domenica 18 dicembre 2011

Nessun veleno in nessuna terra ...

"Nessun veleno in nessuna terra", questo lo slogan promozionale del "Concerto d'amore per la terra dei fuochi", organizzato a Caserta il 25 febbraio di quest'anno, per sensibilizzare l'opinione pubblica sul dramma che la Campania subisce da vent'anni relativamente traffico clandestino di rifiuti tossici industriali.
Tali rifiuti , importati principalmente dalle industrie del nord, hanno saturato ormai ogni spazio disponibile, e vengono smaltiti bruciandoli.

Decine di roghi giornalieri che rendono l'aria tra Napoli e Caserta irrespirabile: una situazione parossistica a cui oltre cento associazioni del territorio cercano di reagire anche organizzando eventi come questo concerto, che ha ottenuto l'adesione gratuita di molti musicisti.Una grande gara di solidarieta' .

Nel silenzio totale dei grandi media, segnaliamo quindi il documentario "Concerto d'amore per la terra dei fuochi" che Rai Tre ha trasmettesso all'una di notte del 15 dicembre 2011 (quindi il 16 dicembre all'1.00) .

Prodotto e diretto dal regista Leopoldo Antinozzi, per il programma "Magazzini Einstein" di Rai Educational, il documentario dà voce ai protagonisti che hanno dato vita all'evento. E' stata una grande gara di solidarietà: il premio Nobel Dario Fo ha patrocinato l'evento. Tutti gli artisti e anche il direttore artistico , Imad Zebala, hanno partecipato gratuitamente. E cosi' i Modena City Ramblers , Patrizio Rispo, Capone Bungt e Bangt , Maria Pia De Vito, Pietro Condorelli, Marco Zurzolo, Ernesto Bassignano,A 67 , Lucariello, Ugo Maiorano, Rete Co'Mar, Batacoto e Percussioni Brasiliane, Nando Citarella e i Tamburi del Vesuvio, Canio Loguercio, Mamma Tammorra, Zampogne D'Altrocanto . Ha partecipato Padre Alex Zanotelli. Ha partecipato il dott. Antonio Marfella, medico ISDE . Hanno aderito : il giudice Raffaello Magi, il giudice Raffaele Cantone. Hanno aderito giornaliste come Rosaria Capacchione . Ha aderito Suor Rita Giaretta ed i Vescovi di Capua e di Caserta .Ha condotto la serata la giornalista Giulia Fossà. Hanno dato il loro supporto gratuitamente tantissime persone accomunate da un unico filo conduttore : l'amore per la terra e per la vita.
Tra gli intervistati : Alex Zanotelli, padre comboniano noto per il suo impegno civile; Antonio Marfella, medico dell'associazione ISDE ; Imad Zebala, direttore artistico del concerto; Maria Novella Vitale, promotrice del concerto; Maurizio Capone, musicista; Angelo Ferrillo, responsabile del sito www.laterradeifuochi.it


sabato 17 dicembre 2011

Non cedere al terrorismo economico!

TUTTA LA FORZA DI JACOPO FO ...

Dove siete compagni? Cosa state facendo? ... Ditemelo perché mi sento solo.

Il telegiornale mi martella nel cervello i numeri tragici di questo tracollo artificiale.
Un fenomeno talmente enorme che ti senti impotente.

I mercati internazionali, più misteriosi degli extraterrestri, stanno banchettando con la ricchezza del mondo. Questa crisi è artificiale: un trucco speculativo.

Un gioco assassino in un mondo straricco, che produce il doppio del cibo necessario e fa morir di fame 10 milioni di persone.
 
Non ha senso!
 
E ora la speculazione azionaria pretende milioni di ettolitri di sangue per ungere gli ingranaggi dei mercati.
 
Distinti signori scommettono sui disastri perchè così si guadagna più velocemente.
E di fronte a tutto questo la reazione è tenue.
Ma è proprio l’ora di darsi una mossa.


