giovedì 5 giugno 2008

...romanzo in sei parole...

Grazie ai racconti di Easy, scrittore editore di Isernia, diventato mio compagno di viaggio (vedi post del 3 giugno) ... lui a Cuba per tradurre i suoi romanzi dall'italiano allo spagnolo ... ho scoperto la storia di Hemingway e quella dei romanzi in sei parole ...

La leggenda vuole che sia stata una scommessa a convincere Ernest Hemingway a dimostrare come sia assolutamente possibile scrivere un romanzo in sole sei parole ...

La frase che ideò, "Vendesi: scarpine per neonato, mai indossate" ("For sale: baby shoes, never worn") è diventato un esempio storico nella letteratura anglosassone , un capolavoro di intensità emotiva e brevità.

I tentativi di eguagliare il maestro continuano ancora oggi.

Il sito www.smithmag.net, prendendo spunto proprio dalla composizione di Hemingway, alla fine dello scorso anno ha posto una sfida ai propri utenti: raccontare la propria vita in mezza dozzina di parole. Risultato: più di 15.000 composizioni, cifra che continua a stupire anche Larry Smith, giornalista, scrittore e fondatore di Smithmag.net.

"La voce si è sparsa subito, in pochi giorni sono arrivate migliaia di piccole memorie", racconta.

Oggi (chi lo desidera può cimentarsi, l'iniziativa è ancora attiva) sta per uscire la prima raccolta: Il titolo, Not quite what I was expecting, "non proprio ciò che mi aspettavo", è il testo completo di una delle mini-composizioni inviate al sito.

Colpisce, nelle frasi, l'abilità a raccontare con immediatezza la propria vicenda: "Trovato amore vero, sposato un altro", "Volevo scrivere, avevo paura di fallire", "Faccio ancora il caffé per due".

Frasi commoventi, struggenti, a volte comiche: come "Amo seni grossi, non so mentire". Tra i nomi affermati che hanno inviato le sei parole autobiografiche ci sono Joyce Carol Oates (Vendetta è vivere bene, senza di te), Nora Ephron (Segreto della vita: sposa un italiano), Dave Eggers (Quindici anni da ultima visita barbiere), e tanti altri.

Per il libro, uscito in questi giorni negli Usa, si è deciso di abbinare voci conosciute ad altre assolutamente ignote. "Perché tutti - precisano i curatori - abbiamo una storia da raccontare".


...pensiero al vento...
Anche se ci stiamo abituando ai caratteri contati che ci constringono a usare poche e buone parole: vedi gli SMS, che ci impongno un limite di 140 caratteri, e che a volte ci fanno degenerare in incomprensibili abbreviazioni ... resta il fascino delle sei parole di Hemingway: evocative, dense, esplosive. Cercando sul web ... poi ... ho trovato esempi molto simpatici ... uno per tutti ? ... eccolo:
"Aprì il blog ... e parlò liberamente"

mercoledì 4 giugno 2008

...la scoperta dell'acqua calda...

Un plauso al nostro caro Presidente Napolitano ... per aver scoperto l'acqua calda ... nelle sue dichiarazioni di oggi.


.Da La Repubblica:

"La presenza eversiva della camorra deve essere impedita per assicurare lo sviluppo di Napoli".

Lo dice nel suo discorso a Napoli il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. "Finchè non verranno debellate le presenze eversive e l'infiltrazione della criminalità organizzata nel tessuto economico, non sarà possibile avere sviluppo, consolidare le attività economiche già esistenti e sara' estremamente difficile l'impiego di risorse in questi territori", dice Napolitano.

Il capo dello Stato torna più volte sulla necessità "di liberarsi dai condizionamenti della criminalità organizzata", "arginare i clan", condurre "una battaglia" contro la camorra. E sottolinea che la criminalità organizzata costituisce una "realtà presente in diverse regioni del sud" e un freno allo sviluppo.


ottime parole ... ma quando passiamo ai fatti?

...pensiero al vento...
Belle parole .. bei propositi ... ma nessun provvedimento serio ... "tutti" tranquilli (compresi i destinatari delle "invettive") ... non cambia nulla !

...Cojimar, il villaggio de "il vecchio e il mare"...


DECRESCITA - Francois Partant

In un piccolo villaggio costiero messicano, un americano vede un pescatore in procinto di fare la siesta e gli domanda
- perchè non resta in mare più a lungo?
il messicano risponde che la pesca quotidiana è sufficiente a provvedere ai bisogni della sua famiglia.

l'americano domanda allora:
-che cosa fa il resto del tempo?
-mi alzo tardi, pesco un poco, gioco con i miei bambini, faccio la siesta con mia moglie, la sera vedo i miei amici. beviamo vino e suoniamo la chitarra. ho una vita piena.
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l'americano lo interrompe:
-segua il mio consiglio: cominci a pescare più a lungo. con i profitti acquisterà un grosso battello, aprirà una sua officina. lascerà il suo villaggio per città del messico, poi per new york, da dove dirigerà i suoi affari.

-e poi? chiede il messicano
-poi, dice l'americano, la sua società entrerà in borsa e guadagnerà milioni.

-milioni? ma poi? replica il pescatore
-poi può avere la pensione, abitare in un piccolo villaggio costiero, alzarsi tardi, giocare con i suoi figli, pescare un poco, fare la siesta con sua moglie, passare le serate a bere e a suonare la chitarra con gli amici ...


Cojimar, il villaggio de "Il vecchio e il mare"


Cojimar è un piccolo villaggio di pescatori circa 15 km a est dell`Avana. Le onde dell’ Oceano Atlantico si infrangono su ‘el malecon de Cojimar’, una enorme muraglia che protegge il villaggio. Il paese ha anche un piccolo porto.




Ernest Hemingway ha vissuto a Cojimar alcuni anni. C`è una sua statua di fronte al Torreon de Cojimar, il ristorante Terrazza era il preferito dal premio Nobel per la letteratura.

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A Cojimar c'è la casa di Gregorio Fuente, il pescatore (morto nel 2002 a 104 anni) che Hemingway immortalò nel personaggio di Santiago nel suo romanzo "Il vecchio e il mare".

Gregorio conobbe Hemingway forse meglio di chiunque altro. Lo incontrò per la prima volta nel 1928. da allora i due andarono per mare, a pesca di marlin, infinite volte. "Tu ed io siamo come fratelli", ha raccontato che gli diceva spesso lo scrittore, col quale ha compiuto anche viaggi in Africa, in cerca di bestie feroci da inseguire. "L'ultima volta che ho visto Ernest - ha raccontato Gregorio in una delle sue ultime interviste - lui mi ha detto: abbi cura di te e abbi cura di Pilar come hai sempre fatto".

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Pilar era lo yacht dello scrittore, che egli amava moltissimo. Quando Hemnigway decise di tornare negli Stati Uniti, dove si sarebbe suicidato, la barca gli fu donata. Gregorio però non aveva i mezzi per mantenerla e chiese aiuto a Fidel Castro.

"Dove vorresti tenerla ?", gli chiese il lider maximo. "nella sua casa", rispose Gregorio. E infatti 'El Pilar' è sempre rimasta lì, a Finca Vigia, la residenza cubana di Hemingway trasformata in museo.

Il vecchio Gregorio e' stato sepolto nel cimitero di Gaunabacoa, vicino a Cojimar, dove una statua ricorda il grande scrittore americano che fece di Cuba la sua seconda patria e dove forse presto ne sarà innalzata un'altra in onore di Gregorio.

la casa di Gregorio Fuente, a Cojimar


...pensiero al vento...
"Era un vecchio che pescava da solo su una barca a vela nella Corrente del Golfo ed erano ottantaquattro giorni ormai che non prendeva un pesce." ... incipit de "Il vecchio e il mare"

...prime impressioni...

Non è facile scrivere su Cuba ... non è facile non cadere nelle retoriche dei tanti racconti che ho trovato su Internet prima di partire ... quando avevo cercato diari di viaggio di persone normali, per farmi un'idea diretta del posto, mi sono trovato difronte a decine di racconti più o meno copie uno dell'altro ...

Ma ci provo lo stesso ... e se sarò noioso anch'io, scrivetelo pure nei vostri commenti ... così mi fermo ...

Allora ... la prima, strana impressione che si ha in questo paese la si prova dopo quasi un giorno di permanenza ... quando ti fermi ... ti guardi intorno e senti due sensazioni contrastanti: la prima è di repulsione associata alla voglia di scappartene via al più presto ... la seconda, se riesci a "sintonizzarti" col posto, è di grande attrazione con la voglia di non andartene più ...

