mercoledì 14 gennaio 2009

...Obama e Guantanamo...

La questione-Cuba sarà uno dei primi “compitini” per Obama …

Nel frattempo … i messaggi che giungono dagli Yankee-states sono contrastanti … e, mentre c’è attesa e ottimismo per il nuovo che si insedierà Martedì 20, c’è ancora tanto fumo nero e messaggi del vecchio che sta per adbicare.

E, per la serie dei "colpi di coda del vecchio” … ecco che il vicepresidente uscente Dick Cheney torna a parlare di Guanatanamo per sottolineare la sua convinzione che il carcere speciale realizzato all’interno della base militare americana per il nucleo duro dei “terroristi nemici” sia diventato «un simbolo per la sinistra in questo Paese e forse per alcuni nostri critici all’estero: hanno fatto una campagna così dura contro Guantanamo che ora non hanno altra scelta che chiuderlo».

Su Guantanamo ho dedicato su questo blog diversi post … ma penso sia utile riprendere soprattutto quello che racconta le origini della storia … dell’occupazione militare in quella parte dell’Isla (vedi per questo il post …AAA offresi baia a 4000 dollari all'anno... del 10 settembre 2008)

Agli occhi di Cheney, invece quella di Guantanamo è «una prigione ben gestita», ed è «una cattiva decisione» quella preannunciata da Barack Obama di ordinarne la chiusura.

COSA DICE INVECE IL “NUOVO” SULL’ARGOMENTO? … secondo il senatore democratico Russ Feingold, Obama si appresta a firmare nella prima settimana della sua presidenza ordini esecutivi che non si limitano a dare il via alla procedura di chiusura di Guantanamo, ma cancellano anche una serie di scelte dell’amministrazione Bush in tema di sicurezza nazionale: si parla di svolte su intercettazioni, antiterrorismo, modalità degli interrogatori, cattura e detenzione dei terroristi.

…pensiero al vento…
Per fortuna dal 20 prossimo, questo gentil signore sarà solo un “$gettonato$” pensionato … e poco potrà influire sui destini del mondo …


Per chiudere serve peraltro dire che lo stesso Obama avrebbe ammesso che sarà difficile risolvere il nodo Guantanamo nei primi cento giorni della sua presidenza: esperti di diritto e di questioni militari stimano che potrebbe passare anche un anno.

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