste ... sono ormai fin troppo chiare :

... si sobilla il popolo ... che (quando qualcuno dei finti-oppositori fa pure finta-di-organizzarsi) ... viene fatto scendere pure in piazza ... finalmente a protestare (eheheh, che illusi !!)...

... ed ecco che quasi tutti ci cascano ... e si lanciano in cruente e fitte invettive contro il Re e contro quello che "combina" nella sua privacy ...

Tutte storie vere? ... tutte proteste sacrosante? ... CERTO ma, ahimè, tutte parte di un gioco fin troppo chiaro per non annoiare ...

Ma come finisce? ... questo bel gioco? ..

Che "loro" ... quelli della Corte di ReSilvio ... dopo aver "sobillato" ... e ottenuto le "giuste" critiche e invettive ... chiudono il cerchio ...

... e cominciano a RIBADIRE che LORO SONO QUELLI CHE FANNO ... QUELLI che HANNO A CUORE il FUTURO del BelReame (e che QUINDI DEVONO essere lasciati lavorare per il "nostro" BENE) ... mentre GLI ALTRI ... meschini ... SANNO SOLO CRITICARE ...

...pensiero al vento...
faccio un pò di sintesi ... con l'obiettivo, dopo averlo SMASCHERATO ... di "USCIRE DAL GIOCO" ... (ma ci riusciremo mai?)
PRIMA SINTESI: criticare chi si erge a PIU' UGUALE DEGLI ALTRI ... non è un esercizio sterile ... MA serve a ribadire che la LEGGE E' (E DEVE RESTARE) UGUALE per tutti ...

... CHI E' in ODORE di non rispettarla ... NON DEVE modificarla per adattarla ai suoi comportamenti ... MA farsi un attimo da parte ... CHIARIRE le SUE PENDENZE (quelle con la legge ... non le pendenze fisiche e "boccaccesche" di queste settimane !!) ... e poi, ma solo dopo essersi "candidato" (reso "candido" rispetto alla Legge) ... RICANDIDARSI al giudizio di elettori NON sudditi ...

UN SOGNO? ... forse SI ... soprattutto se NON si riesce a "uscire" da questo gioco ...

SECONDA SINTESI: per sfuggire al "gioco delle caste" ... e alla LOGICA del "SAPETE SOLO CRITICARE" ... come fare? ...

SMETTERLA DI CADERE NELLA TRAPPOLA DELLE CRITICHE ...

Anche da questo Blog ... cercherò ALLORA di pubblicare soprattutto POST ... con propositi positivi e concreti e mettere al MINIMO le critiche ...

CI RIUSCIREMO? ... difficile ... ma E' ESSENZIALE provarci ...

sabato 20 giugno 2009

...Havana-stella del sud...

Alcuni video dalla trasmissione "Stella del Sud" ... di RAI-UNO:

Immagini e musiche (da non perdere) ... per le strade di Havana ...

HAVANA-01:



HAVANA-02 :

HAVANA-03:

...pensiero al vento...
CHIUDO CON ALCUNE FOTO ... di Havana ...

Il porto ... visto da Regla ... dove si arriva con la "lancita" ... biglietto della traversata? ... 3 centesimi di euri !!! ...

Il Malecon ... in primo piano il muretto "melmoso" per le onde della notte ...

... un mattino presto, mentre camminavo su un tratto di muretto come quello nella foto, stavo prendendo una di quelle scivolate ... che per poco non finivo dritto dritto sugli scogli ...


Ultima foto: cosa è meglio ... di una passeggiata e sosta sulle panchine-muretto ... dell'ombreggiato Paseo di Martì (che tutti chiamano "el Prado") ? ...

giovedì 18 giugno 2009

…una nuova vita “normale”…

Da un racconto … di autore “anonimo”:

I primi bagliori della luce del mattino mi fecero aprire un occhio ... ero ancora frastornato, però già sapevo che difficilmente sarei riuscito a riprendere sonno.
Sapevo che sarebbe stato necessario qualche giorno per digerire il cambio di fuso orario …

D’altra parte, dopo tutti i miei viaggi fatti, avevo imparato a memoria orari e distanze … e conoscevo le “conseguenze” di un viaggio di 15 ore … con un “salto” di 8.000 km e 6 ore di differenza …

Guardai le valigie, ancora da disfare dalla sera prima.

