giovedì 24 dicembre 2009

...è Natale ogni volta che...

E’ Natale ogni volta
che sorridi a un fratello
e gli tendi la mano.

E’ Natale ogni volta
che rimani in silenzio
per ascoltare l’altro.

E’ Natale ogni volta
che non accetti quei principi
che relegano gli oppressi
ai margini della società.

E’ Natale ogni volta
che speri con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.

E’ Natale ogni volta
che riconosci con umiltà
i tuoi limiti e la tua debolezza.

E’ Natale ogni volta
che permetti al Signore
di rinascere per donarlo agli altri.

(Madre Teresa di Calcutta)

...pensiero al vento...
CHIUSO per "vacanza da pensieri" ... FINO all'epifania ...


mercoledì 23 dicembre 2009

...letterina a Gesù Bambino...

Dal blog di Antonio Di Pietro ... letterina a Gesù Bambino ...



...pensiero al vento...
tutto giusto? ... certo che SI ... SALVO soprattutto il testo "... Gesù Bambino apri gli occhi a coloro che fanno politica nell'opposizione ... MA CHE INVECE di fare opposizione, decidono di fare "A MEZZI" con quelli della maggioranza ..."

E POI ... al buon Tonino ... chiederei (stavolta a lui) ... DI APRIRE gli occhi ... sulla Campania dei Valori ... sulla Caserta dei Valori ... che fanno (troppo spesso) a mezzi con potere-legale e potere-illegale ...

...la battaglia del Ron...

Per continuare ... dopo "...la battaglia dei sigari..." (vedi post del 20/12) ... a parlare di "battaglie commerciali" ... un altro caso è quello del Rhum ("Ron" in idioma locale) ...

Di una radio Philips tutti direbbero che è olandese ... anche se fabbricata in Asia, un'auto Ford tutti pensano che sia statunitense ... anche se prodotta in Cile.

E il rhum Bacardi? … chi dice che viene da Porto Rico, chi dalle Bahamas ... ma la maggior parte dei consumatori non saprebbe dire niente ... tranne coloro che, grazie ad una falsa campagna pubblicitaria, sono indotti a credere che sia cubano. L’equivoco è generato dalla stessa Bacardi che sulle sue bottiglie di Rhum (verificate pure nei nostri supermercati) NON dichiara la SEDE di PRODUZIONE ma solo, in un fuorviante spagnolo, di essere una “CASA FUNDADA EN CUBA” nel 1862

Ma dal 1862 ad oggi … a questo mondo, ne sono successe di cose … per fare ordine va chiarito che …


… la Bacardi è un’azienda con sede nelle Bermude ma in salde mani statunitensi. Per decenni i giovani bevitori sono stati sedotti dalle promesse di … “piacere latino” della Bacardi … e la sua immagine, attentamente curata è diventata sinonimo di bellissimi locali notturni e di conturbanti ballerine, sì che la bevanda alcolica si mantenesse al primo posto nel mondo per popolarità.


… la storia del clan Bacardi è storia di successi economici perseguiti spesso senza scrupoli e senza alcun interesse per le ricadute sull'economia nazionale del paese d'origine, Cuba, delle loro scelte imprenditoriali.


dal 1960, dopo le nazionalizzazioni operate a Cuba dal Governo della Revolution, è cominciata una storia molto più scandalosa di quella del Ron: il fiancheggiamento, l'organizzazione, il finanziamento di gran parte del terrorismo che ha insanguinato Cuba, e non solo.


Si parte dalle accuse per un ex dirigente della famiglia Bacardi di aver comprato un cacciabombardiere per colpire L’Avana, per aver complottato per uccidere Castro e per i suoi collegamenti con un attentato terroristico che uccise i 73 passeggeri di un aereo in volo.


In contrasto con l’immagine spensierata della Bacardi, l’indagine descrive accuratamente come un membro della famiglia Bacardi sia stato coinvolto nel complotto per rovesciare il governo cubano negli anni sessanta. Viene anche mostrato come alcuni membri della famiglia Bacardi abbiano sostenuto le sanzioni economiche contro Cuba, una politica accusata di aver causato migliaia di poveri.


