giovedì 15 ottobre 2009

...internet oltre l'embargo?...

Una botta al cerchio ... e una alla botte ... questa sembra la politica estera dell'amministrazione Obama ... in questo periodo ...

ED E' COSI anche con annuncio di un accordo con una telcom cubana … PERO' con sede a Miami !!! …


Grazie ad un cavo sarà lungo 177 chilometri .... l'Havana potrebbe avere presto la "banda larga" ...

"Il nuovo cavo permetterà di avere a disposizione una nuova serie di prodotti e servizi di telecomunicazione, come ad esempio Internet ad alta velocità e la televisione via cavo, che non sono attualmente realizzabili utilizzando le comunicazioni via satellite".

Con queste parole si è dimostrata particolarmente soddisfatta TeleCuba Communications, dopo la decisione da parte del governo degli Stati Uniti di permettere di collegare la Florida all'isola con il primo cavo in fibra ottica.

Il Dipartimento del Tesoro statunitense deve ancora confermarlo ufficialmente, ma sembra che TeleCuba abbia ottenuto il sì da parte dell'Amministrazione di Barack Obama, con il fine ultimo di tagliare in maniera netta i costi telefonici e rendere Internet decisamente più accessibile al popolo cubano.


Un cavo per una connettività senza embargo, progressivamente allentato dal governo degli Stati Uniti per assicurare alle telco dell'isola la possibilità di stringere accordi su banda larga e roaming internazionale.


TeleCuba è ora in attesa del permesso da parte delle autorità cubane, prima di iniziare a tendere quello che sarà un cavo di circa 110 miglia (177km circa), decisamente più corto di quello annunciato dal Venezuela, che andrebbe a sfiorare i 1600km.


Luis Coello, CEO dell'azienda con sede a Miami, ha parlato di una probabile gara con gli operatori venezuelani, evidentemente convinto di avere un grande vantaggio competitivo, a partire da un investimento privato totale di 18 milioni di dollari contro i 70 previsti dal governo di Chavez. (vedi anche il post ...la rete sull'Isla... del 18/7/2008)

Il cavo dovrebbe essere ultimato alla metà del 2011, capace di trasportare dati alla velocità di 8/10 terabit al secondo, cioè quella necessaria a gestire 160 milioni di telefonate contemporaneamente. La strada che verrà battuta da TeleCuba è la stessa di un vecchio cavo telefonico in rame risalente agli anni '50, esattamente da Key West a Cojimar, sobborgo est di L'Havana. (su COJIMAR ... vedi anche il post ...Cojimar, il villaggio de "Il vecchio e il mare"... del 4/6/2008)

"Il cavo sarà il primo nel suo genere", ha spiegato Virginia Hoffman di Great Eastern Group, a capo del progetto di costruzione e sviluppo della fibra: "Non si tratterà soltanto di un cavo commerciale ... TeleCuba ha stipulato degli accordi secondo cui ci saranno dei nodi lungo il percorso il cui accesso sarà solo appannaggio dello sviluppo della ricerca universitaria".

...pensiero al vento...
Ben venga tutto quello che può aiutare lo sviluppo ... MA OCCHI sempre aperti agli sbarchi !!! ...

E POI ... OGNI allentamento all'embargo ... va comunque salutato con soddisfazione ...

ECCO cosa ne pensa il viceministro degli Esteri cubano Dagoberto Rodríguez Barrera, in visita in questi giorni in Italia:

In campagna elettorale Barack Obama aveva promesso che avrebbe tolto il limite alle rimesse verso Cuba. E lo ha mantenuto. Si era impegnato ad abolire il limite ai viaggi dei cubani verso l’isola, e lo ha fatto. Aveva anche detto che non avrebbe tolto l’embargo. Pensiamo che manterrà anche questo impegno”.

Sulle possibilità che i due paesi possano ritrovare un dialogo fermo da oltre cinquanta anni, nonostante i passi avanti registrati in questi ultimi mesi, il viceministro - con un curriculum che lo definisce osservatore qualificato delle politiche nordamericane - si dice “cauto”.

Una prudenza necessaria: “Sono cinquanta anni - spiega - che ci viene detto che la ‘prossima amministrazione degli Stati Uniti cambierà le cose".

Ora, alla Casa Bianca siede il fresco vincitore del Nobel per la pace, un riconoscimento questo che rappresenta un segnale “positivo” per l’ex líder máximo Fidel Castro.

È una amministrazione che giunge al potere nel pieno di una grande aspettativa che possa rimediare ai danni causati dagli otto anni del governo di George W. Bush” ha detto il viceministro cubano. “Obama è padroneggia perfettamente le relazioni pubbliche, è un politico molto intelligente e sa bene come sia deteriorata l’immagine degli Stati Uniti nel mondo”. E sta “facendo uno sforzo notevole per riabilitarne l’immagine”.


Ma la verità, aggiunge Rodríguez Barrera, è che “l’immagine degli Usa non migliora se non si cambiano le politiche. Non è sufficiente cambiare le percezioni, occorre cambiare la realtà”.

L’Avana mantiene ferme le sue richieste: la rimozione dell’embargo, la restituzione della base di Guantanamo e la liberazione dei “cinque” (le spie cubane accusate dalla giustizia statunitense di aver attentato alla sicurezza nazionale, che il governo cubano - denunciando presunte irregolarità nei processi - dice fossero invece impegnate in azioni antiterroristiche e anticastriste).

Le relazioni, conclude il numero due della diplomazia cubana, miglioreranno quando “terminerà la politica di ostilità degli Stati Uniti verso Cuba”. Una ostilità che “non si spiega in un momento in cui il mondo è cambiato, quando Washington intrattiene relazioni normali anche con il Vietnam, dove morirono oltre 60mila nordamericani”.

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