sabato 31 dicembre 2011
venerdì 30 dicembre 2011
Ecosia ... il motore di ricerca ecologico ...
Ecosia è una social business rivolta alla sostenibilità ambientale attraverso la destinazione dei ricavi ai programmi mondiali di protezione della foresta pluviale più significativi.
Il servizio di Ecosia più noto, la maschera del motore di ricerca Ecosia.org, è offerto dalla tecnologia di Bing and Yahooe consente attività di routine essenziali (come la ricerca sul web), a cui associa un contributo a favore dell’ambiente: non solo le ricerche di Ecosia compensano le emissioni di CO2, ma ogni clic su un link sponsorizzato si trasforma in centesimi per l’ambiente (o in centesimi per la generazione di più centesimi).
Questi potrebbero non sembrare molti, ma, sommandosi, raggiungono una quantità significativa.
Dalla sua nascita fino a dicembre 2010, Ecosia è stata in grado di raccogliere quasi 125.000 euro per il programma di protezione della foresta pluviale gestito dal WWF e questo solo nel primo anno!
...pensieri al vento...
perchè non provarci?
lunedì 26 dicembre 2011
...dalle parole ai fatti..
La scorsa settimana in Islanda sono state arrestate nove persone considerate responsabili del crack finanziario che ha coinvolto lo stato islandese nel 2008, portandolo sull’orlo della bancarotta.
La rivoluzione pacifica che sta avvenendo in Islanda, e di cui nessuno parla, nasce proprio nel 2008, quando il governo allora in carica decide di nazionalizzare le tre maggiori banche del paese, i cui creditori erano per la maggior parte britannici e nord americani.
E quando, per rifondere il debito contratto in questo modo dallo stato che se ne era fatto carico, intervenne il Fondo Monetario Internazionale, chiedendo come al solito tassi d’interesse altissimi e scaricando tutto il peso del debito sulla popolazione, che avrebbe dovuto pagare in 15 anni 3.500 milioni di euro al 5,5% d’interesse, lo stesso popolo islandese si espresse sulla questione con un referendum per cui si verificò una schiacciante vittoria (il 93%) di coloro che ritenevano di non dover pagare il debito.
Come anche in Grecia oggi si dice, anche gli islandesi sostenevano che quel debito fosse “detestabile”, e dunque non esigibile.
Per chiarire, un debito detestabile è un debito contratto dallo stato con le banche o altri istituti, che pero` non porta benefici alla popolazione, ma anzi la danneggia.
Un debito simile non si può pretendere che venga pagato dallo stesso popolo che ne ha gia` subito le conseguenze in termini d’interessi sul debito pubblico.
Dopo il referendum e` stata istituita nel 2010 una Commissione incaricata di stabilire le responsabilità legali della fatale crisi economica, che ha portato già all’arresto di parecchi banchieri e alti dirigenti strettamente collegati alle operazioni arrischiate.
Intanto l’Islanda sta anche scrivendo una nuova costituzione, imparando dalle lezioni della storia recente, nella quale sarà inserito un regime di protezione inattaccabile per la libertà d’informazione e di espressione.
Una costituzione, quella islandese, discussa dalla popolazione attraverso i forum in internet e i social network.
Finalmente sembra che la gente possa decidere liberamente del proprio futuro, e che i banchieri e gli squali finanziari, per una volta, debbano restare alla finestra a guardare, se non sono già scappati.
...pensiero al vento...
L'ISLANDA ... un paese dove i BANCHIERI DELLA CRISI sono messi in galera ... E NON a fare i Primi Ministri !!!
Tratto da: Islanda, dove i banchieri della crisi vengono arrestati. | Informare per Resistere http://www.informarexresistere.fr/2011/12/05/islanda-dove-i-banchieri-della-crisi-vengono-arrestati/#ixzz1hdO7odsE
- Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!
- Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!
sabato 24 dicembre 2011
martedì 20 dicembre 2011
...liberarsi dalle catene...
Un giorno al maestro Seng-ts'an si presentò un giovane che dichiarò:
"Vengo da te perché cerco la liberazione".
"Chi ti ha incatenato?" gli domandò il maestro.
"Nessuno."
"Allora, sei già libero."
In realtà, ciò che incatena gli uomini è proprio la loro coscienza di non essere liberi.
In realtà, ciò che incatena gli uomini è proprio la loro coscienza di non essere liberi.
Una volta eliminato questo ostacolo, che cosa continuerà a condizionarci? "Se vuoi, sei libero" dice in tal senso Epitteto ...
...pensiero al vento...
ciò che incatena gli uomini è proprio la loro coscienza di non essere liberi
domenica 18 dicembre 2011
Nessun veleno in nessuna terra ...
"Nessun veleno in nessuna terra", questo lo slogan promozionale del "Concerto d'amore per la terra dei fuochi", organizzato a Caserta il 25 febbraio di quest'anno, per sensibilizzare l'opinione pubblica sul dramma che la Campania subisce da vent'anni relativamente traffico clandestino di rifiuti tossici industriali.
Tali rifiuti , importati principalmente dalle industrie del nord, hanno saturato ormai ogni spazio disponibile, e vengono smaltiti bruciandoli.
Decine di roghi giornalieri che rendono l'aria tra Napoli e Caserta irrespirabile: una situazione parossistica a cui oltre cento associazioni del territorio cercano di reagire anche organizzando eventi come questo concerto, che ha ottenuto l'adesione gratuita di molti musicisti.Una grande gara di solidarieta' .
Nel silenzio totale dei grandi media, segnaliamo quindi il documentario "Concerto d'amore per la terra dei fuochi" che Rai Tre ha trasmettesso all'una di notte del 15 dicembre 2011 (quindi il 16 dicembre all'1.00) .
Prodotto e diretto dal regista Leopoldo Antinozzi, per il programma "Magazzini Einstein" di Rai Educational, il documentario dà voce ai protagonisti che hanno dato vita all'evento. E' stata una grande gara di solidarietà: il premio Nobel Dario Fo ha patrocinato l'evento. Tutti gli artisti e anche il direttore artistico , Imad Zebala, hanno partecipato gratuitamente. E cosi' i Modena City Ramblers , Patrizio Rispo, Capone Bungt e Bangt , Maria Pia De Vito, Pietro Condorelli, Marco Zurzolo, Ernesto Bassignano,A 67 , Lucariello, Ugo Maiorano, Rete Co'Mar, Batacoto e Percussioni Brasiliane, Nando Citarella e i Tamburi del Vesuvio, Canio Loguercio, Mamma Tammorra, Zampogne D'Altrocanto . Ha partecipato Padre Alex Zanotelli. Ha partecipato il dott. Antonio Marfella, medico ISDE . Hanno aderito : il giudice Raffaello Magi, il giudice Raffaele Cantone. Hanno aderito giornaliste come Rosaria Capacchione . Ha aderito Suor Rita Giaretta ed i Vescovi di Capua e di Caserta .Ha condotto la serata la giornalista Giulia Fossà. Hanno dato il loro supporto gratuitamente tantissime persone accomunate da un unico filo conduttore : l'amore per la terra e per la vita.