“Più tardi, ci penserò … e troverò tutto il tempo per mettere a posto la mia roba”, pensai.
Sapevo bene che dovevo reagire subito ed iniziare la mia “nuova vita normale” …

Anche se erano solamente le 6 meno un quarto del mattino, riuscivo a percepire i primi rumori provenienti dalla strada. Erano suoni piacevoli, familiari, mi infondevano coraggio per riprendere il tran tran di una vita quotidiana “normale”.

“Forza … devi iniziare di nuovo …” pensai, avvicinandomi lentamente alla finestra per poter sbirciare fuori …

Tornai indietro ed accesi il Notebook, come ogni giorno: “...questa mattina, però non trovo la connessione a internet …” pensai quasi con sollievo …

Iniziai a guardare attentamente il mio ultimo diario di viaggio, cercando di fermare gli attimi e i ricordi e le persone incontrate … “presto rivedrò i miei amici … molto presto …”

Il mio sguardo si spostò leggermente, soffermandosi sul biglietto aereo utilizzato e buttato sul tavolo la sera prima…. due piccole sigle attiravano la mia attenzione: HAV e FCO …

Sorrisi senza rendermene conto … “Basta, con le malinconie … devo voltare pagina, è meglio che affronti subito la realtà …”

Spensi il PC portatile e mi alzai di scatto, avvicinandomi alla porta dell’appartamento.

“Oggi … niente auto …”
... e ancora una volta un sorriso apparse spontaneo sulla mia faccia.

Aprii con decisione la porta, uscendo verso la strada. Un raggio di sole mi accolse come per darmi il benvenuto.

“Dai ! In fondo … è un giorno come un altro …”

Sapevo bene che non era vero, guardai la città come non avevo mai fatto.

La mia vecchia vita era ormai alle spalle, intrappolata in quel biglietto di sola andata sul tavolo dell’appartamento.

Avevo davanti la mia “nuova realtà” … e quel giorno Havana mi sembrò più bella del solito …

…pensiero al vento…
Ho trovato questo racconto per caso sul PC … tra vecchie note e vecchi appunti …

... non so bene da dove venga … oggi mi sono solo limitato a catturarlo e ad aggiustarlo un po’ … nei tempi e nei modi della storia …

Rileggendolo … mi è sembrato il "sogno di un topo” … che dorme appoggiato sulla “grata” (sarebbe meglio dirla “ingrata”) della fogna ... che gli preclude l’uscita …

lunedì 15 giugno 2009

...il inguaggio della strada...

Racconto cubano ...

Non c’è niente come ascoltare il linguaggio della strada.

In un angolo c’era un uomo che pareva un folletto.

Si asciugava le lacrime con un vecchio e sciupato, quasi rotto fazzoletto. Piccolo di statura.

Gli ho chiesto perchè era così emozionato.

Mi ha risposto: “Ho 93 anni e non andrò molto avanti, ma ho saputo che Ernesto sarebbe passato di qui e ho voluto salutarlo, anche se questa è solo una statua simbolo, ma è sempre qualcosa che passa di qui”.

Gli ho chiesto da dove veniva e qualcosa sulla sua vita che, per il suo aspetto aveva dovuto essere dura.

“Vengo dal nord, al di là di Tucumán e Santiago dell’Estero. La mia vita è stata dura ma combattuta, sin da bambino sto lottando per quel che credo sia giusto. Un uomo dev’essere solamente giusto per stare in tutte le battaglie per la giustizia”.

Aveva lavorato in mestieri duri: da bambino nel campo, nei raccolti di canne o nelle piantagioni d’arance, poi nei magazzini frigorifero e partecipando a varie resistenze, ai colpi che isolarono il paese. Me lo disse rapido e sintetico come chi riassume una vita in due o tre frasi.

