domenica 18 luglio 2010

…illogica burocrazia…

Ci sono delle storie nella “storia” del terremoto aquilano che, a prendersela solo “burocrazia”, sembra riduttivo … dell’illogicità di certi eventi …

Storie di cecità e di provvedimenti assolutamente inadeguati … in cui si fa difficoltà a capirne la “logica” …

E’ questo  il caso dei cartelli con i quali i negozianti segnalano il nuovo indirizzo in cui tentano di riavviare la loro attività … orfani dei loro “locali” … spesso accampati in container di fortuna …

BENE … nel massimo periodo di proliferare di questi cartelli … il Comune cosa ha pensato di fare? … SE NON di “multare” (fino a 2000 euro) chi li esponeva e non aveva provveduto a pagare la TASSA COMUNALE sulle affissioni? …

INSOMMA c’è chi ha perso tutto … MA NON la voglia di intascare gabelle …

ECCO LE FOTO di uno di questi cartelli … del CIABATTINO … che riapre “ospite” della FERRAMENTA …






NON BASTA? … ed ecco allora che il PRA manda avvisi per il mancato pagamento del bollo auto … ANCHE A CHI l’auto non ce l’ha più perché “morta” sotto le macerie ...

SCUSANTE per il PRA? … che il cittadino ha mancato di comunicare l’avvenuta perdita dell’auto? … CONCEDIAMO pure l’attenuante … MA POI? quando il cittadino fa la “dovuta comunicazione” … quale sconcertante richiesta riceve dal PRA? …DEVE restituire le targhe …  SENNO’ la procedura non si può completare …

ECCO UNA FOTO … di uno di questi casi … la targa anteriore ancora si vede … MA QUELLA posteriore è completamente sepolta … dall’intero palazzo che è collassato sui garage sottostanti …


ECCO LE PORTE del garage ... e tutto il palazzo che "è sceso" di un piano...



Per avere un’idea … ECCO per confronto il palazzo difronte … in cui i garage si sono salvati perché i pilastri al piano terra hanno retto …


Per chiudere … ancora il Comune e le sue richieste di pagamento della Tassa Rifiuti … e dell’ICI a proprietari di case che non esistono più …

…pensiero al vento…
COSA COMMENTARE? … se non che ci sarebbe da ridere … SE IL TUTTO non fosse nella tragicità di questi mesi …

sabato 17 luglio 2010

...e la chiamano ricostruzione...

PRIMA UNA SALUTARE SINTESI:
…i soldi per l’Abruzzo sono finiti…
…in un anno sono stati dilapidati un miliardo e 630 milioni di euro…
…Tremonti chiede ai terremotati di ricominciare a pagare le tasse…
…l’informazione tace…

Vale la pena allora di ricordare un episodio avvenuto una settimana prima della manifestazione di Roma … quella dei manganelli contro la popolazione che manifestava … quella in cui richiamare i “centri sociali” fa sempre comodo come fa spesso comodo richiamare lo spauracchio del comunismo che (parole di ReSilvio) avrebbe governato il nostro Reame per “oltre 40 anni” …

Ebbene .. una settimana prima dei cortei di Roma … il Sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, si è visto costretto a convocare tutta la stampa nazionale per “riportare all’attenzione” il terremoto e denunciare la “stasi di troppe situazioni” e il disinteresse delle istituzioni “romane” …
 
In un normale sistema di informazione i giornalisti sarebbero stati lì senza questa sollecitazione …

VOGLIAMO invece l’ennesima dimostrazione che la nostra è un’informazione malata? … forse di un male irreversibile?