Tra gli intervistati : Alex Zanotelli, padre comboniano noto per il suo impegno civile; Antonio Marfella, medico dell'associazione ISDE ; Imad Zebala, direttore artistico del concerto; Maria Novella Vitale, promotrice del concerto; Maurizio Capone, musicista; Angelo Ferrillo, responsabile del sito www.laterradeifuochi.it
Tali rifiuti , importati principalmente dalle industrie del nord, hanno saturato ormai ogni spazio disponibile, e vengono smaltiti bruciandoli.
Decine di roghi giornalieri che rendono l'aria tra Napoli e Caserta irrespirabile: una situazione parossistica a cui oltre cento associazioni del territorio cercano di reagire anche organizzando eventi come questo concerto, che ha ottenuto l'adesione gratuita di molti musicisti.Una grande gara di solidarieta' .
Nel silenzio totale dei grandi media, segnaliamo quindi il documentario "Concerto d'amore per la terra dei fuochi" che Rai Tre ha trasmettesso all'una di notte del 15 dicembre 2011 (quindi il 16 dicembre all'1.00) .
Prodotto e diretto dal regista Leopoldo Antinozzi, per il programma "Magazzini Einstein" di Rai Educational, il documentario dà voce ai protagonisti che hanno dato vita all'evento. E' stata una grande gara di solidarietà: il premio Nobel Dario Fo ha patrocinato l'evento. Tutti gli artisti e anche il direttore artistico , Imad Zebala, hanno partecipato gratuitamente. E cosi' i Modena City Ramblers , Patrizio Rispo, Capone Bungt e Bangt , Maria Pia De Vito, Pietro Condorelli, Marco Zurzolo, Ernesto Bassignano,A 67 , Lucariello, Ugo Maiorano, Rete Co'Mar, Batacoto e Percussioni Brasiliane, Nando Citarella e i Tamburi del Vesuvio, Canio Loguercio, Mamma Tammorra, Zampogne D'Altrocanto . Ha partecipato Padre Alex Zanotelli. Ha partecipato il dott. Antonio Marfella, medico ISDE . Hanno aderito : il giudice Raffaello Magi, il giudice Raffaele Cantone. Hanno aderito giornaliste come Rosaria Capacchione . Ha aderito Suor Rita Giaretta ed i Vescovi di Capua e di Caserta .Ha condotto la serata la giornalista Giulia Fossà. Hanno dato il loro supporto gratuitamente tantissime persone accomunate da un unico filo conduttore : l'amore per la terra e per la vita.
Tra gli intervistati : Alex Zanotelli, padre comboniano noto per il suo impegno civile; Antonio Marfella, medico dell'associazione ISDE ; Imad Zebala, direttore artistico del concerto; Maria Novella Vitale, promotrice del concerto; Maurizio Capone, musicista; Angelo Ferrillo, responsabile del sito www.laterradeifuochi.it
sabato 17 dicembre 2011
Non cedere al terrorismo economico!
TUTTA LA FORZA DI JACOPO FO ...
Il telegiornale mi martella nel cervello i numeri tragici di questo tracollo artificiale.
Un fenomeno talmente enorme che ti senti impotente.
I mercati internazionali, più misteriosi degli extraterrestri, stanno banchettando con la ricchezza del mondo. Questa crisi è artificiale: un trucco speculativo.
Un gioco assassino in un mondo straricco, che produce il doppio del cibo necessario e fa morir di fame 10 milioni di persone.
Non ha senso!
E ora la speculazione azionaria pretende milioni di ettolitri di sangue per ungere gli ingranaggi dei mercati.
Distinti signori scommettono sui disastri perchè così si guadagna più velocemente.
E di fronte a tutto questo la reazione è tenue.
Ma è proprio l’ora di darsi una mossa.
Se non ora, quando?
Quando non ci sarà più un ospedale che funzioni?
Quando chiamando la polizia per un’emergenza ti chiederanno di fare loro prima un bonifico per la benzina?
Quando i più disperati bruceranno le città?
E di fronte a tutto questo la reazione è tenue.
Ma è proprio l’ora di darsi una mossa.
Se non ora, quando?
Quando non ci sarà più un ospedale che funzioni?
Quando chiamando la polizia per un’emergenza ti chiederanno di fare loro prima un bonifico per la benzina?
Quando i più disperati bruceranno le città?
Il paradosso è che questa crisi artificiale può far crollare veramente una nazione, farla morire d’infarto per la paura.
Cosa si sta aspettando?
Un leader? Un programma unitario? Una parola d’ordine avvincente?
Un leader? Un programma unitario? Una parola d’ordine avvincente?
Puoi aspettare fino a quando ti cresce il muschio sotto i piedi… Non verrà nessun leader. Sono finiti come i piccioni viaggiatori.
Tocca a me, tocca a te, tocca a tutti.
Esercitare l’arte di pensare, di agire…
Mi vien da dire “Ho un sogno…”
Ma i sogni ce li abbiamo tutti. E sogniamo già tutti la stessa cosa. Il problema è fare. Adesso.
Perché poi sarà troppo tardi. E abbiamo già perso troppo tempo con la nipote di Mubarak.
Dobbiamo andare casa per casa e dirlo: lo Stato Italiano butta più di 500 miliardi di euro ogni anno.
Mi vien da dire “Ho un sogno…”
Ma i sogni ce li abbiamo tutti. E sogniamo già tutti la stessa cosa. Il problema è fare. Adesso.
Perché poi sarà troppo tardi. E abbiamo già perso troppo tempo con la nipote di Mubarak.
Dobbiamo andare casa per casa e dirlo: lo Stato Italiano butta più di 500 miliardi di euro ogni anno.
Non c’è crisi quando si comprano bombardieri e Maserati blindate, si raddoppiano gli stipendi dei manager più bastardi, si regalano le frequenze televisive, quando ci sono ospedali con 26 malati e più di 100 dipendenti.
Questa non è crisi economica. Questo è un sistema vergognoso, insostenibile e illegale.
Tocca rivedere le regole del gioco, perché sono truccate.