Se non ora, quando?
Quando non ci sarà più un ospedale che funzioni?
Quando chiamando la polizia per un’emergenza ti chiederanno di fare loro prima un bonifico per la benzina?
Quando i più disperati bruceranno le città?
 
Il paradosso è che questa crisi artificiale può far crollare veramente una nazione, farla morire d’infarto per la paura.
 
Cosa si sta aspettando?
Un leader? Un programma unitario? Una parola d’ordine avvincente?
 
Puoi aspettare fino a quando ti cresce il muschio sotto i piedi… Non verrà nessun leader. Sono finiti come i piccioni viaggiatori.
 
Tocca a me, tocca a te, tocca a tutti.
 
Esercitare l’arte di pensare, di agire…
Mi vien da dire “Ho un sogno…”
Ma i sogni ce li abbiamo tutti. E sogniamo già tutti la stessa cosa. Il problema è fare.
Adesso.

Perché poi sarà troppo tardi. E abbiamo già perso troppo tempo con la nipote di Mubarak.
Dobbiamo andare casa per casa e dirlo: lo Stato Italiano butta più di 500 miliardi di euro ogni anno.
 
Non c’è crisi quando si comprano bombardieri e Maserati blindate, si raddoppiano gli stipendi dei manager più bastardi, si regalano le frequenze televisive, quando ci sono ospedali con 26 malati e più di 100 dipendenti.
 
Questa non è crisi economica. Questo è un sistema vergognoso, insostenibile e illegale.

Tocca rivedere le regole del gioco, perché sono truccate.

Ma non succederà fino a quando questa depressione terrà incatenati i progressisti a una lacrima da bar, a un mugugno da assemblea.
 
Io so che se venissero di nuovo i nazisti con le loro baionette e i carri armati voi tutti vi sollevereste come un sol uomo. Lo so che vi scorre ancora nelle vene il sangue dei nostri padri e nonni che hanno combattuto e sono morti per un futuro migliore…
Ma ora non ci sono gli stivali chiodati delle orde del male che sfilano per le strade della città.
 
Ci hanno messo la criptonite della paura in quel posto e siamo così… Delusi, disillusi, demotivati, depressi.
 
Lo so che è dura, sento anch’io il disorientamento.
 
Ma secondo me tocca iniziare a pregare. Intensamente. E se non hai un Dio da pregare fattene uno.
Un Dio di quelli tosti. E prega che domani mattina il popolo progressista italiano si svegli con un minimo di ovaie e di coglioni.
Sennò dovrai raccontare ai tuoi nipoti che mentre si mangiavano la nostra nazione non siamo riusciti a fare niente.
 
Invece potevamo approfittare della confusione per dare inizio a una nuova filosofia economica, a una nuova repubblica fondata sulla cooperazione e sul buon senso.

È questo il momento che se ci rimettiamo in piedi possiamo veramente cambiare. E’ adesso che il sistema sta andando a pezzi.

Dobbiamo spiegare bene ai soliti potenti che noi non stiamo a questo gioco.
 
E, innanzi tutto, potremmo iniziare a fargli male sul serio, non lanciando i sassi ai poliziotti, che non c’entrano niente, ma smettendo di comprare le auto della disoccupazione e i prodotti dei furbi, ritirando i nostri soldi dalle banche del dolore: in Usa lo hanno fatto in centinaia di migliaia, quanti in Italia?
 
Non con i miei soldi! Non ti permetterò di affamare i bambini con i miei soldi. Non ti permetterò di buttare in mezzo alla strada le famiglie con i miei soldi.
Questo sistema siamo noi a finanziarlo con le nostre scelte, voti ogni volta che fai la spesa.

Basta!
 
Serve un movimento capace di usare la forza più potente del mondo: i soldi.
 
Un movimento che finalmente decida che un’altra economia è possibile, un’altra economia è indispensabile.
 
Possiamo benissimo vivere ottimamente facendo lo sciopero dei consumi immorali.
 
Però bisogna smettere di discutere e iniziare a zappare, riciclare, riusare, barattare, condividere.
 
E’ difficile?
Sì. Certo.
Ma tanto così come stanno le cose il destino è quello. Ed è meglio farlo come forma di lotta per evitare questo crollo economico artificiale piuttosto che doverlo fare come in Argentina, perché il sistema economico non c’è più e le banche hanno chiuso.
Oppure credi veramente che il governo dei tecnici, impastoiato dalle risse tra i partiti, sia capace di cambiare la musica?
 
Se non ci credi la prima domanda è: hai un conto con Banca Etica?
E se non ora, quando?

...penserio al vento...
DA LEGGERE E RILEGGERE ...  E POI AGIRE !!!

venerdì 16 dicembre 2011

...se chi predica bene...


NOTIZIA DI OGGI ...

Trapani - Arrestato sindaco antimafia: "Faceva parte del clan di Messina Denaro"

Undici persone sono state arrestate dai carabinieri del Ros in un'operazione scattata in provincia di Trapani che ha stretto il cerchio attorno al super latitante Matteo Messina Denaro. In manette sono finite persone ritenute vicine al mandamento mafioso di Campobello di Mazara che è stato smantellato.

Tra loro anche il sindaco Cirò Caravà, in carica dal 2006 e riconfermato a nel giugno scorso. Gli arrestati sono accusati di associazione mafiosa e intestazione fittizia di beni. Gli investigatori ritengono di avere dato un colpo molto duro a una delle ultime roccaforti del potente padrino di Cosa nostra, e, quindi, di avere indebolito ulteriormente la sua rete di protezione e la sua latitanza. Secondo l'accusa avrebbe distribuito appalti a imprenditori vicini al clan che è stato decapitato e avrebbe dato persino biglietti aerei ai familiari di detenuti reclusi al Nord.

Il sindaco  secondo gli investigatori è "l'espressione politica" della locale cosca, tra le ultime roccaforti del superlatitante Matteo Messina Denaro. 

Il primo cittadino è accusato di associazione di tipo mafioso e avrebbe avuto stabili rapporti con esponenti del clan, avrebbe favorito l'aggiudicazione di appalti a imprese vicine al gruppo criminale, agevolato i suoi affari e assicurato sostegno economico anche alle famiglie dei detenuti. In base alle indagini, uno degli arrestati, Gaspare Lipari, avrebbe svolto un ruolo di collegamento tra il primo cittadino e lo storico capomafia Leonardo Bonafede.

LA FOTO DI FALCONE E BORSELLINO -  Nella sua stanza, in Municipio, il sindaco teneva ben in vista le foto di Falcone e Borsellino: il sindaco pidiessino di Campobello di Mazara aveva fatto aderire il suo Comune all’associazione Libera e si era anche costituito parte civile nel processo ai favoreggiatori del superlatitante Matteo Messina Denaro. Eppure, i mafiosi più vicini a Messina Denaro continuavano a dire un gran bene di lui: “Io gli ho portato un mare di voti”, sussurrava uno dei messaggeri del padrino, Franco Luppino, che non sospettava di essere intercettato. “L’altra sera, il sindaco l’ho sentito parlare in Tv. Minchia, se non lo conoscessi…".
LE INTERCETTAZIONI - Sono soprattutto le intercettazioni a mettere nei guai il primo cittadino. Gli investigatori del Ros hanno ascoltato ad esempio la moglie del boss Nunzio Spezia mentre dice al marito, detenuto in un carcere del Nord Italia: “Vedi, in due anni di sindaco quanto abbiamo risparmiato? Dopo le elezioni mi ha detto: vossia fino a quando va e viene dallo zio Nunzio, biglietti non ne paga più. Io gli telefono, gli ordino i biglietti e li passo a ritirare”. Dalle indagini dei carabinieri di Trapani è emerso che il sindaco Caravà avrebbe distribuito ai mafiosi anche lavori e appalti del Comune.

...pensiero al vento...
SE CHI PREDICA BENE RAZZOLA MALE ... cosa possiamo aspettarci DA CHI PREDICA MALE?

venerdì 9 dicembre 2011

...il debito italiano e le pensioni...

Il debito italiano è di circa 1.900 (millenovecento) miliardi di euro...

Gli interessi che lo stato italiano dovrà pagare l’anno prossimo saranno circa di 75-80 miliardi di euro ...

Con la manovra sulle pensioni, blocco dell’indicizzazione oltre i 700 euro netti, aumento dell’età già dal prossimo anno per uomini e donne eccetera, al massimo il governo potrà tirar su 5 (cinque) miliardi, ovvero meno di un decimo, dal punto di vista del debito è un’unghia. 

Poi c’è il bilancio dell’Inps, che, meraviglia delle meraviglie, è in attivo tra contributi versati dai lavoratori e pensioni erogate. 

Il discorso si fa un po’ tecnico, però il risultato, conti alla mano, è inequivocabile: 

per il 2009 il saldo tra le entrate contributive, le trattenute, e le prestazioni pensionistiche (gli assegni effettivamente erogati al netto) risulta dare un avanzo di, udite udite, 27,6 (ventisette virgola sei) miliardi di euro

Cioè i lavoratori versano di più di quanto ricevono i pensionati. Poi lo stato mette le mani nelle tasche dell’Inps, e degli altri enti previdenziali, usandoli come una cassaforte, cioè spendendone i soldi per scopi diversi da quelli previdenziali (Luciano Gallino un po’ ovunque, Francesco Piccioni sul manifesto, ma si può anche chiedere a un qualunque funzionario onesto dell’Inps).

...pensiero al vento...
Alla oscenità dei tagli sulle pensioni, si aggiunge una oscenità ancora peggiore: instillare, tramite un martellamento mediatico che ormai dura da un ventennio almeno, un senso di colpa nei pensionati per il debito pubblico, per la disoccupazione giovanile nonché per il precariato. 
 
Tratto da: La pensione di Giancarlo | Informare per Resistere http://www.informarexresistere.fr/2011/12/09/la-pensione-di-giancarlo/#ixzz1g3CNTFtV
- Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!

domenica 20 novembre 2011

...colpo di coda del kaimano...

Stava diventando un manager pubblico da guinness dei primati. Uno capace di raddoppiare le sue entrate in appena due anni, da quasi 190 mila euro a oltre 400 mila, in barba alla crisi e alle promesse del governo di contenere gli emolumenti dei dirigenti.  

Paolo Rubini, 49 anni, direttore dell’Ente per il turismo (Enit) non ha raggiunto il traguardo per un soffio. È stato bloccato in extremis da una specie di fronda interna al ministero del Turismo guidato dal capo del Dipartimento per lo sviluppo, Caterina Cittadino, che non se l’è sentita di dare pedissequamente seguito alle disposizioni del ministro uscente, Michela Vittoria Brambilla, perentoriamente impartite attraverso il capo di gabinetto, Claudio Varrone

In base a quell’ordine a Rubini e a Mario Resca, amicissimo di vecchia data di ReSilvio, consigliere Mondadori e direttore dei Beni culturali, dovevano essere versati 130 mila euro all’anno ciascuno per i loro incarichi rispettivamente di consigliere delegato e presidente di Convention Bureau, società voluta a tutti i costi dalla Brambilla ufficialmente per incrementare il turismo dei convegni, ma che in pratica si è rivelata un’inutile costola dell’Enit, una specie di carrozzone in fasce, nato con la bella dotazione di circa 7 milioni, ma capace di accumulare 567 mila euro di passivo in appena 3 mesi di vita.

Se avesse avuto anche i quattrini di Convention Bureau, Rubini avrebbe fatto Bingo cumulando questa somma ai circa 190 mila euro di direttore dell’Ente del turismo, onnicomprensivi secondo il contratto, ma che poi si sono gonfiati con altri 5.639 euro al mese che lo stesso Rubini si è assegnato per la reggenza della sede turistica di Tokyo, più 2. 639 per quella di Francoforte, più 406 euro per la reggenza della Direzione informatica. Senza contare i 16. 558 euro disposti e incassati dallo stesso Rubini a titolo di una tantum per la gestione dell’ufficio di Pechino dal 6 maggio al 24 agosto.  