ED ECCOLA: all’invito del Sindaco erano assenti il TG1, il TG2, il TG4 e Studio Aperto … il direttore del TG5 Clemente Mimun ha fatto sapere che era impossibilitato perché era all’estero … e dei giornali di centro-destra … nessuna traccia …

…pensiero al vento…
La nostra informazione è “ostaggio” del Pro-Silvio e del Contro-Silvio … della casta dei finti-di-sinistra che vuole scacciare la casta dei finti-di-destra …

IN QUESTO SCENARIO … la realtà, la verità dei fatti, ne esce con le ossa rotte …

LA realtà vera è un elemento inessenziale, SOLO uno spunto che serve ad osannare ReSilvio (e questi sono i giornali e le TV della sua CASTA) oppure a deprecarlo come il solito-demonio (e questi sono i giornali e le TV della CASTA degli anti-Silvio) …

E ALLORA, QUESTI POST su L’Aquila … hanno l’obiettivo di registrare le verità che ho raccolto nella visita della settimana scorsa …

Quello che più di tutto temono gli aquilani oggi è l’incertezza, l’assenza di un Piano di Ricostruzione …

Ancora oggi, a un anno e più dal sisma, NESSUNO sa dire che tipo di futuro avrà la sua città …

La ricostruzione … è bene dirlo, ad oggi NON è iniziata … anche se ReSilvio osanna le SUE CASE come il completamento dell’ennesimo miracolo … (ma delle case parleremo in un post dedicato) …

LA REALTA’ invece parla di interi quartieri in periferia deserti, spopolati o sotto sequestro se ci sono stati morti in quelle case … e poi, tutto il Centro Storico è ridotto a un susseguirsi di palazzi e chiese messe “solo” in sicurezza (incernierati o fasciati) … MA di ricostruzione nessuna traccia nemmeno qui …

...L'Aquila un anno dopo...

Un primo report ... dalla visita fatta a L'Aquila nei giorni scorsi ...

Visita effettuata con un gruppo di colleghi d'ufficio ... e con l'aiuto di due amici aquilani ... per un pomeriggio nostre guide nella loro città   ...

Guide puntuali, accorate, a tratti emozionate nel percorrere le vie del Centro Storico ... guide "imploranti" quando incrociamo i poliziotti che non ci permettono di proseguire verso la tal piazza o il tal edificio ... Piazza ed edificio CHE gli amici-guida non vedono da quel giorno di Aprile di un anno fa e che speravano (finalmente) di poter raggiungere ... INSOMMA ... stranieri ed estromessi dal cuore della propria città ...

Alcune strade del Centro sono state "riaperte" di recente (ma solo nelle ore di luce) al passeggio di aquilani che vedi procedere "spaesati nel loro paese" ... felici di riincontrare un amico ... ancora increduli nel vedere che tutto è vuoto, tutto è chiuso, che l'unico segno di vita che arriva dai palazzi è il vento che smuove e gonfia il cellophane che chiude le finestre ...

Poi, alle prime ombre del tramonto, i militari che vigilano i varchi della zona rossa ... serrano le transenne e nelle stradine il deserto torna padrone assoluto ...
L'impressione è quella di una città a cui è stato portato via tutto quello che serve a definire l’esistenza di una comunità: il lavoro, le scuole, i bar, i ristoranti, gli alberghi, i cinema e gli abitanti ... ma anche i rumori e la vita che non scorre più.

SI, perché la città sembra un malato sul punto di morire, che si avvia a spegnersi lentamente. La "messa in sicurezza" di isolato dopo isolato ... ha trasformato gli edifici in fantasmi con le facciate incatenate, con le colonne dei porticati fasciate per non evitare ulteriori crolli ...



In alcuni tratti ... quando al tramonto anche il passeggiare è impedito ... sembra di trovarsi in uno Studios cinematografico ... dove tutto è finto ... dove dietro le facciate degli edifici non c'è nulla che possa accogliere vita ...


Quegli edifici, invece, la vita prima dentro ce l'avevano e in molti casi l'hanno portata via con un crollo di un tetto, di una parete, di un'uscita nel vuoto ...

...pensiero al vento...
Al terremoto, all’emergenza dell'immediato ... si è sostituita un'emergenza stabile ... da cui nessuno sa quando e soprattutto come si verrà fuori ...

I danni sono enormi ... forse mai più riparabili ... e la mancanza di una programmazione ... di una previsione del futuro ... è quello che preoccupa di più ... aquilani e non ...

domenica 11 luglio 2010

...la fortuna non esiste...


'La fortuna non esiste. Storie di uomini e donne che hanno avuto il coraggio di rialzarsi', pubblicato da Mondadori, è una storia fatta di storie vere, storie di persone incontrate in una lunga traversata degli Stati Uniti alla ricerca di chi ha saputo nascere due volte. 

Un viaggio al centro della domanda che tutti prima o poi ci siamo posti: che cosa succede quando cadi? ... e poi, come fai a rialzarti?

Il saggio, presentato il 15 maggio alla Fiera del Libro di Torino, raccoglie undici storie di uomini e donne che hanno avuto il coraggio e la forza di rialzarsi, una sorta di diario di viaggio compilato dal neo direttore della Stampa, corrispondente di Repubblica durante i mesi della campagna elettorale di Obama.

Dall'introduzione del libro ... alcune righe sullo spirito del popolo che domina il mondo ...

Nel temperamento americano c'è una qualità chiamata resiliency, che abbraccia i concetti di elasticità, di rimbalzo, di risorsa e di buon umore. Una ragazza perde il patrimonio, senza stare a commiserarsi si metterà a lavare i piatti e a fabbricare cappelli. Uno studente non si sentirà svilito lavorando qualche ora al giorno in un garage o in un caffè. Alla fine della presidenza Hoover, lìAmerica era in una delle ore più tragiche delle sua storia, quando tutte le banche avevano chiuso i battenti e la vita economica era ferma. L'angoscia stringeva i cuori, ma l'allegria e la fiducia splendevano nei volti di tutti. Ad ascoltare le frasi che si scambiavano si sarebbe detto che era tutto un enorme scherzo. E se qualche finanziere si gettava dalla finestra, non posso impedirmi di credere che lo facesse nella ingannevole speranza di rimbalzare ... [Paul Claudel]

E ANCORA ... da una recensione del libro ...
Come si esce da una crisi, come si supera una perdita, un insuccesso, un fallimento? C'è chi ha avuto la forza di rimettersi in piedi dopo che l'azienda in cui lavorava ha chiuso, chi ha rifiutato di arrendersi dopo che la recessione lo aveva costretto a vendere la casa in cui viveva e a partire per chissà dove, chi ha ritrovato la forza di andare avanti dopo che un lutto sembrava avergli tolto una ragione per vivere. Due anni in viaggio attraverso l'America, trentasei Stati, l'elezione presidenziale più emozionante che si ricordi e tante vite di gente comune. Ma al centro di tutto questo per Mario Calabresi c'è una sola domanda: che cosa accade nel cuore di chi cade e trova la forza di rialzarsi? Magari con fatica, con dolore, ma con tenacia incrollabile e soprattutto senza aspettare la fortuna? Qual è il segreto di una nazione e della sua gente, capace da sempre - ma oggi più che mai - di reinventarsi da zero, di darsi una seconda chance, di eleggere un presidente nero contro ogni previsione, di rimettersi in cammino anche dopo che la più grave recessione del dopoguerra ha travolto la vita di milioni di persone?

...pensiero al vento...
devo confessare che ritrovo tante verità ... nello spirito americano descritto nel libro ...

Gli USA? cosa sono se non un'enorme umanità occupata a pensare alla cura del proprio giardino e della propria piscina (onore e vanto del giardino stesso) ... E POI, il rispetto delle leggi confezionate dall'alto ... nell'unico e riconosciuto "interesse" per la nazione ...

E NOI? ... popolo di sudditi di ReSilvio?

NOI convinti che a fare i furbi si arriva prima? ... e che, in un REAME di CASTE ... tanto vale cercarsi la propria? ... 
 
CHE impressione ne abbiamo NOI del "popolo yankee"? ...

VISTI da fuori ... credo che valga ancora il "sogno americano" che attira e abbaglia le nuove generazioni nostrane ... POCO da discutere ... ognuno ha (e fa) i sogni che vuole, CHE POI cambiano con gli anni e con gli occhi che si aprono (...per quelli che decidono di aprirli...) su questo mondo ...

VISTI da dentro, (ho visstuto un anno da quelle parti!) ... io ne ricordo SOLO quella che a noi sembra una palese stupidità e un'ottusa vita in connubio con i Mega Centro Commerciale (i "mall" come li chiamano loro) ... in attesa dei saldi (SALE) di Thanksgiving e poi dei SALE di Christmas ... e poi dei SALE di Primavera ... e poi ... e poi ... quando la Domenica i Mega-Mall chiudono alle 17 invece che alle 21 o 22? ... la vita muore e tutti a casa a sgranocchiare bustoni di pop-corn davanti alla TV ... (che tristezza!) ...

Chiudo con un'altra citazione ... dalla stessa introduzione del libro di Calabresi...

"Non importa quante volte cadi. Quello che conta è la velocità con cui ti rimetti in piedi" [Joe Biden]

giovedì 8 luglio 2010

...cronaca di ieri...

Cronaca della giornata di ieri ... con la manifestazione dei Sindaci dell'aquilano a Roma ...
... dal racconto di ieri ... senza "intermediazioni minzoliniane" ...

Prima ci hanno fermati a piazza Venezia con le camionette.dopo più di mezz’ora di slogan, fischietti, e urla la polizia è arretrata su via del corso di 100 metri. Poi si sono messi nuovamente a bloccare l’accesso a piazza colonna, e li ci hanno caricato. Hanno picchiato a manganellate i nostri ragazzi,hanno caricato i nostri gonfaloni,le nostre insegne pacifiche e le nostre mani nude. Ho visto teste rotte sanguinare davanti a me. È una vergogna. Voi fate girare. Hanno picchiato i terremotati inermi. Fatelo sapere,difficilmente lo diranno.

Ore 13:00
Siamo a piazza colonna abbiamo bloccato il traffico sono usciti Bersani Livia turco Emma Bonino. Adesso sta per arrivare qualcuno di loro al microfono

Ore 13:15
Bersani ha detto che l’aquila è impegno numero uno per il pd. E che lo stato non può far trovare la polizia ad una manifestazione come la nostra. Ci dicono che anche il sindaco Cialente è stato manganellato.
Ci dicono che la tv parla di una sassaiola tra aquilani e polizia. Qui c’è solo asfalto. Fate girare continuo ad aggiornare appena posso. Informate cazzo!!!

Ore 14:00
siamo sotto palazzo grazioli. Si sono affacciati tutti alle finestre e al balcone. Dicono anche Bonaiuti,ma non so. La strada è interamente occupata e bloccata da noi. Siamo chiusi davanti e dietro dalle camionette in assetto antisommossa. Gridiamo l’aquila l’aquila e abbiamo bandiere nero-verdi.
Credo non sia mai successo che ci fosse una manifestazione sotto palazzo grazioli. Ora fischi assordanti a chi é affacciato, dai palazzi a fianco ci applaudono.

Ore 14:45
ennesimo tentativo di carica da parte della celere all’arrivo sotto palazzo grazioli.
Ora sfiliamo in via delle botteghe oscure,traffico bloccato anche qui.
Il centro di Roma sembra paralizzato.
Ci dirigiamo verso il senato.

Ore 15:20
Siamo arrivati in piazza Navona: vediamo il palazzo del senato davanti a noi, ma un cordone di carabinieri in assetto antisommossa ci impedisce di arrivare li davanti.
Forti contestazioni per Maurizio Scelli deputato pdl Abruzzese ed ex dirigente abruzzese della croce rossa italiana, sodale di Gianni Letta.
Il furgoncino con l’amplificazione spara le nostre proteste contro il palazzo. Ogni richiesta vene salutata con un’ovazione. La piazza è nero-verde!

Ore 15:45
Dall’altoprlarlante: stamattina ricevuta delegazione da Schifani composta da sindaco e consiglieri comunali.
Schifani ha ascoltato,ma nulla Di più.
Stamane è stata approvata una norma in finanziaria per il terremoto della Puglia: loro restituiranno le tasse non versate in 120 rate e nella misura del 40%,esattamente come Umbria e Marche. Per noi questa possibilità angora non c’è.
Ultima notizia ancora non confermata:una delegazione istituzionale locale aquilana starebbe per essere ricevuta dall’on. Cicchitto.
Al momento la delegazione aspetta ancora fuori dal Senato.

Ore 16:35
Continuano gli interventi dal microfono del furgoncino: ha preso la parola il sindaco Cialente,confermando che stanno per essere accolti membri delle amministrazioni locali per un confronto con rappresentanti del governo. Stamane cialente è stato ricevuto da schifani,che avrebbe dimostrato “stupore” per le cose che gli venivano raccontate. Evidentemente segue troppo il TG1.
La piazza è bollente restiamo ancora tutti in attesa.

Ore 16:45
Il ministro degli interni Maroni ha deciso che sarà aperta una commissione d’inchiesta sugli scontri di stamattina nei quali alcuni di noi sono stati selvaggiamente ed immotivatamente picchiati dalla Polizia. Lo sta dicendo in questo momento l’on. Lolli,deputato aquilano alla camera del PD.

Ore 17:15
L’on.Lolli ha appena confermato che Berlusconi ha telefonato poco fa ad Anna Finocchiaro per cercare una mediazione sulla questione aquilana
Il corteo si sta spostando verso Trastevere

Ore 17:25
Sit in di protesta sotto la sede della federazione della stampa italiana.
IN QUESTO MOMENTO SI STA VOTANDO LA MANOVRA FINANZIARIA AL SENATO.ABBIAMO APPENA BLOCCATO TRASTEVERE,OCCUPANDOLO ALL’ALTEZZA DI PONTE UMBERTO

Ore 18:05
Durissima la protesta sotto la sede del dipartimento di protezione civile. Gridiamo 3:32 io non ridevo.
Ci chiudono il portone davanti: e allots passiamo a “Sciacalli” e “ladri” e “buffoni”!

E adesso un minuto di silenzio per i nostri 308 morti, uccisi dalla mancata allerta, dalla mancata prevenzione.

C’è una frase per tutti: Bertolaso, Gabrielli (ex prefetto aquilano ora vice capo della protezione civile),
Ce ne andiamo gridando: “retornemo retornemo!”

Gli autobus sono pronti.ripartiamo.
La giornata è finita,ore 18:19.

L’AQUILA C’E'.

...pensiero al vento...
la prossima settimana, grazie all'amico e collega di lavoro Gaetano ... farò una visita guidata da lui aquilano-doc, a L'Aquila ... assicuro report fotografico e storie vere ... vissute da lui e dai suoi amici ...

mercoledì 7 luglio 2010

ridiamoci sopra, e intanto Lui...

Dopo la sentenza d'appello ... se n'è parlato per qualche giorno ... poi la Cosa è stata messa a tacere ... con garbo e maestria ...

La notizia ... è stata "piratata" e "pilotata" dal solito TG1 di Corte ... con questo titolo:
DAL TG1 del 29 Giugno:
Sette anni a Dell’Utri, pena ridotta in appello. Il senatore assolto per la presunta trattativa Stato-Mafia dice “Sentenza pilatesca, confido nella cassazione”

Di altra opinione La Repubblica dello stesso giorno ...
"Tutto quello che sapevamo è sentenza. Tutti i suoi legami con i capi di Cosa Nostra sono stati provati e anche confermati. Era l’ombra di Silvio Berlusconi e intanto si mescolava a loro, trafficava con loro. La complicità di Marcello Dell’Utri con i boss siciliani è stata molto lunga nel tempo: una mafiosità che è durata venticinque anni"

IN SINTESI ...
MENTRE Lui "confida" nella Cassazione ... RESTA a fare il SENATORE di QUESTO REAME ... con stipendio, benefici e poteri IMMUTATI ...