Ma non succederà fino a quando questa depressione terrà incatenati i progressisti a una lacrima da bar, a un mugugno da assemblea.
Tocca rivedere le regole del gioco, perché sono truccate.
Ma non succederà fino a quando questa depressione terrà incatenati i progressisti a una lacrima da bar, a un mugugno da assemblea.
Io so che se venissero di nuovo i nazisti con le loro baionette e i carri armati voi tutti vi sollevereste come un sol uomo. Lo so che vi scorre ancora nelle vene il sangue dei nostri padri e nonni che hanno combattuto e sono morti per un futuro migliore…
Ma ora non ci sono gli stivali chiodati delle orde del male che sfilano per le strade della città.
Ma ora non ci sono gli stivali chiodati delle orde del male che sfilano per le strade della città.
Ci hanno messo la criptonite della paura in quel posto e siamo così… Delusi, disillusi, demotivati, depressi.
Lo so che è dura, sento anch’io il disorientamento.
Ma secondo me tocca iniziare a pregare. Intensamente. E se non hai un Dio da pregare fattene uno.
Un Dio di quelli tosti. E prega che domani mattina il popolo progressista italiano si svegli con un minimo di ovaie e di coglioni.
Sennò dovrai raccontare ai tuoi nipoti che mentre si mangiavano la nostra nazione non siamo riusciti a fare niente.
Un Dio di quelli tosti. E prega che domani mattina il popolo progressista italiano si svegli con un minimo di ovaie e di coglioni.
Sennò dovrai raccontare ai tuoi nipoti che mentre si mangiavano la nostra nazione non siamo riusciti a fare niente.
Invece potevamo approfittare della confusione per dare inizio a una nuova filosofia economica, a una nuova repubblica fondata sulla cooperazione e sul buon senso.
È questo il momento che se ci rimettiamo in piedi possiamo veramente cambiare. E’ adesso che il sistema sta andando a pezzi.
Dobbiamo spiegare bene ai soliti potenti che noi non stiamo a questo gioco.
È questo il momento che se ci rimettiamo in piedi possiamo veramente cambiare. E’ adesso che il sistema sta andando a pezzi.
Dobbiamo spiegare bene ai soliti potenti che noi non stiamo a questo gioco.
E, innanzi tutto, potremmo iniziare a fargli male sul serio, non lanciando i sassi ai poliziotti, che non c’entrano niente, ma smettendo di comprare le auto della disoccupazione e i prodotti dei furbi, ritirando i nostri soldi dalle banche del dolore: in Usa lo hanno fatto in centinaia di migliaia, quanti in Italia?
Non con i miei soldi! Non ti permetterò di affamare i bambini con i miei soldi. Non ti permetterò di buttare in mezzo alla strada le famiglie con i miei soldi.
Questo sistema siamo noi a finanziarlo con le nostre scelte, voti ogni volta che fai la spesa.
Basta!
Questo sistema siamo noi a finanziarlo con le nostre scelte, voti ogni volta che fai la spesa.
Basta!
Serve un movimento capace di usare la forza più potente del mondo: i soldi.
Un movimento che finalmente decida che un’altra economia è possibile, un’altra economia è indispensabile.
Possiamo benissimo vivere ottimamente facendo lo sciopero dei consumi immorali.
Però bisogna smettere di discutere e iniziare a zappare, riciclare, riusare, barattare, condividere.
E’ difficile?
Sì. Certo.
Ma tanto così come stanno le cose il destino è quello. Ed è meglio farlo come forma di lotta per evitare questo crollo economico artificiale piuttosto che doverlo fare come in Argentina, perché il sistema economico non c’è più e le banche hanno chiuso.
Oppure credi veramente che il governo dei tecnici, impastoiato dalle risse tra i partiti, sia capace di cambiare la musica?
Sì. Certo.
Ma tanto così come stanno le cose il destino è quello. Ed è meglio farlo come forma di lotta per evitare questo crollo economico artificiale piuttosto che doverlo fare come in Argentina, perché il sistema economico non c’è più e le banche hanno chiuso.
Oppure credi veramente che il governo dei tecnici, impastoiato dalle risse tra i partiti, sia capace di cambiare la musica?
Se non ci credi la prima domanda è: hai un conto con Banca Etica?
E se non ora, quando?
E se non ora, quando?
...penserio al vento...
DA LEGGERE E RILEGGERE ... E POI AGIRE !!!
venerdì 16 dicembre 2011
...se chi predica bene...
NOTIZIA DI OGGI ...
Trapani - Arrestato sindaco antimafia: "Faceva parte del clan di Messina Denaro"
Undici persone sono state arrestate dai carabinieri del Ros in un'operazione scattata in provincia di Trapani che ha stretto il cerchio attorno al super latitante Matteo Messina Denaro. In manette sono finite persone ritenute vicine al mandamento mafioso di Campobello di Mazara che è stato smantellato.
Tra loro anche il sindaco Cirò Caravà, in carica dal 2006 e riconfermato a nel giugno scorso. Gli arrestati sono accusati di associazione mafiosa e intestazione fittizia di beni. Gli investigatori ritengono di avere dato un colpo molto duro a una delle ultime roccaforti del potente padrino di Cosa nostra, e, quindi, di avere indebolito ulteriormente la sua rete di protezione e la sua latitanza. Secondo l'accusa avrebbe distribuito appalti a imprenditori vicini al clan che è stato decapitato e avrebbe dato persino biglietti aerei ai familiari di detenuti reclusi al Nord.
Il sindaco secondo gli investigatori è "l'espressione politica" della locale cosca, tra le ultime roccaforti del superlatitante Matteo Messina Denaro.
Il primo cittadino è accusato di associazione di tipo mafioso e avrebbe avuto stabili rapporti con esponenti del clan, avrebbe favorito l'aggiudicazione di appalti a imprese vicine al gruppo criminale, agevolato i suoi affari e assicurato sostegno economico anche alle famiglie dei detenuti. In base alle indagini, uno degli arrestati, Gaspare Lipari, avrebbe svolto un ruolo di collegamento tra il primo cittadino e lo storico capomafia Leonardo Bonafede.
LA FOTO DI FALCONE E BORSELLINO - Nella sua stanza, in Municipio, il sindaco teneva ben in vista le foto di Falcone e Borsellino: il sindaco pidiessino di Campobello di Mazara aveva fatto aderire il suo Comune all’associazione Libera e si era anche costituito parte civile nel processo ai favoreggiatori del superlatitante Matteo Messina Denaro. Eppure, i mafiosi più vicini a Messina Denaro continuavano a dire un gran bene di lui: “Io gli ho portato un mare di voti”, sussurrava uno dei messaggeri del padrino, Franco Luppino, che non sospettava di essere intercettato. “L’altra sera, il sindaco l’ho sentito parlare in Tv. Minchia, se non lo conoscessi…".