Rimase a guardare la figura della statua del Che sino a che si perse lontano, senza poter parlare. Prima di andarsene mi porse la mano tremula, sciupata da quella vita e da quei mestieri e mi disse: “Adesso mi resta da chiedere a San Ernesto de la Higuera, al Che dell’America che realizzi il miracolo d’unire le nostre sinistre e la nostra gente migliore, che sembra preparata solo per dividere. Vengono tempi duri e a coloro che vanno agitando le bandiere con il Che dico che questo non vi fa combattenti nè rivoluzionari e tanto meno in questi tempi. Il Che necessita meno grida, meno magliette e più saggezza per i nuovi tempi di lotta. Oggi dobbiamo sapere chi è il nemico: se ci confondiamo siamo perduti!”

“Adesso il mandinga è nascosto dietro molte parole fiorite e alcuni compagnucci sono diventati ciechi e cadono nelle trappole. Leggete e fondo il Che, leggete Fidel, leggete la storia, siate umani e degni come loro. Ve lo dice un vecchio come me, che combatte ogni giorno per comprare le medicine economiche che deve prendere. Per mangiare ormai non faccio grandi battaglie”.
Lo guardai emozionato e gli dissi che parlava molto bene.
“Povero come sono sempre stato, ho sempre letto tutto quello che mi passava tra le mani. Me lo aveva insegnato un compagno minatore, molto malato per il mestiere. Mi disse, questa sarà la tua difesa e quella degli altri. Lui stesso me lo insegnò. Era un gran combattente e, guardi, io continuo a leggere!”

Da una tasca della sua vecchia giacca ha preso vari fogli stropicciati e mi ha mostrato le copie delle sue riflessioni che un giovane vicino gli presta quando può.

Gli ho chiesto il suo nome ma ha scosso la testa e mi ha risposto: “Mi chiamo come si chiamano tutti quelli che vivono come vivo io”.

Racconto questa piccola storia perchè mi sono sempre chiesto se sappiamo imparare con umiltà da coloro da cui dobbiamo apprendere...

...pensiero al vento...
W la semplicità ...

domenica 14 giugno 2009

..."finchè" il vento soffia ancora...

Week end ... momento di riposo ...

E allora ... un pò di buona musica ...



...pensiero al vento...
... finchè soffierà il vento? ... sarà meno duro avere pensieri per il futuro ...

mercoledì 10 giugno 2009

...scrivere per non arrendersi...

Ho trovato un’anticipazione dell’introduzione del nuovo libro di Roberto Saviano “La bellezza e l’inferno” … in edicola da oggi.

Avevo deciso di prenderne alcuni brani e pubblicarli qui (per non perderli) … INVECE, man mano che procedevo nella lettura, mi rendevo contro che NON riuscivo a togliere nulla … CHE tutto era di una sinteticità, di un’essenzialità e di una bellezza assolutamente NON comuni …

E ALLORA? … e allora riposto l’intero brano … sperando che ne apprezzerete la bellezza come ho fatto io …



"

Scrivere, in questi anni, mi ha dato la possibilità di esistere e se qualcuno ha sperato che vivere in una situazione difficilissima potesse indurmi a nascondere le mie parole, ha sbagliato. Ho scritto in una decina di case diverse. Tutte piccolissime e buie. Le avrei volute più spaziose, luminose, ma nessuno me le fittava. Non potevo girare per cercarle e nemmeno decidere da solo dove abitare.
E se diventava noto che io stavo in quella via ero subito costretto a traslocare. E' la situazione di molti che vivono nelle mie condizioni. Ti presenti a vedere l'appartamento che con fatica i carabinieri hanno selezionato, ma appena il proprietario ti riconosce, la risposta è sempre la stessa: "La stimo moltissimo, dottore, ma ho già molti problemi. Capisce, qui la gente ha paura".

Però accanto a questa paura, copertura vile per non voler essere ascritti a una parte - alla mia - , ci sono stati anche i gesti di molti che non conoscevo, che mi hanno offerto un rifugio, una stanza, amicizia, calore. E anche se spesso non ho potuto accettare le loro proposte, ho scritto pure in quei luoghi ospitali e colmi di affetto. Molte delle pagine riunite in questo libro non le ho nemmeno scritte in una casa, ma in camere d'albergo. Buie, senza finestre da poter aprire, senza aria.