Le storie intrecciate di Rubini e Convention Bureau sono esemplari. Prima di diventare direttore dell’Enit, Rubini era stato uno dei più stretti collaboratori della Brambilla in quell’avventura dei Circoli della Libertà berlusconiani passati come una meteora tra un rifrullo di quattrini e mille polemiche. Da dirigente dell’ente turistico si è messo in luce, tra l’altro, per l’ambizioso progetto di portare in mostra in giro per il mondo le opere di Michelangelo.

Un tentativo abortito e sostituito da un programma assai più sobrio, basato sull’esposizione dei lavori di un certo Roberto Bertazzon, “pittore, scultore e conceptual design”, un artista nato a Pro-secco a Pieve di Soligo, in provincia di Treviso, che ama dipingere e scolpire rane. Rubini si è distinto anche per il progetto Magic Italy in Tour, un programma studiato per rilanciare l’immagine dell’Italia in 19 città di 12 paesi europei attraverso una mostra su un camion in cui era presentato il meglio della cucina e della produzione agricola nazionale. Costo oltre 3 milioni di euro e organizzazione incerta, stando almeno a quel che ha raccontato alcuni giorni fa Laura Garavini del Pd in un’interrogazione alla Brambilla. Secondo la Garavini, per esempio, a Madrid in pieno luglio il camion è rimasto aperto nelle ore del solleone micidiale e delle piazze deserte, dalle 2 alle 8, per di più nel quartiere periferico di Madrid Rio.

Nelle intenzioni della Brambilla, Rubini avrebbe dovuto essere la colonna portante anche di Convention Bureau. La nascita di questa società ha seguito un percorso tortuoso. Il primo atto è una lettera dello stesso ministro Brambilla con cui si stabilisce che la nuova azienda sia finanziata con i soldi del ministero, ma sia formalmente costituita e partecipata da Promuovi Italia, altra società pubblica dipendente da Enit che di fatto, però, si occupa in prevalenza di faccende lontane dal turismo. Il passaggio chiave è del 26 gennaio e porta la firma del capo di gabinetto del ministro, Varrone, il quale impone in sostanza al Dipartimento del Turismo di derogare ai propri poteri di controllo su Enit e controllate. In questo modo da quel momento in poi sarà la stessa Enit, cioè Rubini, a vigilare sulla gestazione della nuova società relegando in un scomoda posizione subalterna Promuovi Italia.


Quest’ultima, però, prende la cosa seriamente: mette in campo un’ipotesi di piano aziendale e studia la forma societaria più appropriata. Anche se volesse, del resto, non potrebbe prendere la faccenda sottogamba, visto che per ottemperare alla volontà del ministro è costretta a una variazione di statuto e a un aumento di capitale impegnativo: da 120 mila euro a 1 milione e 120 mila. L’atteggiamento cauto dei vertici di Promuovi Italia irrita però i vertici del ministero, i quali alla fine impongono lo statuto di Convention Bureau e nominano un consiglio di amministrazione composto in prevalenza da fedelissimi del ministro. Siamo tra febbraio e marzo di quest’anno e la situazione è già talmente compromessa e pasticciata che il consiglio di amministrazione non resta in carica che per il tempo necessario a insediarsi. A maggio il vecchio consiglio viene azzerato e in quello nuovo entrano Resca e Severino Lepore, proprietario dell’Harry’s Bar di via Veneto a Roma. E subito la società comincia a spendere soldi. Tanto che, siamo in luglio, Resca convoca un’assemblea straordinaria dei soci per un aumento del capitale sociale da 500 mila euro a 1 milione e per chiedere all’azionista Promuovi Italia nuovi soldi per ripianare i debiti. Da Promuovi Italia esce così un altro milione e 500 mila euro per rimettere in corsa la società.