Per completare il quadro … va ricordata la furibonda disputa, che minaccia di diventare una guerra commerciale internazionale. Al centro della controversia ci sono i diritti sul marchio Havana Club, che la Bacardi afferma di aver comprato dall’originale proprietario cubano che lo possedeva prima della rivoluzione, un fatto che viene contestato da Cuba e dalla Pernod Ricard, il gruppo francese che a Cuba produce rum con quel marchio.



In origine Havana Club apparteneva alla potente famiglia Arechabala, scappata negli Usa subito dopo la rivoluzione del '59. Una volta decaduto, il prestigioso marchio fu acquisito da una compagnia cubana che, in seguito, si è messa in società con la francese Pernod Ricard. Attraverso la fortunata joint venture, la Havana Club Holding, la società caraibica uscì dai propri confini, resi ancora più angusti dall'embargo Usa, raggiungendo circa 80 paesi.


A questo punto Bacardi mise in moto i propri potenti mezzi: prima affermando di avere comprato il marchio dalla famiglia Arechabala nel '97 - quando era ormai legalmente decaduto - e poi facendo il finimondo per impedire la registrazione statunitense dell'Havana Club.


La pesante azione di lobbying condotta dalla Bacardi riuscì ad ottenere, nel '98, perfino l'approvazione di un'apposita legge, appunto la Section 211, con la quale il governo Usa rifiutava la registrazione del marchio Havana Club nel proprio territorio.

…pensiero al vento…
Prendiamo l'impegno di sostenere la presenza commerciale dell'autentico "ron" cubano negli scaffali dei supermercati e soprattutto in qualsiasi bar dove il Ron è servito liscio o in cocktail (cuba libre - mojito - piña colada - etc.): il "vero" Ron Cubano é di ottima qualità, è ricavato esclusivamente da canna da zucchero cubana, non contiene additivi o coloranti, nessuno viene schiavizzato o sfruttato per produrlo.


Qualcosa di buono si può trovare in Italia: oltre al noto Havana Club, c'é Liberación, Varadero, Caribbean e Caney Añeco.


Ci sono quindi degli importatori che consapevolmente o per amore del libero mercato hanno sfidato le leggi degli Stati Uniti, saltando il blocco e contrapponendosi al monopolio di BACARDI e di MATUSALEM&Co che spacciano per autentico rum cubano un prodotto di cui non si conosce il paese d'origine, con etichette in lingua inglese o spagnola, spesso imbottigliato in Europa e che, a parere degli intenditori, non è poi tanto buono.


Quindi, per tutti gli amici e le amiche di Cuba (e/o del “Ron”) … in qualsiasi occasione il sostegno e la richiesta di vero "RON CUBANO” può essere un buon motivo per corrodere, almeno in parte, l’embargo ("bloqueo").

martedì 22 dicembre 2009

...caro Gesù Bambino, non ti chiedo il tritolo...

Dalla newsletter di Jacopo Fo ... un interessante testo ... da non perdere ...

"
Riflettendo a lungo e mobilitando a fondo i miei vispi neuroni mi son chiesto cosa chiedere a Gesu' Bambino a Natale.

Di cosa avremmo bisogno?


Cioe', dovendo scegliere un solo desiderio, come nelle favole, cosa sceglieresti?


Beh, oggi mi sento molto umanista, forse perche' siamo sotto la neve, e mi sono impegnato a pensare a qualche cosa di utilita' per tutti.


Cosa vorrei?


UN PO’ DI METODO!


Mi sono persuaso che il problema non sono i signori calvi con un grande pisello che non sta mai tranquillo.


Non sono i complotti planetari degli illuminati e neanche l’inquinamento.


Quel che ancora non si e' affermato e' un metodo sensato per affrontare i problemi.


Da anni ormai esimi scienziati e filosofi battono su questo punto: l’umanita' vive molti drammi per un errore metodologico profondamente radicato.


UN ESEMPIO: ... Cosa fai se tuo figlio ti crea dei problemi?


Lo sgridi? Gli fai la predica?


Lo punisci?


Perche' lo fai? Hai avuto anche tu 14 anni e sai benissimo che nessuna di queste azioni e' utile. “Mio padre mi puniva, io invece saro' democratico e spieghero' gentilmente a mio figlio che sbaglia.”


Non ti viene in mente che non basta migliorare un metodo che e' completamente sbagliato.


Una relazione, qualunque relazione, si misura in termini di ESPERIENZA COMUNE. Le persone si amano, coltivano sentimenti di amicizia e di solidarieta' se nella relazione vivono esperienze comuni.