All'estero è capitato anche che non vedessi nient'altro che quelle camere e il profilo della città dietro i vetri oscurati di una macchina blindata. Non si fidavano a lasciarmi uscire e spesso non si fidano nemmeno a lasciarmi nello stesso albergo per più di una notte. Più la criminalità e le mafie sembrano lontane, più ti trattano come qualcosa che potrebbe esplodergli sotto gli occhi. Con dei guanti che non sai se sono da cerimonia o da artificieri. E tu non capisci se sei più un pacchetto regalo o un pacco-bomba.

Più spesso ancora ho scritto in caserma. Nel ventre quasi vuoto e immobile di una grande, vecchia balena fatta per operare. Mentre fuori intuisci movimento, c'è il sole, è già estate.

Sai che se potessi uscire, in due minuti passeresti davanti alla tua vecchia casa, la prima dove ti dissero "Finalmente te ne stai andando!", e in altri cinque saresti al mare.

Ma non puoi farlo. Però puoi scrivere. Devi e vuoi continuare.

Il cinismo che contraddistingue molta parte degli addetti ai lavori lascia intravedere sempre una sorta di diffidenza per tutto quello che non ha uno scopo preciso. O il distacco di chi vuole solo fare un buon libro, limare le parole sino a ottenere uno stile bello e riconoscibile. E' questo ciò che deve fare uno scrittore? Questa è letteratura? Allora, per quanto mi riguarda, preferirei non scrivere.

Il bisogno di distruggere tutto ciò che possa essere desiderio e voglia: questo è il cinismo. E' l'armatura dei disperati che non sanno di esserlo. Che vedono tutto come una manovra furba per arricchirsi, la pretesa di cambiare come un'ingenuità da apprendisti stregoni e la scrittura che vuole arrivare a molti come una forma di impostura da piazzisti. Nulla può essere tolto a questi signori diffidenti e perennemente con il ghigno di chi sa già che tutto finirà male, perché non hanno più nulla per cui valga la pena di lottare. Ma nel privilegio delle loro vite disilluse e protette, non hanno idea di che cosa possa veramente voler dire scrivere.

Scrivere è il contrario di tutto questo.

E' riuscire a iscrivere una parola nel mondo, passarla a qualcuno come un biglietto con un'informazione clandestina, uno di quelli che devi leggere, mandare a memoria e poi distruggere: appallottolandolo, mischiandolo con la tua saliva, facendolo macerare nel tuo stomaco.

Scrivere è fare resistenza.

La mia vicenda di questi anni mi ha permesso di incontrare molte persone che non potrò mai dimenticare.

Mi ha dato la possibilità di trovarmi con Enzo Biagi, di capire che quell'uomo anziano aveva ancora tanta voglia di interrogarsi e di capire il mondo.

E poi Miriam Makeba, la grande "Mama Africa", la voce che cantava la libertà di un continente e invece è morta a Castel Volturno, dopo un concerto per ricordare sei fratelli uccisi dalla camorra e per esprimere la sua vicinanza a me, che non aveva mai incontrato, bersaglio di un nemico di cui lei non conosceva nemmeno il nome.

Nello stadio del Barcellona ero scortato dai Mossos, i corpi speciali della polizia catalana che volevano portarmi a vedere la partita circondato da un cubo di vetro antiproiettile e che poi, mossi a compassione, mi hanno risparmiato quel nuovo tipo grottesco di prigione. Lì ho incontrato Lionel Messi, l'attaccante argentino del Barça, che è riuscito a rifare, identico, il gol più bello di Diego Armando Maradona. Faccia da bimbo che non dice nulla delle sofferenze che ha patito, delle cure dolorose che gli hanno permesso di crescere e divenire il più grande giocatore dei nostri giorni.

A volte però mi trovo a guardare indietro. E allora so a chi questo libro non è destinato.

