sabato 3 luglio 2010

...auto economica in paese economico...

Ritorno sul discorso FIAT ... già nel post "prendere o lasciare" del 22 giugno scorso ... per aggiungere qualche ulteriore considerazione ...

La Panda è la Fiat che dà meno margini di guadagno. Scegliere di costruire qui un modello del genere, che le altre case producono nei paesi emergenti, significava di per sé dover ottenere condizioni del lavoro simili a quelle. Che poi, magari, saranno replicate in altri stabilimenti ...

Questa la SINTESI ...

Una SINTESI che trova "preoccupanti conferme" se si va sulle dichiarazioni dei "notabili" del ReSilvio ... Sacconi e Tremonti in particolare ... che definiscono l’accordo di Pomigliano come “IL modello delle nuove relazioni industriali".

E ALLORA viene da chiedersi ... MA SANNO quel che dicono? ... E SI RENDONO CONTO che quelle loro dichiarazioni aprono la strada a un futuro disperante per il nostro Reame? ... già sufficientemente malconcio.

TORNANDO AL CASO SPECIFICO ... la questione di Pomigliano nacque quando il governo obiettò alla Fiat la circostanza che, tra i grandi paesi dell’Europa occidentale, l’Italia si distingueva per essere quello nel quale si producevano meno automobili. La Fiat concesse di elevare la produzione sul territorio nazionale da 600.000 a 900.000 unità. Soddisfazione generale, perché pochi annusarono il trabocchetto che Marchionne stava tramando.

Quando si delinearono gli aspetti operativi di quel piano, infatti, venne fuori che la quota aggiuntiva di produzione di autoveicoli sarebbe stata costituita dalla Panda, il cui nuovo modello, anziché in Polonia (come il modello attualmente ancora in produzione) sarebbe stato prodotto, appunto, in Italia.

La Panda? E perché proprio la Panda?

La Panda, come tutti sanno, è il modello entry-level dell’intero gruppo Fiat.

Seppure progettata con una perizia non facilmente eguagliabile, è la più spartana ed economica della gamma, e come tale si confronta con le entry-level delle altre case.

Si può allora capire perché in questa fascia di mercato la fanno da padrone le case coreane ... affiliazioni di case madri giapponesi ed americane ,,, seguite da quelle europee. 
 
Ma anche queste (le auto "europee") non sono fabbricate in Francia o in Germania, ma nei paesi dell’est europeo (o più lontani) ... come per altro la Fiat ha fatto finora con l’attuale modello della Panda e con la più ricercata 500 ...
La Volkswagen, per dire della maggiore casa europea, ha in listino un modello della classe Panda, la Fox, ma non esce certo dagli stabilimenti tedeschi, essendo fabbricata nientemeno che in Brasile e in Argentina.

Il motivo di tutto questo è semplice: si tratta di auto economiche, che si confrontano nella fascia in cui la concorrenza è più accesa, con una domanda estremamente elastica al prezzo; auto, in definitiva, con il più basso contenuto di valore aggiunto e con margini, se e quando ci sono, ridotti all’osso. Auto dunque che può essere conveniente produrre solo alla condizione che vengano fabbricate in paesi dove i salari sono bassi, la manodopera poco o nulla sindacalizzata, le tutele scarse o inesistenti del tutto.

Lo stesso fatto di immaginare di fabbricare la Panda in Italia, quindi, presuppone condizioni che equiparino costi ed organizzazione del lavoro a quelli che possono essere ottenuti in Corea o, al massimo, nell’Europa dell’est.

E LE CONDIZIONI della Fiat per investire su Pomigliano per farvi 280.000 nuove Panda l’anno non è altro che lo sviluppo  di questa equiparazione.

Ben altro discorso sarebbe se, anziché con la Panda, si volesse ampliare la produzione "italica" con auto di classe più elevata, con un maggiore valore aggiunto, margini più ampi e, dunque, possibilità di sostenere più onerose condizioni economiche e normative per chi lavora.

Dice la FIAT: meglio polacchi, rumeni, coreani e magari anche cinesi che disoccupati.

Certo, messa in questi termini non c’è scelta. 

Se queste condizioni non si realizzano, la Panda non si può fare in Italia, Pomigliano chiuderà e 15.000 persone, tra occupazione diretta e indotto, perderanno il lavoro in una zona dove di lavoro dignitoso e, soprattutto, legale non ce n’è. La tesi dei tanti benpensanti, compresi i benpensanti sindacalisti, sembrerebbe di una linearità ineccepibile, e schiavo di stantìe ideologie (ah che termine odiato!! dai "notabili del reame") ... sembrerebbe chi la pensa diversamente e, pensandola diversamente, spinge 15.000 famiglie sul lastrico!

Eppure qualcosa da eccepire c’è.

Intanto sulla strategia della Fiat che, certo, è una azienda privata che ha tutto il diritto di compiere le scelte che ritiene per lei più convenienti. Ed è ovvio che la sua convenienza sta nel puntare su un’auto in concorrenza con prodotti fabbricati in paesi emergenti al fine primario di chiedere l’applicazione in Italia di condizioni di lavoro da paese emergente col fine secondario di poterle replicare, se l’operazione riesce come riuscirà, sugli altri stabilimenti italiani e fare scuola per chissà quante altre aziende nazionali.

Ma soprattutto c’è da eccepire su chi, facendo leva su quei 15.000 sventurati che devono scegliere se mangiare la minestra o saltare (letteralmente) dalla finestra, esulta per la “svolta storica” e per il “nuovo modello di relazioni” che così verrebbe stabilito.

Davvero? La responsabilità, la modernità, il realismo, la lungimiranza consisterebbero nell’assunzione di paradigmi coreani, cinesi, o, bene che vada, polacchi per le condizioni di lavoro e di vita? È questo che intendono i nostri politici, i nostri governanti, i sindacalisti “responsabili”? Almeno risparmiassero queste paternali elargite col ditino alzato per dimostrare che in questo modo l’industria nazionale prospera e tutti ci possono guadagnare.

...pensiero al vento...
La storia è ormai lunga e dimostra ad abundantiam esattamente il contrario, ossia che il recupero di produttività realizzato a spese del fattore lavoro non solo non funziona, ma conduce un paese che ambiva a confrontarsi con i modelli dell’Europa occidentale a confrontarsi con i paesi emergenti dell’est-Europa, dell’Asia, del sud-America.

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