domenica 18 ottobre 2009

...stranezze della vita...

...il filmato merita di essere salvato ... quello delle telecamere di Mediaset: che riprendono il giudice della condanna Mediaset-Cir e " ... i suoi comportamenti stravaganti ... " ??!!??

Il servizio ... andato in onda nella trasmissione Mattino Cinque ... è rivolto a tutti i sudditi che alle 10 del mattino di un giorno feriale stanno davanti alla TV !!??!! ...


ECCOLO ... per non perderlo ...





...pensiero al vento...
COME PRENDERLA? ... di sicuro le mente dei sudditi, saranno rimaste "consolate" ... che sto povero Re lo tartassano proprio ...


NOI? COME LA PRENDIAMO? ... ridendoci sopra ... a sto giudice "strano" ... eheheh !!??!!

giovedì 15 ottobre 2009

...internet oltre l'embargo?...

Una botta al cerchio ... e una alla botte ... questa sembra la politica estera dell'amministrazione Obama ... in questo periodo ...

ED E' COSI anche con annuncio di un accordo con una telcom cubana … PERO' con sede a Miami !!! …


Grazie ad un cavo sarà lungo 177 chilometri .... l'Havana potrebbe avere presto la "banda larga" ...

"Il nuovo cavo permetterà di avere a disposizione una nuova serie di prodotti e servizi di telecomunicazione, come ad esempio Internet ad alta velocità e la televisione via cavo, che non sono attualmente realizzabili utilizzando le comunicazioni via satellite".

Con queste parole si è dimostrata particolarmente soddisfatta TeleCuba Communications, dopo la decisione da parte del governo degli Stati Uniti di permettere di collegare la Florida all'isola con il primo cavo in fibra ottica.

Il Dipartimento del Tesoro statunitense deve ancora confermarlo ufficialmente, ma sembra che TeleCuba abbia ottenuto il sì da parte dell'Amministrazione di Barack Obama, con il fine ultimo di tagliare in maniera netta i costi telefonici e rendere Internet decisamente più accessibile al popolo cubano.


Un cavo per una connettività senza embargo, progressivamente allentato dal governo degli Stati Uniti per assicurare alle telco dell'isola la possibilità di stringere accordi su banda larga e roaming internazionale.


TeleCuba è ora in attesa del permesso da parte delle autorità cubane, prima di iniziare a tendere quello che sarà un cavo di circa 110 miglia (177km circa), decisamente più corto di quello annunciato dal Venezuela, che andrebbe a sfiorare i 1600km.


Luis Coello, CEO dell'azienda con sede a Miami, ha parlato di una probabile gara con gli operatori venezuelani, evidentemente convinto di avere un grande vantaggio competitivo, a partire da un investimento privato totale di 18 milioni di dollari contro i 70 previsti dal governo di Chavez. (vedi anche il post ...la rete sull'Isla... del 18/7/2008)

Il cavo dovrebbe essere ultimato alla metà del 2011, capace di trasportare dati alla velocità di 8/10 terabit al secondo, cioè quella necessaria a gestire 160 milioni di telefonate contemporaneamente. La strada che verrà battuta da TeleCuba è la stessa di un vecchio cavo telefonico in rame risalente agli anni '50, esattamente da Key West a Cojimar, sobborgo est di L'Havana. (su COJIMAR ... vedi anche il post ...Cojimar, il villaggio de "Il vecchio e il mare"... del 4/6/2008)

"Il cavo sarà il primo nel suo genere", ha spiegato Virginia Hoffman di Great Eastern Group, a capo del progetto di costruzione e sviluppo della fibra: "Non si tratterà soltanto di un cavo commerciale ... TeleCuba ha stipulato degli accordi secondo cui ci saranno dei nodi lungo il percorso il cui accesso sarà solo appannaggio dello sviluppo della ricerca universitaria".

...pensiero al vento...
Ben venga tutto quello che può aiutare lo sviluppo ... MA OCCHI sempre aperti agli sbarchi !!! ...

E POI ... OGNI allentamento all'embargo ... va comunque salutato con soddisfazione ...