Ora quanta esperienza comune c’e' tra genitori e figli?

Quanto tempo si gioca insieme? Quanto tempo si chiacchiera (fare le prediche e criticare sono due cose diverse dal chiacchierare amichevole), che avventure si vivono assieme?


Gli adolescenti hanno bisogno di esperienze intense per crescere, per sognare positivamente la loro vita futura.


Hanno bisogno di dare un senso alla loro vita.


Compito dei genitori dovrebbe essere quello di condividere esperienze positive e emozionanti con i figli. Passare una notte nella foresta, dipingere una grande parete, curare i fiori, riparare la moto, andare a un concerto.


Se ci sono problemi con un adolescente, si dovrebbe dedicare un minuto a dire cosa non va. Poi bisognerebbe dedicare molte ore a qualche cosa di appassionante.


Ma quanti genitori hanno tempo di farlo?


Quanti sono disposti a credere che e' meglio NON occuparsi del figlio che va male a scuola, minacciandolo, e dedicarsi invece a vivere con lui esperienze appassionanti?


Gia' sento qualcuno che dice: “Ma cosa c’entra portarlo di notte nel bosco se non studia.”


Posso citare un esempio. Ho lavorato per anni con i tossicodipendenti e ho visto i metodi usati dai genitori per far ragionare i figli. Metodi autoritari, metodi gentili, violenti, colpevolizzanti. Nessuno di questi metodi aveva dato qualche risultato. I figli si bucavano e le famiglie erano distrutte. A volte anche economicamente.


So solo di una madre che ha ottenuto un risultato stabile e immediato.


Ha scoperto alla mattina che lui si faceva le pere e alla sera erano sopra un aereo diretto in Amazzonia. Hanno passato 4 anni insieme a girare deserti, giungle e vette di montagne. Tutti posti dove se il ragazzo dice: “mi faccio un giro” puoi stare sereno che il primo spacciatore e' a 500 chilometri.


La madre ha affittato l’appartamento che avevano a Milano e con quei soldi hanno vissuto alla grande. Anche perche' nella foresta e' difficile spendere piu' di un paio di euro al giorno per mangiare e dormire e' gratis.


Quando sono tornati dopo 4 anni il ragazzo non aveva piu' nessuna intenzione di drogarsi. Aveva combattuto contro i coccodrilli bianchi del Sahara e aveva visto i piranha mangiarsi un toro. L’eroina non gli sembrava piu' tanto interessante.

Credo che lo stesso ragionamento lo si possa fare in politica.


Le manifestazioni, le chiacchiere sui capelli del mostro di Milano2, le sue donne, le loro tette e i suoi processi, sono senz’altro giuste. Ma sono utili quanto una predica: poco.


La situazione italiana non cambia se le persone non cambiano modo di ragionare e questo puo' succedere solo se ci sono cambiamenti nel loro modo di vivere.


In questo momento solo una parte minima del movimento progressista ha capito che non servono le prediche ma ESPERIENZE COMUNI.


I gruppi di acquisto solidali, i negozi equi, le cooperative sociali, le imprese ecologiche che permettono ai cittadini di produrre la loro elettricita' stanno cambiando gli italiani perche' coinvolgono direttamente le persone in modalita' di vita diversa, di economia diversa, fanno sperimentare prodotti migliori, sapori piu' intensi e un modo di spendere e consumare che ruota intorno alla convivialita', alla socializzazione e induce naturalmente a stili di vita e di pensiero diversi, antagonisti al sistema del dolore, dello shopping e della solitudine.


Un’altra questione metodologica essenziale riguarda il modo di organizzarsi. E’ chiaro che se vuoi concludere qualche cosa devi creare un sistema di coesione e coordinamento nazionale delle iniziative. Ma e' anche chiaro che il “sistema partito” genera spontaneamente ogni sorta di gruppi di potere che fisiologicamente sono portati a competere e farsi guerra invece che a collaborare.


Inoltre il “sistema partito” e' strutturalmente indirizzato a creare un sistema leaderistico e al contempo incoraggia i militanti a fidarsi dei capi e a delegare la fatica di trovare le soluzioni ai problemi.


I risultati sono sotto gli occhi di tutti.


Ma come e' possibile organizzarsi senza creare leader, militanti che delegano e linee politiche confezionate dai vertici e approvate dalla base?