Non va a tutte quelle persone con cui sono cresciuto, che si sono accontentate di galleggiare, di tirare a campare in giorni tutti uguali. Non va ai rassegnati, fermi a scambiarsi le fidanzate, scegliendo tra chi è rimasto spaiato come le scarpe dentro scatole impolverate. A chi crede che per diventare adulti bisogna caricarsi in groppa i fallimenti di un altro, piuttosto che rilanciarsi insieme in una sfida. Io non scrivo mandando lettere verso un passato che non posso né voglio più raggiungere.

Perché se guardo indietro so che rischio di finire come la moglie di Lot, trasformata in statua di sale mentre guardava la distruzione delle città di Sodoma e Gomorra. E' questo quel che fa il dolore quando non ha nessuno sbocco: ti pietrifica. Come se i tuoi pianti, a contatto col tuo rancore, si rapprendessero in tanti cristalli divenendo una trappola mortale.

Allora, quando mi guardo indietro, l'unica cosa in cui mi riconosco sono le mie parole.

Questo libro va a chi ha reso possibile che Gomorra divenisse un testo pericoloso per certi poteri che hanno bisogno di silenzio e ombra. A chi ha assimilato le sue parole, a chi si è ritrovato nelle piazze per leggerne delle pagine, testimoniando che la mia vicenda e le mie parole erano diventate di tutti. Senza di loro non ce l'avrei fatta a continuare a esistere pensando a un futuro.

Sapendo che la mia vita blindata era comunque una vita.

Senza i miei lettori non avrei mai avuto le prime pagine dei giornali, le telecamere in prima serata. Devo a loro se ho compreso l'importanza del confronto con i media. Quando dietro non ci sono il vuoto, la trama di finzioni che non fanno altro che distrarre e consolare, ma ci sono la voglia e il desiderio di tanti di sapere e di cambiare, perché non possono essere usati tutti i mezzi di comunicazione possibili per unificare le forze? Perché averne tanto sospetto o paura? Paura.

In tutte le interviste, in tutti i Paesi dove il mio libro è stato pubblicato, mi chiedono sempre se io non abbia paura che mi possano ammazzare. "No" rispondo subito, e lì mi fermo.

Poi mi capita di pensare che chissà quanti non mi crederanno. Invece è così.

Perché la peggiore delle mie paure, quella che mi assilla di continuo, è che riescano a diffamarmi, a distruggere la mia credibilità, a infangare ciò per cui mi sono speso e ho pagato. Lo hanno fatto con chiunque abbia raccontato e denunciato.

C'è una frase di Truman Capote, vera e terribile: "Si versano più lacrime per le preghiere esaudite che per quelle non accolte".

Se ho avuto un sogno, è stato quello di dimostrare che la parola letteraria può ancora avere il potere di cambiare la realtà.
La mia "preghiera", grazie ai miei lettori, è stata esaudita, ma sono anche divenuto altro da quel che avevo immaginato. E questo è stato difficile da accettare, finché non ho capito che nessuno sceglie il suo destino. Però può sempre scegliere la maniera in cui starci dentro.

E per quanto mi riesca, voglio provare a fare il mio lavoro nel migliore dei modi, senza sconti e semplificazioni, perché è questo ciò che sento di dovere a tutti coloro che mi hanno sostenuto. Il titolo di questo libro (“La bellezza e l’inferno”) vuole ricordare che da un lato esistono la libertà e la bellezza necessarie per chi scrive e per chi vive, dall'altro esiste la loro negazione: l'inferno che sembra continuamente prevalere. Ad Albert Camus appartiene una piccola frase apparentemente senza peso. Per me, invece, ne ha molto perché mi ricorda quanto Giovanni Falcone diceva a proposito della mafia e del suo essere un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani delimitato da un inizio e da una fine.

Ecco allora quel che scrisse Camus: "L'inferno ha un tempo solo, la vita un giorno ricomincia".

E' quello che credo, spero, voglio e desidero anch'io.