ECCO cosa ne pensa il viceministro degli Esteri cubano Dagoberto Rodríguez Barrera, in visita in questi giorni in Italia:

“In campagna elettorale Barack Obama aveva promesso che avrebbe tolto il limite alle rimesse verso Cuba. E lo ha mantenuto. Si era impegnato ad abolire il limite ai viaggi dei cubani verso l’isola, e lo ha fatto. Aveva anche detto che non avrebbe tolto l’embargo. Pensiamo che manterrà anche questo impegno”.

Sulle possibilità che i due paesi possano ritrovare un dialogo fermo da oltre cinquanta anni, nonostante i passi avanti registrati in questi ultimi mesi, il viceministro - con un curriculum che lo definisce osservatore qualificato delle politiche nordamericane - si dice “cauto”.

Una prudenza necessaria: “Sono cinquanta anni - spiega - che ci viene detto che la ‘prossima amministrazione degli Stati Uniti cambierà le cose".

Ora, alla Casa Bianca siede il fresco vincitore del Nobel per la pace, un riconoscimento questo che rappresenta un segnale “positivo” per l’ex líder máximo Fidel Castro.

“È una amministrazione che giunge al potere nel pieno di una grande aspettativa che possa rimediare ai danni causati dagli otto anni del governo di George W. Bush” ha detto il viceministro cubano. “Obama è padroneggia perfettamente le relazioni pubbliche, è un politico molto intelligente e sa bene come sia deteriorata l’immagine degli Stati Uniti nel mondo”. E sta “facendo uno sforzo notevole per riabilitarne l’immagine”.


Ma la verità, aggiunge Rodríguez Barrera, è che “l’immagine degli Usa non migliora se non si cambiano le politiche. Non è sufficiente cambiare le percezioni, occorre cambiare la realtà”.

L’Avana mantiene ferme le sue richieste: la rimozione dell’embargo, la restituzione della base di Guantanamo e la liberazione dei “cinque” (le spie cubane accusate dalla giustizia statunitense di aver attentato alla sicurezza nazionale, che il governo cubano - denunciando presunte irregolarità nei processi - dice fossero invece impegnate in azioni antiterroristiche e anticastriste).

Le relazioni, conclude il numero due della diplomazia cubana, miglioreranno quando “terminerà la politica di ostilità degli Stati Uniti verso Cuba”. Una ostilità che “non si spiega in un momento in cui il mondo è cambiato, quando Washington intrattiene relazioni normali anche con il Vietnam, dove morirono oltre 60mila nordamericani”.

mercoledì 14 ottobre 2009

...havana in musica...

La musica ... ruota intorno ad Havana ... in questo periodo ...

E COSI ... dopo il concerto del 20 settembre "Paz sin fronteras" (vedi anche il post ...cantar por la paz...) ... in questa settimana tocca a Manu Chao ... con due concerti ...

Manu Chao ha tenuto, in onore del "Che" (quest'anno ricorre il 42simo anniversario dalla morte), il primo concerto sulla scalinata dell'università dell'Avana e nei prossimi giorni replicherà a Santa Clara per rendere omaggio alla tomba di Ernesto "Che" Guevara, considerato dal popolare cantante un simbolo ancora attuale per la sinistra di tutto il mondo ...


Foto ... della scalinata dell'Università de La Havana (Feb'09)



Foto del concerto ad Havana

Con Manu, che ha interpretato molti suoi pezzi famosi, tra cui "Clandestino", hanno suonato musicisti locali come la cantante Diana Fuentes, Kelvis Ochoa, Fernando Becquer, Tony Avila e Adrian Berazain. Ad accompagnare lo spettacolo anche dei giovani pittori cubani.


MA NON BASTA ... anche il nostro Eros Ramazzotti ... parte il 21 ottobre da Rimini con un tour mon­diale.



Parlando del suo spettacolo .... "... mettiamo in piedi una cosa quasi im­possibile per un italiano. Io lascio ma­no libera, poi alla fine arriva un conto da paura..."