Quale miglior sintesi ... diuna vignetta? ... E ALLORA la ripesco da La Repubblica del 30 Giugno scorso ...


...pensiero al vento...
ridiamoci pure sopra ... MA INTANTO LUI il "condannato" ... RESTA DOV'E' ... a "servire" il BelReame ... di ReSilvio ...

DAL SITO SENATO.IT ... riporto la sua scheda ...

Regione di elezione: Lombardia
Nato l'11 settembre 1941 a Palermo
Residente a Milano
Professione: Dirigente industriale
Elezione: 13 aprile 2008
Proclamazione: 23 aprile 2008

Convalida: 22 dicembre 2009

Membro Gruppo PdL

Contatti
E-mail: 
dellutri_m@posta.senato.it
m.dellutri@senato.it
Sito internet:  www.marcellodellutri.it 

Mandati


Incarichi e uffici ricoperti nella Legislatura

Gruppo Il Popolo della Libertà:
Membro dal 6 maggio 2008
Commissione per la biblioteca e per l'archivio storico:
Membro
dal 22 luglio 2008 al 23 luglio 2008
Presidente
dal 24 luglio 2008
7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali)
:
Membro
dal 22 maggio 2008 all'8 luglio 2008
13ª Commissione permanente (Territorio, ambiente, beni ambientali)
:
Membro
dall'8 luglio 2008

sabato 3 luglio 2010

...auto economica in paese economico...

Ritorno sul discorso FIAT ... già nel post "prendere o lasciare" del 22 giugno scorso ... per aggiungere qualche ulteriore considerazione ...

La Panda è la Fiat che dà meno margini di guadagno. Scegliere di costruire qui un modello del genere, che le altre case producono nei paesi emergenti, significava di per sé dover ottenere condizioni del lavoro simili a quelle. Che poi, magari, saranno replicate in altri stabilimenti ...

Questa la SINTESI ...

Una SINTESI che trova "preoccupanti conferme" se si va sulle dichiarazioni dei "notabili" del ReSilvio ... Sacconi e Tremonti in particolare ... che definiscono l’accordo di Pomigliano come “IL modello delle nuove relazioni industriali".

E ALLORA viene da chiedersi ... MA SANNO quel che dicono? ... E SI RENDONO CONTO che quelle loro dichiarazioni aprono la strada a un futuro disperante per il nostro Reame? ... già sufficientemente malconcio.

TORNANDO AL CASO SPECIFICO ... la questione di Pomigliano nacque quando il governo obiettò alla Fiat la circostanza che, tra i grandi paesi dell’Europa occidentale, l’Italia si distingueva per essere quello nel quale si producevano meno automobili. La Fiat concesse di elevare la produzione sul territorio nazionale da 600.000 a 900.000 unità. Soddisfazione generale, perché pochi annusarono il trabocchetto che Marchionne stava tramando.

Quando si delinearono gli aspetti operativi di quel piano, infatti, venne fuori che la quota aggiuntiva di produzione di autoveicoli sarebbe stata costituita dalla Panda, il cui nuovo modello, anziché in Polonia (come il modello attualmente ancora in produzione) sarebbe stato prodotto, appunto, in Italia.

La Panda? E perché proprio la Panda?

La Panda, come tutti sanno, è il modello entry-level dell’intero gruppo Fiat.

Seppure progettata con una perizia non facilmente eguagliabile, è la più spartana ed economica della gamma, e come tale si confronta con le entry-level delle altre case.

Si può allora capire perché in questa fascia di mercato la fanno da padrone le case coreane ... affiliazioni di case madri giapponesi ed americane ,,, seguite da quelle europee. 
 
Ma anche queste (le auto "europee") non sono fabbricate in Francia o in Germania, ma nei paesi dell’est europeo (o più lontani) ... come per altro la Fiat ha fatto finora con l’attuale modello della Panda e con la più ricercata 500 ...
La Volkswagen, per dire della maggiore casa europea, ha in listino un modello della classe Panda, la Fox, ma non esce certo dagli stabilimenti tedeschi, essendo fabbricata nientemeno che in Brasile e in Argentina.

Il motivo di tutto questo è semplice: si tratta di auto economiche, che si confrontano nella fascia in cui la concorrenza è più accesa, con una domanda estremamente elastica al prezzo; auto, in definitiva, con il più basso contenuto di valore aggiunto e con margini, se e quando ci sono, ridotti all’osso. Auto dunque che può essere conveniente produrre solo alla condizione che vengano fabbricate in paesi dove i salari sono bassi, la manodopera poco o nulla sindacalizzata, le tutele scarse o inesistenti del tutto.

Lo stesso fatto di immaginare di fabbricare la Panda in Italia, quindi, presuppone condizioni che equiparino costi ed organizzazione del lavoro a quelli che possono essere ottenuti in Corea o, al massimo, nell’Europa dell’est.

E LE CONDIZIONI della Fiat per investire su Pomigliano per farvi 280.000 nuove Panda l’anno non è altro che lo sviluppo  di questa equiparazione.

Ben altro discorso sarebbe se, anziché con la Panda, si volesse ampliare la produzione "italica" con auto di classe più elevata, con un maggiore valore aggiunto, margini più ampi e, dunque, possibilità di sostenere più onerose condizioni economiche e normative per chi lavora.

Dice la FIAT: meglio polacchi, rumeni, coreani e magari anche cinesi che disoccupati.

Certo, messa in questi termini non c’è scelta. 

Se queste condizioni non si realizzano, la Panda non si può fare in Italia, Pomigliano chiuderà e 15.000 persone, tra occupazione diretta e indotto, perderanno il lavoro in una zona dove di lavoro dignitoso e, soprattutto, legale non ce n’è. La tesi dei tanti benpensanti, compresi i benpensanti sindacalisti, sembrerebbe di una linearità ineccepibile, e schiavo di stantìe ideologie (ah che termine odiato!! dai "notabili del reame") ... sembrerebbe chi la pensa diversamente e, pensandola diversamente, spinge 15.000 famiglie sul lastrico!

Eppure qualcosa da eccepire c’è.

Intanto sulla strategia della Fiat che, certo, è una azienda privata che ha tutto il diritto di compiere le scelte che ritiene per lei più convenienti. Ed è ovvio che la sua convenienza sta nel puntare su un’auto in concorrenza con prodotti fabbricati in paesi emergenti al fine primario di chiedere l’applicazione in Italia di condizioni di lavoro da paese emergente col fine secondario di poterle replicare, se l’operazione riesce come riuscirà, sugli altri stabilimenti italiani e fare scuola per chissà quante altre aziende nazionali.

Ma soprattutto c’è da eccepire su chi, facendo leva su quei 15.000 sventurati che devono scegliere se mangiare la minestra o saltare (letteralmente) dalla finestra, esulta per la “svolta storica” e per il “nuovo modello di relazioni” che così verrebbe stabilito.

Davvero? La responsabilità, la modernità, il realismo, la lungimiranza consisterebbero nell’assunzione di paradigmi coreani, cinesi, o, bene che vada, polacchi per le condizioni di lavoro e di vita? È questo che intendono i nostri politici, i nostri governanti, i sindacalisti “responsabili”? Almeno risparmiassero queste paternali elargite col ditino alzato per dimostrare che in questo modo l’industria nazionale prospera e tutti ci possono guadagnare.

...pensiero al vento...
La storia è ormai lunga e dimostra ad abundantiam esattamente il contrario, ossia che il recupero di produttività realizzato a spese del fattore lavoro non solo non funziona, ma conduce un paese che ambiva a confrontarsi con i modelli dell’Europa occidentale a confrontarsi con i paesi emergenti dell’est-Europa, dell’Asia, del sud-America.