Anche in questo caso in realta' gli esempi non mancano.


La manifestazione del B-Day del 5 dicembre e' stata un successo.


Ma anche l’esperienza dei gruppi di acquisto ci insegna che e' possibile organizzare azioni molto complesse praticando un tipo di organizzazione orizzontale.

Linux, il programma per gestire i computer, e' stato realizzato da migliaia di volontari che hanno lavorato insieme utilizzando sistemi avanzati di gestione di community.


E, modestamente, anche la nostra esperienza di costruzione di 200 impianti fotovoltaici, diffusione di centinaia di migliaia di riduttori del flusso dell’acqua e altri aggeggi ecologici, e' un esempio funzionante di organizzazione orizzontale, con piu' di 50 aziende che collaborano con decine di professionisti e associazioni, in modo paritario.

...pensiero al vento...
Quello che più volte qui ... è stata richiamata come "rivoluzione culturale" ... trova in questo testo di Jacopo Fo teoria ed esemplificazioni ... BUONA LETTURA Si ... ma solo "per chi avesse ancora orecchie per sentire" ...

domenica 20 dicembre 2009

...la battaglia dei sigari...

Cuba ha vinto la causa contro la società statunitense General Cigar che dal 1997 utilizzava il marchio cubano di sigari Cohiba per vendere negli Stati Uniti sigari elaborati con foglie di tabacco della Repubblica Dominicana


La decisione del giudice di New York Robert W. Sweet impedisce a General Cigar di utilizzare il marchio negli Usa. 


Ma la compagnia Usa ha annunciato che farà ricorso e nel frattempo potrà continuare a vendere i sigari con il marchio Cohiba. 


I celebri sigari Cohiba, prodotti dalla compagnia statale cubana Cubatabaco, si commercializzano dagli anni Ottanta in tutto il mondo tranne negli Stati Uniti a causa dell' embargo economico che mantiene dal 1962 nei confronti dell' isola. 


Secondo il giudice Sweet, «il consumatore americano collega il marchio Cohiba soprattutto al Cohiba cubano» anche se l' originale non è in vendita negli Stati Uniti. 


Cubatabaco ha fatto anche causa (ancora non c'è stato il processo) per «il recupero di tutti i guadagni ottenuti da General Cigar dal 1992 sfruttando la reputazione del Cohiba». 


«È una vittoria molto importante, ora andremo fino in fondo per difendere il nostro marchio», ha detto Adargelio Garrido, avvocato di Cubatabaco e direttore giuridico di Habanos SA, l' azienda mista cubano-britannica


La battaglia legale per l' uso del marchio Cohiba è iniziata nel 1997. I "puros" Cohiba vennero creati dopo il trionfo della rivoluzione e divennero popolari perché li fumava Fidel Castro. Negli anni ' 80 Cuba iniziò a venderli in tutto il mondo tranne che negli Stati Uniti dove l' embargo unilaterale in vigore dal 1962 impedisce il commercio di prodotti cubani. 


All' inizio degli anni Novanta, approfittando del boom della vendita di sigari negli Stati Uniti, la General Cigar lancio una linea di "puros" con lo stesso nome ma con tabacco importato dalla Repubblica Domenicana. Ma, secondo il giudice di New York che ha dato ragione al governo cubano, l'impresa americana «ha voluto approfittare della notorietà e del valore del sigaro cubano nel mercato americano». 


...pensiero al vento...
la storia dei sigari Cohiba ha un "caso gemello" ... per il Ron. Lì c'è battaglia tra HavanaClub e Bacardi ... (seguirà post con i dettagli) ...


Intanto ... la sentenza di oggi mette "in crisi" una legge-USA del 2004 che sopprimeva la possibiltà, fino ad allora in vigore, di portare negli Stati Uniti Montecristo, Partagas o Cohiba Esplendido (quelli che fumava Fidel Castro) per un valore massimo di 100 dollari. Così, ad esempio, fino ad allora aveva fatto regolarmente il governatore della California Arnold Schwarzenegger, grande appassionato di Avana.

Le pene previste dalla legge-USA sono severissime: multe fino a un milione di dollari per l'impresa che non rispetta la legge, e fino a 250 mila dollari per un singolo cittadino, oltre a pene di carcere fino a 10 anni.



Tanto apprezzato è il Cohiba che, secondo il Sun, il campione britannico David Beckham lo fuma nel suo giardino di Los Angeles lontano dalla moglie Victoria che gli ha proibito di accenderlo in casa. Ma che Cohiba fuma Bechkam? Cubani importati di contrabbando o falsi americani? 

mercoledì 16 dicembre 2009

...rapacità punita...

Dal Diario di Silvano Agosti ...

"
Già altre volte avevo visto spuntare dalla manica della giacca un tatuaggio e quando il commesso della libreria mi porgeva un libro riuscivo a intuire che si trattava di un disegno che rappresentava il profilo di una donna.

Quella donna, aveva finalmente spiegato l’amico commesso, era la madre, morta lasciando in eredità ai sei figli un palazzetto di sei piani.



Ma per circa trent’anni i figli avevano costruito un fitto territorio di ragnatele giuridiche e rivendicazioni reciproche paralizzando di fatto l’eredità, nel frattempo divenuta sempre più precaria.


I muri esterni erano crepati e gli affittuari già da una dicina d’anni se n’erano andati.


Nessuno dei fratelli interveniva per progettare un restauro perché riteneva più importante ottenere una totale soddisfazione dei propri diritti.

Il figlio maggiore rivendicava l’attico, ma anche la sorella maggiore lo rivendicava e il terzo fratello esigeva una svalutazione del piano inferiore visto che non si trattava di un attico.


Il quarto fratello si dichiarava disposto a prendere il piano terra, a patto che le cantine toccassero a lui e la quinta, una sorella, affermava che accettava il terzo piano purchè anche chi abitava a pianterreno partecipasse agli eventuali costi dell’ascensore.


L’ultimo figlio, il commesso della libreria era il solo che avrebbe accettato qualsiasi cosa purchè i fratelli si fossero messi d’accordo. Invece erano trascorsi trent’anni, il commesso stava per andare in pensione, i due primi fratelli erano morti e i loro figli, nuovi eredi, avevano afferrato le armi della giurisprudenza per continuare a combattere onorando la memoria dei genitori.


Di fatto il palazzetto era divenuto inservibile ed era occupato da alcuni extracomunitari. Dopo una riunione burrascosa, i tre fratelli e i nuovi eredi avevano trovato una perfetta armonia nel decidere di rivolgersi alla polizia per cacciare gli occupanti.



Solo il fratello minore aveva azzardato proporre di lasciare in pace gli occupanti almeno finchè tutti non si fossero accordati. Poi il palazzetto era crollato e gli eredi avevano rinunciato all’eredità per non pagare gli arretrati delle tasse che il comune richiedeva.


Ancora oggi stento ad arrivare alla fine del mese per via dell’affitto. E potevo avere un bell’appartamento sia pure a pianterreno ma i miei fratelli…” Mi ha detto il commesso.


E com’è finita?


Il comune ha transennato le rovine e c’è un cartello con scritto -Area riservata alla costruzione di un asilo nido-.
 
"Meglio così.
 
...pensiero al vento...
ricordiamoci della rapacità e della voracità ... QUANDO (in questo mese) vedremo TANTI volersi un "tanto&finto" bene ... 

martedì 15 dicembre 2009

...salari "rivoluzionari"...

La rivoluzione culturale … passa anche attraverso lo smaltimento di “luoghi comuni” … basati sulla cultura del “s’è sempre fatto così” …


E ALLORA … andiamo a curiosare tra i risultati di una ricerca elaborata dal gruppo think tank della New Economics Foundation (Nef).

QUESTI signori ... udite udite ... dichiarano che “...vale più un addetto alle pulizie, soprattutto se in ospedale, che un banchiere. In più, il secondo crea anche problemi alla società...


Il Nef è un gruppo di 50 economisti, famosi tra l'altro per aver portato nell'agenda del G7 e G8 temi quali quello del debito internazionale.

La ricerca ha calcolato il valore economico di sei diversi lavori, tre pagati molto bene e tre molto poco.


Un'ora di lavoro di addetto alle pulizie in ospedale, ad esempio, crea dieci sterline di profitto per ogni sterlina di salario. Al contrario, per ogni sterlina guadagnata da un banchiere, ce ne sono sette perdute dalla comunità.

I banchieri, conclude il Nef, prosciugano la società e causano danni all'economia globale.


Non bastasse questo, valutano ancora gli economisti impegnati in un'etica della finanza, i banchieri sono i responsabili di campagne che creano insoddisfazione, infelicità e istigano al consumismo sfrenato.


Nell’introduzione della ricerca spiegano: "Abbiamo scelto un nuovo approccio per valutare il reale valore del lavoro. Siamo andati oltre la considerazione di quanto una professione viene valutata economicamente ed abbiamo verificato quanto chi la esercita contribuisce al benessere della società. I principi di valutazione ai quali ci siamo ispirati quantificano il valore sociale, ambientale ed economico del lavoro svolto dalle diverse figure".

Un altro esempio è quello della comparazione tra un operatore ecologico e un fiscalista.

Il primo contribuisce con il suo lavoro alla salute dell'ambiente grazie al riciclo delle immondizie, il secondo danneggia la società perché studia in che modo far versare ai contribuenti meno tasse.

E ancora nell'introduzione: "La nostra ricerca analizza nel dettaglio sei lavori diversi scelti nel settore pubblico e privato tra quelli che meglio illustrano il problema. Tre di questi sono pagati poco (un addetto alle pulizie in ospedale, un operaio di un centro di recupero materiali di riciclo e un operatore dell'infanzia), mentre gli altri hanno stipendi molto alti (un banchiere della City, un dirigente pubblicitario e un consulente fiscale). Abbiamo esaminato il contributo sociale del loro valore e scoperto che i lavori pagati meno sono quelli più utili al benessere collettivo".

La ricerca, infine, smonta anche il mito della grande operosità di chi ha lavori ben retribuiti e di grande prestigio: chi guadagna di più, conclude il Nef, non lavora più duramente di chi è pagato poco e stipendi alti non corrispondono sempre a un grande talento.

Eilis Lawlor, portavoce della Nef, ha voluto però precisare alla Bbc: "Il nostro studio vuole sottolineare un punto fondamentale e cioè che dovrebbe esserci una corrispondenza diretta tra quanto siamo pagati e il valore che il nostro lavoro genera per la società. Abbiamo trovato un modo per calcolarlo e questo strumento dovrebbe essere usato per determinare i compensi".


…pensiero al vento…
I risultati dell’indagine … sono da meditare! ... ANCHE SE penso che a "un addetto alle pulizie in ospedale, un operaio di un centro di recupero materiali di riciclo e un operatore dell'infanzia" DIFFICILMENTE qualcuno GLI racconterà di questi risultati ...

Il Sistema si regge sull'arrivismo e sul consumismo ... SMONTARE questi DUE pilastri EQUIVARREBBE a smontare il Sistema ! (ma sarebbe proprio QUESTA la Rivoluzione Culturale, o no ?)

domenica 13 dicembre 2009

...diritti umani "negati"...

"...Io ho un sogno: un giorno in questo paese nessuno sarà stigmatizzato per avere un’opinione non conforme alle idee di chi governa e ci sarà spazio per tutti. In quel futuro - spero non troppo lontano - potremo davvero celebrare la giornata dei diritti umani..."

SI CHIUDE così ... l'articolo di Gordiano Lupi... sulla Giornata per i Diritti Umani a Cuba ...

DA QUALCHE TEMPO ... "Il Giornale" e "La Stampa" danno ampi spazi a questo Signore che ha fatto dell'arte del Conformismo di Corte il suo mestiere ...

E ALLORA ... a lui e a tutti quelli che vanno a speculare SE e COME assicurare diritti umani a Cuba ... CHIEDEREI ...

MA PERCHE' ... in Italia (e soprattutto in certe zone) ... i Diritti Umani vi sembrano rispettati ed assicurati ???

...pensiero al vento...

FACCIAMO UN ESEMPIO PER TUTTI? ... quello di Roberto Saviano? ... per capire come finisce CHI in Campania osa "avere un’opinione non conforme alle idee di chi governa" in questo territorio del nostro Reame?

E ALLORA ...
"...Io ho un sogno: un giorno in questo paese (IN CAMPANIA) nessuno sarà stigmatizzato per avere un’opinione non conforme alle idee di chi governa e ci sarà spazio per tutti. In quel futuro - spero non troppo lontano - potremo davvero celebrare la giornata dei diritti umani..."

lunedì 7 dicembre 2009

...se vuoi costruire una nave...

Sono annoiato dai discorsi di questi giorni ... (e di questi anni) ...

... su "giudici rossi o dementi" ...

... su "veline e attricette" ...

... su "appalti e discariche" ...

Serve pensare ad altro ... CHE ALMENO la mente lasci ogni tanto questa melma italica ...

"Per sempre me ne andrò per questi lidi,
Tra la sabbia e la schiuma del mare.
L'alta marea cancellerà le mie impronte,
E il vento disperderà la schiuma.
Ma il mare e la spiaggia dureranno
In eterno.
"

(Gibran Kahlil Gibran, 1926)




...pensiero al vento...

"Se vuoi costruire una nave,
non radunare gli uomini 

per raccogliere il legno
e distribuire i compiti
ma insegna loro la nostalgia

del mare ampio e infinito."
(A. de Saint Exupery)

venerdì 4 dicembre 2009

...storia d'italia...

Da AnnoZero di ieri sera ... SINTESI PERFETTA ... della Storia d'Italia del (quasi) ventennio silviesco ...

C'ERA UNA VOLTA UN IMPRENDITORE BRIANZOLO
CHE DIVENNE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO (TRE VOLTE)
E FU PROCESSATO SEDICI VOLTE
NEL PROCESSO ALL-IBERIAN
VENNE CONDANNATO PER LE TANGENTI AL SUO AMICO CRAXI
MA IN APPELLO OTTENNE LA PRESCRIZIONE
GRAZIE ALLE ATTENUANTI GENERICHE.
PER IL FALSO IN BILANCIO INVECE
DOVETTE PROPRIO CANCELLARSI PER LEGGE IL SUO REATO.
NEL PROCESSO MONDADORI
PER AVER CORROTTO IL GIUDICE METTA
TRAMITE L'AVVOCATO PREVITI
PER ACCAPARRARSI LA CASA EDITRICE
FURONO CONDANNATI
SIA PREVITI, SIA IL GIUDICE METTA
MENTRE BERLUSCONI USCI' INDENNE
PERCHE' GLI FURONO ANCORA UNA VOLTA
RICONOSCIUTE LE ATTENUANTI GENERICHE
IN QUANTO INCENSURATO.
NEL PROCESSO PER LE MAZZETTE ALLA GUARDIA DI FINANZA
DOPO UNA CONDANNA IN PRIMO GRADO E UNA PRESCRIZIONE IN APPELLO
FU ASSOLTO IN CASSAZIONE PER INSUFFICIENZA PROBATORIA ...







LA ALTRE PARTI DELLA TRASMISSIONE ... SONO SU YOUTUBE ...


E moh ... sfido chiunque a dire che ReSilvio è il "meno peggio" ...

...pensiero al vento...


su Bettino (morto in latitanza) ... AHIME' il trasformismo storico lo dichiara OGGI "morto in esilio" e a Valmontone (vista coi miei occhi) c'è anche una strada (non credo sia certo l'unica in questo regno) titolata a suo nome ...

su ReSilvio ... AL MIO PAESE ... dove c'è un corrotto (Avv.Mills) condannato in via definitiva ... CI DEVE ESSERE un corruttore (ReSilvio INVECE è ancora a "premier a piede libero" GRAZIE alle leggiuncole che si è confezionato e si confezionerà addosso) ...

IL MIO SOGNO:

vedere ReSilvio passeggiare in camice bianco ... sulle spiaggie di Hammameth ... in latitanza? o in esilio? ... FAREBBE POCA DIFFERENZA ...

NOTA CONCLUSIVA:
ascoltando Ghedini (Avvocato e Cortigiano del Re ... e ovviamente Onorevole di questo Regno) ...

MI VIENE DA PENSARE CHE ... di Silvio ce n'è uno (e prima o poi finirà nel dimenticatoio della Storia) ... 

MA DI MELME come st' "avvocatuncolo&onorevuncolo" ce ne stanno a centinaia e centinaia di migliaia ... 

COME FAREMO MAI a liberarcene??? ...

Passato SILVIO, le MELME ... si troveranno DI SICURO un altro feticcio da adorare e osannare ... STATENE CERTI ...

mercoledì 2 dicembre 2009

...Nobel 2010 a Fidel?...

Su segnalazione dell'amico Marco Gargiullo di Cubanite ...

Al nostro ReSilvio gli verrebbe un colpo!