A me ... credo grazie soprattutto ai suggerimenti e alle dritte di Easy ... manco a dirlo ... è successa la seconda ...

Dopo essersi "sintonizzati" ... si apprezza quant'è vera la sensazione che mi ha suggerito Easy ... di trovarsi cioè in un mondo ... che a lui ricorda "Napoli com'era cinquant'anni fa ... nel dopoguerra" ... una Napoli dove mancava tutto (... io dico dove mancava "tutto" il superfluo...) e le persone erano solidali tra loro ...
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...pensiero al vento...
Cuba ... una Napoli senza camorra? ... ci pensate? ... se lo sa Saviano ci si trasferisce subito ...
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La mia impressione personale .. che non contraddice quella "più esperta" di Easy ... è stata come quella di essere catapultati in un paese fuori dalla storia (o dimenticato dalla storia) ... un paese fuori dal tempo ... dove il tempo è veramente relativo ... dove nessuno ha fretta, dove non c'è traffico, dove non c'è inquinamento ... dove l'età media delle auto che vedi per strada è di 20 anni ... che toccano forse anche i 30 e più con i vecchi catorci (stile America anni '50) oggi utilizzati come taxi condivisi (sui taxi condivisi tornerò in un alotro post nei prossimi giorni) ...


In questo paesaggio da "ritorno al passato" ... quello che impressiona di più è la gente ... e i ritmi di vita delle persone: tanti (tantissimi per noi "moderni") ... sono fermi ... seduti sui gradini delle case ... ai bar, ai parchi pubblici, o sul lungomare ... tutti sembrano aspettare che succeda qualcosa ... che la storia si ricordi di loro e della loro isola ...

Immagine emblamatica ... dell'attesa di chissà che cosa

(... con il Che che vigila da dietro i panini in vendita)

martedì 3 giugno 2008

...la partenza...

20 Maggio 2008 ... Aeroporto di Fiumicino ... e il mio primo viaggio a Cuba … ancor prima di cominciare … diventa subito almeno il secondo … se non il terzo.

Ecco il fatto:
arrivo nella zona riservata ai voli Iberia ... e trovo una mega-fila per l'accettazione al primo volo (quello che da Roma mi porterà a Madrid, per poi proseguire per L’Avana) … la fila è lunga, troppo lunga per i gusti di chi, come me, viaggia spesso per lavoro, spesso in classe business, e quindi non abituato a questo genere di attese.

Decido di provarci … anche stavolta … ad andare al banco accettazione della classe business, ma non c’è nulla da fare: il mio biglietto economy, preso con le miglia, non mi da diritto a una scorciatoia di questo tipo … e anche la seconda possibilità di fare una coda corta sfuma: se infatti avessi fatto l’accettazione on-line il giorno prima avrei potevo consegnare i bagagli e liquidare la pratica in pochi istanti (... il bello è che c’avevo pure pensato … ad Internet … ma poi, il giorno prima, mi era passato di mente).

Nulla da fare … dovevo “rassegnarmi” … ed eccomi allora in coda … dopo 200 e più turisti diretti a Madrid …
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Ho scritto “rassegnarmi” tra virgolette … perché è proprio qui, in questa lunghissima coda … che incontro la persona che cambierà il volto del mio viaggio (trasformandolo, come dicevo all’inizio, dal primo … nel secondo/terzo ... almeno … per tutti i suggerimenti e tutte le dritte che mi darà da questo momento in poi).

Ma procediamo per gradi: nella fila inizio a scambiare due chiacchiere con Easydoor (è questo il nome di fantasia che assegnerò al mio nuovo “amico”, abbreviandolo in Easy, “semplice” appunto come renderà tutto il mio viaggio). Parlando con lui, scopro infatti che non è diretto a Madrid ma che anche lui procederà per Cuba ed è al quinto viaggio nell’isola … lui scrittore di 65 anni, di Isernia … con diversi libri ambientati a Cuba ed ora alla ricerca di chi possa tradurre i suoi libri in spagnolo.

Da questo momento io ed Easy praticamente non ci separeremo più per tutta la mia permanenza a Cuba (io una settimana, lui invece ... beato ... ci si tratterrà per tre settimane) ...