LE INTERCETTAZIONI - Sono soprattutto le intercettazioni a mettere nei guai il primo cittadino. Gli investigatori del Ros hanno ascoltato ad esempio la moglie del boss Nunzio Spezia mentre dice al marito, detenuto in un carcere del Nord Italia: “Vedi, in due anni di sindaco quanto abbiamo risparmiato? Dopo le elezioni mi ha detto: vossia fino a quando va e viene dallo zio Nunzio, biglietti non ne paga più. Io gli telefono, gli ordino i biglietti e li passo a ritirare”. Dalle indagini dei carabinieri di Trapani è emerso che il sindaco Caravà avrebbe distribuito ai mafiosi anche lavori e appalti del Comune.
...pensiero al vento...
SE CHI PREDICA BENE RAZZOLA MALE ... cosa possiamo aspettarci DA CHI PREDICA MALE?
venerdì 9 dicembre 2011
...il debito italiano e le pensioni...
Il debito italiano è di circa 1.900 (millenovecento) miliardi di euro...
Gli interessi che lo stato italiano dovrà pagare l’anno prossimo saranno circa di 75-80 miliardi di euro ...
Con la manovra sulle pensioni, blocco dell’indicizzazione oltre i 700 euro netti, aumento dell’età già dal prossimo anno per uomini e donne eccetera, al massimo il governo potrà tirar su 5 (cinque) miliardi, ovvero meno di un decimo, dal punto di vista del debito è un’unghia.
Poi c’è il bilancio dell’Inps, che, meraviglia delle meraviglie, è in attivo tra contributi versati dai lavoratori e pensioni erogate.
Il discorso si fa un po’ tecnico, però il risultato, conti alla mano, è inequivocabile:
per il 2009 il saldo tra le entrate contributive, le trattenute, e le prestazioni pensionistiche (gli assegni effettivamente erogati al netto) risulta dare un avanzo di, udite udite, 27,6 (ventisette virgola sei) miliardi di euro.
Cioè i lavoratori versano di più di quanto ricevono i pensionati. Poi lo stato mette le mani nelle tasche dell’Inps, e degli altri enti previdenziali, usandoli come una cassaforte, cioè spendendone i soldi per scopi diversi da quelli previdenziali (Luciano Gallino un po’ ovunque, Francesco Piccioni sul manifesto, ma si può anche chiedere a un qualunque funzionario onesto dell’Inps).
...pensiero al vento...
Alla oscenità dei tagli sulle pensioni, si aggiunge una oscenità ancora peggiore: instillare, tramite un martellamento mediatico che ormai dura da un ventennio almeno, un senso di colpa nei pensionati per il debito pubblico, per la disoccupazione giovanile nonché per il precariato.
Tratto da: La pensione di Giancarlo | Informare per Resistere http://www.informarexresistere.fr/2011/12/09/la-pensione-di-giancarlo/#ixzz1g3CNTFtV
- Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!
- Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!
domenica 20 novembre 2011
...colpo di coda del kaimano...
Stava diventando un manager pubblico da guinness dei primati. Uno capace di raddoppiare le sue entrate in appena due anni, da quasi 190 mila euro a oltre 400 mila, in barba alla crisi e alle promesse del governo di contenere gli emolumenti dei dirigenti.
Paolo Rubini, 49 anni, direttore dell’Ente per il turismo (Enit) non ha raggiunto il traguardo per un soffio. È stato bloccato in extremis da una specie di fronda interna al ministero del Turismo guidato dal capo del Dipartimento per lo sviluppo, Caterina Cittadino, che non se l’è sentita di dare pedissequamente seguito alle disposizioni del ministro uscente, Michela Vittoria Brambilla, perentoriamente impartite attraverso il capo di gabinetto, Claudio Varrone.
In base a quell’ordine a Rubini e a Mario Resca, amicissimo di vecchia data di ReSilvio, consigliere Mondadori e direttore dei Beni culturali, dovevano essere versati 130 mila euro all’anno ciascuno per i loro incarichi rispettivamente di consigliere delegato e presidente di Convention Bureau, società voluta a tutti i costi dalla Brambilla ufficialmente per incrementare il turismo dei convegni, ma che in pratica si è rivelata un’inutile costola dell’Enit, una specie di carrozzone in fasce, nato con la bella dotazione di circa 7 milioni, ma capace di accumulare 567 mila euro di passivo in appena 3 mesi di vita.
Se avesse avuto anche i quattrini di Convention Bureau, Rubini avrebbe fatto Bingo cumulando questa somma ai circa 190 mila euro di direttore dell’Ente del turismo, onnicomprensivi secondo il contratto, ma che poi si sono gonfiati con altri 5.639 euro al mese che lo stesso Rubini si è assegnato per la reggenza della sede turistica di Tokyo, più 2. 639 per quella di Francoforte, più 406 euro per la reggenza della Direzione informatica. Senza contare i 16. 558 euro disposti e incassati dallo stesso Rubini a titolo di una tantum per la gestione dell’ufficio di Pechino dal 6 maggio al 24 agosto.
Se avesse avuto anche i quattrini di Convention Bureau, Rubini avrebbe fatto Bingo cumulando questa somma ai circa 190 mila euro di direttore dell’Ente del turismo, onnicomprensivi secondo il contratto, ma che poi si sono gonfiati con altri 5.639 euro al mese che lo stesso Rubini si è assegnato per la reggenza della sede turistica di Tokyo, più 2. 639 per quella di Francoforte, più 406 euro per la reggenza della Direzione informatica. Senza contare i 16. 558 euro disposti e incassati dallo stesso Rubini a titolo di una tantum per la gestione dell’ufficio di Pechino dal 6 maggio al 24 agosto.
Le storie intrecciate di Rubini e Convention Bureau sono esemplari. Prima di diventare direttore dell’Enit, Rubini era stato uno dei più stretti collaboratori della Brambilla in quell’avventura dei Circoli della Libertà berlusconiani passati come una meteora tra un rifrullo di quattrini e mille polemiche. Da dirigente dell’ente turistico si è messo in luce, tra l’altro, per l’ambizioso progetto di portare in mostra in giro per il mondo le opere di Michelangelo.
Un tentativo abortito e sostituito da un programma assai più sobrio, basato sull’esposizione dei lavori di un certo Roberto Bertazzon, “pittore, scultore e conceptual design”, un artista nato a Pro-secco a Pieve di Soligo, in provincia di Treviso, che ama dipingere e scolpire rane. Rubini si è distinto anche per il progetto Magic Italy in Tour, un programma studiato per rilanciare l’immagine dell’Italia in 19 città di 12 paesi europei attraverso una mostra su un camion in cui era presentato il meglio della cucina e della produzione agricola nazionale. Costo oltre 3 milioni di euro e organizzazione incerta, stando almeno a quel che ha raccontato alcuni giorni fa Laura Garavini del Pd in un’interrogazione alla Brambilla. Secondo la Garavini, per esempio, a Madrid in pieno luglio il camion è rimasto aperto nelle ore del solleone micidiale e delle piazze deserte, dalle 2 alle 8, per di più nel quartiere periferico di Madrid Rio.
Nelle intenzioni della Brambilla, Rubini avrebbe dovuto essere la colonna portante anche di Convention Bureau. La nascita di questa società ha seguito un percorso tortuoso. Il primo atto è una lettera dello stesso ministro Brambilla con cui si stabilisce che la nuova azienda sia finanziata con i soldi del ministero, ma sia formalmente costituita e partecipata da Promuovi Italia, altra società pubblica dipendente da Enit che di fatto, però, si occupa in prevalenza di faccende lontane dal turismo. Il passaggio chiave è del 26 gennaio e porta la firma del capo di gabinetto del ministro, Varrone, il quale impone in sostanza al Dipartimento del Turismo di derogare ai propri poteri di controllo su Enit e controllate. In questo modo da quel momento in poi sarà la stessa Enit, cioè Rubini, a vigilare sulla gestazione della nuova società relegando in un scomoda posizione subalterna Promuovi Italia.
Un tentativo abortito e sostituito da un programma assai più sobrio, basato sull’esposizione dei lavori di un certo Roberto Bertazzon, “pittore, scultore e conceptual design”, un artista nato a Pro-secco a Pieve di Soligo, in provincia di Treviso, che ama dipingere e scolpire rane. Rubini si è distinto anche per il progetto Magic Italy in Tour, un programma studiato per rilanciare l’immagine dell’Italia in 19 città di 12 paesi europei attraverso una mostra su un camion in cui era presentato il meglio della cucina e della produzione agricola nazionale. Costo oltre 3 milioni di euro e organizzazione incerta, stando almeno a quel che ha raccontato alcuni giorni fa Laura Garavini del Pd in un’interrogazione alla Brambilla. Secondo la Garavini, per esempio, a Madrid in pieno luglio il camion è rimasto aperto nelle ore del solleone micidiale e delle piazze deserte, dalle 2 alle 8, per di più nel quartiere periferico di Madrid Rio.
Nelle intenzioni della Brambilla, Rubini avrebbe dovuto essere la colonna portante anche di Convention Bureau. La nascita di questa società ha seguito un percorso tortuoso. Il primo atto è una lettera dello stesso ministro Brambilla con cui si stabilisce che la nuova azienda sia finanziata con i soldi del ministero, ma sia formalmente costituita e partecipata da Promuovi Italia, altra società pubblica dipendente da Enit che di fatto, però, si occupa in prevalenza di faccende lontane dal turismo. Il passaggio chiave è del 26 gennaio e porta la firma del capo di gabinetto del ministro, Varrone, il quale impone in sostanza al Dipartimento del Turismo di derogare ai propri poteri di controllo su Enit e controllate. In questo modo da quel momento in poi sarà la stessa Enit, cioè Rubini, a vigilare sulla gestazione della nuova società relegando in un scomoda posizione subalterna Promuovi Italia.
Quest’ultima, però, prende la cosa seriamente: mette in campo un’ipotesi di piano aziendale e studia la forma societaria più appropriata. Anche se volesse, del resto, non potrebbe prendere la faccenda sottogamba, visto che per ottemperare alla volontà del ministro è costretta a una variazione di statuto e a un aumento di capitale impegnativo: da 120 mila euro a 1 milione e 120 mila. L’atteggiamento cauto dei vertici di Promuovi Italia irrita però i vertici del ministero, i quali alla fine impongono lo statuto di Convention Bureau e nominano un consiglio di amministrazione composto in prevalenza da fedelissimi del ministro. Siamo tra febbraio e marzo di quest’anno e la situazione è già talmente compromessa e pasticciata che il consiglio di amministrazione non resta in carica che per il tempo necessario a insediarsi. A maggio il vecchio consiglio viene azzerato e in quello nuovo entrano Resca e Severino Lepore, proprietario dell’Harry’s Bar di via Veneto a Roma. E subito la società comincia a spendere soldi. Tanto che, siamo in luglio, Resca convoca un’assemblea straordinaria dei soci per un aumento del capitale sociale da 500 mila euro a 1 milione e per chiedere all’azionista Promuovi Italia nuovi soldi per ripianare i debiti. Da Promuovi Italia esce così un altro milione e 500 mila euro per rimettere in corsa la società.
L’ultima stranezza arriva proprio nei giorni della caduta di Berlusconi. Poco dopo che il tabellone elettronico della Camera certifica la fine del governo, dal ministero parte la richiesta di aggiungere un altro milione alla dotazione di Convention Bureau, soldi che dovrebbero essere sottratti proprio alla dotazione di funzionamento di Promuovi Italia. Per i dirigenti di quest’ultima società è la goccia che fa traboccare il vaso, tanto che ora stanno prendendo in considerazione l’ipotesi di liquidare Convention Bureau o di cedere la partecipazione, anche gratis. Per sottrarsi a un abbraccio non voluto e soffocante.
L’ultima stranezza arriva proprio nei giorni della caduta di Berlusconi. Poco dopo che il tabellone elettronico della Camera certifica la fine del governo, dal ministero parte la richiesta di aggiungere un altro milione alla dotazione di Convention Bureau, soldi che dovrebbero essere sottratti proprio alla dotazione di funzionamento di Promuovi Italia. Per i dirigenti di quest’ultima società è la goccia che fa traboccare il vaso, tanto che ora stanno prendendo in considerazione l’ipotesi di liquidare Convention Bureau o di cedere la partecipazione, anche gratis. Per sottrarsi a un abbraccio non voluto e soffocante.
...pensiero al vento...
colpo di coda del kaimano ... NON andato a segno!!! .. OGNI tanto pure la CASTA si inceppa !!!
martedì 15 novembre 2011
...ancora 89 minuti da giocare...
La beffa più grande che il diavolo abbia mai fatto è stato far credere al mondo che lui non esiste.
E come niente… sparisce.
Se è vero che in quel lontano 26 gennaio 1994 un noto imprenditore decise di “scendere in campo” dando così inizio a quel deterioramento della politica di cui siamo tutti testimoni, è anche vero che in questi 17 anni le opposizioni hanno trasformato gli italiani da cittadini a tifosi.
Piuttosto che responsabilizzare il popolo e proporre un valido programma di cambiamento, le opposizioni si sono troppo spesso coccolate nell’antiberlusconismo e nella passiva difesa di una Carta Costituzionale ripetutamente aggredita dal Cavaliere. Il tutto senza esporre contenuti, senza esporsi.
Individuato il diavolo, era sufficiente urlargli contro e aspettare che i cittadini più sensibili intervenissero coi loro indici accusatori. Dall’altra parte, altri cittadini (quelli succubi dell’ottimismo e appisolati nel sogno berlusconiano) venivano sfruttati allo stesso modo per difendere quell’uomo che diceva di essere perseguitato dalla magistratura comunista.
In breve tempo, la politica si è trasformata da “arte del governare” ad attività di intrattenimento al pari del calcio, orientata al risultato piuttosto che ai contenuti. Così, mentre una parte negava l’esistenza dei problemi per ottenere il consenso, l’altra li portava a galla semplicemente per lo stesso motivo. Nessuna delle due parti, però, li analizzava né si preoccupava di cercare soluzioni plausibili, di avanzare proposte.
Piuttosto che strumento per disegnare il futuro del Paese, la politica era diventata serbatoio di spunti per il puntiglio, la provocazione, il dispetto, la rivalsa, la ripicca, la rappresaglia. Entusiasmo e frustrazioni avevano preso il posto del pensiero. Gli slogan, le parole forti, gli epiteti quello della realtà. Non era importante informare i cittadini, ma girarli a favore o contro qualcosa.
Ne è risultato un popolo senza coscienza politica, pronto a festeggiare davanti al Quirinale e a Palazzo Grazioli le dimissioni di un uomo che, nonostante l’età avanzata, sa ancora benissimo fare i calcoli; un uomo che ha certamente stabilito i termini delle sue dimissioni e che, oltre se stesso, rappresenta un’élite tutt’altro che disposta a mettersi in ombra; un uomo, infine, che è stato rovinato dal proprio desiderio di onnipotenza e non certo – come ha raccontato Bersani – a causa delle pressioni del Pd.
Anche se i cori e il lancio di monetine rievocano momenti passati, il presente che stiamo vivendo non ha niente a che fare con essi. Rispetto al 1993 manca ogni prospettiva di cambiamento: il nostro Paese è vicino al baratro economico; alle porte si affaccia un governo “tecnico” che dovrà far stringere ancora una volta la cinghia agli italiani e non potrà scontentare nessun partito; tanto meno quello di Berlusconi.
...pensiero al vento...
E allora cosa festeggiavano tutti quegli spumanti, quelle orchestrine, quei trenini?
Semplicemente la caduta di un simbolo, ma non certo del suo significato. Il delirio di quelle piazze spiega l’ingenuità del nostro popolo, pronto a esultare per un gol segnato al primo minuto senza ricordare che ce ne sono ancora 89 da giocare. Stiamo a vedere. Senza illusioni.
giovedì 3 novembre 2011
...Soy Cuba...
Alcune foto dalla mostra Soy Cuba del fotografo Giancarlo Ceraudo, tenutasi ad Ivrea dallo scorso 21 al 30 Ottobre.
Ed ecco alcuni commenti alla mostra:
“Cuba non è più quella di una volta; a 52 anni dalla revoluciòn, il paese sembra sul punto di entrare a tutti gli effetti nel mondo capitalista. Ma il fascino dell’utopia castrista è duro a morire, e sopravvive ancora negli angoli meno battuti dai turisti. Il fotografo Giancarlo Ceraudo si muove in queste nicchie di resistenza, afferrando istantanee di un passato che scappa veloce, ma anche, inevitabilmente, il volto del cambiamento in atto. L’essenza dell’anima cubana che non può dimenticare mezzo secolo di storia si manifesta con forza nelle fotografie di Soy Cuba, soprattutto nei volti delle persone, del popolo dell’isola caraibica. Cuba sono loro.”
“Fidel e Che Guevara esistono ancora, anche se Cuba sta cambiando. Giancarlo Ceraudo, fotografo Noor, racconta e documenta questa trasformazione, con la nostalgia del passato e la curiosità verso il futuro. Muovendosi tra angoli di città dimenticati dai muri screpolati, auto d'epoca arrugginite e spiagge meta di turismo internazionale, scatta la Cuba di oggi così com'è.“
"Soy Cuba regala uno spaccato prezioso di un luogo unico al mondo destinato a scomparire entro breve. L'essenza dell'anima cubana si manifesta con forza in "Soy Cuba", soprattutto nei volti delle persone, del popolo dell'isola caraibica.”
…pensiero al vento…
Ho fatto qualche ricerca … e ho scoperto che Soy Cuba è un film del 1964 diretto da Mikhail Kalatozov.
Il titolo (in italiano Io sono Cuba) allude all’intento del film di rappresentare e interpretare l’animo cubano della fine degli anni cinquanta, innalzandosi a portabandiera della rivoluzione. È ritenuto da molti un film strepitoso, capace di influenzare la poetica dei registi che ne entrano in contatto; alcune sue scene sono considerate tra le più belle mai girate. E in effetti ciò che a tratti sconvolge è la sua altissima qualità tecnica, a cominciare dalla fotografia di Sergej Uruševskij e la complessità dei movimenti di macchina, ottenuti spesso con vere e proprie acrobazie della cinepresa. È certamente un film di poesia.
Diviso in un prologo e quattro episodi, il film affronta le miserie della popolazione cubana e la sua voglia di riscatto dal regime di Batista, scegliendo un registro che spesso tocca il melodrammatico.
- Il prologo è di carattere lirico e consiste in un lungo piano sequenza. La macchina da presa segue una rudimentale barca che scorre su un fiume e una voce narrante ripete il ridondante "Soy Cuba..."
- Il primo episodio tratta della Cuba pre-rivoluzionaria, una Cuba del divertimento mondano, misto di jazz, alcool e stupende ragazze. In particolare Maria, costretta dalla fame e dalla miseria a concedersi a ricchi ospiti americani.
- Il secondo episodio ha come oggetto la furia disperata di un povero contadino, Pedro, che subisce un pesante sopruso da parte del potere e colto da un raptus allucinatorio brucia tutta la piantagione di canne da zucchero.
- Il terzo episodio è dedicato alle sommosse dei giovani studenti, soffermandosi in particolare su Enrique, sulla sua incapacità di uccidere, sulla sua morte durante la rivolta.
- Il quarto episodio racconta la lotta armata sulle montagne e la presa di coscienza della necessità di ricorrere alle armi. Mariano, che vive nella Sierra Maestra con la sua poverissima famiglia, si convince ad imbracciare il fucile e a combattere.
I primi due episodi mettono quindi sotto accusa la tirannia del vecchio regime, mentre gli ultimi due celebrano con toni eroici e drammatici la lotta dei rivoluzionari.
ED ECCO il link per scaricare il film (in tre parti) …
sabato 29 ottobre 2011
...se l'ha fatto l'Islanda...
Alla fine del 2008 impazza la crisi americana dei mutui subprime, per l’Islanda il conto da pagare è carissimo: l’intera isola viene travolta dai crolli sulle borse mondiali. Le tre banche principali del paese, Landsbanki, Kaupthing e Glitnir vengono nazionalizzate, i loro debiti in Olanda e Gran Bretagna superano varie volte il Pil dell’Islanda.
Nel 2009 arriva il crollo dell’85% della corona rispetto all’euro, il governo islandese è alla bancarotta. Il paese chiede aiuto al Fondo Monetario Internazionale che approva un prestito di un miliardo e mezzo di euro, accompagnato da un altro miliardo e 700 milioni di alcuni Paesi nordici. Ma il popolo non ci sta, si riversa nelle strade e protesta davanti al Parlamento a Reykjavik a colpi di cassaruole e con lanci di uova. Il 23 gennaio vengono convocate le elezioni anticipate, una promessa che non basta a placare l’ira degli islandesi. La gente torna in piazza tre giorni dopo ed impone le dimissioni del primi ministro Haarden e dei suoi.
Nel 2009 arriva il crollo dell’85% della corona rispetto all’euro, il governo islandese è alla bancarotta. Il paese chiede aiuto al Fondo Monetario Internazionale che approva un prestito di un miliardo e mezzo di euro, accompagnato da un altro miliardo e 700 milioni di alcuni Paesi nordici. Ma il popolo non ci sta, si riversa nelle strade e protesta davanti al Parlamento a Reykjavik a colpi di cassaruole e con lanci di uova. Il 23 gennaio vengono convocate le elezioni anticipate, una promessa che non basta a placare l’ira degli islandesi. La gente torna in piazza tre giorni dopo ed impone le dimissioni del primi ministro Haarden e dei suoi.
Cala così il sipario sul primo governo vittima della crisi finanziaria mondiale. Il nuovo esecutivo di coalizione socialdemocratica, guidato dal nuovo Primo Ministro Jóhanna Sigurardóttir, prepara, sulla base di una legge ampiamente discussa in Parlamento, una manovra di salvataggio di 3 miliardi e mezzo di euro: il pagamento dei debiti sarebbe stato a carico di tutte le famiglie islandesi con una tassazione del 5,5% per quindici anni, per un esborso mensile pari a circa 100 euro a famiglia. Gli islandesi tornano a protestare compatti e rispondono l’ennesimo due di picche. Il capo di stato Ólafur Ragnar Grímsson indice un referendum sulla questione, e malgrado le minacce di Olanda e Regno Unito, la consultazione popolare è compatta: il 93% degli elettori dice no, il debito non deve essere pagato dai cittadini.
Il governo fa default, il debito estero viene cancellato in quanto causato da azioni criminose di banchieri e membri del governo. Viene aperta un’inchiesta per individuare e perseguire penalmente i responsabili della crisi. Arrivano i primi mandati di cattura e gli arresti per banchieri e top-manager, la patata bollente passa all’Interpool che si incarica di ricercare e catturare i condannati, in primis l’ex presidente della Kaupthing, Sigurdur Einarsson.
...pensiero al vento...
Se l'ha fatto l'Islanda ... vuol dire che la cosa NON è illegale ...
Cosa trattiene gli altri? ... le IPOCRISIE? .. le CONVENIENZE? ... le CASTE? ... mah !!!
mercoledì 26 ottobre 2011
TG1 ... tanato !!!
Nei giorni scorsi ... tanti sono stati i sorrisi e le indignazioni per i sorrisini tra Merkel e Sarkozy alla domanda dei giornalisti sulla credibilità della manovra economica del Regno di Silvio ...
ECCO IL VIDEO ... da Youtube ...
ED ECCO come Mariolina Sattanino e il TG1 hanno "taroccato" la notizia ...
PRIMO: eliminano la domanda e partono direttamente con le RISATINE ...
PRIMO: eliminano la domanda e partono direttamente con le RISATINE ...
SECONDO: la Merkel non ha MAI DETTO che "è stata una discussione tra amici ... lui è il nostro interlocutore ed ha la nostra fiducia" ....
...pensieri al vento...
Ah Minzolì ... mavaff ...
domenica 16 ottobre 2011
...indigniamoci...
Prendo solo lo spunto dalla protesta di ieri del Movimento degli Indigati ...
Per fortuna a livello mondiale le cose NON sono andate come a Roma ... DOVE il 10% dei dimostranti ha conquistato il 90% del tempo su tutti i TG ...
Per fortuna a livello mondiale le cose NON sono andate come a Roma ... DOVE il 10% dei dimostranti ha conquistato il 90% del tempo su tutti i TG ...
QUI COMINCIA LA RIVOLUZIONE ETICA ... recita questo cartello ...
CERTO ... nell'ipocrito BelReame ... una Rivoluzione Etica spaventa assai ... E ALLORA ...
... fa più audit (e quindi più sponsor) ... un'auto bruciata e la voce singhiozzante della proprietria che sussurra che era l'unica auto che aveva ... PIUTTOSTO che chiedere l'assegnazione del debito pubblico a CHI lo ha causato ...
... fa più audit (e quindi più sponsor) ... l'immagine di una madonnina scalfita in mille pezzi a terra ... PIUTTOSTO che parlare dell'esenzione ICI allo Stato del Vaticano ... oppure ai fondi destinati alle Scuole Private (sempre di quello Stato) ... NON parlo di Chiesa (che è solo l'espressione burcoratica di quello Stato) ... LA FEDE non c'entra nulla, quella è MOLTO MOLTO più in alto ...
...pensiero al vento...
Si è perso il senso dell'indignazione ...
DUE ESEMPI su cui indignarci?... ECCOLI ..
(1) foto scattata stamattina ...
COMMENTO: il LUSSO è un DIRITTO? ... anche in periodi di CRISI?
(2) QUESTA POI ... a mio parere ... è SCANDALOSA ...
GLI UOMINI? ... s imisurano con la BARCA che hanno ???
INVIAMO tutti una mail ...
con OGGETTO: SONO INDIGNATO DALLA VOSTRA PUBBLICITA' ... RIMUOVETELA !!!
ECCO l'indirizzo: info@lyc-yachts.it
Ho inviato una mail, con la segnalazione, anche alle Associazioni:
CITTADINANZATTIVA (politiche dei consumatori): procuratori@cittadinanzattiva.it
mercoledì 12 ottobre 2011
...meglio precari oggi che servi per sempre...
Dalla lettera di un insegnante agli studenti, per l'inizio della scuola ...
"
Cari ragazzi e ragazze, cari giovani: studiate. Soprattutto - anche se non solo - nella scuola pubblica. Ma anche quando non siete a scuola. Quando siete a casa vostra o in autobus. Seduti in piazza o ai giardini. Studiate. Leggete. Per curiosità, interesse. E per piacere. Per piacere.
Anche se non vi aiuterà a trovare un lavoro. Tanto meno a ottenere un reddito alto.
Anche se le conoscenze che apprenderete a scuola vi sembreranno, talora, in-attuali e im-praticabili. In-utili.
Nel lavoro e anche fuori, spesso, contano di più altre "conoscenze" e parentele. E i media propagandano altri modelli. Veline, tronisti, "amici" e "figli-di"...
Studiate. Gli esempi diversi e contrari sono molti. Non c'è bisogno di rammentare le parole di Steve Jobs, che esortava a inseguire i desideri. A essere folli.
Guardatevi intorno. Tanti ce l'hanno fatta. Tanti giovani - intermittenti e flessibili - sono convinti di farcela. E ce la faranno. Nonostante i giovani - e le innovazioni - in Italia facciano paura.
Studiate. Soprattutto nella scuola pubblica. Anche se i vostri insegnanti, maestri, professori non godono di grande prestigio sociale. E guadagnano meno, spesso molto meno, di un artigiano, commerciante, libero professionista...
Studiate. Soprattutto nella scuola pubblica. Anche se i vostri insegnanti, maestri, professori non godono di grande prestigio sociale. E guadagnano meno, spesso molto meno, di un artigiano, commerciante, libero professionista...
Anche se alcuni di loro non fanno molto per farsi amare e per farvi amare la loro disciplina. E, in generale, l'insegnamento. Anche se la scuola pubblica non ha più risorse per offrire strumenti didattici adeguati e aggiornati. Anzi, semplicemente: non ha più un euro.
Ragazzi: studiate. Nella scuola pubblica - che è di tutti, aperta a tutti. Studiate. Anche se nella vita è meglio furbi che colti. Anzi: proprio per questo.
Per non arrendersi a chi vi vorrebbe più furbi che colti. Perché la cultura rende liberi, critici e consapevoli. Non rassegnatevi. A chi vi vorrebbe opportunisti e docili. E senza sogni. Studiate. Meglio precari oggi che servi per sempre.
"
...pensiero al vento...
la cultura rende liberi, critici e consapevoli …
Ricordiamo il protagonista de "Il Sipario ducale", scritto da Paolo Volponi, ambientato a Urbino, dove un anziano intellettuale anarchico, a volte, attendeva l'uscita degli studenti del liceo e si perdeva in mezzo a loro. Per sentirsi giovane. E libero.
lunedì 10 ottobre 2011
...esempi impropri...
Alla morte di Steve Jobs, nei giorni scorsi, tutti a ricordare il suo discorso “Stay Hungry, Stay Foolish“, cioè siate affamati, siate folli.
Il tutto è paradossale, come fa notare Pippo Civati sul suo blog, perché “nel Paese in cui è premiato pochissimo il merito, la voglia, il rischio, e la follia dell’anticonformismo, l’unica cosa che ci resta è lo stay (STARE). Siamo il Paese dello stay. Di quelli che si sono accomodati già. Anzi, per loro, si erano già accomodati i loro genitori. Siamo l’Italia immobile, dove tutti stanno, appunto, al loro posto, senza mettersi in gioco mai.”
Ecco, questo è il punto. Si chiede ai giovani di mettersi in gioco, ma non li si mette in condizioni di farlo, tanto che fuggono all’estero.
E del resto perché mai dovrebbero rimanere in un Paese dove il “figlio di papà” sarà sempre un passo avanti (se non qualche km) al “figlio di nessuno“?
Lo Stato, lo si ripete fino alla morte, spende 500mila euro per formare i migliori ricercatori del mondo, salvo poi regalare agli altri Paesi questo enorme capitale umano e sociale, semplicemente perché c’è una classe politica vecchia e corrotta che non vuole mettere mano al sistema nepotistico e clientelare che sorregge la società e il mercato del lavoro italiani.
E in un Paese dove la disoccupazione giovanile è al 30% e il restante è precario, che futuro hanno i ventenni?
Il giorno in cui finiranno i risparmi dei nostri genitori, quando loro non ci saranno più e il welfare sarà stato smantellato dall’ideologia neo-liberista che ha prodotto la crisi e che la vuole risolvere socializzandola (privatizzando i profitti e gli utili della finanza), che differenza ci sarà tra un giovane europeo, anzi, un giovane occidentale e un giovane emigrato africano?
Verrebbe da dire, parafrasando Marx, “Giovani precari e sfruttati di tutto il mondo, unitevi!“, ma la maggioranza dei giovani europei è stata troppo ben abituata ai privilegi della propria appartenenza continentale per capire che è di fronte ad un bivio: permettere la restaurazione (e sancire la propria condizione di schiavitù perenne) o lottare per il cambiamento (qualcuno direbbe rivoluzione, ma meglio non spaventare i lettori moderati con toni apocalittici, che però ben si confanno alla situazione).
Il punto è che la società corrotta e i media che cercano di mantenerla in vita più che lo “Stay Hungry, Stay Foolish“, propagandano lo “Stay Quiet“, ovvero, mettiti in fila, prima o poi il sistema delle clientele qualcosa darà anche a te, e tu dovrai ringraziare per un tuo diritto che però ti verrà dato sotto forma di favore. Che è ciò che sta alla base della società mafiosa.
...pensiero al vento...
Diceva Falcone: “Bisogna distinguere tra mafia e mentalità mafiosa, la seconda la si trova ovunque.“
Ecco, visto l’andazzo in certi partiti, anche di centrosinistra, e l’andazzo in generale, tra la società corrotta dello Stay Quiet e quella mafiosa del ‘ A megghiu parola è chidda ca ‘un si dici.” che differenza c’è?
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