…pensiero al vento…
… il brano parla anche del potere della SCRITTURA … e quindi .. un poco … anche dei nostri BLOG … o almeno di quelli uniti CONTRO il “cinismo” …

… CONTRO il “bisogno di distruggere tutto ciò che possa essere desiderio e voglia” …

Scusate SE RIPETO il testo che segue … MA E’ TROPPO BELLO …
… CONTRO il “cinismo” visto come … “armatura dei disperati che non sanno di esserlo. Che vedono tutto come una manovra furba per arricchirsi, la pretesa di cambiare come un'ingenuità da apprendisti stregoni e la scrittura che vuole arrivare a molti come una forma di impostura da piazzisti. Nulla può essere tolto a questi signori diffidenti e perennemente con il ghigno di chi sa già che tutto finirà male, perché non hanno più nulla per cui valga la pena di lottare. Ma nel privilegio delle loro vite disilluse e protette, non hanno idea di che cosa possa veramente voler dire scrivere.”

SCRIVERE? … ED ECCO allora i nostri blog … nati perché … “quando mi guardo indietro, l'unica cosa in cui mi riconosco sono le mie parole” …

E ALLORA? … ALLORA se “nessuno sceglie il suo destino … però può sempre scegliere la maniera in cui starci dentro” …

martedì 9 giugno 2009

...valori "misti"...

Nel giorno delle elezioni ... si torna a parlare di Amerigo Porfidia ... il deputato dell'IDV (?) ...
Avevo già parlato di lui nel post "...valori perduti?..." del 25 maggio ... quando era diventata pubblica una storia giudiziaria in via di verifica ...

Ma non è di questo che voglio parlare oggi ...
Nel giorno delle elezioni ... infatti ... il "nostro" ... torna all'onore delle cronache per essere stato assalito, mentre si trovava a Recale (CE), paese di cui è anche Sindaco, all'esterno di una scuola adibita a seggio elettorale ... da un disoccupato che gli si è scagliato contro con un svitabulloni d'acciaio. Porfidia si trovava in compagnia dell'assessore comunale alle Finanze, Andrea Mastroianni, rimasto lievemente ferito nell'aggressione. I carabinieri subito intervenuti hanno bloccato l'aggressore.

L'aggressione di ieri mattina è stata l'epilogo di una lunga querelle che vede da tempo il disoccupato richiedere un alloggio all'amministrazione comunale. Alcuni dei numerosi episodi verificatisi recentemente: circa tre mesi fa, ingresso all'interno della casa comunale insieme alla moglie ed ai figli, minacciando di lanciarsi dal balcone; negli ultimi mesi il sindaco Porfidia, nei giorni in cui riceve il pubblico, era costretto a far stazionare la polizia municipale all'esterno del suo ufficio, per evitare aggressioni, e in alcune circostanze non riceveva il pubblico presso il municipio dandogli appuntamento al suo studio privato, proprio per evitare azioni intimidatorie. Il disoccupato, arrestato con l'accusa di atti persecutori, minaccia a pubblico ufficiale e lesioni personali e' stato rinchuso nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.
...pensiero al vento...
informazione "fattariello"? ... ci sono cascato anche io ? ... mannò ... spero di essere immune ...
e allora? ... allora, grazie ad amici che me l'hanno fatto notare ... LA NOTIZIA di oggi esordisce riportando che Porfidia appartiene al gruppo "misto" alla Camera ...
MACCOME? .. MA NON ERA DI IDV ?

Vado sul sito della Camera ... e scopro con sorpesa ... la conferma ... Porfidia è nel gruppo misto dal 9 Gennaio 2009 ... CAPITO?

Avrà forse rotto con Di Pietro APPENA son cominciate le indagini contro di lui ?

MA COS'E' QUESTA? ... la solita "pastetta" della CASTA?

FORMALMENTE, QUINDI, IDV non ha Deputati indagati (E FA CONTENTO PURE A BEPPE GRILLO) ... ma lui? (il Porfidia?) continua a portarsi a casa un "MISTO" di provviggioni, di benefit per parlamentari, di stipendi e portaborse ...

E nessuno, nemmeno Tonino, ci dice nulla ... a riguardo ...
La "CASTA" si protegge? ... a tutti i livelli?

Ecco il link della pagina web della Camera del "nostro" Deputato: