«Ai miei figli, ancora troppo piccoli perché possa iniziare a parlargli del nonno, vorrei farglielo conoscere proprio tramite i suoi insegnamenti, raccontando piccoli ma significativi episodi della sua vita tramite i quali trasmettergli i valori portanti della sua vita. Caro papà, ogni sera prima di addormentarci ti ringraziamo per come ci hai insegnato a vivere».
Ha scelto queste parole Manfredi Borsellino, figlio di Paolo, per ricordare il compleanno del padre, procuratore aggiunto di Palermo ucciso nella strage di via D'Amelio del 19 luglio del 1992. Oggi, 19 gennaio, Paolo Borsellino avrebbe compiuto 71 anni (1940-1992). La sua morte, 57 giorni dopo quella dell'amico e collega Giovanni Falcone, ha segnato la seconda strage della serie di attentati che ha colpito la Sicilia e l'Italia tra il '92 e il '93 in quella stagione culminata con la trattativa tra pezzi dello Stato e Cosa nostra di cui si stanno occupando le indagini delle procure di Palermo e Caltanissetta.
«Ho iniziato a piangere la morte di mio padre con lui accanto mentre vegliavamo la salma di Falcone nella camera ardente allestita all'interno del Palazzo di Giustizia. Non potrò mai dimenticare che quel giorno piangevo la scomparsa di un collega ed amico fraterno di mio padre ma in realtà è come se con largo anticipo stessi già piangendo la sua» ha scritto Manfredi nella testimonianza per il libro "Era d'estate", curato da Roberto Puglisi e Alessandra Turrisi, con prefazione di Pietro Grasso (Pietro Vittorietti editore).
«La mia vita, come d'altra parte quella delle mie sorelle e di mia madre, è certamente cambiata dopo quel 19 luglio, siamo cresciuti tutti molto in fretta ed abbiamo capito, da subito, che dovevamo sottrarci senza "se" e senza "ma" a qualsivoglia sollecitazione ci pervenisse dal mondo esterno e da quello mediatico in particolare. Sapevamo che mio padre non avrebbe gradito che noi ci trasformassimo in "familiari superstiti di una vittima della mafia", che noi vivessimo come figli o moglie di... desiderava che noi proseguissimo i nostri studi, ci realizzassimo nel lavoro e nella vita, e gli dessimo quei nipoti che lui tanto desiderava. A me in particolare mi chiamava "Paolino" sin da quando avevo le prime fidanzate, non oso immaginare la sua gioia se fosse stato con noi il 20 dicembre 2007, quando è nato Paolo Borsellino, il suo primo e per il momento unico nipote maschio».
Mercoledì in diverse città d'Italia il compleanno di Paolo Borsellino verrà ricordato in scuole, teatri, piazze. A Castelvetrano l'ex collaboratore di giustizia, Vincenzo Calcara, alle 10 incontra al teatro Selinus gli studenti del suo paese d'origine, dove torna per la prima volta dopo venti anni. Calcara, affiliato alla cosca dei Messina Denaro, nel 1991 svelò a Borsellino che la "famiglia mafiosa" di Castelvetrano lo aveva incaricato di ucciderlo. Ma Calcara fu arrestato e, in cella, decise di collaborare con la giustizia raccontando a Borsellino i progetti di Cosa nostra.
A Castelvetrano ci sarà anche Antonio Ingroia, "pupillo" di Borsellino e oggi procuratore aggiunto. «Se non avessimo potuto colpire Borsellino avremmo dovuto uccidere Ingroia al suo posto», raccontò Calcara.
E in un libro appena pubblicato ("Gli ultimi giorni di Paolo Borsellino" di Giorgio Bongiovanni e Lorenzo Baldo, Aliberti editore) Ingroia parla così delle indagini sulla trattativa e su esecutori e mandanti della strage di Via D'Amelio:
«Una storia aperta che non ha, non può ancora avere una sua conclusione fin quando non verrà scoperta tutta la verità su una delle stragi di mafia più anomale della storia della nostra Repubblica, e che perciò trova la spiegazione più plausibile della sua anomalia nella sua matrice verosimilmente non solo mafiosa, come sospettammo tutti fin dalla stessa sera della strage.
Un'intima consapevolezza di tanti che ora sembra diventare concretezza investigativa, e forse si appresta a trasformarsi in certezza probatoria.
Un importante contributo alla chiarezza in un momento di grande confusione nel nostro Paese, all'emergere della verità in una fase molto delicata della storia d'Italia.
Con l'augurio che coloro che quella Verità la vogliono fortemente riescano a prevalere sui Nemici della Verità e della Giustizia».
...pensiero al vento...
E ALLORA ... siccome è ancora VIVO colui le cui idee continuano a viaggiare per il mondo ...
PIUTTOSTO che celebrare una data ... FACCIAMO gli Auguri di Buon Compleanno ... a Paolo Borsellino, come se fosse ancora qui con noi ...

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