Eros ha scelto fior di professionisti. Il regista è Serge Denon­court, lo stesso del tour 2003-4, che viene dal Cirque du Soleil. Nello staff ci sono persone che hanno lavorato con Justin Timberlake, Killers, Pink Floyd e Depeche Mode.

"... bisogna ave­re uno spettacolo che si confronti con show internazionali", spiega il produt­tore Maurizio Salvadori.

Per la chiusura poi c’è un sogno proi­bito: Cuba.

Eros dice : ".. è dal 1992-93 che ci penso. Allora venni bloccato perché le radio americane minacciarono un boicottaggio delle mie canzoni se avessi suonato nell’isola. Questa volta sono pronto ad andare casa per casa con una chitar­ra"

Un amore per Castro e la revolu­ción?

"A Castro una volta, ero a Cuba per valutare un investimento, ho auto­grafato un disco. Ma non è una questio­ne politica. Il male sta ovunque: a de­stra, a sinistra e al centro. Anzi al cen­tro ce n’è di più. Ci vado per l’amore della gente verso la mia musica. Vidi un documentario nel 1990 in cui chie­devano a un ragazzino di cantare una canzone e lui intonò "Se bastasse" in spagnolo. E mi ha colpito vedere un mi­lione di persone in piazza al concerto per la pace organizzato da Juanes cui ha partecipato Jovanotti" ...

...pensiero al vento...
benvenuta musica ... che unisce quello che i politici (per i loro interessi) "devono" dividere ...



I concerti di questa settimana sono stati organizzati ... dall'Associacion Hermano Saiz ...
 
ECCO L'INGRESSO della sede dell'Associazione ... lungo La Rampa ... al Vedado ... (foto Feb.'09) ... lavorano lì diversi amici ... Janaisa, Cinencio e Maygred ...
 


E di Janaisa e Maygred ... ecco due video pubblicati su Youtube ...






martedì 13 ottobre 2009

…manager? NO, grazie ?...

Addio al mito della carriera? ...
Addio ai sogni di gloria aziendale? ...
Gli impiegati non vogliono più diventare manager? ...


Troppo stress, troppi documenti da sbrigare ma soprattutto troppi problemi spinosi da dover risolvere e troppe le decisioni scomode da prendere … i colletti bianchi, i quadri intermedi, dopo aver fatto una nuova esperienza con gli effetti devastanti di una crisi, non vogliono essere tra i responsabili dei tagli al personale.

Non vogliono saperne di licenziamenti e di “teste da tagliare”. Così un altro effetto indiretto della crisi potrebbe essere proprio quello di avere scarsità di candidati a posizioni manageriali.

… sono questi, infatti, i risultati della decima indagine annuale World of Word realizzata da Randstad negli Stati Uniti.

Con un poco di sorpresa, gli autori della ricerca si sono ritrovati con la metà delle persone intervistate pronte al fatidico rifiuto. A rispondere negativamente a un’eventuale proposta di questo tipo sarebbero soprattutto i più anziani ma anche le donne e la generazione di mezzo.

E neppure i giovani dimostrano più una gran frenesia di raggiungere i vertici dell’azienda tanto che quasi quattro su dieci di loro snobberebbe un’offerta per diventare dirigente.

Il gioco e la candela.

… la ragione principale indicata da tutti è l’aumento inesorabile dello stress. Ma non si tratta solo di questo: i giovani, ad esempio, vorrebbero evitare posizioni manageriali soprattutto perché non vogliono ritrovarsi a dover gestire situazioni personali in cui prevale la disillusione e l’insoddisfazione.

L’altra ragione su cui sono d’accordo tutti quanti, cruciale nel tenerli lontani dalle stanze dei bottoni, è quella più spinosa di tutte e che in questo ultimo anno ha travolto gran parte delle economie mondiali. Infatti, il 63% di quelli che si rifiutano di diventare manager non vogliono avere nulla a che fare con le decisioni di riduzione al personale.

Insomma il gioco, anche se di gioco non si può parlare, non vale la candela.

Il modello che non c'è.


… a contare deve essere anche una certa sfiducia crescente nei confronti del management.

Secondo un’altra indagine realizzata nel Regno Unito un terzo dei dipendenti ha perso fiducia nei propri dirigenti.


Qualche tempo fa anche in Italia la gran parte delle persone aveva espresso un giudizio molto severo nei confronti di chi li guida quotidianamente. Forse i dipendenti fanno anche difficoltà a identificarsi con un ruolo che, a loro dire, dovrebbe cominciare a intraprendere una mutazione ormai necessaria. Solo il 29% confida di avere un modello di riferimento a cui si ispira all’interno del proprio luogo di lavoro e solo uno su quattro ritiene che il contesto lavorativo sia importante nei modelli di comportamento.

Così non c'è da sorprendersi se il 52% ha detto che i manager del futuro dovranno avere caratteristiche diverse da quelle messe in mostra oggi da quei dirigenti che hanno mostrato competenze e comportamenti inadeguati alle nuove sfide che verranno.


…pensiero al vento…

NON credo molto ai risultati di queste indagini ...

ALMENO ... in Italia penso la cosa sia un pò diversa ... per la mia opinione ed esperienza personale? … segue in un post dedicato …

lunedì 12 ottobre 2009

...per la pace dei sensi...

Mentre il mondo guarda a Obama ... e si chiede se il premio Nobel per la Pace ... è "preventivo" o meno ... e quali EFFETTI e RIPERCUSSIONI potrà avere ... c'è da registrare … una nuova “scandalosa” … iniziativa del nostro Re … e dei suoi più fedeli ...


SAPEVATE dell’esistenza del sito ufficiale … http://silvioperilnobel.sitonline.it/ … ?

ECCO COSA (AHIME’) … PREANNUNCIANO … questi “bravi cortigiani” …

"
Il Premio Nobel per la Pace non è mai stato assegnato ad un italiano dal 1907 ad oggi.

E' finalmente venuta l'ora di sfatare un tabù che dura da più di cento anni, ovvero da quanto nel 1907, ad aggiudicarselo fu Ernesto Teodoro Moneta.

Alla corsa per l'ambito riconoscimento si sono succeduti, in questi anni, numerosi politici e capi di Stato, tra i quali potremmo citare, Yasser Arafat, il presidente della Corea del Sud, Kim Dae-Jung, l'ex presidente americano, Jimmy Carter, Al Gore e, nel 2009 Barak Omama, al quale rivolgiamo i nostri più sentiti auguri.

Oggi crediamo che, anche, l'Italia meriti di ricevere tale riconoscimento, e di essere degnamente rappresentata da Silvio Berlusconi, per il suo indiscusso impegno umanitario in campo nazionale ed internazionale.

Il 26 maggio 2009, dalle ore 10:30 alle ore 18:30, in Piazza di Pietra a Roma, il Comitato della Libertà ha dato avvio alla raccolta delle adesioni alla candidatura di Silvio Berlusconi al Premio Nobel per la Pace.

La candidatura verà inviata all'Istituto Nobel Norvegese il 16 gennaio 2010.
"

...pensiero al vento...
COSA DIRE? ... se non ... che alla vergogna non c'è limite ...

E L'ITALIA? ... cosa chiede? ... se non che gli diano un Nobel per la Pace-dei-sensi !!!



domenica 11 ottobre 2009

...Barak come Karol...

Tutti a discutere se il Nobel per la Pace di Obama è “meritato” … come un voto o una promozione ad alti voti assegnati a chi “deve” averli per “appartenenza familiare” …


IN SINTESI : molti si chiedono … MA QUALE PACE? … perché il Presidente ha proposto SI una “svolta” in politica estera, ma per il momento è ancora impegnato in vari scenari di guerra …

INSOMMA, come ho già osservato qui … una modifica di METODO (dialogo invece che “fuoco-e-fiamme”) ma non di SOSTANZA …

E QUI .. la SOSTANZA … lo penalizza … perché dall’AFGANISTAN all’IRAQ (che non ha ancora abbandonato) fino alla caccia a BIN LADEN che, come ha promesso nei giorni scorsi, continuerà con tutti i mezzi a disposizione del potentissimo esercito Usa … fino alla spinosa questione di GUANTANAMO, la prigione di massima sicurezza dove sono detenuti i terroristi islamici catturati nella campagna contro Al Qaeda e i talebani, dove i detenuti sono ancora lì, nella base della Marina a Cuba, e per ora non vi sono ancora spiragli per una chiusura a tempi brevi della struttura.

… INSOMMA TUTTI SCENARI ben lontani dall’essere risolti.

In AFGANISTAN i marine sono 62.000 ... e diventeranno 72.000 entro la fine dell’anno .. una mossa di rinforzo che non rientra proprio in un piano di pace e nessuno alla Casa Bianca parla di ritiro o exit strategy. E il nuovo Nobel per la pace non si fa certo scrupoli a intensificare l’offensiva contro i baluardi terroristici nel nord del Pakistan (dove nei giorni scorsi una bomba ha provocato una strage, 50 morti) con bombardamenti continui da parte dei padroni Usa.

Guerra necessaria per sconfiggere il terrorismo? … CERTO, ma con la pace c’entra poco.

In IRAQ ci sono ancora 124.000 soldati statunitensi e anche se il progetto è di ridurli fino a farli diventare 50.000 unità entro l’agosto del 2010, per il momento non si può ancora parlare di pacificazione dell’ex regno di Saddam.

Quale pace quindi?

…pensiero al vento...

Dal presidente del comitato per il Nobel … Thorbjoern Jagland … una chiave di lettura : Jagland, per difendersi dalle critiche, ha sostenuto che al contrario c'era il rischio di assegnare il premio al presidente americano "troppo tardi": “noi - ha spiegato - catturiamo l'aria del tempo, la necessità dell'epoca". "Qualcuno può segnalarmi il nome di qualcuno che abbia fatto di più quest'anno (per la pace)?", ha chiesto Jagland secondo cui "è difficile designare un vincitore del premio per la Pace che sia più vicino di Obama al testamento (spirituale) di Alfred Nobel".

INSOMMA … un premio preventivo … che a me ricorda un po’ l’elezione di Karol Wojtyla al soglio di Pietro … il 16 ottobre 1978 …

… da un rapporto della Cia, il servizio segreto Usa, datato 19 ottobre 1978, su uno degli eventi più straordinari della storia: l'elezione, avvenuta pochi giorni prima, di un Papa non soltanto non italiano, ma proveniente da un Paese comunista.



"L' elezione del Cardinale Wojtyla a Papa è estremamente allarmante per Mosca, a causa delle inevitabili ripercussioni del suo Pontificato sui regimi comunisti".

E ancora: "Il Cremlino discute con ansia su come gestire l' effetto a medio e lungo termine che il Papa polacco avrà su questioni cruciali come il dissenso nell' Urss e come l' eurocomunismo".

Infine: "Con Giovanni Paolo II, il regime sovietico... non potrà più liquidare derisoriamente l'importanza del Vaticano come fece Stalin chiedendo: "Quante divisioni armate possiede il Papa?" ".

… QUALI FURONO GLI EFFETTI e LE RIPERCUSSIONI previste dalla CIA ? …

ECCOLI ... che non si fecero attendere … e COSI’ dopo solo 11 anni (nel 1989) … prima la vittoria di Solidarnosc nelle elezioni polacche, che furono festeggiate dai polacchi come “caduta del comunismo” … e poi la caduta del muro di Berlino (anche quella del 1989) … furono la risposta …

E QUALI ORA ... GLI EFFETTI e RIPERCUSSIONI … del Nobel a Barak ? …

saranno come quelle di Karol ? … lo vedremo … E FORSE anche prima di 11 anni ...

mercoledì 7 ottobre 2009

...una vita all'improvvisa...

Ancora in tema di informazione ...

UN ESEMPIO ... dal libro biografia di Franca Rame ... “Una vita all’improvvisa”.



ECCO, com'è ha recensito il libro il figlio Jacopo ...

"
Una lettura appassionante come la vita di questa donna straordinaria che il 18 luglio ha compiuto 80 anni, ma sembrano 260 anche se ne dimostra 50.


Spiritosa, intensa, tragica, comica ma mai vuota o inutile… la vita di Franca.


Nel brano che segue ... Franca racconta dell’esperienza di Canzonissima del 1962 e si parla di censura mediatica, di morti sul lavoro, di mafia… ahhh come passa il tempo… oggi sono argomenti assolutamente superati...


Buona lettura.


Si fa presto a dire “Mafia”


Alla sesta puntata di Canzonissima era andato in onda un dialogo fra una “muliera” sicula e un giornalista inviato dal continente. In quella scena io recitavo il ruolo della femmina in questione. La donna e' intenta ad avvolgere un lungo filo. Si alludeva naturalmente a una delle tre Parche, allegoria della vita e della morte: sfizio culturale. Ogni tanto, durante il dialogo fra la donna e il giornalista si odono degli spari e qualche botto.


Il giornalista chiede di che si tratti e, io, sempre nelle vesti della donna, rispondo che forse lo sparo proviene dal fucile di qualche cacciatore solitario, ma poi mi correggo: puo' darsi che sia anche “chiddu ch’occide un infame che se pigghia la sentenza”.


Altro sparo… ed ecco che io alludo a un sindacalista che crea guai. Un botto, ed e' il salto in aria della casa di qualcuno che non ha pagato il pizzo, e cosi' via fra spari e mitragliate si arriva al punto in cui il giornalista mi chiede: “Come mai all’istante hanno cessato di far botti?” e io rispondo: “Sempre, prima dell’ultimo sparo, c’e' un attimo di silenzio”.

“A chi andra' l’ultimo botto?” chiede il cronista, e io di rimando: “A chiddu cchi fa troppe domande, cioe' a tia”.

Sparo, il cronista cade riverso. Velocissima io arrotolo il filo, e poi con la forbice lo taglio.


L’allusione alla mafia e ai suoi delitti era evidente: era la prima volta che in televisione si arrivava a trattare di “Cosa Nostra”.


Il fatto, c’era da giurarci, causò gran scalpore.


E dire che i censori televisivi s’erano lasciati sfuggire il peso e la forza di quella satira: l’avevano ritenuta troppo enigmatica perche' andasse a segno, ma tutti gli spettatori, compresi quelli di governo, scattarono come molle di pupazzi animati.

Si scandalizzarono i politici, a cominciare dai ministri del centro e della destra. Perfino i liberali con il loro segretario in capo, Malagodi, presero una posizione durissima, insultandoci e ricordandoci che gia' altri comici troppo caustici col potere avevano sbattuto, tempo addietro, la faccia sulle tavole del palcoscenico; la cosa incredibile e' che Malagodi faceva esplicita allusione a comici colpiti duramente dal regime fascista.



Si mosse perfino l’alta curia siciliana per voce del cardinal Ruffini, il quale intervenne dicendo: “La mafia non esiste, o in ogni modo non si tratta di un’organizzazione criminale che voglia sostituirsi allo Stato, ma di normale criminalità estemporanea”.

Ricevemmo lettere minatorie in gran numero, scritte addirittura col sangue, e biglietti sui quali era disegnata una lupara e una bara. Le minacce colpirono anche nostro figlio Jacopo, che aveva appena compiuto sette anni al punto che per tutto l’anno scolastico dovemmo vederlo andare a scuola protetto da due poliziotti. Pugliese, che a suo tempo ci aveva dato il benestare, si trovò spiazzato e al suo posto entrò in scena Ettore Bernabei, l’uomo sicuro della DC, pressato da ogni lato perchè ci fosse impedito di continuare con quello spettacolo.
"

...pensiero al vento...
... il POTERE ha sempre voluto MANTENERE le briglie delle informazioni ... passerà ReSilvio ... FORSE SOLO un pò peggio di tanti altri ...