L’ultima stranezza arriva proprio nei giorni della caduta di Berlusconi. Poco dopo che il tabellone elettronico della Camera certifica la fine del governo, dal ministero parte la richiesta di aggiungere un altro milione alla dotazione di Convention Bureau, soldi che dovrebbero essere sottratti proprio alla dotazione di funzionamento di Promuovi Italia. Per i dirigenti di quest’ultima società è la goccia che fa traboccare il vaso, tanto che ora stanno prendendo in considerazione l’ipotesi di liquidare Convention Bureau o di cedere la partecipazione, anche gratis. Per sottrarsi a un abbraccio non voluto e soffocante.

...pensiero al vento...
colpo di coda del kaimano ... NON andato a segno!!! .. OGNI tanto pure la CASTA si inceppa !!!

martedì 15 novembre 2011

...ancora 89 minuti da giocare...

La beffa più grande che il diavolo abbia mai fatto è stato far credere al mondo che lui non esiste.

E come niente… sparisce.

Se è vero che in quel lontano 26 gennaio 1994 un noto imprenditore decise di “scendere in campo” dando così inizio a quel deterioramento della politica di cui siamo tutti testimoni, è anche vero che in questi 17 anni le opposizioni hanno trasformato gli italiani da cittadini a tifosi.


Piuttosto che responsabilizzare il popolo e proporre un valido programma di cambiamento, le opposizioni si sono troppo spesso coccolate nell’antiberlusconismo e nella passiva difesa di una Carta Costituzionale ripetutamente aggredita dal Cavaliere. Il tutto senza esporre contenuti, senza esporsi.

Individuato il diavolo, era sufficiente urlargli contro e aspettare che i cittadini più sensibili intervenissero coi loro indici accusatori. Dall’altra parte, altri cittadini (quelli succubi dell’ottimismo e appisolati nel sogno berlusconiano) venivano sfruttati allo stesso modo per difendere quell’uomo che diceva di essere perseguitato dalla magistratura comunista.

In breve tempo, la politica si è trasformata da “arte del governare” ad attività di intrattenimento al pari del calcio, orientata al risultato piuttosto che ai contenuti. Così, mentre una parte negava l’esistenza dei problemi per ottenere il consenso, l’altra li portava a galla semplicemente per lo stesso motivo. Nessuna delle due parti, però, li analizzava né si preoccupava di cercare soluzioni plausibili, di avanzare proposte.

Piuttosto che strumento per disegnare il futuro del Paese, la politica era diventata serbatoio di spunti per il puntiglio, la provocazione, il dispetto, la rivalsa, la ripicca, la rappresaglia. Entusiasmo e frustrazioni avevano preso il posto del pensiero. Gli slogan, le parole forti, gli epiteti quello della realtà. Non era importante informare i cittadini, ma girarli a favore o contro qualcosa.

Ne è risultato un popolo senza coscienza politica, pronto a festeggiare davanti al Quirinale e a Palazzo Grazioli le dimissioni di un uomo che, nonostante l’età avanzata, sa ancora benissimo fare i calcoli; un uomo che ha certamente stabilito i termini delle sue dimissioni e che, oltre se stesso, rappresenta un’élite tutt’altro che disposta a mettersi in ombra; un uomo, infine, che è stato rovinato dal proprio desiderio di onnipotenza e non certo – come ha raccontato Bersani – a causa delle pressioni del Pd.

Anche se i cori e il lancio di monetine rievocano momenti passati, il presente che stiamo vivendo non ha niente a che fare con essi. Rispetto al 1993 manca ogni prospettiva di cambiamento: il nostro Paese è vicino al baratro economico; alle porte si affaccia un governo “tecnico” che dovrà far stringere ancora una volta la cinghia agli italiani e non potrà scontentare nessun partito; tanto meno quello di Berlusconi.

...pensiero al vento...
E allora cosa festeggiavano tutti quegli spumanti, quelle orchestrine, quei trenini? 
Semplicemente la caduta di un simbolo, ma non certo del suo significato. Il delirio di quelle piazze spiega l’ingenuità del nostro popolo, pronto a esultare per un gol segnato al primo minuto senza ricordare che ce ne sono ancora 89 da giocare. Stiamo a vedere. Senza illusioni.

giovedì 3 novembre 2011

...Soy Cuba...