Intanto ci rivediamo sull’aereo mentre atterra a L’Avana, ci risalutiamo e ci accordiamo per condividere il taxi per raggiungere la città. Anche lui è in una “casa particular” … ospite cioè di una famiglia cubana … anche a lui, come per me, la “casa” è stata consigliata da un amico. La sua “casa” è nella città vecchia (“Habana Vieja”) … la mia è invece in un quartiere (il “Vedado”) periferico ma ravvivato da ristoranti e locali per musica ... la casa, poi, è proprio di fronte all'Hotel Habana Libre (storico Hotel de l’Habana, sede del quartier generale di Fidel Castro durante la Revolution del 1959) ...

Arriviamo ad Habana che è buio … dopo 9 ore e mezza di viaggio da Madrid (col pilota che se l’è presa con molto comodo, accumulando quasi un’ora e mezza di ritardo sull’orario di arrivo previsto) … all’aeroporto di Habana solo il tempo di cambiare un po’ di Euro in CUC (Pesos Convertibili, la “moneta dei turisti”) … e di comprare una mappa della città. Lascio ad Easy l’onere di trattare un prezzo decente per il taxi (18 CUC in totale per tutte e due le destinazioni) … carichiamo su i nostri bagagli e le nostre stanchezze e via … diretti alle nostre “case” … scambiandoci i numeri di telefono per risentirci il giorno dopo …


…pensiero al vento…
Chi non ha visto “Sliding Doors?” … il film dove una chiusura di porte della Metro e riuscire o meno a passare prima della chiusura cambia la trama del film … e il destino dei protagonisti.
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E così è stato oggi per me:
se avessi fatto un’altra fila … o anche la stessa ma in un altro momento … non avrei incontro Easy … e il mio viaggio sarebbe stato un altro! … ma tanto meglio così ... il tutto stava cominciando sotto i migliori auspici ...

...per non dimenticare...

Nel gioco delle Tre Repubbliche (vedi post del 16 maggio) ... l'esercizio più applicato è quello di "seppellire la memoria".
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Per non dimenticare ... allora riprendo la notizia riportata oggi dal Sito di IdV:
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L’ex Presidente del Consiglio ed ex Ministro Giuliano Amato ha affermato che "Craxi sarà ricordato come un grande statista ed un grande politico" e che, all’epoca, "il pronunciamento della Procura di Milano contro la depenalizzazione del finanziamento illecito ai partiti fu atto deplorevole".
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Peccato che Amato ometta di ricordare che Craxi morì da pregiudicato latitante che si era sottratto alla giustizia e alle leggi del suo Paese, avendo maturato due condanne definitive (5 anni e 6 mesi per corruzione nel processo Eni-Sai; 4 anni e 6 mesi per finanziamento illecito per le mazzette della metropolitana milanese) e varie altre che stavano per diventarlo (3 anni in appello per la maxitangente Enimont, 5 anni e 5 mesi in primo grado per le bustarelle dell’Enel, 5 anni e 9 mesi in appello per il Conto Protezione).
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Posso anche accettare l’idea che Craxi sia stato uno statista che, ad esempio, ha difeso l’autonomia del nostro Paese contro gli Stati Uniti (vedi caso Sigonella), ma certo egli era uomo corrotto e ladro. Nessuna grandezza di statista potrà mai permettere di cancellare i suoi atti di corruzione ed i suoi furti ai cittadini italiani. La Magistratura individuò infatti 50 miliardi sui conti personali svizzeri Northern Holding e Constellation Financière, più quelli (mai visti né calcolati) bloccati a Hong Kong perché quello stato non ha mai risposto alle rogatorie. Di questi, guarda caso, una parte fu versata da Berlusconi: ben 21 miliardi versati fra il 1990 e il '92, estero su estero, trasferiti dai suoi conti svizzeri ("All Iberian") ai conti svizzeri di Craxi ("Constellation Financiere" e "Northern Holding"). Ciò dopo che Craxi ebbe ad emanare un decreto (detto "Decreto Berlusconi") che permetteva di trasmettere su tutto il territorio nazionale, pur in assenza di assegnazione delle frequenze.
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...pensiero al vento...
senza parole

giovedì 29 maggio 2008

...assenza...

Ho trascurato il blog dal 20 maggio fino ad oggi per forza maggiore ... sono stato fuori dalla portata di PC, internet, email, cellulare, sms fino a stamattina ...

Scrivo questo breve post dall'aereoporto di Madrid di rientro da L'Avana ... aggiornamenti e diari di viaggio nei prossimi giorni.
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...pensiero al vento...
... quant'e' bella l'Italia quando non ne senti parlare !