Ma d’altra parte se  quest’anno il Nobel per la Pace  l’hanno dato, praticamente solo sulla fiducia, al neo Presidente U.S.A. Barack Obama lo potrebbero anche benissimo dare al Comandante!

Esiste un comitato promotore, che spega le ragioni e chiede mail di adesione, ecco qui l’articolo in italiano tratto dal Granma Int:ernational:

Il Premio Nobel per la Pace 2010 va assegnato a Fidel.

Nessuno lo merita più di lui…

Per aderire a questa petizione si deve inviare un messaggio di posta elettronica  a questo indirizzo: fidelnobeldelapaz@gmail.com … Propiziamo la candidatura dello statista cubano Fidel Castro per il Premio Nobel per la Pace 2010, raccogliendo proposte di movimenti sociali, culturali, universitari, dei diritti umani, sociali e politici.


Le conquiste di Cuba in salute ed in educazione, con mete elevate come la drastica diminuzione della mortalità infantile a meno di 6 per mille nati vivi e la frequenza scolastica del cento per cento della popolazione, lo meritano.

Va considerato che su queste basi, Cuba, con la presidenza di Fidel Castro sino al luglio del 2006, non ha mai smesso di progredire nel settore della salute, con un’industria biotecnologia al livello più alto dei paesi del Terzo Mondo e in quello dell’educazione con una popolazione di altissimo livello culturale.

Questi obiettivi sono stati realizzati soffrendo un illegale blocco imposto dagli Stati Uniti, che dura da 47 anni. 

Chiama doppiamente l’attenzione il fatto che le conquiste di Cuba, ispirate dal suo leader storico, si condividono con altri popoli del mondo.

È il caso della Scuola Latinoamericana di Medicina, che ha appena compiuto dieci anni di vita, con  più di 20.000 giovani di quasi cento paesi iscritti.

Con il metodo cubano “Io sì che posso”, hanno imparato a leggere e scrivere 4 milioni di persone, e con il programma oculistico “Operazione Miracolo”, sono state operate 1.6 milioni di persone: tutto questo sempre gratuitamente.

La maggioranza dei beneficiati sono di condizioni umili ed sono gli abitanti scartabili per il mondo ingiusto delle multinazionali e dei bancari.

Mentre altri governanti, che hanno ricevuto il Premio Nobel per la Pace, si dedicano ad esportare marins e a gettare missili e bombe su popoli devastati e nello stesso tempo a saccheggiare le loro risorse naturali ed umane.

Fidele Castro ha dato un contributo ad un mondo di pace, formando medici ed eserciti di camici bianchi, maestri, educatori sportivi ed artisti.

I tentativi imperialisti per svuotare il mondo e gettarlo nell’abisso della più profonda delle sue crisi, fa ricordare che Fidel Castro aveva avvisato già nel 1983, parlando contro  il fenomeno del debito estero impagabile, immorale e fraudolento. 

Milioni di posti di lavoro e milioni di vite umane si sono perse  dall’inizio della crisi del debito estero, per non seguire le proposte realiste e giuste dell’allora Presidente di Cuba.

Nel 2007 Fidel aveva allarmato sui piani nordamericani di fabbricare combustibili con il granturco e gli alimenti, un piano auspicato dalle lobby delle grande imprese automotrici, che sta facendo aumentare la legione degli affamati e rende più alti i prezzi  degli alimenti.

Adesso sono 1020 milioni gli affamati, invece degli 840 milioni di quel momento.

Fidel Castro ha allarmato a favore dell’attenzione per l’ambiente, e contro lo stile capitalista alienante di produzione e consumo, e sul riscaldamento globale che si sta producendo, con il cambio climatico.

Già in EcoRío del ’92, 17 anni fa, il leader cubano chiamò a difendere il medio ambiente e criticò i governi ed i monopoli internazionali che antepongono i loro affari ed il lucro smisurato, al punto d’inquinare i fiumi, terminare le risorse non rinnovabili, desertificare le terre, riscaldare il pianeta e porre in pericolo la sopravvivenza della specie umana.

Per tutti questi meriti e per molto di più propiziamo la candidatura di Fidel Castro al Premio Nobel per la Pace del 2010.

...pensiero al vento...
Per aderire a questa petizione si deve inviare un messaggio di posta elettronica  a questo indirizzo: fidelnobeldelapaz@gmail.com