martedì 3 giugno 2008

...la partenza...

20 Maggio 2008 ... Aeroporto di Fiumicino ... e il mio primo viaggio a Cuba … ancor prima di cominciare … diventa subito almeno il secondo … se non il terzo.

Ecco il fatto:
arrivo nella zona riservata ai voli Iberia ... e trovo una mega-fila per l'accettazione al primo volo (quello che da Roma mi porterà a Madrid, per poi proseguire per L’Avana) … la fila è lunga, troppo lunga per i gusti di chi, come me, viaggia spesso per lavoro, spesso in classe business, e quindi non abituato a questo genere di attese.

Decido di provarci … anche stavolta … ad andare al banco accettazione della classe business, ma non c’è nulla da fare: il mio biglietto economy, preso con le miglia, non mi da diritto a una scorciatoia di questo tipo … e anche la seconda possibilità di fare una coda corta sfuma: se infatti avessi fatto l’accettazione on-line il giorno prima avrei potevo consegnare i bagagli e liquidare la pratica in pochi istanti (... il bello è che c’avevo pure pensato … ad Internet … ma poi, il giorno prima, mi era passato di mente).

Nulla da fare … dovevo “rassegnarmi” … ed eccomi allora in coda … dopo 200 e più turisti diretti a Madrid …
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Ho scritto “rassegnarmi” tra virgolette … perché è proprio qui, in questa lunghissima coda … che incontro la persona che cambierà il volto del mio viaggio (trasformandolo, come dicevo all’inizio, dal primo … nel secondo/terzo ... almeno … per tutti i suggerimenti e tutte le dritte che mi darà da questo momento in poi).

Ma procediamo per gradi: nella fila inizio a scambiare due chiacchiere con Easydoor (è questo il nome di fantasia che assegnerò al mio nuovo “amico”, abbreviandolo in Easy, “semplice” appunto come renderà tutto il mio viaggio). Parlando con lui, scopro infatti che non è diretto a Madrid ma che anche lui procederà per Cuba ed è al quinto viaggio nell’isola … lui scrittore di 65 anni, di Isernia … con diversi libri ambientati a Cuba ed ora alla ricerca di chi possa tradurre i suoi libri in spagnolo.

Da questo momento io ed Easy praticamente non ci separeremo più per tutta la mia permanenza a Cuba (io una settimana, lui invece ... beato ... ci si tratterrà per tre settimane) ...

Intanto ci rivediamo sull’aereo mentre atterra a L’Avana, ci risalutiamo e ci accordiamo per condividere il taxi per raggiungere la città. Anche lui è in una “casa particular” … ospite cioè di una famiglia cubana … anche a lui, come per me, la “casa” è stata consigliata da un amico. La sua “casa” è nella città vecchia (“Habana Vieja”) … la mia è invece in un quartiere (il “Vedado”) periferico ma ravvivato da ristoranti e locali per musica ... la casa, poi, è proprio di fronte all'Hotel Habana Libre (storico Hotel de l’Habana, sede del quartier generale di Fidel Castro durante la Revolution del 1959) ...

Arriviamo ad Habana che è buio … dopo 9 ore e mezza di viaggio da Madrid (col pilota che se l’è presa con molto comodo, accumulando quasi un’ora e mezza di ritardo sull’orario di arrivo previsto) … all’aeroporto di Habana solo il tempo di cambiare un po’ di Euro in CUC (Pesos Convertibili, la “moneta dei turisti”) … e di comprare una mappa della città. Lascio ad Easy l’onere di trattare un prezzo decente per il taxi (18 CUC in totale per tutte e due le destinazioni) … carichiamo su i nostri bagagli e le nostre stanchezze e via … diretti alle nostre “case” … scambiandoci i numeri di telefono per risentirci il giorno dopo …


…pensiero al vento…
Chi non ha visto “Sliding Doors?” … il film dove una chiusura di porte della Metro e riuscire o meno a passare prima della chiusura cambia la trama del film … e il destino dei protagonisti.
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E così è stato oggi per me:
se avessi fatto un’altra fila … o anche la stessa ma in un altro momento … non avrei incontro Easy … e il mio viaggio sarebbe stato un altro! … ma tanto meglio così ... il tutto stava cominciando sotto i migliori auspici ...

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