Alcune foto dalla mostra Soy Cuba del fotografo Giancarlo Ceraudo, tenutasi ad Ivrea dallo scorso 21 al 30 Ottobre.


Ed ecco alcuni commenti alla mostra:

Cuba non è più quella di una volta; a 52 anni dalla revoluciòn, il paese sembra sul punto di entrare a tutti gli effetti nel mondo capitalista. Ma il fascino dell’utopia castrista è duro a morire, e sopravvive ancora negli angoli meno battuti dai turisti. Il fotografo Giancarlo Ceraudo si muove in queste nicchie di resistenza, afferrando istantanee di un passato che scappa veloce, ma anche, inevitabilmente, il volto del cambiamento in atto. L’essenza dell’anima cubana che non può dimenticare mezzo secolo di storia si manifesta con forza nelle fotografie di Soy Cuba, soprattutto nei volti delle persone, del popolo dell’isola caraibica. Cuba sono loro.

“Fidel e Che Guevara esistono ancora, anche se Cuba sta cambiando. Giancarlo Ceraudo, fotografo Noor, racconta e documenta questa trasformazione, con la nostalgia del passato e la curiosità verso il futuro. Muovendosi tra angoli di città dimenticati dai muri screpolati, auto d'epoca arrugginite e spiagge meta di turismo internazionale, scatta la Cuba di oggi così com'è.“

"Soy Cuba regala uno spaccato prezioso di un luogo unico al mondo destinato a scomparire entro breve. L'essenza dell'anima cubana si manifesta con forza in "Soy Cuba", soprattutto nei volti delle persone, del popolo dell'isola caraibica.

…pensiero al vento…
Ho fatto qualche ricerca … e ho scoperto che Soy Cuba è un film del 1964 diretto da Mikhail Kalatozov.

Il titolo (in italiano Io sono Cuba) allude all’intento del film di rappresentare e interpretare l’animo cubano della fine degli anni cinquanta, innalzandosi a portabandiera della rivoluzione. È ritenuto da molti un film strepitoso, capace di influenzare la poetica dei registi che ne entrano in contatto; alcune sue scene sono considerate tra le più belle mai girate. E in effetti ciò che a tratti sconvolge è la sua altissima qualità tecnica, a cominciare dalla fotografia di Sergej Uruševskij e la complessità dei movimenti di macchina, ottenuti spesso con vere e proprie acrobazie della cinepresa. È certamente un film di poesia.

Diviso in un prologo e quattro episodi, il film affronta le miserie della popolazione cubana e la sua voglia di riscatto dal regime di Batista, scegliendo un registro che spesso tocca il melodrammatico.
  • Il prologo è di carattere lirico e consiste in un lungo piano sequenza. La macchina da presa segue una rudimentale barca che scorre su un fiume e una voce narrante ripete il ridondante "Soy Cuba..."
  • Il primo episodio tratta della Cuba pre-rivoluzionaria, una Cuba del divertimento mondano, misto di jazz, alcool e stupende ragazze. In particolare Maria, costretta dalla fame e dalla miseria a concedersi a ricchi ospiti americani.
  • Il secondo episodio ha come oggetto la furia disperata di un povero contadino, Pedro, che subisce un pesante sopruso da parte del potere e colto da un raptus allucinatorio brucia tutta la piantagione di canne da zucchero.
  • Il terzo episodio è dedicato alle sommosse dei giovani studenti, soffermandosi in particolare su Enrique, sulla sua incapacità di uccidere, sulla sua morte durante la rivolta.
  • Il quarto episodio racconta la lotta armata sulle montagne e la presa di coscienza della necessità di ricorrere alle armi. Mariano, che vive nella Sierra Maestra con la sua poverissima famiglia, si convince ad imbracciare il fucile e a combattere.
I primi due episodi mettono quindi sotto accusa la tirannia del vecchio regime, mentre gli ultimi due celebrano con toni eroici e drammatici la lotta dei rivoluzionari.

ED ECCO il link per scaricare il film (in tre parti) …